Reporters sans frontières

Testi che riguardano l'associazione di tutela della libertà di stampa francese Reporters sans frontières

Ottantasei morti per la libertà di informazione: pubblicato il bilancio 2007 di Reporters sans frontières. 885 arrestati.

Sono almeno 86 i giornalisti e 20 assistenti dei media uccisi nel corso del 2007, un giornalista in più per quello che secondo Reporters sans frontières , è stato definito, ancora, l'anno più sanguinoso per i media.

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Sangue sull’informazione: aumentano nel 2006 i giornalisti uccisi. Il bilancio di Reporters sans frontières

Ottantuno giornalisti uccisi insieme a 32 lavoratori dei media, 871 arrestati, 1472 attaccati o minacciati, 52 rapiti: è il bilancio di Reporters sans Frontières (Rsf) per un 2006 in rosso sangue, più del 2005, il più mortale secondo l’organizzazione francese dal 1994. All’epoca, le guerre civili in Ruanda, Algeria e nella ex Yugoslavia portarono il triste bilancio a 103 giornalisti uccisi.

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Il resoconto annuale di Reporters Sans Frontières sulla libertà di informazione

Sessantatre giornalisti e 5 assistenti uccisi, oltre 800 arrestati, 1308 hanno subito attacchi o percosse, mentre sono 124 quelli che, insieme a 70 “cyber dissidenti”, sono ancora rinchiusi nelle prigioni di tutto il mondo. Il bilancio di Reporters sans Frontières 2005 di in appena 7 pagine, riporta quanto la libertà di stampa e di parola costi in termini di vite umane e sofferenza, ancora in ogni parte del globo.

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Reporter a rischio

“I recenti morti e feriti tra i giornalisti in Iraq dimostrano come le truppe Usa stiano andando al di fuori di ogni autorità”. E' il britannico Guardian a lanciare l'accusa dal suo fascicolo dedicato ai mezzi di informazione, MediaGuardian. Nell'esordio del nuovo formato - il “Berliner”, più piccolo del tabloid, che in Gran Bretagna contraddistingue negativamente la stampa “popolare” - Rory Carroll da Baghdad dedica un lungo servizio agli operatori dei media caduti per “fuoco amico”. Con poche eccezioni, iracheni.

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