Il Centro Pio Manzù rende omaggio al secolo delle donne. Nella tre giorni di Rimini premiata la città di Fukushima

Un Pio Manzù dedicato al futuro e alle donne: dopo numerose testimonianze di successi al femminile che hanno costellato le passate edizioni, quest'anno le giornate di studio riminesi vaticinano un secolo "XXI Femminile. Dal secolo breve al secolo delle donne. Risposte di genere al futuro dell'umanità". Questo il titolo della tre giorni che si apre a Rimini venerdì 21 ottobre per concludersi il 23 con il conferimento delle onorificenze del Presidente della Repubblica italiana e del Centro Pio Manzù a personalità distintesi per cultura o per il loro contributo al progresso civile e sociale. Tra queste Ngozi-Okonjo Iweala, ministro dell'Economia della Nigeria, la giornalista Milena Gabanelli, Shulamith Koenig, fondatrice del People's Movement for Human Rights Learning. Con un'eccezione: la medaglia d'oro attribuita alla città di Fukushima: «Tutto il mondo è rimasto ammirato di fronte al dolore composto delle vittime, alla determinazione al soccorso e alla volontà di rinascita».

Quattro i laboratori proposti: se «il Novecento ha sancito la rilevanza della condizione femminile che, a poco a poco, è cresciuta sino a diventarne un tema centrale e una delle grandi conquiste, il XXI secolo, sarà "donna" perché nei decisori - uomini e donne - è presente la nuova consapevolezza dei diritti di genere». Al teatro Novelli, dove avranno sede tutti gli incontri, si inizia con «Dalla ‘mater familias' alla teoria di genere», venerdì 21 ottobre alle 9, con la tunisina Fethi Benslama Direttore di Scienze Cliniche Umane - Università Paris VII - Denis Diderot, la storica Giulia Galeotti, l'ex ministro Linda Lanzillotta e l'amministratore delegato della Luisa Spagnoli spa Nicoletta Spagnoli.

Nel pomeriggio «Salute, istruzione, empowerment femminile: scenari del nuovo Millennio», con Laura Frati Gucci, presidente Associazione imprenditrici e Donne Dirigenti D'Azienda, Mary Akrami cofondatrice del Centro di sviluppo per le donne dell'Afghanistan, Jayati Ghosh, docente di Economia all'Università di Jawaharlal Nehru, Nuova Delhi, Rasmata Kabre (Burkina Faso) Fondatrice dell'Associazione per la Promozione dei Gruppi Femminili.

Sabato 22 la sessione mattutina parte dal un dato drammatico: dal 40 al 70% delle donne uccise in Australia, Canada, Israele, Sud Africa e Stati Uniti è morta per mano di mariti o fidanzati. «Della violenza alle donne: le culture e le ortodossie del disprezzo», con la giornalista Valeria Palumbo, Alessandra Bagnara (Donne in rete contro la violenza), Nusha Yonkova della European Women's Lobby, Marcello Flores d'Arcais, Maria Rita Parsi, Souheir Katkhouda, presidente dell'Associazione Donne Musulmane d'Italia e la giornalista Stella Pende

Nel pomeriggio «Oltre l'asimmetria dei ruoli, dal diritto al dovere della leadership», con Marie C. Wilson, il tenente Marina Catena (del Programma Alimentare Mondiale delle Nazioni Unite in Francia), Evelina Christillin, presidente Fondazione del Teatro Stabile di Torino, e l'economista Fiorella Kostoris.

Pubblicato su l'Unità - Culture, pag 43

Articolo scritto per: 
Eventi: 
Luoghi: