siti che curo

L'AGENZIA DELLE ENTRATE PAGA LE SPESE SE PROVOCA IL PROCESSO E POI SI RITIRA

Si potrebbe riassumere con il proverbiale “chi rompe paga” la sentenza che ha visto condannare l’Agenzia delle Entrate al pagamento delle spese legali a favore di un contribuente difeso dal dott. Giovanni Benaglia.

Seguiamo da anni il contenzioso tributario, con esiti sempre positivi” esordisce il socio dello studio. “Nello specifico il caso trae origine da un appello proposto dall’Agenzia delle Entrate contro una sentenza di primo grado che dichiarava illegittimo un avviso di accertamento che contestava l’omissione di una plusvalenza realizzata a seguito di una cessione di terreno edificabile”.

In primo grado il cliente, sempre difeso dallo studio, aveva ottenuto ragione e aveva respinto l’esosa richiesta avanzata dall’Agenzia delle Entrate. In secondo grado l’Ufficio, dopo aver fatto ricorso e costretto il contribuente nuovamente a difendersi, ha ritenuto di annullare l’avviso di accertamento pretendendo, però, di compensare le spese di giudizio.

Di fronte a questa palese ingiustizia ci siamo opposti e i Giudici di Secondo grado ci hanno dato ragione: come da noi sostenuto l’annullamento di un avviso di accertamento in pendenza di giudizio rientra nell’ipotesi di estinzione del giudizio per cessata materia del contendere per motivi diversi rispetto a quelli previsti per legge. Quindi, l’Agenzia delle Entrate deve pagare le spese di giudizio del contribuente”.

Su questo tema, tra l’altro, il dott. Benaglia ha incentrato il commento apparso sul numero 25/2017 della rivista IL FISCO, prestigioso settimanale di approfondimento per professionisti e imprese con il quale il dottor Benaglia collabora già da diversi anni. Nel commento viene approfondito anche l’annosa questione del pagamento delle spese di lite le quali, prima della recente introduzione della riforma del 2015, venivano sovente compensate tra le parti sulla base di una supposta, ma mai provata, “complessità del caso trattato”.

Notizie ImpreseOggi
Categorie: siti che curo

LO STUDIO GRASSI BENAGLIA MORETTI INVESTE NELLA CULTURA E NELLA MEMORIA

La memoria e il ricordo sono il motore del presente e la linfa vitale del futuro. Per questo non abbiamo avuto dubbi nell’aiutare a realizzare il libro che ricorda l’anniversario la nascita di Viserbella”. Giovanni Benaglia, socio dello studio, motiva così la scelta dello Studio di sponsorizzare la pubblicazione del libro che commemora i 110 anni dalla fondazione di Viserbella, frazione a nord del Comune di Rimini.

La pubblicazione è stata promossa dal Museo della Marineria e delle Conchiglie E’ Scaion, con il patrocini dell’IBC Istituto Beni Culturali della Regione Emilia Romagna e del Comune di Rimini, e con la collaborazione dell’associazione L’Ippocampo Viserba, che ha messo a disposizione il proprio archivio fotografico e la propria esperienza maturata nel corso degli anni quale laboratorio urbano della memoria.

Il libro è una raccolta fotografica, proveniente da archivi privati, che racconta l’epopea della piccola frazione a nord di Rimini che, da paese povero formato da ortolani e pescatori diventa, con gli anni, parte di quell’immenso sviluppo economico che ha permesso alla costa romagnola di essere ricordata come capitale italiana del turismo. “Viserbella è la storia di Rimini e delle sue persone. I suoi abitanti, oltre un secolo fa, si sono rimboccati le maniche e si sono messi in gioco per migliorare le proprie condizioni di vita”, ricorda Giovanni Benaglia che di Viserbella è originario. “Senz’altro l’elemento emozionale ha giocato un ruolo importante nella scelta di aiutare la realizzazione di questo libro.  Io a Viserbella ci sono nato e cresciuto e a lei mi legano i ricordi della mia infanzia, delle estati e dei turisti, dell’odore del mare dopo una burrasca. Ritrovare le proprie origini è importante, perché ci consente, in questo mondo che sta cambiando velocemente, di avere sempre un punto fermo e di ritrovare, soprattutto nei momenti di difficoltà, un sicuro approdo per ricominciare il viaggio”.

Infine Benaglia ricorda che “il nostro Studio vuole continuare a investire in cultura. Perché è un modo per far conoscere la parte migliore della nostra terra e della nostra gente. Con la cultura noi raccontiamo ciò che siamo”.

Notizie ImpreseOggi
Categorie: siti che curo

I dieci motivi per dire “I love golf”

Riviera Golf - Gio, 29/06/2017 - 13:02

I love GOLF! Milioni di appassionati in tutto il mondo, decine di competizioni, tantissimi sponsor interessati ad investire…quale il segreto del nostro amato golf, sport antico e capace di coinvolgere così tante persone?

Proveremo oggi a svelarvi – certi di elencarne solo una piccola parte – i…10 motivi per amare il golf!

1 PERMETTE DI STARE ALL’ARIA APERTA

I love GOLF! Ampi spazi, distese verdi, panorami rilassanti e suggestivi, lunghe camminate in mezzo alla natura a contatto con le bellezze del territorio. Il golfista è uno sportivo che vive necessariamente la propria passione in ambienti aperti e in luoghi caratterizzati soventemente da un elevato pregio naturalistico (come ad esempio il Riviera Golf, situato all’interno della magnifica Oasi faunistica del Conca!), elementi questi che rendono la pratica golfistica piacevole e particolarmente preziosa per i tanti appassionati che spesso vivono in grandi città, o che comunque passano gran parte del tempo in territori altamente urbanizzati. Inoltre, una ricerca pubblicata sulla rivista “Environment Science and Technology” ha evidenziato come la pratica di una attività all’aria aperta aiuti ad aumentare i livelli di energia e – per contro – a diminuire lo stato di stress, depressione e rabbia…e ciò ci conduce direttamente al secondo importante vantaggio derivante dal golf.

2 AIUTA A MIGLIORARE/MANTENERE IL BENESSERE FISICO

I love GOLF! Il golf allena l’elasticità muscolare e la coordinazione, permette di mantenere una frequenza cardiaca non troppo elevata, riducendo così il rischio di sovraccarichi cardiaci e pressori, ed allena il fisico perché presuppone, per ogni sessione di gioco, la possibilità di camminare mediamente per cinque ore, lungo una distanza che va dai 5 a 8 km, con conseguenti vantaggi sul colesterolo e la glicemia. Una ricerca pubblicata sulla rivista “Scandinavian Journal of Medicine & Science in Sports” – che ha analizzato un campione di 300.818 giocatori – ha evidenziato come il tasso di mortalità dei golfisti sia risultato inferiore del 40% e conseguentemente l’aspettativa di vita è apparsa superiore di 5 anni. Il golf è dunque uno sport che allunga…la vita.

[ Leggi anche GIOCARE A GOLF, IL WELLNESS CHE ALLUNGA LA VITA ]

3 FA SORRIDERE

I love GOLF! E’ ormai dimostrato che il golf consente di aumentare il livello di endorfine, con un positivo effetto anche sull’umore e lo stato mentale di chi lo pratica. Le endorfine – scoperte solo nel 1975! – sono prodotte dal sistema nervoso centrale e costituiscono una sorta di potente analgesico naturale in grado calmare il dolore ed aumentare il benessere; rilasciate dal corpo durante l’attività sessuale, durante lo sport o mentre si gustano particolari tipi di cibi (come ad esempio il cioccolato), vengono altresì definite come l’“ormone della felicità” proprio per la loro capacità di donare euforia.

4 ALLENA LA MENTE E COSTITUISCE UN’OTTIMA PALESTRA DI VITA

I love GOLF! Per le sue caratteristiche di gioco, il golf favorisce la concentrazione su un obiettivo che è tecnico, ma anche mentale. E’ altresì una pratica che favorisce la sana competizione e insegna il valore dell’etica e dell’onestà, in campo ed oltre il green: è infatti significativo che nel golf non esista un vero e proprio arbitro, ma ci si affidi all’autodisciplina ed alla correttezza morale del singolo giocatore, senza la presenza di un controllo dall’alto; lo “spirito del golf” , al di là di necessità di gioco, diviene pertanto vera palestra di vita anche per i giocatori più piccoli, chiamati a misurarsi con una pratica che risulta divertente e stimolante, ma anche utile per il loro sviluppo etico e cognitivo, affinando in loro le capacità di autoanalisi e di autocontrollo, la necessità di affrontare le frustrazioni e di raggiungere obiettivi crescenti.

[ Leggi anche GOLF E BAMBINI, IL RIVIERA SUMMER CAMP ]

5 FAVORISCE LA SOCIALIZZAZIONE

I love GOLF! Benché – lo dicevamo – si tratti di uno sport altamente competitivo, il golf risulta una pratica che ha in sé una doppia valenza: se da un lato è infatti evidente una caratterizzazione fortemente individualistica, dall’altro ha un’indubbia valenza socializzante, resa possibile dall’articolazione del gioco e della partita stessa, in cui i giocatori trascorrono – durante gli spostamenti sul green – lunghi momenti insieme, confrontandosi e comunicando, elemento importante e fortemente caratterizzante di questo bellissimo sport.

6 È UNA DISCIPLINA PER TUTTI

I love GOLF! Il golf è uno sport trasversale ed altamente inclusivo, che ha ormai dimostrato quanto i vecchi pregiudizi – che lo consideravano come una pratica esclusiva ed elitaria – fossero errati e totalmente anacronistici; è infatti una disciplina che può essere praticata da tutti, senza nessuna distinzione socio-economica, anagrafica o di gender. I dati parlano chiaro: le attrezzature necessarie per accostarsi al golf hanno un costo del tutto accessibile, che rende questo sport paragonabile allo sci o al tennis, sport ormai divenuti pressoché trasversali e non più elitari.

Anche i portatori di handicap possono giocare, purché supportati da precisi strumenti realizzati ad hoc; anche i “non più giovanissimi” possono cimentarsi nella pratica golfistica, che anzi – grazie a tranquille passeggiate – può aiutarli nel mantenersi in attività, con tutti i benefici conseguenti; il golf – grazie a sistemi di apprendimento quali ad esempio lo SNAG© praticato dai giovanissimi partecipanti al Riviera Summer Camp – può essere praticato anche dai giovanissimi, a partire dai due anni di età, e risulta una vera e propria palestra che allena i più piccoli al confronto e al superamento delle difficoltà.

