«Io non credo nella pubblicità»

Irma la dolce, film di Billy Wilder

In queste ore Marco starà armeggiando con i primi clienti del suo albergo. Apre la struttura nella classica “ridente località di villeggiatura” a Pasqua e continuerà fino alla fine della stagione. In un dopopranzo domenicale mi racconta che a metà della stagione, mentre il suo hotel è quasi sempre pieno, incontrerà il suo dirimpettaio per il rito di scambiarsi le impressioni di imprenditori del turismo. Li immagino, pallidi come immancabilmente sono pallidi gli albergatori della Riviera romagnola, all'ombra di un pino, con il suo interlocutore a indagare i segreti del mestiere: «Ma te come fai ad avere l'albergo sempre pieno»? E Marco invariabilmente gli risponde: «io faccio molta pubblicità». Al che l'altro lo guarda e replica: «Io non credo nella pubblicità».

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Ad ogni conferenza stampa il suo tempo. Breve, per favore.

Gli intoccabili, film di Brian De Palma

Forse sono un purista rompiscatole, ma faccio fatica a concepire una conferenza stampa che duri più di mezz'ora. Non concepisco nemmeno una conferenza stampa con persone che devono fare “pubblico”, come spesso accade. Forse la confusione nasce dal fatto che noi la chiamiamo conferenza stampa, mutuata da «press confererence». Ma troppo spesso ci dimentichiamo la seconda parola, «stampa». E quindi una conferenza dedicata ai mezzi di informazione, non al pubblico. Perché invitarlo quindi? Per fare numero? Mah.

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Facebook, come salvarsi dalle crisi degli amici, “disinnescando” i loro post

Cattivissimo me 2, Gru disinnesca il missile

Dice che per la Netiquette, su Facebook, l'amicizia la devi dare a chi te la chiede. Chi l'ha detto, ancora, non l'ho scoperto. Temo, piuttosto, sia stato un buon marketing man dello stesso socialnetwork ai suoi esordi. E' certo però che questa regola – o presunta tale – cominci ad essere scomoda, man mano che il proprio giro di amicizie comincia a lievitare in maniera consistente. E sopratutto vista la scarsa consapevolezza, in materia di Netiquette e - diciamolo – di gestione della propria immagine pubblica degli utenti. Perché quest'ultima – la gestione dell'immagine - è Il problema, purtroppo. Al quale molti soccombono (me compreso, beninteso).

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I troll sono tra noi: dei commentatori molesti, violenti, compulsivi

Troll di caverna, film Lo Hobbit- Un viaggio inaspettato

In principio erano (orrende) creature magiche, che popolavano le saghe scandinave o Il signore degli anelli. Poi, è arrivato Internet e si sono materializzati tra di noi: i troll. Già l'immagine web dice molto sul loro profilo psicologico. Nelle saghe sono creature estremamente stupide, violente, che fanno della lotta il loro costume primario.

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LinkedIn, le cose che ti fanno sembrare muto (o sciocco)

Un profilo LinkedIn

LinkedIn può farti sentire un po' incerto, al primo approccio. Sopratutto se vieni da un'esperienza come Facebook. E' normale chiedersi «Come può aiutarmi a far crescere la mia piccola impresa?» LinkedIn è il social network professionale. E' un luogo dove le persone di tutti i settori possono costruire relazioni con i colleghi e dimostrare la loro esperienza e competenza. E' anche un luogo dove le aziende e le organizzazioni possono mostrare il loro lavoro ai potenziali clienti, clienti e anche i futuri dipendenti. L'ultima cosa che vuoi, su LinkedIn, è far sembrare che non sai bene quello che stai facendo.

Ecco una semplice lista di cose che puoi benissimo evitare e che ti aiuteranno a gestire il tuo profilo.

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