Grassi Benaglia Moretti avvocati e commercialisti

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Aggiornato: 6 giorni 3 ore fa

Responsabilità civili e penali degli amministratori: studio Grassi Benaglia Moretti protagonista del convegno gratuito Legacoop Romagna

Gio, 12/11/2015 - 16:10

Il dott. Giovanni Benaglia e l’avv. Davide Grassi parteciperanno, in qualità di relatori, al convegno dal titolo “Responsabilità civili e penali degli amministratori e del collegio sindacale in caso di fallimento o crisi aziendale”. Il convegno, organizzato da Legacoop Romagna, Rete servizi Romagna, Federcoop, Coopservizi e Contabilcoop, si terrà il giorno 20 novembre 2015 dalle ore 15 alle 19 presso la sala ROMOLO BIANCHI, in via Caduti di Marzabotto 40 a Rimini. L’obiettivo è quello di fornire agli amministratori delle cooperative e delle società in genere gli strumenti per capire le responsabilità personali a cui vanno incontro quotidianamente.

La realtà economica di questi anni ci ha messo sotto gli occhi il fatto che le società e le cooperative falliscono sempre più spesso”, spiega Giovannni. Benaglia “Le conseguenze per gli amministratori sono identiche sia che si tratti di multinazionali o di piccole società a conduzione familiare. Anche se si è in buona fede, non tutti sono consapevoli delle responsabilità patrimoniali e penali a cui si va incontro”.

Il dottor Benaglia relazionerà sulla disciplina della responsabilità civile di amministratori e sindaci revisori mentre l’avvocato Grassi sui reati fallimentari quali bancarotta semplice, documentale e fraudolenta. Gli altri relatori del corso saranno il dott. Luca Grossi, commercialista riminese, che relazionerà sulla disciplina della responsabilità degli amministratori e del collegio sindacale per le società che adottano il modello ex D. Lgs 231/01 e il dott. Massimo Albore, notaio a Rimini, che interverrà illustrando la disciplina dei trust e dei fondi patrimoniali.

Il convegno è gratuito ed è aperto a tutti.

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Anche lo studio Grassi Benaglia Moretti partecipera’ all’evento “centro divino”.

Mer, 07/10/2015 - 18:39

Venerdì 9 ottobre anche lo studio Grassi Benaglia Moretti brinderà al nuovo volto del centro storico all’interno dell’iniziativa “CENTRO DIVINO”, manifestazione organizzata dal Comune di Rimini che unisce shopping, enogastronomia, musica e cultura per dare il benvenuto al nuovo volto della città che cambia. Lo Studio, infatti, avrà un proprio punto informativo in Piazzetta Zavagli, all’interno dell’evento che si svilupperà lungo tutto il percorso semicircolare che parte da piazza Ferrari per arrivare a Piazza Cavour. “Finalmente si restituisce a Piazzetta Zavagli quella dignità che merita”, dichiara Giovanni Benaglia socio fondatore dello Studio associato. “Negli ultimi anni era diventata un parcheggio selvaggio di auto, moto e biciclette, abbandonata a sé stessa. Ringraziamo, per questo, l’Amministrazione Comunale per gli interventi messi in cantiere in questi mesi, non solo in Piazzetta Zavagli ma in tutto il centro cittadino”. Benaglia ricorda, poi, che “come Studio nel 2006, in netta controtendenza per l’epoca, abbiamo scelto di aprire la sede all’interno del Centro Storico: molti nostri colleghi lo stavano progressivamente lasciando, perché ritenuto scomodo, per de-localizzarsi in periferia, in punti più accessibili con l’automobile e più vicini agli uffici pubblici. Noi, invece, abbiamo scelto la qualità della vita e di ridare valore alle relazioni umane. Il centro storico è una filosofia di vita: niente traffico, vita più lenta e riflessiva, incontrare gente, vivere senza lo smog. Il centro storico è l’elogio della lentezza, della vita a misura d’uomo, del dialogo e dell’incontro. Abbiamo scelto di riappropriarci dei nostri tempi. Oggi possiamo dire di avere avuto ragione!” 

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Convegno regionale: StartUP innovative – dall’idea all’impresa

Lun, 14/09/2015 - 16:26

Lo studio Grassi Benaglia Moretti promuove questo Convegno e vi partecipa attraverso Marco Moretti, consigliere dell'Unione dei Giovani Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Rimini, che è l'organizzatrice dell'evento.

 

Scarica la locandina al seguente link:

http://www.ugdcec.rimini.it/wp-content/uploads/2015/07/convegno_startup_18_09_2015_UGDCEC_RN_locandina.pdf

 

Programma:

Modera il prof. dott. Pier Luigi Marchini, professore associato Università di Parma, presidente Fondazione Centro Studi UNGDCEC.