Moltissime donne hanno deciso di accostarsi al golf con risultati che non hanno nulla da invidiare a quelli dei loro colleghi…e le vittorie delle tante campionesse a livello internazionale, parlano chiaro!

Se tutto ciò non bastasse…esistono particolari competizioni – e il Riviera ne ha appena ospitata una! – in cui il giocatore può farsi accompagnare dal più fedele compagno che ci sia…il cane!

Più trasversale ed inclusivo di così…!

7 È UNO SPORT DEMOCRATICO ED EQUO

Grazie alla presenza dell’elemento dell’handicap, il golf consente di far gareggiare tra loro anche golfisti molto diversi quanto a preparazione ed abilità, livellando le loro diversità e permettendo un confronto armonioso e sinergico tra le varie parti. E ciò lo rende un unicum nell’ambito delle discipline sportive!

8 INVOGLIA A VIAGGIARE

A differenza di altri sport che prevedono un locus di gioco fisso e prestabilito – sia esso un campo da calcio o da tennis – nel golf centrale risulta il tipo di percorso che si affronta durante una competizione o un allenamento, percorso che può essere diversissimo e assumere – indipendentemente dal numero di buche – le connotazioni e le caratteristiche più svariate. Ogni green è diverso dall’altro, il golfista lo sa- e ciò costituisce per lui un ottimo motivo per proporre ai famigliari…vacanze nearest to the green!

9 È UNA PRATICA PERFETTA PER…FARE SQUADRA ANCHE IN UFFICIO

Il golf è una attività scelta ormai da tantissime aziende per i propri eventi di teambuilding – frequenti al Riviera Golf – in quanto rafforza i legami all’interno di un team ed azzera le gerarchie interne, permettendo di trascorrere una giornata diversa, lontani dall’ufficio e di ritornarvi ricaricati e più coesi…con tutti i vantaggi per il benessere dell’azienda!

10 È DIVERTENTE

Chiudiamo questo decalogo con il motivo che più di tutti fa del golf uno sport così amato. Milioni di persone lo conoscono, lo vivono e lo amano semplicemente perché…giocare a golf è divertente, piacevole ed entusiasmante: a chi infatti non piacerebbe trascorrere una giornata all’aria aperta, in compagnia, sfidandosi in un gioco che sa essere rilassante ed avvincente, allo stesso tempo?

E quindi, se non lo avete già fatto…vi aspettiamo al Riviera Golf per provare insieme il golf!

Per info: segreteria@rivieragolf.it | 0541 955009

L'articolo I dieci motivi per dire “I love golf” proviene da Riviera Golf.

Categorie: siti che curo

Il golf e le donne. Un onore precluso al gentilsesso per oltre 260 anni.

Riviera Golf - Mar, 27/06/2017 - 19:25
GOLF “Gentlemen Only Ladies Forbidden”

Quando si parla dell’origine del termine “golf”, alcuni ipotizzano che derivi dall’acronimo “Gentlemen Only Ladies Forbidden”, ovvero “Solo per Gentiluomini, Vietato alle Donne”; certamente si tratta di una falsa ed ironica etimologia che però conserva in sé il riferimento ad una realtà storica, ovvero alla nascita della pratica golfistica come attività preclusa al sesso femminile, divieto rimasto a lungo inalterato: basti pensare che solo nel 2014 lo storico Royal and Ancient Club di Saint Andrews – ritenuto per secoli la “capitale del golf” – ha aperto le porte della memership alle giocatrici, che da allora possono diventare socie a tutti gli effetti: un onore precluso al sesso femminile per oltre 260 anni!

In realtà ben prima di questa data così rappresentativa, molte giocatrici – dotate di grinta e passione che non hanno nulla da invidiare a quelle dei loro colleghi – hanno praticato sul green, dimostrando così il carattere inclusivo e trasversale del golf, che si caratterizza come uno sport praticabile da chiunque, senza alcuna distinzione anagrafica, sociale …o di gender.

Infatti, benché i numeri e le statistiche propendano ancora per una predominanza maschile sul campo, è innegabile che sin dalle origini del golf moderno a giocare ci siano state anche numerose presenze femminili; basti pensare che all’ormai lontano 1893 risalgono sia la nascita della Ladies Golf Union (tra giocatrici dilettanti provenienti da Irlanda e Gran Bretagna), sia il primo Ladies’ British Amateur Championship, che fu disputato presso il Royal Lytham & St. Anne’s.

Altra data storica per quanto concerne il rapporto tra il golf e le donne, è il 1950 quando si costituisce la Ladies Pga of America, formata dalle giocatrici professioniste statunitensi ed emblema dell’affermazione femminile nel panorama sportivo golfistico. In Europa il golf femminile professionistico si afferma invece più recentemente, quando – verso la fine degli anni ’70 – si costituisce in Gran Bretagna la prima organizzazione di giocatrici “pro” che porta poco dopo alla creazione di una versione europea e di un vero e proprio circuito di gare (chiamato dal 2000 “Ladies European Tour”).

Anche nel circuito golfistico femminile esistono poi i Major, i tornei più attesi e prestigiosi: dal 1950 lo Us Open, dal 1955 lo Us Pga Championship, dal 1979 il British Open, seguiti poi da quello nato nel 1983 e dall’Evian Masters dal 2013.

