Autori: Giorgia Bondi, Elena Lucarella, Valentina Moscatiello, Antonella Antonelli, Gina Ancora
Rivista Sestante – Salute mentale, dipendenze patologiche, salute nelle carceri, Regione Emilia Romagna, numero 17, Generazione Z e Olders. Valutazione interventi clinici e di prossimità.
ABSTRACTL’ambiente digitale si af?anca oggi ai contesti tradizionali di sviluppo familiare, scolastico, sociale e naturale sollevando interrogativi su come riorientare strategie di informazione, prevenzione e interventi educativi lungo il ciclo di vita. Le tecnologie, da semplici strumenti, sono divenute vere e proprie dimensioni esperienziali entro cui bambini e adolescenti crescono, apprendono e socializzano.
I contesti educativi e i servizi di cura sono chiamati a ride?nire le proprie pratiche, superando modelli rigidi o obsoleti e riconoscendo la dimensione digitale come spazio di crescita, valorizzandone gli aspetti evolutivi e preventivi. Promuovere il benessere digitale signi?ca costruire un equilibrio tra età, tempo, modalità di esposizione e qualità dei contenuti, a tutela dello sviluppo cognitivo, emotivo e relazionale delle giovani generazioni.
Nella cornice del Piano Regionale della Prevenzione 2021– 2025 della Regione Emilia-Romagna, l’elaborato illustra l’impegno congiunto dei Dipartimenti di Sanità Pubblica, Salute Donna, Infanzia e Adolescenza e del Servizio Dipendenze Patologiche dell’AUSL della Romagna – ambito di Rimini, volto a promuovere un uso equilibrato e consapevole delle tecnologie digitali in prima infanzia e adolescenza attraverso il coinvolgimento delle famiglie, dei sistemi educativi, dei medici di medicina generale (MMG) e dei pediatri di libera scelta (PLS).
IntroduzioneNegli ultimi due decenni, l’evoluzione delle tecnologie digitali ha trasformato in profondità le abitudini relazionali, cognitive e sociali, producendo quella che il ?losofo Floridi de?nisce la quarta rivoluzione esistenziale dell’uomo contemporaneo. Egli descrive questa nuova condizione attraverso il concetto di Onlife, una dimensione in cui reale e virtuale si intrecciano costantemente, ride?nendo il nostro modo di vivere, pensare e relazionarci (Floridi, 2015). Sebbene oggi si parli di nativi digitali per sottolineare la precoce familiarità dei bambini con le tecnologie, è opportuno ricordare che le competenze digitali non sono innate, ma devono essere acquisite attraverso una mediazione adulta consapevole (Prensky, 2013). L’esposizione precoce agli schermi, spesso utilizzata dalle famiglie come strumento di regolazione emotiva già nel primo anno di vita, comporta tuttavia rischi signi?cativi. Numerose ricerche evidenziano come, nella fascia 0–2 anni, l’uso incongruo dei dispositivi e la fruizione di contenuti inappropriati possano compromettere sonno, sviluppo cognitivo e linguistico, abilità sociali e abitudini alimentari, con ricadute negative sul benessere emotivo e un possibile aumento del rischio di dipendenza. Queste evidenze sollecitano una ri?essione sull’importanza di promuovere buone genitorialità digitali, intese come l’insieme di pratiche e responsabilità degli adulti nella gestione dell’ambiente digitale, includendo supervisione, trasmissione di competenze e prevenzione dei rischi (Livingstone Ross, 2022). Anche l’adolescenza risente profondamente dell’evoluzione tecnologica: smartphone, social network, piattaforme di streaming e gaming online sono oggi spazi di costruzione identitaria, espressione emotiva e socializzazione. Tuttavia, un uso eccessivo o disfunzionale può favorire forme di disagio psicosociale ?no a veri e propri quadri clinici, tra cui il Gaming Disorder (ICD- 11). In Italia, sebbene manchino dati epidemiologici nazionali sistematizzati, diversi studi regionali e osservatori locali segnalano un aumento dei comportamenti problematici legati al gaming, in particolare dopo la pandemia da COVID- 19. In questo contesto si colloca anche il gioco d’azzardo online, che condivide con videogiochi e social network speci?ci meccanismi psicologici e neurocomportamentali, quali il rinforzo intermittente, la grati?cazione immediata, l’illusione di controllo e il design persuasivo, favorendo condotte ripetitive, craving e progressiva perdita di controllo (King, Delfabbro & Grif?ths, 2010; Grif?ths, 2012; Gainsbury et al., 2015). La crescente accessibilità tramite dispositivi digitali personali, noti?che continue, microtransazioni e sistemi di pagamento rapidi e dematerializzati amplia signi?cativamente la fruibilità del gioco d’azzardo patologico, abbassando le soglie di accesso anche in età giovanile (Derevensky & Gainsbury, 2016; Hing et al., 2017). L’esposizione precoce a tali dinamiche rappresenta un fattore di rischio per lo sviluppo di comportamenti di gioco problematico, collocando il gambling online nel più ampio quadro delle dipendenze comportamentali digitali (Blaszczynski & Nower, 2002; APA, 2013; WHO, 2019). La Società Italiana di Pediatria (SIP) segnala, inoltre, come iperconnessione e sovraesposizione a contenuti digitali siano associate a disattenzione, isolamento sociale, disturbi del sonno, sintomi depressivi e ritardi nello sviluppo socio- relazionale. A livello europeo, la prevalenza del Gaming Disorder tra i 12 e i 18 anni è stimata tra l’1% e il 9%, con valori più elevati nei maschi e nei soggetti con vulnerabilità psicologiche (ADHD, disturbi dell’umore, tratti autistici).
Anche nei contesti scolastici e nei Servizi per le Dipendenze Patologiche italiani emergono richieste crescenti di supporto per problematiche legate al gaming, spesso non ancora clinicamente strutturate, ma già impattanti sulla qualità della vita. A fronte di tali rischi, la Federazione Italiana Medici Pediatri (FIMP) ha promosso vademecum informativi per le famiglie sull’uso consapevole dei dispositivi. Parallelamente, i servizi territoriali di Sanità Pubblica, Salute Donna, Infanzia, Adolescenza e Dipendenze Patologiche hanno iniziato a sviluppare interventi di prevenzione e sensibilizzazione per rafforzare le competenze genitoriali, riconoscendo nella salute digitale una componente essenziale del benessere complessivo. Nel territorio riminese, sono stati avviati due progetti di promozione della salute e prevenzione in continuità tra loro: Educare al Digitale, rivolto alle famiglie con bambini 0–6 anni e promosso in collaborazione con i PLS, e Rel-Azioni Digitali, destinato alle famiglie di preadolescenti e adolescenti, con l’obiettivo di favorire l’intercettazione precoce dei rischi e il raccordo con i servizi specialistici di cura.
1. Descrizione degli interventi di prevenzione e metodologia 1.1. Il Progetto Educare al DigitaleIl progetto Educare al Digitale nasce all’interno del Dipartimento Salute Donna, Infanzia e Adolescenza di Rimini – AUSL della Romagna, in collaborazione con i PLS dell’ambito aziendale. Si inserisce nel quadro della Legge Regionale Emilia-Romagna n. 19/2018 e del Piano Regionale della Prevenzione (PRP) 2021–2025, con particolare riferimento agli interventi PL11 (Primi 1000 giorni di vita), PL20 (Sani stili di vita) e PP04 (Prevenzione e Dipendenze). La prima azione progettuale innovativa ha riguardato l’integrazione, a partire dall’anno 2023, nella pratica clinica dei Pediatri di Libera Scelta (PLS) della provincia di Rimini, del software Bilancio di Salute Digitale (BSD), uno strumento di screening che raccoglie dati standardizzati sul rapporto tra bambini e tecnologie, esplorando speci?che aree tematiche (comprensione della realtà e dell’identità virtuale; cyberbullismo; adescamento online; sexting; dipendenza da internet; ritiro sociale e fenomeno Hikikomori; utilizzo di smartphone, tablet e computer; social network e app; videogiochi; youtuber e streamer; serie animate e anime; fumetti e manga; serie TV; musica; equilibrio tra attività digitali, sportive e sedentarie; in?uenza del contesto familiare e presenza di modelli digitali a rischio) e fornendo una fotogra?a aggiornata dello stato di salute digitale nelle diverse fasce d’età che consente l’individuazione precoce di eventuali fattori di rischio. L’approfondimento clinico con il pediatra, supportato dal BSD, è ?nalizzato alla valutazione delle principali dimensioni dello sviluppo digitale del minore attraverso la somministrazione di un questionario durante le periodiche visite di controllo: l’utilizzo dello strumento è stato prioritariamente rivolto ai nuclei con bimbi entro i primi 1000 giorni di vita e successivamente esteso, per una fotogra?a più longitudinale, anche alle famiglie con bimbi di più di 2 anni di età. La generazione di un link consente la compilazione online del questionario da parte delle famiglie e, dai 7 anni, anche dei minori. I risultati, elaborati in tempo reale, vengono condivisi con la famiglia che ha modo di ri?ettere, attraverso apposite schede tematiche elaborate dal software, sugli elementi di criticità emersi nel rapporto con le tecnologie ed eventualmente orienta il pediatra all’invio del nucleo a servizi psicologici specialistici. Il BSD si con?gura, quindi, come uno strumento teorico-pratico in evoluzione, concepito come framework dinamico per la promozione della salute digitale in ambito pediatrico, attraverso il sostegno alla genitorialità, inteso come rafforzamento delle competenze educative nella gestione dell’impatto tecnologico familiare. Parallelamente all’utilizzo del software, sono state sviluppate due principali linee di intervento operative a sostegno della salute psico-comportamentale di bambini e famiglie:
Rel-Azioni Digitali rappresenta un’innovazione territoriale nel campo della prevenzione delle dipendenze digitali in adolescenza, fondata su un modello integrato di prossimità, accessibilità e collaborazione interprofessionale.
