Rimini. Ballottaggio tra Gnassi e Renzi nella città più grillina della regione

Andrea Gnassi del centrosinistra conclude il primo turno a Rimini con il 38,13%, in vantaggio di quasi 4 punti contro il candidato del centrodestra Gioenzo Renzi. Poi il grillino Luigi Camporesi - la sorpresa, con il suo Movimento che fa la performance migliore : +3% circa - che chiude oltre l'11% e il candidato Sel (ed ex Pd) Fabio Pazzaglia, con quasi il 5% dei voti. Chiudono così il primo atto delle amministrative riminesi gli attori principali, il resto della compagnia, 12 in tutto, non superano lo scoglio dello sbarramento. In 5 nemmeno il prefisso telefonico. Il responso della platea elettorale, arrivato a rilento a partire dalle 18 (sic!), delinea da subito queste distanze, mentre rilascia un quadro politico molto più variegato nelle 21 liste che appoggiavano i 12 aspiranti primi cittadini.

Tiene abbastanza il centrosinistra con il Pd che cede, pero, almeno due punti. Forse li ha raccolti la civica che li affianca, Rimini per Rimini, di sicuro non l'Idv, che crolla dal 6,74 che aveva lo scorso anno a meno della metà. Da prefisso il Partito socialista, non supera il 2% la Federazione della sinistra mentre i verdi superano l'1. Ma è in casa del centrodestra il vero tracollo. Il Pdl perde quasi il 10% dei voti, ma non grazie alle bordate che la Lega, per bocca del segretario regionale Gianluca Pini, ha rivolto per tutta la campagna elettorale alla sua classe dirigente. Anzi, il Carroccio non solo non raccoglie gli elettori transfughi del Popolo della Libertà, né consolida il suo 9,24% ma perde almeno 2 posizioni. Sarà la seconda delusione di Pini in provincia, la prima gliela riserva Pennabilli, che lo snobba come sindaco preferendogli il candidato del centrosinistra Lorenzo Valenti. Per 80 voti. Crolla della metà l'Udc: mortale l'appoggio alla civica dell'ex sindaco socialista Moretti, che li supera addirittura.

Teso prima dell'arrivo dei dati, Andrea Gnassi rilassa il volto man mano che la forbice si allarga. Parla di un «dato straordinario, alle scorse elezioni eravamo sotto l'1,5%. Di fronte a questa grande frantumazione, siamo davanti e cresciamo. Il Pdl e la Lega hanno fatto il pieno, non potranno rivolgersi a nessuno, noi invece ci appelleremo a tutte le forze sane della società riminese per il secondo turno». Che riapra il dialogo mai avviato a sinistra con il Sel? Tra vendoliani e Pd è stato sempre muro contro muro, l'urbanistica il principale nodo del contendere, quello che ha portato Pazzaglia a uscire dalle primarie prima e dal Pd poi.

Di certo Gnassi non potrà rivolgersi ai vertici del Movimento 5 stelle, forse ai seguaci di Grillo: «lasceremo liberi gli elettori al secondo turno - dice Luigi Camporesi - daremo però le informazioni ai nostri elettori su chi c'è dietro ai candidati: centrosinistra e centrodestra sono sempre stati conniventi e consociativi per quanto riguarda le grandi scelte della città. La campagna elettorale, insomma, continua».

Nella testa a testa in provincia, il centrosinistra si aggiudica i risultati migliori. A Pennabilli, come detto, ma anche a Novafeltria, dove Lorenzo Marani è il nuovo sindaco per 500 voti su Elena Vannoni del centrodestra. A Cattolica, altro comune commissariato da una guida Pd, si va al ballottaggio: in testa il vincitore delle primarie del centrosinistra Piero Cecchini con il 48,69%, contro lo sfidante Cono Cimino di officina Civica, sosteuto da Pdl e Lega Nord. Mentre a Montecolombo vince Eugenio Fiorini, già sindaco Ds, che ha battuto il centrosinistra di Sergio Orsi.

Pubblicato su L'Unità Emilia Romagna

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