Nonostante le diverse associazioni di giocatrici e le gare ad esse connesse, esiste ancora un notevole divario tra il golf maschile e quello femminile: basti pensare che – per quanto riguarda i montepremi in palio – se tra gli uomini il rapporto tra il tour americano e quello europeo è nell’ordine di due a uno (circa 320 milioni di dollari previsti negli USA contro i circa 185 in palio in Europa), nel contesto femminile tale gap è ancora più ampio, aggirandosi ad un rapporto intorno al quattro a uno per quanto concerne il premio economico, ma anche per quanto riguarda il numero di tornei che si disputano in ogni stagione (30 negli Stati Uniti e solo una ventina circa nell’antica Europa!).

Il golf e le donne. Una giocatrice da 2.8 milioni di dollari.

Comunque, le competizioni femminili della Lpga statunitensi generano un grande interesse in termini di pubblico, audience e sponsor: lo conferma la campionessa Lydia Ko – neozelandese di origine coreana diventata la numero uno al mondo all’età di soli 17 anni e nove mesi – che nel 2015 ha guadagnato oltre 2.8 milioni di dollari, rispetto ai “soli” 350 mila dollari della miglior giocatrice europea.

Il successo in termini di interesse ottenuto dalle gare femminili ha avuto come positiva conseguenza una generale apertura nei confronti del golf rosa da parte di diversi organi di controllo ed associazioni, uno fra tutti lo storico Royal and Ancient Club di Saint Andrews che dal 2017 ha acconsentito ad aumentare i finanziamenti per le competizioni femminili (Ladies European Tour ed il LET Access Series), dimostrando una proficua apertura verso il panorama golfistico delle donne.

Il golf e le donne … e i bambini.

Il carattere inclusivo del golf ed il suo riflettersi sul mondo femminile ha poi – si è visto – una positiva ricaduta anche sul target più giovani: una recente ricerca effettuata da Syngenta, dimostra infatti come l’incremento della partecipazione femminile sul green favorisca, conseguentemente, l’avvicinarsi al golf da parte delle fasce più giovani. In particolare, rispetto ai “colleghi” maschi, le donne sono disposte a portare in campo con sé i figli nel 38% in più dei casi rispetto agli uomini, e, quindi, 1000 nuove madri giocatrici possono tradursi in ben 720 potenziali praticanti giovanissimi rispetto ad uno stesso numero di nuovi giocatori di sesso maschile! Ne consegue la necessità di incentivare il coinvolgimento femminile per estendere il target di potenziali giocatori.

Il golf e le donne. Ecco le più famose.

Per quanto concerne i nomi, tante le giocatrici con una carriera di tutto rispetto: oltre alla già citata Lydia Ko, impossibile non citare, solo per fare qualche nome, Suzann Pettersen, Stacy Lewis, So Yeon Ryu, Ariya Jutanugarn, Lexi Thopson, Beatriz Recari, Anna Nordqvist; in Italia spiccano Virginia Elena Carta, Giulia Molinaro, Carlotta Ricolfi, Bianca Fabrizio, Alessia Nobilio, Emilie Paltrinieri, Angelica Moresco.

All’interno dei singoli golf club, sono ormai notevoli i numeri delle tesserate donne.

Il golf e le donne al Riviera Golf.

Presso il nostro campo l’interesse femminile verso il mondo del golf trova conferma nelle circa trenta socie, che ogni giorno ci scelgono per esercitarsi, sfidarsi e godere delle straordinarie bellezze del territorio in cui il Riviera Golf è inserito.

Tra le giocatrici più forti, impossibile non pensare alla cattolichina Orietta Barocci che – solo per citare le ultime gare – si è distinta nel Trofeo Lexus Day Car dello scorso 14 maggio (nell’ambito del quale ha conquistato il Longest Drive femminile), nel Bmw Golf Cup International dello scorso 11 giugno ove ha prevalso nella classifica lorda femminile, nel Golf and Food Cup di domenica 18 giugno ove ha vinto il Primo Lady e nella Dreamcars Mercedes Benz, gara stableford svoltasi domenica 25 giugno.

Ci auguriamo che nel prossimo futuro le associazioni, gli sponsor, i finanziamenti decidano di accordar sempre maggior fiducia al mondo del golf femminile e permettano di superare gli antichi pregiudizi che attualmente risultano anacronistici e del tutto immotivati.

Le golfiste ci sono e sanno offrire uno spettacolo intenso, paragonabile a quello dei loro colleghi: “carta canta”.

Vieni a giocare a golf con noi!

Chiedi info su corsi e orari a segretia@rivieragolf.it  oppure chiama 0541 955009

L'articolo Il golf e le donne. Un onore precluso al gentilsesso per oltre 260 anni. proviene da Riviera Golf.

Categorie: siti che curo

DREAMCARS MERCEDES-BENZ 110 golfisti sfidano il caldo torrido al Riviera.

Riviera Golf - Lun, 26/06/2017 - 18:22

Di nuovo un fine settimana intenso al Riviera Golf dove domenica 25 giugno si è disputata la DREAMCARS MERCEDES BENZ sponsorizzata dal gruppo Di.Ba, importante realtà del nostro territorio: nato nel 1976, è ormai divenuto una delle realtà italiane più forti nell’ambito dei motori, offrendo servizi assai diversificati (dalla rivendita di ben 14 brand automobilistici, ai servizi finanziari ed assicurativi).

