Rimini. Ballottaggio con molte incognite. Gnassi: «io non farò pasticci». Divisioni negli schieramenti

Poco più di tre punti, 3,17% li hanno separati al primo turno, ma ora, per Andrea Gnassi del centrosinistra e Gioenzo Renzi del centrodestra, si apre una nuova partita: la ricerca di nuove "collaborazioni", qualcuna possibile, altre invece mediabili solo dagli appelli agli elettori, ovvero senza "pagare dazio" alle formazioni politiche. Non ha parlato apertamente di apparentamenti Andrea Gnassi al suo incontro con la stampa, vedrà «le forze politiche che si riferiscono ai valori del centrosinistra. Discuteremo ma l'elemento per me imprescindibile è che non si devono fare pastrocchi. In Italia sono troppe le situazioni in cui invece di governare ci si preoccupa dell'equilibrio tra partiti, fino a dover accontentare appetiti per niente nobili. A Rimini si cambia pagina anche in questo; e quello del governare senza dover arrancare giorno per giorno e fare concessioni sbagliate è un valore per me basilare».

Nell'orizzonte di Gnassi ci potrebbe essere il Sel e sopratutto gli elettori di Fabio Pazzaglia, che ha chiuso al 5% di preferenze, ma la divisione tra vendoliani e centrosinistra è stata fin troppo marcata. Un muro contro muro che nasce dall'amministrazione di Ravaioli e che difficilmente potrebbe sgretolarsi. Più percorribile il rivolgersi direttamente a quell'elettorato che comunque, come lo stesso Pazzaglia aveva detto in campagna elettorale è «di centrosinistra. E non voterei mai uno che non ha partecipato alla festa della Liberazione». Renzi, per la cronaca.

Anche per Renzi l'agenda è fissata sugli incontri con le forze politiche, fin da oggi: «Parlerò con tutti, chiaramente non con Sel e con Pazzaglia - scherza con l'Unità - ma ci sono gli elettori di 5 stelle, con i quali abbiamo avuto battaglie comuni». Poi ci sono gli elettori dell'ex sindaco socialista Moretti e dell'Udc, che invece due anni fa sostennero - a sorpresa - il centrosinistra. E i cattolici di Rimini più, ovvero delusi Pd e parte area Compagnia delle opere. In ogni caso, ci saranno gli appelli: «comunque sono elettori liberi, come del resto tutti gli altri, che si esprimono anche senza direttive dipartiti. Parleremo coni rappresentanti politici, ma poi i appelleremo ai loro votanti, anche a sinistra. Del resto, ci sono state delle schede elettorali con voti disgiunti Pd e Renzi».

Pubblicato su L'Unità emilia Romagna

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