14.30 / REGISTRAZIONE PARTECIPANTI

15.00 / INTRODUZIONE E SALUTI

dott.ssa Eleonora Ursini Casalena, presidente UGDCEC Rimini

dott. Bruno Piccioni, presidente ODCEC Rimini

dott. Simone Caprari, coordinatore UNGDCEC Emilia Romagna

dott. Fazio Segantini, presidente UNGDCEC

15.15 / INIZIO LAVORI

Il panorama di riferimento delle StartUP innovative in Italia e all’estero
prof.ssa Paola Giuri, professore associato Università di Bologna

Aspetti giuridici delle StartUP innovative: forme e deroghe societarie
dott.ssa Laura Mastrangelo, dottore commercialista in Parma

Aspetti fiscali delle StartUP innovative
dott. Stefano Ruberti, dottore commercialista in Mantova, vice presidente UNGDCEC

StartUP design model
il ruolo del commercialista nella creazione e nello sviluppo del progetto d’impresa
dott. Alessandro Garlassi, dottore commercialista in Reggio Emilia

17.00 / COFFEE BREAK

17.30 / TAVOLA ROTONDA

Gli strumenti di finanziamento delle StartUP innovative tra metodi tradizionali e innovativi con un’esperienza applicativa

Intervengono:

– dott. Maurizio Maraglino Misciagna, dottore commercialista in Taranto, fondatore di Puglia Startup, direttore generale Muum Lab

– dott. Giovanni De Caro, innovation manager Gruppo Intesa Sanpaolo

 Giorgio Pruccoli, consigliere regione Emilia Romagna

– Maurizio Ermeti, presidente associazione Forum Rimini Venture

 TIWI s.r.l.

19.00 / FINE LAVORI

È stata richiesta al C.N.D.C.E.C. l’attribuzione dei crediti validi per la Formazione Professionale Continua.

Seguirà SERATA UNIONE con cena e dopocena presso

NEWPORT RIMINI

VIA BECCADELLI 17, 47921 RIMINI

È richiesto un contributo per la serata di euro 35,00 a persona, da saldare in loco, che include la cena e una consumazione per il dopocena. Occorre confermare la partecipazione alla serata tramite il modulo che segue. (Si chiede di comunicare eventuali allergie e/o intolleranze nel campo “note” o inviando un’email all’indirizzo segreteria@ugdcec.rimini.it).

La partecipazione al convegno è gratuita, è tuttavia richiesta l’iscrizione obbligatoria per fini organizzativi mediante la compilazione del modulo che troverete al seguente link:

http://www.ugdcec.rimini.it/news/2015/convegno-regionale-startup-innovative-dall-idea-all-impresa-18-09-2015/

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Fondo Patrimoniale Addio

Mar, 08/09/2015 - 19:13

Con il decreto legge 83/2015, pubblicato in Gazzetta Ufficiale del 20 agosto 2015, viene introdotta una normativa specifica, con lo scopo di rafforzare la tutela del creditore in caso di pignoramento, che riguarda  l'espropriazione di beni oggetto di vincoli d'indisponibilità o di alienazioni a titolo gratuito: la cosiddetta “revocatoria semplificata”.

L'istituto introdotto dal d.l. in esame permette al creditore, qualora si ritenga pregiudicato da una donazione, da un fondo patrimoniale o un vincolo di destinazione in genere, di poter iniziare l'esecuzione forzata senza attendere una sentenza dichiarativa d’inefficacia del trasferimento ritenuto lesivo. 

Viene introdotta nel nostro ordinamento civilistico una presunzione secondo cui gli atti sopra indicati sono stipulati  in frode al creditore: tale presunzione, però, lede il diritto di difesa del debitore, ma anche del terzo che ha ricevuto tali beni. In particolare è proprio la posizione di quest’ultimi ad essere fortemente compromessa. Potranno, infatti, opporsi all’esecuzione solo rappresentando motivi circoscritti all’esistenza del pregiudizio e alla conoscenza in capo al debitore del pregiudizio medesimo. L’opposizione, da parte del terzo che si ritiene pregiudicato, va proposta entro un anno dalla data di trascrizione dell'atto di trasferimento del debitore. Da ciò deriva che tutti gli atti di cessione, di donazione, di costituzione di fondo patrimoniale, trust e vincoli in genere, sono da ritenersi "sospesi" sino al termine dell'anno dalla loro trascrizione.

Decorso l’anno, il creditore pregiudicato avrà la possibilità di agire con l'azione revocatoria prevista dall’art. 2901 c.c.. Tuttavia non potrà avvalersi della “revocatoria semplificata”: infatti, prima di iniziare l’azione di esproprio, dovrà ottenere la sentenza dichiarativa dell'inefficacia del trasferimento posto in essere e solo successivamente iniziare le azioni esecutive.

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“Vietare ai commercialisti di riscuotere le imposte per conto dei clienti”

Ven, 21/08/2015 - 13:19

L'Ordine dei Dottori Commercialisti di Rimini dovrebbe vietare ai propri iscritti di riscuotere le imposte per conto dei clienti”. Giovanni Benaglia va giù duro sull'ennesimo scandalo che ha riguardato, nei giorni, scorsi un commercialista riminese che, secondo l'accusa, sarebbe scappato con le tasse dei propri clienti, invece di versarle all'erario. Copione identico da anni ormai, cambiano solo nomi e vittime: la soluzione, però, per prevenire questi reati è semplicissima, come spiega Giovanni Benaglia, socio dello studio legale tributario GRASSI BENAGLIA MORETTI: ”l’Ordine potrebbe emanare una direttiva con la quale vieta agli iscritti di incassare le tasse dai propri clienti, perché non si svolge alcun servizio utile a loro facendo questo. Ciascun commercialista, infatti, può inviare, attraverso i canali Entratel, direttamente sul conto del cliente i bollettini di addebito delle imposte. Incassare i soldi in anticipo è semplicemente inutile! Vietarlo vorrebbe dire impedire comportamenti anomali da parte di alcuni pochi iscritti”.