Il caldo torrido non ha scoraggiato i 110 giocatori che si sono affrontati in una splendida e intensa giornata di golf.

La gara prevedeva formula stableford a tre categorie.

Nella prima categoria al terzo posto è salito il giocatore del Riviera Stefano Palmieri, al secondo posto il sammarinese Roberto Bianchi, mentre nel primo netto si è distinto Alessandro Chionna, giocatore del Golf Club Bologna ma assiduo frequentatore del Riviera.

Nella seconda categoria, il podio è stato interamente conquistato da golfisti provenienti dal Riviera: al terzo posto Mirco Ottaviani, al secondo Orietta Barocci, mentre sul gradino più alto è salito Marzio Raspugli.

Per quanto concerne la terza categoria, terza posizione raggiunta dal marchigiano Ferruccio Pigliapoco, mentre i gradini più alti se li aggiudicano due giocatori del Riviera, Enrico Bastianelli al secondo mentre al primo posto Raffaele Guidi.

Premi speciali: primo lordo conquistato dal giocatore del Riviera Cristian Currenti, il primo lady da Antonella Balzi (Riviera), mentre il primo seniores va a Marco Panzini (del Village Golf Club).

The big dog golf cup 2017, in campo con gli amici a quattro zampe.

Sabato 24 appuntamento particolare con una giornata dedicata al compagno per antonomasia, il cane: il Riviera Golf ha infatti ancora una volta saputo mostrare la capacità inclusiva del golf, con una gara 9 buche in cui ogni giocatore era accompagnato dal proprio compagno a quattro zampe.

Al Bistrot Buca 19 l’istruttore Riccardo Ariù insieme al suo border collie “Baby” ha regalato una bella dimostrazione di agility, di obedience e di conduzione con le oche. Alberto Bianchi ha mostrato come realizzare una toilettatura a prova di concorso. Il veterinario Gianfranco Manfroni ha dato preziosi consigli sulla salute del cane.

Prossimi appuntamenti al Riviera Golf

Prossimi appuntamenti previsti per sabato 1 luglio con la Jack Daniel’s Cup 2017, mentre domenica 2 si disputerà la All Inclusive Golf Challenge by Engel & Völkers Riccione.

Per info segreteria@rivieragolf.it e per iscrizioni gara e tee time CLICCA QUI

L'articolo DREAMCARS MERCEDES-BENZ 110 golfisti sfidano il caldo torrido al Riviera. proviene da Riviera Golf.

Categorie: siti che curo

Film sul golf. Qual è il tuo preferito?

Riviera Golf - Mar, 20/06/2017 - 15:18
CIAK…SI GIRA…SUL GREEN!

Il cinema, la meravigliosa invenzione capace di illuminare qualsiasi volto e di indagare ogni più recondito aspetto della vita umana, un’arte visionaria e quasi magica che dal lontano 1895 riesce a toccare l’animo umano e narrarne le gesta, i sogni e le passioni.

Oggi pensiamo ad un target particolare di golfista, quello appassionato anche di…cinema!

Ci siamo chiesti se ed in che modo i registi abbiamo deciso di accostarsi al mondo del golf – mettendo in luce protagonisti legati a questa coinvolgente passione – e abbiamo scoperto che esistono numerose pellicole incentrate sul nostro amato green. Vediamone qualcuna.

Lo Sport più distensivo del mondo (Hanna e Barbera, 1945)

Prodotto durante la seconda guerra mondiale, è il ventesimo cortometraggio animato della leggendaria coppia Tom e Jerry. Anche in questo caso la storia verte sulla consueta lotta fra il gatto – che in questo caso cerca di impegnarsi nel suo nuovo travolgente amore per il golf – ed il topo – che non fa altro che distrarlo e infastidirlo. Come finirà?

Follow the sun (S. Lanfield, 1951)

Film incentrato sulla vita e l’amore della leggenda del golf Ben Hogan.

Lui e Lei (G. Cukor, 1953)

K. Hepburne è una giovane e bella campionessa di golf fidanzata con un insegnante spocchioso e costantemente impegnato nel tentativo di sminuirla. Tutto cambierà con l’arrivo di un nuovo allenatore, impersonato magistralmente da Spencer Tracy, che movimenterà l’andamento di questa riuscitissima commedia sentimentale.

Palla da Golf (H. Ramis, 1980)

Divertente commedia che racconta di un giovane caddy alle prese tra la fidanzata, un eccentrico miliardario e un giardiniere paranoico, magistralmente impersonato da Bill Murray ed alle prese con…una marmotta.

Un tipo imprevedibile (D.Dugan, 1996)

Un ex giocatore di hockey su ghiaccio – impersonato da Adam Sandler, re della comicità targata USA – decide di tentare una nuova strada, avvicinandosi al golf, ma non ha calcolato che questa nuova avventura lo porterà a confrontarsi con un avversario tutt’altro che debole. Divertente commedia ricca di colpi di scena.