A partire dal 2021, l’equipe Prevenzione del SerDP ha implementato la sperimentazione delle Case Ludiche, spazi protetti di informazione, prevenzione e intercettazione precoce collocati in contesti extra-sanitari. Tali setting, attivi nei territori di Rimini e Riccione, con?gurano spazi sicuri, neutri, ove poter giocare, videogiocare, ri?ettere, in cui reale e virtuale si intersecano per promuovere nuove modalità relazionali e partecipative. Nel giugno 2024, in continuità con tale paradigma, sono stati attivati gli sportelli di ascolto e counseling psicologico sul digitale presso le Case Ludiche: A Social-Space (Riccione) e A-GoodGame Space (Rimini). Gli sportelli offrono interventi di informazione e consulenza rivolti ad adolescenti e ?gure adulte di riferimento (genitori, docenti, educatori), con la duplice ?nalità di prevenire l’uso disfunzionale delle tecnologie e di valorizzarne le potenzialità evolutive e relazionali. Tuttora operativi per tre ore settimanali e condotti da una psicologa-psicoterapeuta esperta in dipendenze patologiche, gli sportelli prevedono:
L’accesso avviene tramite segnalazione diretta o su invio dei professionisti del territorio; gli esiti della consultazione vengono restituiti in forma scritta al servizio o al medico inviante, con eventuali indicazioni di follow-up o presa in carico specialistica.
Il progetto persegue una duplice ?nalità: favorire l’intercettazione precoce dei comportamenti a rischio e promuovere competenze di autoregolazione e consapevolezza critica nei giovani e nei loro contesti di riferimento. Inoltre, Rel-Azioni Digitali consolida la rete interistituzionale tra servizi sanitari, scolastici e familiari, contribuendo alla costruzione di un modello territoriale di promozione della salute digitale.
2. Implementazione dei progetti e valutazione dell’impatto sui target 2.1. Il Progetto Educare al DigitaleNel biennio 2023–2025, 10 PLS del territorio (28,6% del totale dei PLS formati) hanno integrato routinariamente lo strumento di screening precoce BSD nella pratica clinica. Sono stati effettuati 304 Bilanci di Salute Digitale su 235 lattanti di età inferiore ai 2 anni (età media: 1 anno). Nei gra?ci di seguito (1-2) sono riportati i principali comportamenti a rischio rilevati in questa fascia di età, tra cui emerge in particolare l’eccessiva e precoce esposizione a contenuti video, associata in letteratura a ritardi nello sviluppo del linguaggio, delle capacità cognitive ed esecutive, nonché a disturbi dell’attenzione e del sonno (Acta Pediatr. 2008, APA 2016).
Il terzo gra?co mostra che la condivisione di foto o video dei ?gli sui social network o sulle applicazioni di messaggistica risulta una pratica relativamente diffusa: il 31% dei genitori dichiara di farlo qualche volta e il 12% spesso, mentre il 29% lo fa raramente e il 28% dichiara di non farlo mai. Nel complesso, oltre quattro genitori su dieci riferiscono una condivisione almeno occasionale di contenuti riguardanti i ?gli, evidenziando come lo sharenting rappresenti un comportamento socialmente rilevante, seppur eterogeneo per frequenza (Blum-Ross & Livingstone, 2017; Brosch, 2016).
L’ultimo gra?co sembrerebbe evidenziare un’elevata consapevolezza ri?essiva rispetto all’uso dei social media, il 76% degli intervistati afferma di pensare sempre alle implicazioni identitarie dei contenuti pubblicati, contro il 24% che dichiara di non farlo. Nonostante un’elevata consapevolezza dichiarata delle implicazioni identitarie della condivisione, impression management, emerge una discrepanza tra atteggiamenti dichiarati e comportamenti, già documentata nella letteratura (Goffman, 1959; boyd, 2014; Steinberg, 2017); pur in presenza di un’elevata ri?essività, una quota signi?cativa di genitori continua a condividere contenuti sui ?gli, sollevando interrogativi sul ruolo dei fattori sociali, normativi e relazionali che in?uenzano le pratiche di condivisione digitale (Bronfenbrenner, 1979; Livingstone et al., 2018).
Le azioni di promozione della salute digitale in capo al progetto si con?gurano come interventi preventivi e psicoeducativi a bassa soglia, orientati alla promozione del benessere digitale e al rafforzamento delle competenze genitoriali, hanno coinvolto 95 genitori, prevalentemente intercettati durante incontri scolastici, 1 nucleo è stato intercettato presso lo sportello di ascolto psicologico, 1 situazione è stata reindirizzata al progetto Rel-Azioni Digitali, non ci sono stati invii diretti da parte dai PLS (Tab.1). Gli esiti sono stati rilevati tramite questionari di gradimento, dai quali sono emerse indicazioni preliminari sull’ef?cacia dell’intervento psicoeducativo ed elementi utili per implementazioni successive. Dal questionario di gradimento (Tab. 2), somministrato al termine dell’iniziativa di gruppo, risultano come temi maggiormente rilevanti: le sane abitudini digitali (riduzione dell’uso dei dispositivi durante pasti, sonno e momenti sociali – 39,3%) e le indicazioni d’uso (evitare i devices come strumenti di ricompensa, punizione, intrattenimento o paci?cazione – 39,3%), seguiti da regole per lo screen time (17,9%) e App di Parental Control (3,5%). Le adesioni agli incontri di gruppo hanno riguardato prevalentemente madri di bambini 3-5 anni, mentre la fascia 0-2 anni è risultata scarsamente rappresentata. Quest’ultimo emerge come dato interessante, che orienta a ri?ettere su come strutturare azioni mirate per aumentare la consapevolezza sul tema del digitale dei neo-genitori.
2.2. Il Progetto Rel-Azioni digitaliLa metodologia dello sportello Rel-azioni Digitali prevede l’accesso di genitori, educatori e adolescenti, che possono usufruire di un massimo di cinque incontri di counseling psicologico. Al termine, il professionista valuta l’opportunità di un invio a servizi specialistici o, in alternativa, propone interventi psicoeducativi per genitori, percorsi gruppali o formativi per educatori, o interventi individuali per adolescenti. L’obiettivo è promuovere un uso consapevole e sostenibile dei dispositivi digitali, af?nché non interferiscano con la traiettoria di sviluppo in adolescenza. Tra luglio 2024 e settembre 2025, il progetto ha intercettato 20 genitori di adolescenti (10–17 anni), perlopiù inviati dai MMG che avevano partecipato ad una formazione tenuta dal SerDP sull’uso problematico delle tecnologie e le nuove forme di dipendenza. Le principali dif?coltà emerse riguardano la gestione del tempo di utilizzo dei devices, le alterazioni del ritmo sonno-veglia e la scarsa autoregolazione rispetto agli impegni quotidiani, in particolare scolastici. Sono stati seguiti 6 adolescenti in percorsi di counseling e 5 educatori dei centri giovanili di Rimini e Riccione, interessati ad approfondire i temi del digitale per migliorare le proprie competenze educative. Inoltre, 2 casi sono stati indirizzati ad altri sportelli specializzati per il Disturbo da Gioco d’Azzardo, a conferma della necessità di una continuità tra gli interventi di prevenzione sul digitale, gaming e GAP e dell’importanza del lavoro di rete. Per gli educatori, i bisogni emersi sono stati affrontati attraverso interventi gruppali psicoeducativi, ?nalizzati a comprendere i mondi digitali abitati dagli adolescenti e a ideare esperienze relazionali più ef?caci nei contesti aggregativi. Il parent training rivolto ai genitori ha mirato a contenere e riorientare paure e resistenze verso il digitale, promuovendo competenze utili a sostenere la relazione genitore-?glio, favorire la condivisione di paure, ansie e strategie di controllo sui propri ?gli legate ai rischi dell’online (dipendenza, cyberbullismo, esposizione a contenuti inappropriati) e a bilanciare ?ducia e sorveglianza. Nei colloqui con gli adolescenti sono emerse fragilità coerenti con la fase evolutiva: i ragazzi hanno mostrato curiosità e apprezzamento per uno spazio di ascolto non giudicante, riconoscendo il bisogno di autonomia e appartenenza online e ri?ettendo sui rischi di un uso disfunzionale. Tra i temi principali ?gurano il con?itto con i genitori, le dif?coltà comunicative intergenerazionali e la fatica nel negoziare regole condivise, in un contesto in cui anche gli adulti faticano a interrogarsi sui propri modelli genitoriali e sui propri usi digitali.
