Coop sociali l'altra faccia della crisi. Per gli «svantaggiati» il lavoro è un miraggio

La crisi economica che spinge a una forte competitività è una ganascia della tenaglia, l'altra sono i tagli agli enti locali e nel mezzo c'è un settore del mercato del lavoro che non guarda solo al profitto ma all'inclusione sociale dei lavoratori cosiddetti "svantaggiati": la cooperazione sociale di tipo B. E che comincia a sentire gli effetti di questa morsa. L'allineamento con il mercato in crisi è cominciato proprio dalla missione, dare un lavoro a chi, per disabilità fisiche o psichiche, faticava più degli altri a trovarlo. «Se prima della crisi riuscivi a inserire lavoratori svantaggiati anche con condizioni di media gravità, ora devi impiegare uno "svantaggiato biondo, alto e velocissimo", facendo una selezione dei migliori. - dice Vittorio Saltini, presidente del modenese Consorzio solidarietà sociale, circa 30 coop di cui 20 di tipo B - I lavoratori con problemi psichici prima della crisi erano gli ultimi a essere impiegati. Oggi, con la disoccupazione che cresce, sono gli ultimi di una lunga fila. Nei servizi ambientali di "psichici" non ce n'è più». E' la produttività, baby, un tema - o uno scoglio - che ricorre in ogni tipo di contratto, sia che si forniscano servizi alle grandi multiutility, sia ai privati, sia agli enti locali.

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Una comunità di... Cento Fiori. «Creammo per la prima volta quella che oggi è chiamata sussidiaretà»

«Esistono due tipi di assuefazione all'eroina: 1) l'assuefazione del tossicomane. 2) l'assuefazione dell'opinione pubblica. Una efficace attività preventiva deve combattere questo secondo tipo di abitudine. L'eroina a Rimini nel giro di tre anni ha assunto dimensioni preoccupanti. I tossicomani che si sono rivolti al C.M.A.S (Centro Medico di Assistenza Sociale) per disintossicarsi sono in continuo aumento. L'incremento nel periodo 30/9/1979 - 30/4/1980 è stato del 187% di eroinomani al di sotto dei 20 anni, del 9,5% tra i 20 e i 24 anni e del 51% al di sopra dei 25 anni. Da questi dati si può notare che il mercato punti decisamente sugli adolescenti e di come questi caschino nella rete. [...] A Rimini e circondario esistono circa 600 tossicomani, comperano in media 50 mila lire di eroina al giorno. Con una semplice operazione scopriamo che il mercato è di 30 milioni al giorno, 900 milioni al mese, circa 12 miliardi all'anno». Siamo nel 1980, con queste parole inizia un volantino che chiama ad una manifestazione cittadina organizzata per il 22 novembre. Lo firmano «i giovani del Centro, il comitato dei genitori, gli operatori del Cmas», struttura della Usl Rimini Nord. L'obbiettivo della manifestazione, la prima del suo genere, è «politicizzare il tema della tossicodipendenza». Ovvero, per dirla ai nostri giorni, farla mettere in agenda per la città.

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Rimini, corsa a tre. Ma è polemica sul ticket Gnassi - Arlotti

Uno spettro agita le primarie di Rimini: si chiama Ticket, il binomio Andrea Gnassi & Tiziano Arlotti, ovvero due dei 3 candidati rimasti alle selezioni di coalizione per sindaco di Rimini. Un ectoplasma di accordi per dopare il confronto evocato dal terzo candidato, Ferdinando Fabbri, sul suo sito (www.nandofabbri.it): "Perché si vorrebbe tagliar fuori Fabbri in barba a qualsiasi valutazione di merito e di capacità di portare a casa dei voti?

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Tu fai il lavoro sporco, il capo si prende i meriti. Sessione al femminile al Pio Manzù: manager e ambasciatrici raccontano

Avevo tre anni. La sera prima mi diedero una razione in più di riso. Non sapevo perché» Alla platea del centro Pio Manzù di Rimini l'ex modella Waris Dirie racconta. Racconta che è nata nel deserto pietroso della Somalia, che vi ha vissuto per 10 anni fino a quando è scappata quando il padre voleva farla sposare. Racconta degli umili lavori a Mogadiscio e a Londra, diventando modella per caso, dell'intervista a Vogue e la domanda sul giorno che le ha cambiato la vita, pensando - la giornalista - a quando Cenerentola è diventata la principessa dei rotocalchi.

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«Australian 'ndrangheta»: a Rimini venerdì 15 lo storico Ciconte e il procuratore antimafia Macrì alla sala del Giudizio, h 21

«The best made in Italy in the world: Australian 'ndrangheta». Un titolo provocatorio per presentare l'ultima fatica libraria di Enzo Ciconte, storico della criminalità organizzata, e Vincenzo Macrì, procuratore nazionale Antimafia aggiunto, invitati a Rimini dall'associazione Ragionevoli dubbi. I codici di affiliazione della malavita calabrese in Australia e la missione che là compì Nicola Calipari (il funzionario di polizia ucciso durante a liberazione della giornalista Giuliana Sgrena in Iraq), raccolti nel volume «Australian 'ndrangheta, saranno il punto di partenza di un interessante dibattito sulla malavita organizzata e delle sue tecniche di infiltrazione nei territori.

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