Benaglia poi continua:”La circolare può essere emanata immediatamente, nel primo Consiglio utile. Dopodichè si passa a fare i controlli a campione tra gli iscritti, per verificarne il rispetto e, nel caso, comminare le sanzioni. Così come si richiede il rispetto della formazione professionale continua, allo stesso modo lo si deve chiedere per quello che riguarda le norme deontologiche. Il compito dell'Ordine è prevenire i comportamenti fraudolenti, non punirli. Per questo c'è la magistratura. Gli Ordini professionali non nascono per limitare l'accesso alla professione! Il loro compito è quello di tutelare la “fede pubblica”, surrogando lo Stato nei compiti di vigilanza. Se questo non accade, come la cronaca dimostra, tanto vale chiuderli!”. Infine, conclude “il nostro Studio non incassa dai clienti alcuna tassa ma ad ogni scadenza invia a ciascuno di loro l'avviso dell'imminente addebito sul conto. Mi sembra un'azione di trasparenza e correttezza dovuta a chi quotidianamente ci dà fiducia”.

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Equitalia: lo studio in prima linea contro le cartelle illegittime

Lun, 03/08/2015 - 19:38

Lo studio GRASSI BENAGLIA MORETTI è in possesso dell’elenco dei 767 dirigenti dell’Agenzia delle Entrate dichiarati illegittimi dalla sentenza n. 37 del 2015 grazie alla precisa richiesta avanzata dal dott. Benaglia Giovanni nei confronti dell’Ufficio Fiscale di Rimini. 
Si ricorda che la conseguenza di tale sentenza è quella di disporre che gli atti firmati dai dirigenti dichiarati illegittimi siano da considerare nulli, per carenza di legittimità dei dirigenti stessi. 
Vista l’importanza della sentenza lo Studio è a disposizione dei propri clienti o degli interessati, per verificare, attraverso i suoi professionisti, se le cartelle di Equitalia ricevute si basano su atti dell’Agenzia delle Entrate che sono stati emessi da dirigenti non legittimati a farlo. In tal caso, infatti, si potrà avanzare ricorso per far dichiarare l’inesistenza dell’atto impositivo.

 

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La Corte Costituzionale dichiara illegittima la recidiva obbligatoria

Lun, 03/08/2015 - 15:35

La Corte Costituzionale dichiara illegittima la recidiva obbligatoria. Il Giudice delle leggi, investito della questione di conformità alla Costituzione, si è pronunciato con sentenza n. 185/2015 (depositata il 23 luglio), dichiarando l'illegittimità costituzionale della norma. Alla Corte era stato posto il seguente quesito: 

E’ rilevante e non manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale dell’art. 99, quinto comma, del codice penale in riferimento agli artt. 3 e 27, terzo comma, della Costituzione (Cass. penale, sez. V, ord., 10 settembre 2014 (ud. 3 luglio 2014), n. 37443)

In particolare, la Consulta ha ritenuto illegittimo il 1° comma dell'art. 99 del Codice penale, per violazione degli articoli 3 e 27 della Carta Costituzionale, poiché comporterebbe un inaccettabile automatismo sanzionatorio. La norma in questione prevede un aumento di pena sulla base del riscontro della precedente condanna e della circostanza che il nuovo reato commesso rientri nell'elenco indicato all'art. 407 comma 2, lettera a) del Codice di procedura penale (di "grave allarme sociale"). 

Secondo la Corte Costituzionale, dunque, l'inasprimento del trattamento sanzionatorio appare privo di ragionevolezza, "perché inadeguato a neutralizzare gli elementi eventualmente desumibili dalla natura e dal tempo di commissione dei precedenti reati e dagli altri parametri che dovrebbero formare oggetto della valutazione del giudice, prima di riconoscere che i precedenti penali sono indicativi di una più accentuata colpevolezza e di una maggiore pericolosità del reo".

L'automatismo previsto dall'art. 99 comporta un aumento anche laddove vi sia un unico precedente, benché remoto e altresì inidoneo ad accentuare il disvalore penale ai fini della recidiva.

Si tratta perciò di una presunzione assoluta che si pone in contrasto con l'art. 3 della Costituzione. 

Così il comma 5 dell'art. 99, il quale a giudizio della Consulta violerebbe anch'esso i dettami costituzionali - l'art. 27 - non rispettando il principio di necessaria proporzione tra offesa recata e qualità/quantità della sanzione. Osserva, infatti, la Corte: "la preclusione dell'accertamento della sussistenza nel caso concreto delle condizioni che dovrebbero legittimare l'applicazione della recidiva può rendere la pena palesemente sproporzionata, e dunque avvertita come ingiusta dal condannato, vanificandone la finalità rieducativa prevista dall'art. 27 Cost. 3° comma".

Conclude, il Giudice delle leggi, dichiarando "pertanto incostituzionale l'art. 99 comma 5, limitatamente alle parole "è obbligatorie e.."