3. Valutazioni di esito e azioni di miglioramentoAlla luce dei dati rilevati, emergono indicazioni signi?cative per l’orientamento delle future azioni di prevenzione e sensibilizzazione, in particolare in relazione al fenomeno della precocizzazione degli esordi psicopatologici nell’ambito della salute mentale e delle dipendenze comportamentali. I progetti Educare al Digitale e Rel-Azioni Digitali hanno evidenziato come il tema della salute digitale sia percepito come rilevante da PLS, MMG, educatori, specialisti e genitori di bambini al di sopra dei 2-3 anni di età, mentre la fascia 0- 2 anni risulta tuttora scarsamente rappresentata. Il periodo prenatale e perinatale, secondo quanto emerge dalla letteratura scienti?ca, resta una s?da per i servizi e gli enti territoriali impegnati nella promozione della salute, in quanto rappresenta una ?nestra temporale determinante per la prevenzione precoce di abitudini digitali disfunzionali e per la sensibilizzazione ad un’introduzione dei dispositivi coerente con l’età evolutiva e con le esigenze relazionali primarie. I genitori di bambini in età prescolare e scolare, più frequentemente già preoccupati per eventuali alterazioni comportamentali, tendono ad accedere con maggiore facilità agli sportelli e agli incontri di sensibilizzazione. Al contrario, i genitori di bambini nella fascia 0–2 anni mostrano una minore partecipazione alle iniziative di promozione della salute digitale. Tale dato rappresenta una criticità signi?cativa, che suggerisce la necessità di individuare nuove strategie di prevenzione e modalità di ingaggio più ef?caci. Potrebbe risultare utile, ad esempio, introdurre speci?ci approfondimenti sul tema della salute digitale all’interno dei corsi di accompagnamento alla nascita, oppure integrare tali contenuti nelle iniziative rivolte ai futuri genitori promosse dai Centri per le Famiglie del territorio, in un’ottica di tempestività e prossimità. Il coinvolgimento dei PLS ha comunque consentito di attivare un’importante azione di prevenzione primaria e secondaria in una fascia di popolazione che manifesta un basso livello di consapevolezza rispetto al tema e una limitata percezione del rischio. Nonostante le attività di sensibilizzazione, infatti, gli invii allo psicologo da parte dei PLS sono stati esigui, indicando la necessità di ulteriori sforzi per accrescere la consapevolezza e la partecipazione delle famiglie. Parallelamente, l’osservazione delle traiettorie di rischio in preadolescenza e adolescenza, emersa attraverso gli interventi di intercettazione precoce e l’abbassamento dell’età di primo accesso ai percorsi trattamentali specialistici, ha messo in evidenza la necessità di orientare le politiche locali verso progettazioni condivise e azioni di rete. Tali azioni devono essere in grado di creare interconnessioni dinamiche tra professionisti e servizi, come dimostrato dall’esperienza dello sportello Rel-Azioni Digitali. L’attivazione di un canale di invio da parte dei MMG allo sportello e la partecipazione di adolescenti in assenza di comportamenti francamente patologici, insieme a quella di operatori che lavorano con questa fascia d’età, rappresentano un risultato signi?cativo. Tali elementi testimoniano il successo della scelta strategica di un contesto non stigmatizzante e della collaborazione strutturata con la rete dei servizi e con il territorio. Questi esiti, seppur ancora in una fase embrionale, appaiono promettenti e pongono le basi per il consolidamento, negli anni, di Rel-Azioni Digitali come nodo stabile e riconosciuto all’interno degli interventi territoriali dedicati alla salute digitale.
ConclusioniAccettare di operare nel territorio ibrido dell’Onlife non signi?ca ri?utare la tecnologia, ma riconoscerne le potenzialità e i rischi. Essa può essere risorsa di crescita, ma anche rifugio difensivo, risposta immediata a bisogni di sicurezza, riducendo le possibilità di un incontro autentico con centralità l’altro alla e limitando relazione le esperienze consente al trasformative. digitale di con?gurarsi Restituire come strumento e non come difesa, come opportunità e non come orizzonte chiuso. In questa prospettiva, i progetti Educare al Digitale e Rel-Azioni Digitali si delineano come una nuova frontiera della prevenzione, dai primi anni di vita ?no all’adolescenza. Il lavoro con le famiglie ha evidenziato, accanto a un interesse crescente, anche fragilità di ingaggio, indicando la necessità di rafforzare la comunicazione e consolidare un’alleanza più stretta tra servizi sanitari, scuola e genitori. L’educazione digitale si intreccia inevitabilmente con il tema della precocizzazione: l’accesso sempre più anticipato dei bambini ai dispositivi e l’esposizione precoce agli ambienti digitali richiedono interventi preventivi tempestivi, volti a promuovere un uso equilibrato e consapevole delle tecnologie. Ciò implica progetti di prevenzione primaria e di intercettazione precoce basati sulla sinergia tra sanità e scuola: i professionisti sanitari, come primi presidi di salute, hanno il compito di accompagnare le famiglie; la scuola, come luogo di socializzazione e apprendimento, diviene spazio privilegiato per promuovere salute e competenze digitali.
Co-autoriGina Ancora, Direttore Dipartimento Salute Donna, Infanzia e Adolescenza, U.O. Terapia Intensiva Neonatale Rimini Director NIDCAP Training Center Rimini, AUSL Romagna, Ospedale Infermi Rimini, Vice Presidente Consiglio Direttivo Società Italiana di Neonatologia (SIN)
Antonella Antonelli, Pediatra Libera Scelta AUSL Romagna Rimini, Segretario Nazionale FIMP Federazione Italiana Medici Pediatri
Elena Lucarella, Psicologa-Psicoterapeuta, Cooperativa Sociale Cento Fiori, Rimini
Valentina Moscatiello, Psicologa-Psicoterapeuta
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L'articolo DesTEENi Digitali – Traiettorie di prevenzione onlife nel ciclo di vita a Rimini proviene da Cento Fiori, Rimini.
Rimini – Un’allegoria del Natale in chiave femminile, con una cornucopia di doni, ovvero un simbolo di abbondanza che porti solidarietà e accoglienza alla nostra città, rendendo Rimini più grande. E’ stata la fantasia di Giada Romano a interpretare i desideri della Cento Fiori nel suo tradizionale messaggio natalizio, dedicato al terzo settore, cioè le realtà sociali che si adoperano ogni giorno per aiutare gli altri. E Giada ha risposto da par suo alle idee, lavorando in coppia creativa con i testi di Enrico Rotelli, e restituendo una giovane donna contemporanea, una “donna Natale” che svecchia gli stereotipi tradizionali e nello stesso tempo conquista la centralità dei valori che da sempre attraversano questo periodo dell’anno. Una idea illustrativa che rende onore al grandissimo ruolo che l’universo femminile dona al mondo della solidarietà..
L'articolo Gli auguri Cento Fiori sono un’allegoria del Natale con una cornucopia di abbondanza, di solidarietà e di accoglienza, firmata Giada Romano ed Enrico Rotelli proviene da Cento Fiori, Rimini.
Laboratorio di Arte Terapia o più esattamente di Arte Creatrice collettiva, costruttrice di nuove prospettive. Così mi piace definire lo spazio che ogni settimana condivido con i ragazzi della comunità di Vallecchio. Ogni laboratorio è preceduto da un momento di “centratura”, una breve introduzione alla meditazione che consiste nel rendersi consapevoli del proprio respiro, del proprio corpo, dei pensieri che ci attraversano cercando di rallentarli e di lasciarli andare, almeno per qualche minuto; accorgendosi così di potersi rilassare con l’aiuto del respiro permettendo alla creatività di emergere e di diventare un mezzo per cambiamenti interiori.
Ogni laboratorio è accompagnato da un tema che diventa la base dalla quale partire, in questo caso il tema è “Un bosco guardato dal basso” ovvero: steso a terra immagina di guardare in alto le chiome degli alberi, immagina l’intreccio dei rami, la luce che filtra attraverso le foglie.
I ragazzi sono intorno ad un foglio 100X80, ciascuno inizia a realizzare con i pennelli il proprio bosco nello spazio di foglio che ha davanti. Ogni 15 minuti circa sono invitati a spostarsi e ad inserirsi nel disegno di chi hanno accanto. Così ogni 15 minuti fino al completamento del disegno.
Questa tecnica aiuta i partecipanti a lasciare andare il giudizio sulla propria opera e ad allontanarsi dal risultato individuale, lasciando spazio ad una bellezza collettiva. Immergersi nel disegno del proprio compagno può in qualche modo aiutare a sviluppare una visione differente di sé stessi e degli altri.
L'articolo “Spostare l’attenzione da noi stessi per fare spazio all’altro”: laboratorio di arteterapia tenuto da Stephanie Chiaruzzi proviene da Cento Fiori, Rimini.
Rimini – Con profonda gratitudine annunciamo la chiusura della raccolta fondi per il rimpatrio della salma di Yousaf Muhammad Ali, giovane richiedente asilo pakistano scomparso a lo scorso 15 Ottobre presso l’ospedale di Cattolica, assistito dalla Cooperativa Sociale Cento fiori.
Grazie alla straordinaria partecipazione e al cuore grande della comunità pakistana, in Italia e all’estero e alla generosità della cittadinanza riminese, è stato possibile raccogliere le risorse necessarie per permettere a Ali di tornare nella sua terra, dove potrà finalmente riposare accanto ai suoi cari.
La salma di Ali è finalmente arrivata in Pakistan e vorremmo fare un ringraziamento speciale alle Onoranze funebri Terra Cielo Rimini, e in particolare a Luigi Girometti, che hanno seguito con professionalità, rispetto e grande umanità ogni passaggio di questo delicato percorso, portando a termine il tutto in tempi rapidissimi.