Tin Cup (R.Shelton, 1996)

Kevin Costner è un promettente campione di golf che dal campetto scalcinato dove insegna arriverà a confrontarsi con i grandi giocatori in occasione del prestigioso US Open. Ma la sua indole tutt’altro che mite rischierà di far sfumare il suo sogno di gloria.

La Leggenda di Bagger Vance (R.Redford, 2000)

Tratto dall’omonimo romanzo di Steven Pressfield, il film narra il profondo e travagliato rapporto tra un misterioso caddie (impersonato da Will Smith) e un tormentato ex campione (interpretato da Matt Damon).

A Gentleman’s game (J.Mills Goodloe, 2001)

Un ragazzo appassionato di golf riesce a scalare la strada verso il successo, arrivando a varcare le soglie di un prestigioso ed esclusivo club. Scoprirà ben presto che si tratta di una realtà fatta non solo di…gentlemen.

Bobby Jones genio del golf (R.Herrington, 2004)

La pellicola narra la storia dell’intramontabile Robert Tyre Jones Jr, dall’infanzia vissuta in Georgia, ai primi tornei fino al celebre Slam del 1930 cui seguirà il ritiro a soli 28 anni.

Il più bel gioco della mia vita (B.Paxton, 2005)

Riuscitissimo ed emozionante film incentrato sulla figura di Francis Ouimet, giovane e squattrinato golfista che riuscì a conquistare gli U.S.Open del 1913, pur essendo all’esordio della sua carriera.

Tommy’s honour (2016, J.Connery)

Sean Conery ha trasmesso al figlio Jason, promettente regista, la passione per il golf, e tutto ciò si è tradotto in questo bellissimo film ambientato negli anni 80 e 90 del 1800, che racconta la storia di Tom e Jimmy Morris, “fondatori” del golf moderno. Il golf fa da sfondo alla narrazione incentrata sul rapporto, profondo e travagliato, tra i due personaggi: Tom Morris – nato nel 1821 a St. Andrews – che mosse i primi passi come caddie ed esperto greenkeper, per poi diventare un grandissimo golfista (guadagnò la vittoria dell’Open Championship per ben 4 volte!); e il figlio Tom, primo campione a conquistare il podio dell’Open Championship per 4 anni consecutivi, e rappresentante di una nuova era e di una nuova concezione del golf: mentre il padre infatti era un conservatore che accettava il sistema per cui i ricchi scommettevano sui golfisti e – in caso di vincita- tenevano per sé il grosso del ricavato, il figlio si opponeva a questa logica, pretendendo paghe più oneste e rispettose del ruolo dei giocatori.

Hai visto uno o più di uno tra questi film sul golf? Quale tra questi consiglieresti?

Condividi l’articolo e scrivi nello spazio del commento il titolo del film sul golf che pensi tutti dovrebbero vedere. Grazie!

L'articolo Film sul golf. Qual è il tuo preferito? proviene da Riviera Golf.

Categorie: siti che curo

Il caddie, un asso nella manica per la vittoria.

Riviera Golf - Lun, 19/06/2017 - 19:03
Il caddie: molto più di un portaborse.

Il caddie (o caddy) – così pensano i neofiti del golf – è l’addetto al trasporto della sacca dei giocatori sui campi da golf, l’uomo di fatica al servizio del golfista. In realtà il ruolo del caddie è assai più ampio, importante e sfaccettato.

Ma quale è la genesi storica di questa figura così centrale all’interno della pratica golfistica?

In origine le partite di golf non venivano disputate su veri e propri percorsi, bensì all’interno di parchi pubblici nei quali i giocatori si muovevano in mezzo a tante altre persone impegnate in attività diverse. In quel contesto ormai lontano nacque la figura del caddie, che coincideva con la persona incaricata di creare veri e propri “varchi” ai giocatori, garantendo così un gioco sicuro anche per chi si trovava a passeggiare nei pressi di una zona di gara.

In seguito, dato l’elevato costo che avevano inizialmente le palline utilizzate durante il gioco (erano infatti oggetti di complessa e onerosa costruzione, capaci di deteriorarsi velocemente in caso di sosta prolungata in zone del campo molto umide), il caddie divenne “fore Caddie” (fore=avanti) ebbe il compito di anticipare il gruppo di giocatori ed individuare la probabile area di ricadute delle palline stesse, al fine di recuperarle velocemente.

Il caddie, un prezioso consigliere.

Attualmente, il caddie riveste un ruolo di fondamentale importanza, soprattutto a livello professionistico, in quanto richiede l’instaurazione di un solido rapporto con il giocatore: egli è sì addetto alla preparazione e al trasporto delle mazze, ma tra i suoi compiti decisivo è anche quello di consigliare il giocatore sulla migliore strategia da seguire in ogni situazione di gioco.

Ne consegue che un caddy, per essere davvero preparato, deve conoscere  il campo perfettamente ed il percorso che dovrà affrontare insieme al suo assistito, le mappe, le caratteristiche e le distanze di ogni buca; deve inoltre saper valutare quale supporto dare al giocatore in base alle diverse condizioni atmosferiche che possono presentarsi durante una gara.

Il caddie deve inoltre conoscere il golfista che segue, comprenderne i bisogni e le necessità, sì da consigliarlo al meglio e potergli garantire un’assistenza proficua, sia dal punto di vista dell’incoraggiamento necessario in alcune situazioni – ogni golfista spera di incontrare un caddie partecipe delle sue vittorie e/o sconfitte! – sia dal punto di vista tecnico, allorquando sia necessario, da parte del caddie, un suggerimento relativamente al bastone da utilizzare o all’angolo di tiro migliore.