La pronuncia della Corte Costituzione dovrebbe ora conseguire effetti soprattutto con riguardo ai procedimenti ancora pendenti.

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Ricerca, sviluppo e innovazione: la Regione Emilia Romagna pubblica due bandi di finanziamento.

Gio, 30/07/2015 - 16:28

In data 29 giugno 2015 la Regione Emilia Romagna ha approvato due bandi destinati al finanziamento di progetti di sviluppo, ricerca ed innovazione. 
Il primo bando riguarda progetti di ricerca e sviluppo delle imprese ed è rivolto a tutte le imprese, senza limiti dimensionali. Scopo del bando è quello, da un lato, di rafforzare le strutture di ricerca e sviluppo delle imprese attraverso l’impiego sia di nuovo personale laureato sia mediante l’incremento dei rapporti con il sistema della ricerca; dall’altro lato vuole valorizzare la promozione dei processi di diversificazione e individuazione di nuove nicchie di mercato attraverso nuovi prodotti, servizi e sistemi di produzione a elevato contenuto tecnologico. 
La domanda può essere presentata dalle imprese che hanno unità locale in cui si realizza il progetto in Emilia-Romagna, dalle aggregazioni di imprese e i consorzi. Il contributo regionale è concesso a fondo perduto nella misura del 45% delle spese ammissibili relative ad attività di ricerca industriale e del 20% delle spese ammissibili relative ad attività di sviluppo sperimentale.  La scadenza per presentare la domanda, esclusivamente in via telematica, è fissata per le ore 17.00 del 30 ottobre 2015.

Il secondo bando riguarda i progetti di ricerca industriale strategica rivolti agli ambiti della strategia di specializzazione intelligente ed è rivolto ai laboratori di ricerca. Scopo del finanziamento è quello di sviluppare e diffondere significativi avanzamenti tecnologici per il sistema produttivo attraverso la realizzazione di nuovi risultati di rilevanza tecnologica e industriale, di interesse per le filiere produttive regionali, nella forma di dimostratori di nuovi prodotti o nuovi sistemi di produzione.
La scadenza per la presentazione della domanda, esclusivamente in via telematica, è fissata per le ore 17.00 del 30 settembre 2015.

Lo Studio GRASSI BENAGLIA MORETTI è a disposizione dei propri clienti e di tutti gli interessati per qualsiasi chiarimento in merito ai suddetti finanziamenti e mette a disposizione la propria professionalità per la predisposizione, redazione ed invio delle richieste di finanziamento. 

 

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Gestione d'impresa e i giusti obbiettivi da raggiungere: un corso per imprenditori delle PMI

Lun, 27/04/2015 - 14:06

Offrire agli imprenditori delle Piccole e Medie Imprese gli strumenti per valutare, in modo rapido ed efficace, le conseguenze delle proprie scelte di gestione e migliorare la propria capacità di fare progetti realizzabili nel medio – lungo termine. Sono questi gli obbiettivi di fondo del corso di formazione che terrò per La Bisaccia a partire dal 4 maggio, in comodi appuntamenti bisettimanali per un totale di 8 lezioni.

Insieme alla direttrice de La Bisaccia, Stefania Mosconi, abbiamo progettato un percorso tarato sulle esigenze degli imprenditori di piccole e medie imprese, per aiutarli a capire come gestire le informazioni economiche e finanziarie per raggiungere gli obiettivi prefissati, imparare a valutare la convenienza degli investimenti, prima di farli, a trarre i dati dal proprio bilancio, saperne misurare la redditività e valutare la propria posizione finanziaria. Nello stesso tempo affronteremo anche temi economici che aiuteranno a impostare un corretto rapporto con le banche e a conoscere gli aspetti fiscali principali e a tutelare il patrimonio personale.

Abbiamo impostato il corso seguendo diverse metodologie di insegnamento finalizzate a far emergere e condividere le conoscenze possedute dal gruppo dei partecipanti in merito ai diversi argomenti, per stimolare con loro un confronto con la mia esperienza in controllo di gestione. Ovviamente insieme alla sperimentazione di nuovi metodi e strumenti attraverso esercitazioni guidate in aula.

I dettagli del programma, il costo e le modalità di iscrizione sono consultabili sul sito de La Bisaccia.

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Anche l'Avvocato Davide Grassi alla Giornata della Legalità di Urbino

Mer, 25/03/2015 - 13:20

URBINO – Il 27 marzo ad Urbino si terrà la Giornata della Legalità, una giornata per informare i cittadini e far conoscere il fenomeno mafioso inteso non solo come organizzazione criminale ma anche come quel sistema che interessa tanto le grandi quanto le piccole realtà e che racchiude in sé tutti quei comportamenti illeciti come la corruzione, le tangenti, le speculazioni edilizie, eccetera che avvengono con la connivenza interessata dei ceti dirigenti e che hanno riempito le pagine di cronaca degli ultimi mesi, dallo scandalo Mose, a Mafia Capitale passando per l’EXPO.