La raccolta fondi che la Cooperativa Sociale Cento Fiori ha lanciato con un proprio contributo ha raggiunto dei grandi risultati, che per trasparenza rendicontiamo:
Totale raccolto: € 10.437
Spese sostenute per rimpatrio e pratiche funebri: € 7.335,81
Spese sostenute per accompagnamento salma in Pakistan da parte di un amico di Ali viaggio a/r: € 999,00
Totale spese complessive: € 8.334,81
Somma rimanente: € 2.102,19
Il conto resterà aperto ancora per 15 giorni, e ogni ulteriore donazione sarà destinata ad aiutare la famiglia di Ali nel pagamento dei debiti contratti per le spese del viaggio per arrivare in Italia e per le difficili condizioni affrontate durante la sua permanenza e le sue detenzioni in Libia.
Grazie ancora a tutte e tutti per la fiducia, la solidarietà e il rispetto dimostrati. Questa raccolta è stata una dimostrazione concreta di solidarietà, vicinanza e umanità condivisa.
L'articolo Ali è tornato tra i suoi cari. La Cooperativa sociale Cento Fiori ringrazia la comunità pakistana, la generosità riminese e la professionalità delle onoranze funebri Terra Cielo di Rimini proviene da Cento Fiori, Rimini.
La tragica attualità del Vicino Oriente è al centro dell’attenzione, anche qui nel riminese. Sono diverse infatti le realtà e le persone impegnate ad alleviare per quanto possibile le vittime degli eventi che stanno destabilizzando la pace. Oggi più che mai si levano le voci per “fermare genocidio e apartheid, ottenere giustizia per i crimini di guerra e cambiare la narrazione mainstream di media e politica”. In due parole, “Gaza chiama”, l’incontro di sabato 18 ottobre alle 16 con i testimoni riminesi che hanno partecipato alla Global Sumud Flotilla, Michela Monte (giornalista) e Marco Croatti (senatore), insieme a Yousef Hamdouna, responsabile dei programmi Educaid per il Medio Oriente, Silvestro Ramunno, presidente dell’Ordine dei Giornalisti dell’Emilia – Romagna, con la moderazione di Vera Bessone.
Durante l’incontro che si terrà presso la sede CGIL di Rimini (salone Adriano Polverelli), via Caduti di Marzabotto 30, Rimini, ci saranno anche le letture di Sabrina Foschini e Tamara Balducci. Immediatamente prima dell’iniziativa, alle 15.30 si terrà l’inaugurazione dell’opera d’arte su Gaza di Giovanni Aureli con la collaborazione di Emma Baiesi Lanfranchi.
Gaza chiama è promossa da Cooperativa sociale Cento Fiori, CGIL Rimini, AssoPace Palestina, Coordinamento donne Rimini, Il Palloncino Rosso, ANPI Comitato Provinciale Rimini.
L'articolo “Gaza chiama”, Rimini risponde: le testimonianze di chi ha partecipato alla Global Sumud Flotilla, le azioni per la pace nel Vicino Oriente. proviene da Cento Fiori, Rimini.
CNCA Emilia-Romagna esprime la propria solidarietà e vicinanza al Comune di Bologna, ai SerDP e agli Enti del Privato Sociale che in Regione attuano interventi di Riduzione del Danno (RdD) e Limitazione dei Rischi (LdR), per gli attacchi politici ricevuti in merito alla distribuzione in strada di pipe destinate alla tutela della salute delle persone che fanno uso di crack.
Questi attacchi stupiscono ancora di più oggi, quando le politiche e gli interventi di RdD e LdR risultano ormai consolidati e validati da decenni all’interno della comunità scientifica e tra gli operatori della prevenzione; tant’è che gli interventi di RdD dal 2017 sono inclusi a pieno titolo nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) che lo Stato dovrebbe garantire ad ogni cittadino e cittadina.
Alla base di questi interventi non c’è una “resa”, né tanto meno un “favorire” il consumo di sostanze, ma vi sono principi validati scientificamente ed eticamente, prima ancora che di buon senso:
Per questo un’ulteriore polemica sugli interventi di RdD ci pare pretestuosa e frutto di un dibattito arretrato.
Crediamo invece che la sfida dovrebbe essere opposta, ovvero garantire in maniera omogenea su tutto il territorio nazionale servizi e interventi che, seppur riconosciuti dai LEA, risultano allo stato attuale ancora implementati a macchia di leopardo sui diversi territori.
Auspichiamo che le politiche di RdD e LdR tornino ad essere a pieno titolo incluse e riattualizzate all’interno del dibattito sul fenomeno delle dipendenze (a cominciare dalla prossima Conferenza Nazionale sulle Droghe del 7 e 8 novembre); un fenomeno oggi quanto mai complesso e sfaccettato e che, proprio per questo, richiede approcci multidimensionali (non paternalistici o moralistici) e proposte di cura e presa in carico della persona tossicodipendente che non possono essere legate esclusivamente ad una condizione di astinenza dall’uso.
Riuscirà la politica ad essere adeguata a questa sfida? Almeno una parte di essa ci sembra proprio che ancora oggi non lo sia.
L’Esecutivo CNCA Emilia-Romagna
Cristian Tamagnini, Silvia Salucci, Fabio Salati, Giorgia Olezzi, Nello Calvi
L'articolo Tossicodipendenza e riduzione dei danni e dei rischi connessi: Cento Fiori e CNCA aprono una riflessione sugli attacchi alla distribuzione di pipe per i consumatori di crack proviene da Cento Fiori, Rimini.
Rimini – Poche ore al tramonto, le operazioni di stivaggio della cambusa, l’incontro con il fondatore delle crociere terapeutiche, capitan Werther Mussoni e poco dopo: via gli ormeggi. Cinque utenti del Centro di Osservazione e Diagnosi di Vallecchio stanno navigando nelle acque croate in quella che può dare l’idea di una settimana di svago. Ma non è così: con i cinque pazienti sono partiti Gabriella Maggioli, psicoterapeuta, vicepresidente della cooperativa sociale Cento Fiori, responsabile delle strutture terapeutiche di Vallecchio (e in questa occasione cambusiera), Chiara Gentili, educatrice veterana di questa tipologia di terapia oggi chiamata Outdoor education, Michele Maurizio D’Alessio, psicologo e Lorenzo Rizzo, al secolo responsabile dell’Ufficio Personale Cento Fiori ma da quest’anno a piano titolo capitano, al pari di D’Alessio.
Eh sì, la crociera di quest’anno segna un altro punto di svolta, non meno importante dei precedenti. Dopo le crociere effettuate in collaborazione con l’Università di Bologna e il Cefeo (Centro di Ricerca sull’Educazione e la Formazione Esperienziale e Outdoor) e la presentazione di anni di sperimentazione al 9th International Adventure Therapy Conference in Norvegia, il Progetto Ulisse cresce con due nuovi comandanti: Michele Maurizio D’Alessio e Lorenzo Rizzo hanno ricevuto le cerate di capitano dalle mani dei loro due predecessori, Andrea Ambrosani e dal fondatore delle crociere, Werther Mussoni. I due, Michele e Lorenzo, hanno fatto un passaggio in più: dopo la patente per la navigazione con cabinati fino a 12 miglia, hanno superato l’esame per navigare oltre le 12 miglia, prendendosi la responsabilità di navigare fino in Croazia, la tradizionale destinazione per gli utenti imbarcati sugli scafi a vela del progetto Ulisse.
La barca del Progetto Ulisse, le crociere terapeutiche della Cooperativa Sociale Cento Fiori, mentre naviga verso la Croazia.Michele Maurizio D’Alessio è un veterano delle terapie di bordo Cento Fiori, che pratica da oltre 20 anni. Ma è anche un esperto velista che ha affinato passione e competenza sugli scafi a deriva mobile, in particolare sulle barche della classe olimpica 470. Barche molto tecniche e veloci dove le capacità di timonare e di regolare le vele fanno il paio con l’affiatamento tra timoniere e prodiere. Più variegata ma non meno passionale l’esperienza di Lorenzo Rizzo, che dal gozzo familiare, uno scafo in legno a motore della tradizione del cabotaggio ligure, è presto passato alla deriva mobile a vela per divertimento con gli amici, alla vela nei cabinati, diventando armatore di un 8 metri. Per entrambi, infine, il suggello delle loro passioni e competenze, con la doppia patente che ha consentito loro di effettuare la traversata dell’Adriatico in questi giorni.
Parlare di crociera può far pensare a una vacanza se solo immaginiamo le cartoline dai porti i delle isole dalmate. In realtà sono un tassello importante nel progetto terapeutico della Cooperativa Sociale Cento Fiori per la loro forte valenza psicoterapica. Nate dalla felice intuizione di Werther Mussoni, all’epoca presidente della cooperativa, oltre che appassionato velista, l’embrione di quello che oggi viene chiamato Progetto Ulisse era la ben nota Goletta Verde, un due alberi che gli utenti e gli educatori della Cento Fiori avevano restaurato da un vecchio peschereccio. Nelle prime crociere terapeutiche, navigate lungo tutto lo stivale, si imbarcò l’associazione ambientalista Legambiente, portando attraverso gli equipaggi di Vallecchio le sue iniziative nei porti e le spiagge italiane. Ora si naviga sui cabinati 12 metri forniti dall’agenzia nautica Albatross di Rimini, ma il senso dell’esperienza immersiva è rimasto.