Egli è quindi in primis un buon giocatore di golf (molti grandi golfisti hanno iniziato a praticare ricoprendo proprio questo delicatissimo ruolo!), capace di contribuire alle decisioni strategiche e in possesso di tutte le conoscenze tecniche atte ad assistere proficuamente il golfista che accompagna e supporta.

Naturalmente, uno dei suoi compiti principali resta la preparazione della sacca da golf, che – oltre ai ferri preferiti dal giocatore – deve contenere, numerosi altri oggetti utili durante il gioco (soprattutto a livello professionistico): palline, le mappe delle buche, guanti di scorta, il kit di pronto soccorso, un misuratore di distanze ed eventualmente altri elementi necessari.

Il caddie e il giocatore professionista.

Per quanto concerne il golf professionistico, ogni giocatore secondo il regolamento può avere un solo caddie, che retribuirà a proprie spese in base ad una percentuale sui premi vinti: generalmente, questa percentuale è del 5% se il giocatore assistito ha superato in un torneo il taglio, del 7% per un piazzamento tra i primi 10 vincitori, e del 10% in caso di vittoria della gara. Naturalmente il caddy percepisce anche uno stipendio indipendente dalle prestazioni del suo assistito, i cui risultati costituiscono quindi per lui un bonus extra.

Il ruolo del caddie può essere in qualche modo paragonato a quello – altrettanto importante – del navigatore per il pilota di rally: come quest’ultimo infatti, il caddy gioca un ruolo fondamentale nell’ambito di una partita ed è così fondamentale per il golfista che spesso, una volta trovato il “consigliere” giusto con il quale instaurare un rapporto di fiducia e di feeling, non lo lascia più!

Un caddie è (a volte) per sempre.

L'articolo Il caddie, un asso nella manica per la vittoria. proviene da Riviera Golf.

Categorie: siti che curo

Audi quattro Cup e Golf and Food

Riviera Golf - Lun, 19/06/2017 - 18:24
Audi quattro Cup by Reggini

Anche lo scorso weekend il Riviera Golf è stato palcoscenico di due importanti competizioni: sabato 17 giugno si è svolta la gara a coppie Audi quattro Cup by Reggini con formula greensome, mentre domenica 18 si è giocata la competizione e tre categorie Golf and Food Cup by Centro della Ceramica.

Per quanto concerne la prima gara, sul campo si sono sfidati 130 giocatori per aggiudicarsi la finale nazionale a Torino.

I primi classificati della categoria “Possessore Audi” sono stati Cerolini-Donadio con 40 punti. Nella categoria unica al terzo posto si sono classificati Lazzari e Mazza con 41 punti stableford, al secondo posto i fratelli Battocchi con 43 punti, mentre si aggiudicano la finale nazionale con il primo lordo la coppia Tadini-Frascaroli con lo score di 33. Primo netto per Orazi-Boinega con l’ottimo score di 45 punti stableford.

Golf and food by Centro della Ceramica

Nella giornata di domenica a sfidarsi sono stati circa 70 giocatori che hanno disputato un’avvincente gara conclusasi con l’assegnazione di premi speciali offerti dal Centro della Ceramica. A prevalere tra i vincitori una nutrita rappresentanza di giocatori del Riviera Golf Club: primo lady per Orietta Barocci, primo juniores per Diego Emanuele Danzi, primo seniores per Marzio Raspugli.

La terza categoria è stata vinta da Alessandro Paolini, mentre sul secondo gradino è salito Francesco Mazzotti.

Nella seconda categoria ha prevalso Daniele Longhini, secondo posto per Pierluigi Cattani, mentre nella prima categoria si sono distinti nel primo lordo Matteo Bernabè, nel primo netto Enrico Bernabè e al secondo posto Guido Giunta.

Prossimo importante appuntamento al Riviera previsto per DOMENICA 25 GIUGNO con la gara DreamCars Mercedes Benz by Di.ba Group.

Iscriviti alla gara e prenota il tee time CLICCA QUI

 

L'articolo Audi quattro Cup e Golf and Food proviene da Riviera Golf.

Categorie: siti che curo

Sai da dove deriva la parola golf?

Riviera Golf - Gio, 15/06/2017 - 16:29
Golf: una etimologia discussa

Il Golf. Sport amato e praticato da tantissimi appassionati. Da dove deriva questa strana e affascinante parola? Quale l’origine di questo termine?

Diverse sono le interpretazioni in merito, proprio come nel caso delle origini di questo sport (argomento che approfondiremo prossimamente).

La parola golf e i giochi proibiti.

Un primo elemento emerge nel 1457 quando compare una parola simile in uno scritto all’interno di una Lista degli Atti del Parlamento di Scozia relativa ai giochi proibiti definiti “gouf”, termine di probabile derivazione scozzese – da “goulf” – che significa “colpire o schiaffeggiare”.

Tale divieto potrebbe essere collegato ad uno simile risalente al 1452, quando Re Giacomo II di Scozia vietò il gioco in quanto distraeva i suoi sudditi dalla loro necessaria pratica di arcieri. Alcuni studiosi ritengono però che tale proibizione si riferisse piuttosto ad altri giochi, più simili al moderno hockey su prato piuttosto che al golf.