L’evento, organizzato dall’associazione del M5S Urbino.org con il patrocinio del Comune di Urbino e della Provincia, ha lo scopo di sensibilizzare il più possibile l’attenzione dell’opinione pubblica su un tema di stringente attualità come quello della lotta alla mafia e delle implicazioni che le associazioni di stampo mafioso possono avere quando arrivano ad infiltrarsi nella pubblica amministrazione, negli appalti, negli ospedali e nelle istituzioni in genere.

La giornata avrà inizio alle 9.30 di venerdì 27 marzo, presso il collegio Raffaello di Urbino con la conferenza “Mafie in Italia, da Cosa Nostra a Mafia-Capitale” in cui interverranno l’avvocato Enzo Ciconte, professore di storia della criminalità organizzata, l’avvocato penalista Davide Grassi, che si è occupato di numerose inchieste su infiltrazioni mafiose e il senatore del M5S Mario Giarrusso, avvocato impegnato nella lotta alla mafia e attualmente membro della commissione parlamentare antimafia. Insieme approfondiranno il tema delle infiltrazioni mafiose nella pubblica amministrazione, illustrando l’evoluzione e le diverse forme di criminalità organizzata e la sua diffusione  nel nostro paese.

Nel pomeriggio l’evento proseguirà al cinema Ducale di Urbino dove dalle 17 è prevista la proiezione del docufilm “La Trattativa” di Sabina Guzzanti, film di denuncia sul rapporto Stato-Mafia di cui poco si è parlato nel momento della sua uscita nelle sale, a causa dello scomodo argomento trattato, ma che è tornato alla ribalta a seguito della sua proiezione alla Camera dei Deputati per volontà dei parlamentari pentastellati  dopo la quale è partito un tour di proiezioni e dibattiti disseminati per tutta Italia che ha fatto sempre registrare il tutto esaurito. Alla proiezione seguirà un incontro dibattito con la stessa Guzzanti che sarà a disposizione dei presenti per rispondere alle domande del pubblico. Presente al dibattito anche la deputata del M5S Giulia Sarti, impegnata da anni nella lotta alla mafia e componente della commissione giustizia e della commissione antimafia alla Camera (per info e prevendite www.urbino.org).

L’evento terminerà con una fiaccolata cittadina alle ore 21.30 in piazza della Repubblica in ricordo delle vittime delle stragi di mafia alla quale tutta la cittadinanza è invitata a partecipare. A conclusione della fiaccolata interverrà, tramite un video messaggio, il magistrato Nino Di Matteo, pubblico ministero nel processo sulla trattativa Stato-mafia, costretto a vivere sotto scorta per le minacce di morte ricevute dal boss Totò Riina, per darci una testimonianza tangibile di cosa significhi oggi essere in prima linea nella lotta alla mafia (ancora da confermare la partecipazione Nino Di Matteo).

L’auspicio è quello che la Giornata della Legalità raccolga una sentita partecipazione da parte di tutti, cittadini e forze politiche con la speranza di vedere in prima fila tutti i nostri consiglieri comunali fino ad arrivare alle maggiori autorità locali, per dare un forte segnale di condivisione di quello che è l’intento della manifestazione, ovvero la lotta alle mafie e la promozione della legalità.

Il programma

• 9.30 presentazione della Giornata della legalità
Collegio Raffaello, Piazza della Repubblica – sala Raffaello
Sindaco Maurizio Gambini
Consigliere Emilia Forti
Prof. Gualtiero De Santi

• 10 conferenza: Mafie in Italia, da Cosa Nostra a Mafia-Capitale
Collegio Raffaello, Piazza della Repubblica – sala Raffaello
prof. Enzo Ciconte
senatore Mario Giarrusso
avvocato Davide Grassi
modera Andrea Cangiotti

• 17 proiezione film: La Trattativa di Sabina Guzzanti
Cinema Ducale, Via F. Budassi
avvocato Davide Grassi

• 19 dibattito
Cinema Ducale, Via F. Budassi
regista Sabina Guzzanti
deputata Giulia Sarti

• 21.30 fiaccolata
Piazza della Repubblica
video conferenza con Nino Di Matteo (da confermare)
consigliere Emilia Forti

 

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Il garante dei carcerati: il vero problema è che manca un direttore a tempo pieno

Mar, 24/02/2015 - 19:54

(Tratto dal Corriere Romagna) RIMINI. «Non è il sovraffollamento il principale problema del carcere di Rimini, ma l’assenza di un direttore a tempo pieno». Parola del garante dei detenuti Davide Grassi che ieri ha fatto il punto della sua attività durante la IV commissione consiliare. Grassi, che ricopre dal l’incarico dal mese di novembre ha già le idee chiare sulla situazione ai Casetti. Specie dopo le quattro ispezioni (con gli onorevoli Giulia Sarti, Tiziano Arlotti, Ernesto Preziosi e con il garante regionale Desi Bruno) portate a termine «sempre a sorpresa - puntualizza - per avere le idee chiare sulle carenze reali della struttura».

Il carcere dei Casetti ospita oggi 104 detenuti di cui 50 stranieri. E specie con questi ultimi il rapporto è difficile perché «non conoscono la nostra lingua, né le leggi ed è difficile comunicare oltre che mediare con le famiglie».

Il problema principale è però l'assenza in pianta stabile di un direttore (quello che c’è oggi rimarrà sino ad agosto) perché «è difficile organizzare progetti formativi e ottenere autorizzazioni per il lavoro esterno».