“Poche esperienze come la convivenza in una barca, la condivisione di spazi ristretti, il misurarsi con la natura mutevole e ammaliatrice del mare, portano a incontrare se stessi, a scoprire che si possono vivere fortissime emozioni anche senza utilizzare le sostanze”, ha detto Werther Mussoni in quello che lui chiama scherzosamente “il pistolotto” di saluto agli utenti. Un rito ormai che riporta alla realtà i ragazzi che hanno scelto prima di liberarsi dalle dipendenze, poi di affrontare la nuova avventura terapeutica. Per molti è la prima esperienza in barca e il carico di emozioni, un misto di entusiasmo, eccitazione ma anche incognite su cosa accadrà nei prossimi giorni, è un nodo che si scioglie nel dialogo con Werther Mussoni.
Si dividono i compiti e la terapia inizia, mollando gli ormeggi. “Si può dire tranquillamente – dice D’Alessio – che la crociera è un gruppo terapeutico lungo una settimana, dove i ragazzi si confrontano in modo forte e si rivelano, a se stessi e agli altri, nel quale le avventure marine diventano il diversivo al lavoro profondo che stanno facendo sui loro problemi, nella loro ricerca fuori dalla dipendenza”. E con i ragazzi, lavorano i colleghi della Cento Fiori, osservando i pazienti, conducendo i dialoghi singoli e in gruppo e condividendo gli impegni di gestione degli utenti e della barca. “In questo viaggio avere Lorenzo come capitano significa per me dedicare in modo più sereno il mio tempo ai ragazzi, alleggerendo le responsabilità della barca”, dice D’Alessio. E per Gabriella Maggioli, le responsabilità del gruppo trovano nella cucina di bordo un diversivo e una gratificazione, merito di un piccolo tonno pescato nella notte e trasformato in un gustoso sugo ai pomodorini freschi.
L'articolo Salpata per la Croazia la crociera terapeutica Cento Fiori, con due nuovi capitani per un progetto che cresce proviene da Cento Fiori, Rimini.
Il CNCA (Coordinamento Nazionale Comunità Accoglienti) esprime profonda preoccupazione per l’approvazione del cosiddetto decreto Sicurezza. Azzerando il dibattito parlamentare, governo e maggioranza elevano a legge dello stato una posizione fortemente autoritaria non compatibile con la democrazia liberale e si accaniscono contro soggetti additati ingiustamente come una grave minaccia per la collettività, puniti oltretutto con pene abnormi e ingiustificabili: i ragazzi che protestano per l’incapacità della politica di affrontare un’emergenza climatica che segnerà la storia dell’umanità, le donne rom incinte o con figli piccolissimi, gli occupanti di case inutilizzate da anni, spinti dalla necessità di trovare un alloggio in un mercato immobiliare dai costi fuori controllo anche per chi ha un lavoro regolare a tempo pieno e che fanno felici solo i percettori di rendite – in questo caso non per l’incapacità della politica, ma con la sua collusione –, i carcerati e le persone migranti rinchiuse nei Cpr che vivono in condizioni disumane in strutture sovraffollate e amministrate con grande fatica. A tutti costoro il governo promette una robusta dose di repressione, senza curarsi dei problemi e delle esigenze enormi di cui queste persone sono portatrici. Una furia ideologica e un populismo penale che sono, essi sì, una minaccia per la nostra democrazia, come hanno evidenziato numerosi organismi internazionali e molti costituzionalisti. Un approccio che demonizza l’espressione del dissenso, che è invece un elemento strutturale e vitale della vita democratica.
Il CNCA ha provato a contrastare questa deriva autoritaria e illiberale con un’iniziativa di resistenza civile promossa insieme a A Buon Diritto, Acli, Antigone, Arci, Cgil, Forum Droghe, L’Altro Diritto, La Società della Ragione, Ristretti Orizzonti, Forum Disuguaglianze e Diversità, Sbilanciamoci!. Un digiuno a staffetta che ha coinvolto oltre 500 persone. Abbiamo organizzato due conferenze stampa, alla Camera dei deputati e al Senato, in corrispondenza del passaggio del provvedimento presso le due Camere, per sensibilizzare l’opinione pubblica e chiedere ai parlamentari di non convertire in legge delle norme che riducono le libertà fondamentali e perseguitano vecchi e nuovi capri espiatori.
“Lo scorso sabato”, dichiara Caterina Pozzi, presidente del CNCA, “abbiamo manifestato a Roma anche noi, insieme a molte altre e altri, contro il decreto e per dire no alla repressione del dissenso. Moltissimi i giovani che hanno sfilato per rivendicare il loro diritto di protesta, il loro diritto a pretendere un futuro migliore. Il decreto è diventato legge, ma non ci fermeremo nel nostro dissenso, pacifico e ostinato, contro un provvedimento che promette sicurezza sapendo bene che solo attraverso la garanzia dei diritti, la cura reciproca, la tutela dell’ambiente e la diminuzione drastica delle diseguaglianze si costruiscono i presupposti per una buona convivenza. Mi viene in mente Don Milani, che invitava a disobbedire a leggi ingiuste, a battersi perché siano cambiate. Quando è l’ora, non c’è scuola più grande che pagare di persona per un’obiezione di coscienza, violare la legge che si ritiene ingiusta e accettare la pena che essa prevede. Non possiamo stare zitte e zitti dinanzi alla repressione di chi vuole partecipare alla vita democratica, non possiamo – soprattutto – restare inerti.”
L'articolo CNCA e Cento Fiori: “decreto Sicurezza, grave passo indietro per la nostra democrazia” proviene da Cento Fiori, Rimini.
Gli incontri del 1° giugno inaugurano le iniziative 2025 della Giornata del Rifugiato: alle 18 l’accoglienza dei ciclisti di RESQ in piazza Cavour, alle 21 in cineteca i racconti degli sforzi della ONG in Mediterraneo e sulla rotta balcanica.
Da Ancona a Trieste per raccontare le rotte dei migranti, ma anche 537 km per sostenere gli sforzi di RESQ e della sua nave per salvare vite nel Mediterraneo. E in questo lungo viaggio a pedali c’è la tappa riminese, domenica 1 giugno, dove alle ore 18 i volontari della ONG verranno accolti in piazza Cavour da Francesca Mattei, assessore alla Cooperazione internazionale e Politiche per la pace Comune di Rimini, e da Cristian Tamagnini, presidente della cooperativa Cento Fiori.
Poche ore dopo, alla Cineteca Comunale di via Gambalunga 27, la serata “Sulle rotte dei migranti”, un incontro di sensibilizzazione e narrazione introdotto e condotto da Francesca Mattei, che vedrà sul palco Alberto Guarisio, membro del Direttivo RESQ che racconta l’esperienza della ONG nel Mediterraneo e sulla rotta balcanica, Alessandro Sergi, medico anestesista, narra la sua esperienza durante il primo soccorso in mare della nave RESQ – PEOPLE, e Monica Ciavatta, responsabile Area Migrazione Cooperativa Cento Fiori illustra gli interventi effettuati a favore dei migranti.
RESQ è una ONG che fa parte della “flotta civile” e, assieme ad altre associazioni, opera sia nel mediterraneo centrale per operazioni di salvataggio di migranti in condizione di pericolo, sia a Trieste, con attività di accoglienza.
Nel momento in cui molti di noi si preparano, durante le vacanze estive, a lunghi spostamenti per divertimento, per cultura, per sport non vogliamo dimenticare che per molti la mobilità è imposta dalla necessità di fuggire dai pericoli o di ricercare un futuro dignitoso.
Vogliamo pertanto collegare con le nostre biciclette luoghi significativi di queste storie di “viaggiatori involontari”: Ancona “porto sicuro” assegnato talvolta dal Governo alle navi di salvataggio imponendo inutilmente la lunga risalita dell’adriatico; e Trieste, storico punto di collegamento tra culture diverse e oggi punto di approdo o passaggio per i migranti che percorrono la rotta balcanica.
Lo facciamo in bicicletta, facendoci carico, se pure in piccolissima parte, della stessa fatica che grava su quanti si spostano alla ricerca di protezione, ma anche con la stessa allegria che leggiamo sui volti di quanti ce l’hanno fatto e vedono aprirsi la possibilità di un futuro migliore.
Durante il percorso sono previste iniziative assieme ad associazioni locali per parlare di migrazioni e di soccorso.
L’iniziativa serve anche a raccogliere fondi a sostegno di RESQ. Per questo lanciamo l’appello:
Sostieni i nostri kilometri !!! Andando sul sito www.resq.it – dona ora, puoi entrare nella nostra “squadra” e sostenere con 1 euro al km, per la distanza che vorrai, la nostra attività di soccorso
per info 3929299786
L'articolo Fa tappa a Rimini il viaggio ciclistico benefico “Pedala con RESQ: da Ancona a Trieste per narrare le rotte dei migranti”. L’iniziativa in collaborazione con Cento Fiori e Comune di Rimini. proviene da Cento Fiori, Rimini.
E’ vero, siamo nati da una manifestazione di piazza, ma siamo anche figli di una storia familiare, di una giovane coppia, Werther Mussoni e Anna Angelini, con due figli piccoli che scelsero di rispondere ad una chiamata: far crescere la Cento Fiori. Werther aveva quel che si chiama un posto fisso ed era anche un promettente sindacalista, ma insieme decisero che il futuro era nel far funzionare la Cento Fiori. Si, siamo figli di una manifestazione di piazza, di un’idea di intervento sociale corale, scientifico e non violento, ma anche figli di questa famiglia di San Giuliano Mare, allargatasi ad essere di oltre 80 dipendenti e 150 accolti, tra pazienti di strutture sociosanitarie e migranti. E come una famiglia ci stringiamo tutti a Werther, Enrico e Checco per la perdita della cara Anna. E la saluteremo insieme sabato alle ore 9 nella chiesa del cimitero di Rimini.
