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Steso sul lettino sto e osservo un social network che troppo coglierò (scusa Guido Gozzano)

Woody Allen in Manhattan

Ieri un gruppo di persone che condividono un progetto di social network, tra le quali io, hanno dato corpo alle loro identità digitali: chi con una birra, chi con uno spritz, chi con un bicchiere di vino. Dal flusso di byte più o meno abituale si è passati a un inusuale (per chi non si è mai conosciuto al di fuori degli universini Facebook o Instagram) flusso di informazioni reali: nomi, cognomi, professioni, desideri, aspettative, puntualizzazioni, anche contrasti.

«Mio nonno fava i matoni...» Benzi Fratelli, una storia edilizia riminese rinnovata nel web

Calzinaz, personaggio del film Amarcord

«Mio nonno fava i mattoni, mio padre fava i matoni...» ve la ricordate la filastrocca che Calzinaz recitava nel film di Federico Fellini, Amarcord? La recitava a un Benzi, il padre di Titta, capomastro, nella narrazione fantasiosa del regista riminese. Come in tutte le sue storie un fondo di verità c'è, una verità che nell'edilizia riminese c'era e c'è ancora. Paolo Benzi, titolare della Benzi Fratelli (e amico fraterno) è discendente di questa storia riminese di edilizia.

Comunicazione: 

La linea editoriale di un blog. Del perché darsi delle regole ben precise

La linea, disegno animato di Osvaldo Cavandoli

Considero un blog alla stessa stregua di un giornale. Ha un'identità che si esprime attraverso i contenuti – nome, titoli, testi, immagini – ha degli argomenti prevalenti, degli orientamenti, una diffusione tra i lettori. Insomma, una volta avviato vive di vita propria. E in base a quella vita ha poi più o meno successo. Se per successo intendiamo fare il proprio sporco lavoro con dignità, gusto e un minimo di riscontro tra i lettori secondo i propri parametri. Non ha i limiti della carta, un blog, ma non ha nemmeno le potenzialità che la carta stampata offre.

Media: 

Il blog. Qualche parola di introduzione.

The Croods,  film animato del 2013 scritto e diretto da Kirk De Micco e Chris Sanders.

In principio era una “Traccia sul web”. Web log, appunto. Poi contratta in “blog”. Una pagina dove segnavi dei link interessanti e al limite li commentavi. Poi però i motori di ricerca si sono evoluti in modo più estensivo, mentre lo strumento si è prestato a diventare qualcosa di più, una forma di editoria fuori dagli schemi formali conosciuti (e inaccessibili ai più), E' diventato un modo per raccontarsi e raccontare qualcosa – qualsiasi cosa – e confrontarsi con gli altri.

Media: 

Come si fa ad aprire un blog? E' facile, se scegli lo strumento giusto. Le magagne arrivano dopo.

Una scena del film Domani accadrà, di Daniele Luchetti

«Dai, uno di questi giorni ci sentiamo che mi spieghi un po' come si fa un blog». Qualche volta capita di sentirmi rivolgere questa domanda. Magari più per anzianità di servizio (il primo post su La casa di Kikko, il mio primo blog, è del 2003), che per meriti sul campo (se li contate, i testi, sono davvero pochini). E qualche volta mi capita di proporlo, a qualche amico o amica che leggo sui social network per i loro testi arguti o divertenti, o per le competenze che hanno costruito nei più disparati campi applicativi. Sta di fatto che la lampadina appena accesa del desiderio, nell'interlocutore, comincia a calare di luminosità quando si chiede se sarà difficile da gestire. La risposta giusta, sarebbe: «se non si va non si vede». Ma non ho voglia di incrociare uno sguardo tra l'interrogativo e il «ma sei scemo»?

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