Il paradosso dei Casetti è rappresentato da «una sezione completamente ristrutturata che resta però chiusa e inagibile per mancanza del collaudo, mentre nell’altra ala ci sono 4 o 5 detenuti per cella in cui il bagno si trova di fianco al fornello, dove ci sono infiltrazioni d’acqua e soffitti da ripristinare».

Qualcosa è stato fatto «a livello di servizi igienici e di altre zone fatiscenti, con l’aiuto degli stessi detenuti» ma per Grassi è davvero troppo poco.

E i problemi non finiscono qui. «C’è un difficile rapporto con la Magistratura di sorveglianza che offre risposte tardive e troppo spesso negative». Un problema emerso forte durante le feste di Natale quando alcuni carcerati si sono visti negare i permessi premio «e questo ha esasperato gli animi e creato difficoltà anche agli educatori che stanno lavorando bene».

Senza dimenticare «gli spazi esterni riservati ai familiari dei detenuti per i colloqui, in cui esiste anche un’area verde con i giochi che è assolutamente disastrata, mentre sarebbe molto utile sistemarla per non traumatizzare i bambini che vanno a trovare il papà in carcere».

Il garante Grassi ha fatto visita anche alla comunità di San Patrignano che oggi annovera ben 1.300 ospiti dove si trovano anche 108 detenuti in affidamento sociale, 48 agli arresti domiciliari, 14 in detenzione domiciliare più un articolo 21.

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Visita al carcere dei Casetti di Rimini del garante dei detenuti Davide Grassi e della deputata Giulia Sarti: il comunicato del moVimento 5 stelle

Lun, 17/11/2014 - 17:02

Oggi, su invito dell’Associazione Papillon di Rimini, la Portavoce Giulia Sarti si è unita al Garante dei Detenuti, Davide Grassi, in una visita ispettiva alla Casa Circondariale di Rimini, altrimenti nota come “Casetti”.

Giulia, già nel mese di settembre, aveva visitato la struttura detentiva ed aveva rilevato gravi carenze, per le quali si era appellata anche agli altri Parlamentari del territorio al fine promuovere un reale interesse al problema. Dopo due mesi la situazione è apparsa niente affatto migliorata e questo sembra doversi attribuire alla cronica mancanza di un Direttore stabile. Attualmente infatti il Direttore, Dott. Candiano, deve dividere la sua azione tra  il carcere di appartenenza e la supplenza di Rimini. Appare evidente che un Direttore a mezzo servizio non possa essere l’impulso di sviluppo che serve al carcere del nostro territorio e questo per evidenti limiti funzionali.

Chi pensa che una casa circondariale sia una struttura ai margini, da dimenticare senza che vi siano per questo effetti collaterali, non considera diversi punti di vista. Prima di tutto quello del personale penitenziario, impiegato in una mansione delicata che certamente non merita di essere appesantito da ulteriore difficoltà. In secondo luogo il carcere non è un buco nero che inghiotte gli indesiderati senza più restituirli alla società, in esso vi sono un certo numero di persone in attesa di giudizio ed altre che malamente punite torneranno alla Comunità ancor più convinte di essere in credito di una via “facile”. Forse proprio per una malintesa idea di punizione vi sono attualmente una decina di reclusi in sciopero della fame, persone che cercano di attirare l’attenzione del Magistrato di Sorveglianza.

La Portavoce Giulia Sarti, congiuntamente al Garante dei Detenuti e con la collaborazione dell’Associazione Papillon, continuerà a cercare l’attenzione delle Istituzione preposte al fine di evitare la deriva di una situazione che già presenta gravi sintomi di incuria e non certo per volontà di chi ci lavora quotidianamente.

Movimento 5 Stelle Rimini

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E’ Davide Grassi il Garante dei diritti delle persone private della libertà personale. La nomina del Consiglio Comunale di Rimini

Gio, 30/10/2014 - 21:19

Il Consiglio Comunale di Rimini ha eletto per il ruolo di “Garante per i diritti delle persone private della libertà personale” l'avvocato Davide Grassi.

La Casa Circondariale di Rimini ha ad oggi 115 persone detenute (62 italiani e 53 stranieri) di cui 46 definitivi, mentre L'UEPE (Uffici locali per l'esecuzione penale esterna) operante  nel territorio della Provincia di Rimini  ha abitualmente in carico tra le 250 e le 300 persone, ma in base ai diversi andamenti delle condanne può gestire un numero varibile e maggiore di persone.

Il Garante opera per migliorare le condizioni di vita e di inserimento sociale delle persone private della libertà personale ovvero limitate nella libertà di movimento domiciliare, residenti o dimoranti sul territorio del Comune di Rimini in particolare opera per garantire diritti delle persone presenti presso la Casa Circondariale di Rimini  mediante:

  1. la promozione di iniziative di sensibilizzazione pubblica sui temi dei diritti umani e dell’umanizzazione delle pene delle persone comunque private della libertà personale;
  2. la promozione di iniziative volte ad affermare per le persone private della libertà personale il pieno esercizio dei diritti e delle opportunità di partecipazione alla vita civile e della fruizione dei servizi presenti sul territorio comunale.