L'articolo Scomparsa Anna Angelini, il cordoglio della Cooperativa Sociale Cento Fiori, che si stringe al marito Werther Mussoni e ai figli Enrico e Francesco proviene da Cento Fiori, Rimini.
Rimini – Si potrebbe incontrare un grande amore della vita, oppure fare felice un nuovo amico peloso nell’arco di una passeggiata. Quale sarà il futuro non si sa, ma per Balla al Liberazione ci sarà l’occasione di fare una bella azione, anzi due, con un cane del canile: fargli fare una bella passeggiata e aiutare la campagna Libera tutti!, sensibilizzando chi si incontra a spasso.
E’ la prossima iniziativa degli operatori cinofili della Cooperativa Sociale Cento Fiori, che allestiranno il loro stand in occasione di Balla la Liberazione, la tre giorni di musica dal vivo e Djset che la cooperativa organizza a La Serra Cento Fiori. Domenica 27, oltre ad allestire lo stand informativo per chi vuole saperne di più su adozioni, salute degli animali, normative, i colleghi che gestiscono il Canile Comunale di Rimini Stefano Cerni e il Canile Cento Fiori di Vallecchio, lanceranno la raccolta fondi Libera tutti!, con le T-shirt realizzate apposta per la Festa della Liberazione dal costo di soli 15 euro. Attenzione però, meglio prenotarle con un messaggio whatsapp al 329 2255722.
Il programma prosegue con una passeggiata insieme ai cani del canile, che partirà alle 11.00 dal nostro stand e proseguirà all’interno del parco per tornare nel luogo di partenza. La cento fiori offrirà una consumazione omaggio a chi si unirà alla passeggiata con il proprio cane (una consumazione a cane presso lo stand della Cooperativa Sociale Cento Fiori all’interno del festival). Vi aspettiamo con questo ricco programma, non vediamo l’ ora!
L'articolo Libera tutti! Fai far festa anche ai cani del canile: portali a spasso e vieni premiato proviene da Cento Fiori, Rimini.
La percentuale delle donne che si dedicano al gioco d’azzardo è rilevante: negli ultimi decenni, sempre più donne hanno iniziato a partecipare attivamente al gioco d’azzardo, un comportamento che prima era prevalentemente messo in atto dagli uomini. Le donne connettono l’esperienza della violenza all’esperienza del gioco?
Stefano Rossini di Radio Icaro ha intervistato Cristina Fabbri, della Cooperativa Sociale Cento Fiori sull’argomento, in vista dell’incontro che si teneva a Rimini venerdì 11 aprile dalle ore 15 alle ore 18, Casa Ludica, via Bramante 10 – primo piano, Rimini. Come le donne si avvicinano all’azzardo, quando il gioco può diventare una “fuga dalla realtà”, quanto spesso c’è una forma di violenza domestica?
L'articolo Icaro, Stefano Rossini intervista Cristina Fabbri (Cento Fiori) su Donne, gioco d’azzardo e violenza proviene da Cento Fiori, Rimini.
Rimini – Una giovane che allegoricamente rappresenta la Libertà conquistata: è questo il nuovo volto, illustrato da Giada Romano, che introduce a Balla la Liberazione!, la tre giorni di festa, concerti, musica e buon cibo di strada che quest’anno verrà inaugurata da Bandabardò. La tre giorni che ormai da tradizione Cooperativa Sociale Cento Fiori organizza e dona alla città e ai suoi ospiti nel fine settimana del 25 aprile si ripresenta con un programma ricco che accontenta tutte le età. La duplice inaugurazione del 25 aprile – Bandabardò con il concerto riminese inaugura il suo Fandango Summer Tour 2025, dall’omonimo album di inediti che la band ha pubblicato il 28 marzo – sarà seguita da un programma di musica dal vivo e djset, ma anche momenti di riflessione sulla Liberazione- che dalle ore 16 del 25 aprile si estenderà fino alla sera di domenica 27. Una tre giorni da sempre a ingresso libero e gratuito nella consueta cornice del parco de La Serra Cento Fiori, lo spazio verde a 300 metri dal Ponte di Tiberio sul bordo del Parco XXV aprile, e con ingressi da via Galliano 19 e via Padre Tosi.
Insomma, una serie di appuntamenti divertenti e pieni di valori resi possibili non solo dall’organizzazione della Cooperativa Sociale Cento Fiori, ma anche dal patrocinio del Comune di Rimini e in collaborazione con Risuona Rimini, Velvet, Romagna Acque, Assicoop – Romagna Futura, CBR, Coop Alleanza 3.0, Gep Carburanti e Anpi.
Quest’anno l’illustrazione della celebrazione è stata affidata a Giada Romano, monzese di nascita ma riminese d’adozione, che ha interpretato la liberazione con una giovane inghirlandata di papaveri. Un’allegoria che incarna sia la contemporaneità che continuano ad avere i valori del 25 aprile, sia lo spirito della Festa nel parco. Il tutto lasciando al lettore il piacevole retrogusto di una moderna Marianna (la fanciulla della Rivoluzione Francese che guida il popolo) o la rilettura del simbolo femminile della Repubblica Italiana, che al posto della corona porta i “mille papaveri rossi” che vegliano sul Piero di Fabrizio De André. Giada Romano, conosciuta nel mondo dei disegni manga anche come “Giada-chan” o “Lost Jade”, appassionata dai disegni manga e dalla cultura giapponese fin da bambina, si è affermata nel panorama illustrativo italiano dapprima con due serie di video su youtube, dedicate una ai tutorial manga e l’altra dal titolo “Draw my life”, poi pubblicando una sua serie, Riflessi di luce, avviata nel 2015, ed ora con una propria casa editrice che ha promosso giovani disegnatori emergenti, accanto a Riflessi di luce.
Ma veniamo al programma, anzi, al densissimo programma:
Venerdì 25 Si apre lo spazio alle 16, poi il concerto della band KhorakhanéNati nel 2001 come tribute band, sviluppando parallelamente un repertorio di brani originali. Nel 2006 vincono SanremoLab, concorso che li porterà al Festival di Sanremo 2007 nella sezione giovani. Il loro La ballata di Gino vince il secondo Premio della Critica nella sezione giovani e il Premio MEI come miglior gruppo Indie-Pop del 2007. Nel 2008 i KhoraKhané sono selezionati per il Concerto per la Pace a Il Cairo. Una frase tratta dalla canzone “Non ho scordato” (La mia vendetta è la memoria) verrà usata come slogan dall’Associazione tra i familiari delle vittime della strage alla stazione di Bologna del 2 agosto 1980. I Khorakhanè sono: Fabrizio Coveri: voce Pier David Fanti: batteria Gianluca Ravaglia: basso Matteo Scheda: chitarre (elettrica, acustica, classica) Nicoletta Bassetti: violino Enrico Pelliconi: fisarmonica, piano, tastiere
ore 18.30 BandabardòLa Bandabardò ha scelto di iniziare la sua nuova avventura on the road in Italia il 25 aprile, una giornata che ha sempre festeggiato con passione e convinzione, quando si esibirà con un doppio concerto a Gattatico (RE) e a Rimini. Con Fandango Summer Tour 2025 la band toscana riprende il discorso col pubblico lì dove lo aveva interrotto qualche anno fa. Ora è Finaz il front man, la voce principale che sarà spesso sostituita o supportata da Ramon e dagli altri bardozziani, ognuno dei quali resta comunque ben saldo al proprio posto: Orla alla ‘chitarrona’, Bachi al basso e contrabbasso, Nuto alla batteria, Pacio alle tastiere, Ramon alla tromba e percussioni e Cantax a sovrintendere i suoni. Il loro mood e il loro suono saranno ancor più corali, sempre insieme per affrontare questo importante ‘passo avanti’.
In scaletta ci saranno certamente le canzoni più amate e cantate dal pubblico, ma anche alcuni brani sinora poco eseguiti, rimasti nascosti tra le maglie del loro vastissimo repertorio. E ovviamente ci saranno anche alcuni pezzi da Fandango.
ore 20.00 DJ Muna feat Ale Paglia saxUn viaggio sonoro che attraversa i ritmi travolgenti degli anni ’90 e 2000. Folk, rock, hip hop e dance in un set eclettico e coinvolgente, arricchito dal sax energico e raffinato di Ale Paglia. Un’esperienza musicale tutta da ballare.
Alessandro Pagliarani (Ale Paglia), riminese, diplomato in sax e polistrumentista, si esibisce con il sax nelle più svariate forme e modalità, collaborando in studio e dal vivo con gran parte delle band, degli artisti e dei cantautori della scena riminese e con le realtà che mettono la musica al centro di attività sociali.
Matteo Munaretto (Muna), DJ e producer riminese, ha iniziato a studiare pianoforte classico per poi avvicinarsi ai sintetizzatori e alla musica elettronica. Nel 2006 vince il premio come miglior DJ/Producer nel concorso “Nokia for Music”, suonando al fianco di artisti come Tiga e Timo Maas, e aprendo l’esibizione dei Gotan Project. Nel 2007, ha ottenuto il premio per il miglior progetto Hip Hop con “Efficienza Sonika” al Mei Hip Hop Award italiano. Ha prodotto diverse tracce di musica elettronica e house con i progetti Muna, Mendez & Muna, Efficienza Sonika e Wasabit.
