Al Jazeera e la rivoluzione dei media arabi: l’analisi di Lawrence Pintak

“C’è una rivoluzione in corso nel mondo arabo. E’ la rivoluzione che sta cambiando il prisma attraverso il quale gli arabi guardano gli eventi nel mondo e del loro ‘giardino’. Una rivoluzione che sta riforgiando il modo in cui la gente comune osserva i suoi leader e il modo in cui essi interagiscono con il popolo. Questa è una rivoluzione dei media e nessuno è meno interessato dei giornalisti stessi. La questione del loro ruolo è oggi al top dell’agenda nel mondo arabo”.

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Al Jazeera aprirà un canale in inglese: l’informazione araba parla direttamente all’Occidente

La voce più autorevole, e discussa, del mondo arabo, parlerà direttamente all’Occidente: niente più mediazioni e interpretazioni per Al Jazeera, dal 15 novembre affiancherà alla sua programmazione in lingua araba un canale di notizie in inglese.

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Anna Politkovskaya, "L'unica giornalista buona è la giornalista..."

"The only good journalist…": è il titolo del Guardian, nel ricostruire la tragica fine della collaboratrice Anna Politkovskaya, giornalista del periodico russo Novaya Gazeta, e il contesto nella quale è maturata. Il riferimento al macabro motto coniato per gli indiani d'america è anche per il lungo elenco di giornalisti uccisi, 13 con l'omicidio dei giorni scorsi, "dall'avvento di Putin al potere".

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Rimini, le scelte nette hanno pagato

Una vittoria non scontata né per la statistica, “un sindaco eletto a Rimini al primo turno non si è mai visto”, né per la composizione della coalizione che lo ha sostenuto, “sapevamo di aver fatto scelte nette, che avremmo potuto pagare”. E invece no, non paga queste scelte Alberto Ravaioli: batte il suo più diretto antagonista, il coach di basket Alberto Bucci, candidato dal centrodestra, per oltre 10 lunghezze: 51,09 a 40,21%, come recitano le urne riminesi poco prima della mezzanotte.

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Il resoconto annuale di Reporters Sans Frontières sulla libertà di informazione

Sessantatre giornalisti e 5 assistenti uccisi, oltre 800 arrestati, 1308 hanno subito attacchi o percosse, mentre sono 124 quelli che, insieme a 70 “cyber dissidenti”, sono ancora rinchiusi nelle prigioni di tutto il mondo. Il bilancio di Reporters sans Frontières 2005 di in appena 7 pagine, riporta quanto la libertà di stampa e di parola costi in termini di vite umane e sofferenza, ancora in ogni parte del globo.

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