Il Garante, svolge le sue funzioni anche attraverso intese e accordi con le Amministrazioni interessate volti a consentire una migliore conoscenza delle condizioni delle persone private della libertà personale, mediante visite ai luoghi ove esse stesse si trovino, nonché con associazioni ed organismi operanti per la tutela dei diritti della persona, stipulando a tal fine anche convenzioni specifiche.

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“Rischio di vedere i certificati svalutati”

Gio, 24/04/2014 - 18:22

Vi è l’utopia, in tempi di crisi, di credere che la soluzione di tutti i mali sia stampare moneta. Se per cause ciò è impedito si aguzza l’ingegno per trovare soluzioni alternative, sui cui effetti è lecito nutrire alcune perplessità. I Certificati di Credito Fiscale s’inseriscono in questi tentativi di conseguire i supposti vantaggi di un aumento della massa monetaria senza, però, di fatto aumentarla. Il funzionamento ricorda molto i MEFO emessi durante il Terzo Reich, di cui si parla in altra parte: lo Stato elargisce, senza pretendere nulla in cambio, dei Certificati di Credito che potranno essere utilizzati per pagare, dopo due anni, i debiti con la Pubblica Amministrazione. Nel frattempo questi certificati potranno liberamente circolare ed essere usati come mezzo di pagamento alternativo al denaro. Il tutto sotto l’occhio vigile dello Stato e dei mercati che ne stabiliranno, tra l’altro, il valore di comune commercio. Non ci si può esimere da sollevare alcuni dubbi sulla loro reale efficacia. Primo dubbio: in un’economia piccola, la circolazione di questi certificati come surrogato monetario potrebbe non essere così diffusa. Solo una minima parte degli operatori economici sarà disposta a ricevere quelle che, di fatto, sono delle cambiali spendibili dopo due anni piuttosto che del denaro contante. Una minima parte di un’economia già di suo ristretta non potrà generare alcun effetto sperato sul PIL.

Secondo dubbio: non vi è evidenza empirica di quale sia l’effetto moltiplicatore sul PIL e sulle entrate fiscali. Il castello si regge, infatti, sul fatto che quando i C.C.F. potranno essere effettivamente utilizzati per compensare debiti con lo Stato, l’aumento delle entrate fiscali generato dalla loro circolazione sarà più alto del loro controvalore nominale. Se ciò non fosse, si avrebbe uno sbilancio negativo per lo Stato che si vedrà costretto a contabilizzare delle perdite conseguendo l’effetto esattamente contrario di quello atteso: un aumento esponenziale del deficit pubblico, che non farà contento gli altri Paese della UE.  Terzo dubbio: il valore di scambio risentirà anche della fiducia che gli investitori ripongono nello Stato sovrano emittente. L’avere un’economia numericamente piccola, con meno anticorpi per fronteggiare le crisi economiche, non sarà di certo d’aiuto nel migliorare la fiducia degli investitori. E’ lecito attendersi che il valore di mercato sarà, quindi, di gran lunga inferiore rispetto a quello nominale. Il risultato sarà, perciò, quello di avere in mano dei Certificati svalutati, poco adatti a sostituire il più rassicurante denaro.

Ancora una volta si deve sottolineare che stampare moneta o suoi surrogati non è la via salvifica per uscire dalla crisi. L’unica strada è quella di rendere disciplinati Stati Sovrani troppo spendaccioni. Le altre ricette sono come gli antidolorifici a un malato: attenuano gli effetti dando solo l’illusione di essere guariti.

FOCUS: I ME.FO. BONDS

I Certificati di Credito Fiscale ricordano molto i ME.FO. Bond circolanti sotto il Terzo REICH ed  emessi da una fantomatica Metallurgische Forschungsgesellschaft m.b.H (“Società per la ricerca in campo metallurgico”, da cui poi l’acronimo ME.FO.), di proprietà statale. Non può sfuggire che la Germania, all’inizio degli anni 30, era in ginocchio: l’iperinflazione, lo stratosferico indebitamento causato dai debiti di guerra, i vincoli imposti dalle Nazioni Vincitrici impedivano allo Stato di stampare nuova moneta spingendo sempre di più nel baratro la popolazione tedesca. Per cercare di invertire la rotta, il ministro del Tesoro nazista Hjalmar Schacht (che, ironia della sorte, era ebreo) si inventò i ME.FO. Bond, che erano delle cambiali garantite dallo Stato e incassabili dopo cinque anni dalla loro emissione, i quali venivano utilizzate per pagare i fornitori del Terzo Reich. Ben presto questi titoli cominciarono a circolare autonomamente, sostituendo negli scambi soprattutto fra imprenditori, il denaro contante quale mezzo di pagamento. Lo sviluppo fu impressionante. Questi strumenti, unitamente alle altre misure di politica economica intraprese, fecero uscire nel giro di due anni la Germania dalla crisi, facendo impallidire il New Deal di Roosevelt al quale, invece, gli ci volle una guerra mondiale per risolvere la crisi del 29.