Sabato 26 ore 10.30 Finalmente liberi! Dibattito ANPI Conoscere, capire, scegliere la Liberazione dopo 80 anniDibattito pubblico con interventi di Jamil Sadegholvaad, sindaco di Rimini, Andrea Gnassi, deputato, Marco Croatti, senatore, Renzo Savini, comitato nazionale Anpi. Modera Onide Donati, giornalista
ore 13.00 Pranzo sociale Anpi e tesseramentoRichiesta prenotazione attraverso la sezione locale o messaggio whatsapp 327 218 86 18
ore 16.00 Contest Palco Zero organizzato da Risuona Rimini ore 19.00 Velvet RememberCon dj Elio Lucifer Rising e dj Fullnelson
Domenica 27 dalle 13.00 Back to the ’90, Eleonora Elettra, Rev. Dave“Back to the 90’s”: un dinamico duo acustico che vi farà rivivere le emozionanti note dei successi degli anni ‘90 come Torn, Back for Good, Baby One More Time… E tanti altri, rivisitati in chiave acustica. Stefania Pozzi – voce e violino Marcello Dolci – voce e chitarra
Eleonora Elettra Eleonora Zanotti, in arte Eleonora Elettra, è una delle voci più belle ed emozionanti del panorama musicale riminese ma non solo! Inizia a cantare per passione in cover band funk, rock, soul dall’età di 18 anni, fino a quando il suo amore per ogni forma di musica la spinge a voler iniziare a comporre. Nei suoi brani spazia alla ricerca di sé stessa e indaga il grande mondo delle relazioni, in un viaggio dalle varie sonorità: folk – indie e fino al soul, il genere che l’ha fatta innamorare della musica. É stata finalista dei concorsi “Incanto” nel 2016 a Morciano e “Mimì Sarà” nel 2019 (dedicato a Mia Martini) a Milano. Sale sul podio come Seconda classificata al “Festival di Rimini” tenutosi al teatro Galli di Rimini nel 2019. Oggi ha all’attivo quattro singoli composti insieme al chitarrista Luca Arduini e prodotti da Gianluca Morelli di Deck Lab.
Reverendo Dave Experience Reverendo Dave sposta sempre i suoi orizzonti, traghetta la sua marea adriatica verso sonorità acustiche con un intimo duo chitarra e sax. Davide Reverendo Dave Baldazzi voce e chitarra con Luca Quadrelli al sax
ore 17.00 Duo BucolicoIl Duo Bucolico nasce nel 2005 in Romagna frutto delle menti di Antonio Ramberti e Daniele Maggioli.?I due artisti scrivono canzoni di “cantautorato illogico d’avanguardia” e dal vivo riescono sempre a suscitare l’ilarità generale del pubblico sempre più numeroso. ?Il loro stile è volutamente ebbro e ironico, mosso da una leggerezza pensosa e anarcoide. I concerti sono un concentrato di improvvisazione e libertà, in una continua ricerca del contatto col il loro pubblico, molto eterogeneo ed affezionato.? I loro tour coprono in lungo e in largo tutta la penisola passando dai circoli ai palchi delle piazze, dalle feste private ai Festival musicali.? Nei 17 anni di attività si contano ormai più di 1.500 concerti tra i quali nel 2019 la partecipazione al “Jova Beach Party” e all’Home festival di Treviso. Hanno all’attivo otto album di cui l’ultimo è Via col vento (Cinedelic Records) uscito in aprile 2022. ?Nella primavera 2020, in piena emergenza covid, pubblicano il singolo Palla di Gas dedicato a Zagor Camillas. Nel dicembre 2020 esce la compilation/tributo Dieci anni di Tempi d’Oro (Cinedelic Records) a cui partecipano tra gli altri Daniele Baldelli, Modena City Ramblers e Vincenzo Vasi.? Nel 2022 partono per un nuovo tour nazionale di oltre 60 concerti. Nel dicembre 2022 pubblicano IL BEL PRESEPE, sarcastica rilettura dei tic italiani. Nel 2022 inizia tour di Via col Vento che li vede in giro tutta la penisola con oltre cento date fino al 2023.
ore 18.30 Saluti e appuntamento al Marecchia Social Fest ore 19.00 Ikigai KollektiveAmiamo condividere Arte in luoghi dove ti aspetteresti di trovare altro. Amiamo guardare il Mondo da punti di vista nuovi e diversi. Amiamo Creare.
L'articolo Torna Balla la Liberazione con la Bandabardò il 25 aprile: musica dal vivo, djset e street food per tutto il fine settimana proviene da Cento Fiori, Rimini.
Rimini – La percentuale delle donne che si dedicano al gioco d’azzardo è rilevante: negli ultimi decenni, sempre più donne hanno iniziato a partecipare attivamente al gioco d’azzardo, un comportamento che prima era prevalentemente messo in atto dagli uomini. Le donne connettono l’esperienza della violenza all’esperienza del gioco?
“Il gioco salta fuori anche in termini rivendicativi. È un modo per risarcire se stessi e rivalersi nei confronti degli altri. Il gioco è denaro e il denaro è una forma di risarcimento da sempre.”
Fulvia Prever
Proponiamo un momento di riflessione e approfondimento del fenomeno, in costante espansione, del gioco femminile, venerdì 11 aprile dalle ore 15 alle ore 18, Casa Ludica, via Bramante 10 – primo piano, Rimini. Come le donne si avvicinano all’azzardo, quando il gioco può diventare una “fuga dalla realtà”, quanto spesso c’è una forma di violenza domestica?
Argomenti trattati:
– Il gioco d’azzardo: caratteristiche, offerta e meccanismi specifici.
– Il gioco d’azzardo e le donne: motivazioni, tipi di gioco e difficoltà nel chiedere aiuto
– Gioco d’azzardo e violenza domestica. Quando l’azzardo compulsivo e la violenza si manifestano in correlazione e come riconoscere la violenza nei casi di gioco.
– Violenza economica e autonomia finanziaria.
– Discussione e scambio di opinioni.
Per informazioni e iscrizioni:
cristina.fabbri@coopcentofiori.it – 324.0799383 (Coop. Soc. Cento fiori)
E’ un’iniziativa promossa da Rete Gap di Rimini composta dalla Comunità Papa Giovanni XXIII (capofila), Millepiedi, Cento Fiori, Alcantara, Parkinson in Rete e Il Gesto
L'articolo Donne, gioco d’azzardo e violenza domestica proviene da Cento Fiori, Rimini.
Santarcangelo – Iftar insieme: in piazza Ganganelli a Santarcangelo si festeggia con cibo multietnico la rottura del digiuno quotidiano per il Ramadan. Per parlare di questa terza edizione dell’iniziativa, Radio Icaro, grazie al giornalista Stefano Rossini, ha intervistato Fatima Berrima, operatrice della Cooperativa Sociale Cento Fiori, che ne cura insieme a colleghe e colleghi l’organizzazione.
L’evento: giovedì 27 marzo dalle ore 18:35 a buffet piatti da Marocco, Afghanistan, Mali, Pakistan, ma anche da San Vito e Santarcangelo con i migranti del progetto Sai e zdoure volontarie.
L’iniziativa è resa possibile dall’impegno delle cooperative che gestiscono il progetto Sai (Sistema Accoglienza Integrazione) dell’Unione dei Comuni della Valmarecchia, ovvero la Cento Fiori e Il Millepiedi, insieme all’associazione Valmarecchia Comunità Solidale e L’unione dei Comuni della Valmarecchia. Per i fedeli ci sarà uno spazio per la preghiera del Maghreb (la preghiera del tramonto), dopo la quale comincerà la condivisione insieme alla cittadinanza.
L'articolo Iftar insieme, Radio Icaro intervista Fatima Berrima della Cento Fiori proviene da Cento Fiori, Rimini.
Santarcangelo – Dopo il tramonto è festa multietnica in piazza Ganganelli giovedì 27 marzo: è Iftar insieme, la condivisione della rottura del digiuno quotidiano che i fedeli musulmani praticano durante il Ramadan, dall’alba al tramonto. E giovedì, grazie ai migranti ospiti del progetto Sai Valmarecchia e Riccione, chiunque potrà, in un momento di condivisione, conoscenza e incontro, assaggiare piatti dal buffet, formato da specialità di Yemen, Marocco, Afghanistan, Mali, Pakistan, ma anche da San Vito e Santarcangelo. Perché fianco a fianco dei migranti ai fornelli ci saranno anche zdoure e volontari.
L’iniziativa è resa possibile dall’impegno delle cooperative che gestiscono il progetto Sai (Sistema Accoglienza Integrazione) dell’Unione dei Comuni della Valmarecchia, ovvero la Cento Fiori e Il Millepiedi, insieme all’associazione Valmarecchia Comunità Solidale e L’unione dei Comuni della Valmarecchia. Per i fedeli ci sarà uno spazio per la preghiera del Maghreb (la preghiera del tramonto), dopo la quale comincerà la condivisione insieme alla cittadinanza.
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Il servizio di Legacoop Romagna sul Centro di Accoglienza Straordinario (Cas) dei migranti a Rimini, creato dalla Cooperativa Sociale Cento Fiori, raccontato dal collega e socio Giuseppe Frustaci.
Nella breve intervista Giuseppe non solo spiega come è nato e cosa si propone l’esperienza nata in centro a Rimini, ma anche la sua personale visione di cosa voglia dire essere cooperatore e come vive l’Accoglienza: “Progettare dispositivi che aiutano in maniera più efficace possibile ad arrivare a dei bisogni, alle persone, con cui lavoriamo”.
Il Cas di Rimini è nato, spiega Giuseppe Frustaci, “nel quartiere più multiculturale di Rimini, una sfida poiché quartiere denso di situazioni importanti. Il quartiere ci ha accolto, e da una iniziale diffidenza si è giunta a una festa”.
Il video è stato presentato in occasione dell’Assemblea Annuale 2025 di Legacoop Romagna e gentilmente è stato fornitoci per la pubblicazione sul sito e sulla nostra rete social. Grazie! Le produzioni di Legacoop Romagna possono essere guardate nel canale https://www.youtube.com/@UCZ-iGQ_Ycdu_exR13xvc0Eg.
L'articolo “Arrivare ai bisogni e alle persone con cui lavoriamo”: la cooperazione e il Cas migranti di Rimini secondo il collega e socio Giuseppe Frustaci proviene da Cento Fiori, Rimini.
Santarcangelo – La Polizia locale dell’Unione di Comuni Valmarecchia ha donato trenta giubbotti contraffatti sequestrati in occasione della Fiera di San Martino alla cooperativa sociale Cento Fiori, che li destinerà a persone ospiti della rete di accoglienza. La consegna è stata effettuata nei giorni scorsi dal Comandante della Polizia locale, Daniele Del Fabbro, al presidente della cooperativa Cristian Tamagnini e alla collaboratrice Cristina Fabbri.
In occasione dell’ultima edizione della Fiera di San Martino, gli agenti della Polizia locale avevano infatti sequestrato la merce contraffatta: il Comando ha poi fatto richiesta e ottenuto il nulla osta dalla Procura della Repubblica di Rimini per poter donare in beneficenza i prodotti, che diversamente sarebbero stati destinati alla discarica. Dopo aver rimosso i marchi e i contrassegni falsi sui capi di vestiario, la Polizia locale ha quindi accolto la richiesta della cooperativa sociale di poter ottenere la merce in dono.
Il Comandante della Polizia locale Del Fabbro ha rimarcato la disponibilità e sensibilità dimostrate dall’autorità giudiziaria per evitare che venissero avviati a smaltimento beni che – pur provenendo da attività illecite – potevano essere destinati a nuova vita, evidenziando d’altra parte l’importanza dell’attività svolta dalla cooperativa Cento Fiori sul territorio.
La cooperativa, infatti, collabora con la pubblica amministrazione per dare risposta e sostegno a numerose problematiche sociali – dall’integrazione alle dipendenze patologiche – attraverso percorsi di inserimenti sociali, progetti di prevenzione e contrasto del disagio giovanile, della marginalità e della discriminazione. La Cento Fiori ha inoltre messo a punto ormai da diversi anni attività di inserimento lavorativo, nelle quali gli operatori affiancano persone in terapia e disabilità, oltre a gestire progetti di accoglienza di richiedenti asilo attraverso i Centri di accoglienza straordinaria (Cas) in convenzione con la Prefettura di Rimini e il Sistema di accoglienza e integrazione (Sai) in convenzione con i Comuni della Valmarecchia.
In occasione della consegna della merce – che sarà destinata proprio agli utenti di queste strutture – il presidente della cooperativa Cento Fiori ha ringraziato la Polizia locale, ricordando anche la preziosa collaborazione dei Servizi Sociali dell’Unione di Comuni.
Comunicato stampa diramato da Polizia Locale Valmarecchia
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Rimini – «Sono nove miliardi che grondano malattie, disperazione, dolore e talvolta persino sangue. Come ha recentemente proposto Federconsumatori in un convegno, è ora di aggiornare le statistiche sul gioco d’azzardo regionale e aggiungere una colonna al bilancio sempre più positivo degli introiti dello Stato sul gioco fisico. Ovvero, mettere accanto la colonna delle uscite e delle pesanti ricadute che il gioco d’azzardo patologico sta sempre più caricando sui sistemi sanitario e assistenziale, sulle famiglie, sulle persone deboli e fragili, sulla società e infine sullo Stato». Cristian Tamagnini, presidente e referente per la Rete Gap della Cooperativa Sociale Cento Fiori, interviene sul gioco d’azzardo fisico nella provincia di Rimini.
E’ di poche ore fa la presentazione del report ‘Pane e azzardo 2’ realizzato da Cgil e Federconsumatori Emilia-Romagna, insieme all’istituto di studi sul consumo Isscon e alla Regione Emilia- Romagna. Ma è di diversi anni il lavoro di sensibilizzazione, prevenzione e sostegno ai malati di ludopatia che sul territorio Ausl Romagna e Rete Gap – cooperative sociali e associazioni di volontariato quali Comunità Papa Giovanni XXIII (capofila), Millepiedi, Cento Fiori, Alcantara, Parkinson in Rete e Il Gesto – portano avanti con incontri e sportelli di ascolto. «Un lavoro in sinergia di pubblico e privato sociale perché il gioco d’azzardo legale non sia solo un affare per le entrate dello Stato – 727 milioni solo in provincia – ma si riveli per quel che è, un’arma a doppio taglio che da una parte incassa denaro e dall’altra colpisce le fasce più deboli della popolazione facendo leva sulla speranza o sulla loro malattia», dice Cristian Tamagnini.
«Nei momenti di crisi il gioco si impenna, quest’anno siamo oltre il 10% in più. Male. Ma non continuiamo a guardarlo come un “vizio” individuale, cominciamo a guardarlo come un malanno sociale e cominciamo a mettere, accanto alle entrate, una colonna delle uscite: quanto pesa sulle famiglie, sui malati di Parkinson che spesso restano vittime della ludopatia? Quanto vale la fatica di assistere i loro cari, il loro dolore, la disperazione delle famiglie di ludopatici? Quanto valgono le spese che sostiene il sistema sanitario locale per strappare i malati di gioco al rito quotidiano della grattata? E, infine, quanto vale la vita di una persona che nella disperazione si gioca la sua stessa esistenza?»
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Santarcangelo – Si sa che la città clementina è da decenni una fucina di cultura, un po’ per i suoi figli – Guerra, Baldini, Teodorani, giusto per dirne tre – o per il Festival del Teatro. Ma che anche una piccola iniziativa che mira a coniugare la cucina romagnola con le nuove culture che si sono affacciate in paese – D(i)ritti a tavola – assurga alle cronache dei quotidiani nazionali, beh, è un bel risultato. E’ grazie a Francesca Santolini, giornalista de La Stampa e curatrice della rubrica Futura sull’inserto domenicale Specchio, che il progetto varato dalla Cooperativa Sociale Cento Fiori, in collaborazione con la cooperativa Il Millepiedi e Valmarecchia Comunità Solidale, è salito agli onori delle cronache nazionali. “Un’idea di accoglienza bella, concreta, scevra da ogni forma retorica”, scrive la giornalista. Che ha potuto toccare con mano, anzi assaggiare con gusto, la proposta di D(i)ritti a tavola, giunta quest’anno alla terza edizione.
Proprio Francesca Santolini ha aperto quest’anno la fortunata rassegna venerdì 29 novembre, presentando i suoi due libri Profughi del clima e Ecofascisti, dialogando con Marta Lovato, responsabile sostenibilità di Santarcangelo Festival. Una volta terminato l’incontro – oltre una settantina di persone sono intervenute nella ex scuolina del Bornaccino, ora Centro Giovani Labo380 – l’autrice ha assaggiato l’apericena con degustazione gratuita di piatti nati dall’incontro tra varie culture preparati dalle persone del progetto Sistema Accoglienza Integrazione (Sai) dell’Unione comuni Valmarecchia. Perché D(i)ritti a tavola è un progetto di inclusione sociale che passa dalle cucine del mondo e dalla tavola come simbolo di pace, dialogo e solidarietà tra le persone. Promuove il diritto al cibo quale diritto umano fondamentale e come strumento di accoglienza interculturale e sviluppo sostenibile.
Quest’anno il focus è sul rapporto tra crisi climatica, accesso al cibo e migrazioni forzate. Prima o dopo ogni incontro gli organizzatori offriranno una cena o aperitivo preparato dalle persone ospiti del progetto Sai, come restituzione di un laboratorio di auto-narrazione e cucina insieme a un’educatrice e a un cuoco. Un’accoppiata, al primo appuntamento, azzeccatissima, visto che la Santolini, giornalista, è esperta di temi ambientali, collaborando con i quotidiani «La Stampa» e «la Repubblica» e ha pubblicato Passione verde (2010), Profughi del clima (2019), Ecofascisti (2024).
D(i)ritti a tavola prosegue quest’anno domenica 29 dicembre alle ore 20 con le ricette del dialogo itinerante e alle 22 con il concerto di Tonino 3000 e Felafel Fazz Familia al Centro Parrocchiale Giovanni Paolo II, in via Merigi. Nel 2025 invece il 15 gennaio al Supercinema Santarcangelo, con alle 20 l’aperitivo e alle 21 con il film Africa nel mondo sommerso, , di Angelos Rallis. Mercoledì 19 febbraio oltre all’apericena delle 20, con alle 21 “Il secolo è mobile”, monologo multimediale di Gabriele Del Grande, sempre al Supercinema di Santarcangelo.
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