Il limite dei ME.FO. risiedeva nel pericolo che i possessori, tutti allo stesso momento, chiedessero il loro rimborso una volta giunti a scadenza. Cosa che non avvenne mai. Il motivo? L’enorme fiducia che il regime riscuoteva fra i cittadini e le classi dirigenti, dovuta sia alla propaganda ma anche al tangibile miglioramento dell’economia.

(articolo pubblicato su LA TRIBUNA SAMMARINESE, sabato 24 maggio 2014)

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Romagna Nostra: le mafie sbarcano in Riviera: il video dell'associazione Gruppo Antimafia Pio La Torre

Ven, 29/11/2013 - 18:29

Il video «Romagna Nostra: le mafie sbarcano in Riviera», edito dall'associazione Gruppo Antimafia Pio La Torre, vede la partecipazione nella documentazione legale e nella produzione di Patrick Francesco Wild, praticante avvocato associato allo studo Grassi Benaglia Moretti.

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San Marino e l’impari lotta all’evasione

Lun, 04/11/2013 - 17:21

L’impari lotta all’evasione può essere riequilibrata anche con strumenti normativi, come l’accertamento sintetico, che permettono al Fisco di presumere l’evasione basandosi sul semplice assunto che se c’è una spesa c’è anche un reddito che la consente. Su questo tema, però, la riforma fiscale in discussione pecca di coraggio. Nel testo proposto, infatti,  l’accertamento sintetico sulle persone fisiche, pur ammesso, può essere fatto solo se il reddito determinato in maniera analitica non è credibile rispetto al tenore di vita effettivo del contribuente.  Un’impostazione indubbiamente equa, che spulcia tutte le carte per stanare l’evasore, lasciando a quest’ultimo, in caso di contenzioso, ben poche speranze di farla franca.  L’accertamento presuntivo è meno equo, più rudimentale, tutt’altro che preciso, ma senz’altro efficace e veloce. Non ci si basa più su un’analisi certosina  della documentazione contabile ma su elementi già noti all’Amministrazione finanziaria, di più rapido accesso quali l’acquisto di case, automobili, barche oppure la sottoscrizione di mutui o finanziamenti.

Se si vuole efficacemente contrastare l’evasione fiscale, la riforma fiscale deve sancire la piena indipendenza dell’accertamento sintetico da quello analitico lasciando all’Ufficio fiscale la possibilità di determinare presuntivamente fin dall’inizio il reddito complessivo del contribuente.

Ciò facendo, ovviamente, si ammette l’incapacità del Fisco di combattere equamente l’evasione.  Ma non vi è equità nemmeno colpendo chirurgicamente pochi evasori lasciandosi sfuggire tutti gli altri.

(da La Tribuna Sammarinese, 29 ottobre 2013, pagina 7)

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I motivi di una patrimoniale

Sab, 20/07/2013 - 18:11

La categoria dell’animo che fa riferimento all’equità non può essere usata per giustificare l’imposta patrimoniale. Non si può neppure dimostrare una maggior giustizia dell’imposizione progressiva: è indubbio come il suo peso gravi solo sul lavoratore dipendente, essendo impossibilitato ad evaderla. La patrimoniale attiene, invece, alla categoria delle cose necessarie. L’economia di un Paese è simile a una famiglia con un parente che, amando più il videopoker che la sobrietà, finisce per portare al dissesto tutto il parentado. Per risolvere il danno si avranno di fronte due strade: lavorare di più oppure vendere qualche gioiello di famiglia costringendo, da principio, il parente scapestrato a rimettersi in riga. Così vale per lo Stato: un elevato debito pubblico, frutto più di sperperi che di investimenti, potrà essere ridotto scegliendo tra un aumento delle tasse oppure chiedendo un sacrificio straordinario ai cittadini. Aumentare le tasse è buona cosa a due condizioni: bassi interessi sul debito pubblico e alta crescita economica. Ad oggi ciò è pura utopia. Nemmeno evocare la lotta all’evasione serve a qualcosa: i risultati non sono immediati. L’unica soluzione rapida è la patrimoniale straordinaria: i cittadini si impegnano a cedere un pezzo della propria ricchezza per raddrizzare il debito pubblico. La politica, di contro, si impegna a tornare in riga, a risanare i conti eliminando gli sperperi, le ruberie, le inefficienze e l’evasione. Una spirale virtuosa che attraverso le maggiori risorse reperite dalla riduzione degli interessi sul debito potrà dare luogo a una diminuzione della tassazione la quale, a sua volta, farà aumentare i consumi con effetti positivi sull’andamento del PIL. Solo così la patrimoniale straordinaria potrà essere un prezzo accettabile da pagare per rimettere in riga rapidamente un Paese e impedire di trasferire l’onere del debito pubblico interamente sulle attuali generazioni e su quelle future.

(La Tribuna Sammarinese, sabato 20 luglio 2013)

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Fotovoltaico e aziende agricole, il parere del commercialista Giovanni Benaglia

Ven, 04/03/2011 - 16:56

Le aziende agricole hanno scoperto un'importante risorsa: il fotovoltaico. Grazie agli incentivi statali del Conto energia le imprese si creano un reddito integrativo. Così il sole aiuta la buona agricoltura. Giovanni Benaglia, dottore commercialista, spiega gli aspetti dei progetti in questo settore. Video tratto dal canale youtube della ditta riminese Ubisol.

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