La parola golf e il primo campo da gioco permanente.

Altra ipotesi lega il termine “golf” all’olandese “kolf”, che significa “mazza”, riferita anche allo sport che porta lo stesso nome. Questa teoria muoverebbe le basi dall’idea secondo cui il golf cominciò ad essere giocato nel XVII secolo nei Paesi Bassi e solo in un secondo momento si diffuse anche in Scozia, dove si sviluppò: in Scozia infatti nacque il primo campo permanente da gioco (che assunse poi la forma di campo a 18 buche), la prima associazione ed anche le prime regole scritte.

La parola golf come acronimo molto discutibile…

Altra opinione diffusa ed anche curiosa, ma quasi certamente leggenda metropolitana e “ironia di gender”, è che il nome derivi dall’acronimo “Gentlemen Only Ladies Forbidden”, ovvero “Solo per Gentiluomini, Vietato alle Donne”: molto probabilmente però – ripetiamolo – una falsa etimologia, in quanto l’uso degli acronimi risulta essere un fenomeno piuttosto recente (anche se pensando a SPQR, l’utilizzo degli acronimi va forse ampiamente retrogradato, rendendo tutto possibile…); resta comunque da sottolineare, indipendentemente dalla fantasia di tale ipotesi etimologia, che effettivamente il golf nacque come pratica preclusa al sesso femminile, e che per secoli tale divieto è rimasto inalterato: basti pensare che solo nel 2014 lo storico Royal and AncientClub di Saint. Andrews ha aperto le porte della membership alle giocatrici, che da allora possono diventare socie a tutti gli effetti: un onore precluso al sesso femminile per oltre 260 anni!

Al di là delle tante e talvolta fantasiose ipotesi relative all’origine della etimologia, il gioco del golf accompagna gli appassionati ormai da secoli e – ne siamo certi – continuerà a farlo ancora molto a lungo.

Che tu sia uomo o donna , giovane o meno giovane, professionista o dilettante, ti aspettiamo al Riviera Golf.

Prenota il tee time CLICCA QUI o richiedi info su gare e corsi a segreteria@rivieragolf.it

L'articolo Sai da dove deriva la parola golf? proviene da Riviera Golf.

Categorie: siti che curo

GIOCARE A GOLF, IL WELLNESS CHE ALLUNGA LA VITA

Riviera Golf - Gio, 15/06/2017 - 10:33
Giocare a Golf e Rimini Wellness, benessere e salute.

A pochi giorni dalla chiusura di Rimini Wellness, l’importante fiera dedicata al benessere, e pochi giorni prima dell’apertura di Al Mèni, l’appuntamento che ogni anno porta in Romagna i grandi chef del panorama nazionale e non solo, anche noi del Riviera abbiamo pensato di interrogarci sul benessere e la salute…ovviamente nell’ottica degli amanti del golf.

Il golf è uno sport a tutti gli effetti.

Spesso chi non conosce la pratica golfistica la ritiene una attività sedentaria, un tranquillo e piacevole passatempo all’aria aperta, ove contano esclusivamente tecnica e concentrazione; in realtà il golf è molto di più: uno sport a tutti gli effetti e, come tale, un’attività che comporta fatica e una buona dose di impegno fisico, richiedendo doti ben precise quali la forza, l’equilibrio, l’elasticità e la dinamicità, elementi che lo accomunano ad altre attività ginniche.

E poi uno sport competitivo, in cui la preparazione fisica si deve necessariamente abbinare alla concentrazione e al controllo mentale.

Giocare a golf per prevenire le malattie cardivascolari.

Il golf allena l’elasticità muscolare e la coordinazione, e presuppone un consumo energetico medio di circa 200-250 calorie all’ora: una pratica tutt’altro che sedentaria quindi che, come gli altri sport aiuta a diminuire la possibilità di contrarre malattie, soprattutto cardiovascolari.

La pratica golfistica fa lavorare il cuore ad una frequenza cardiaca non troppo elevata, riducendo così il rischio di sovraccarichi cardiaci e pressori, ed allena il fisico perché presuppone, per ogni sessione di gioco, la possibilità di camminare mediamente per cinque ore, lungo una distanza che va dai 5 a 8 km, con conseguenti vantaggi sul colesterolo, la glicemia e la frequenza cardiaca.

Giocare a golf allunga la vita!

Secondo uno studio pubblicato qualche anno fa sulla rivista “Scandinavian Journal of Medicine & Science in Sports” – che ha analizzato 300.818 giocatori di golf svedesi comparando il tasso di mortalità degli stessi con la popolazione generale a parità di uguale età, sesso e condizioni socio economiche – il tasso di mortalità dei golfisti analizzati è risultato inferiore del 40% e conseguentemente l’aspettativa di vita è apparsa superiore di 5 anni.

A questi incoraggianti dati si aggiunga anche il fatto che il golf presuppone un costante contatto immersivo nella natura e il rapporto con gli altri giocatori, veri e propri benefits in grado di aumentare le endorfine in circolo e di conseguenza il piacere derivante dal vivere appieno questa entusiasmante pratica.

Tutto questo rende il golf uno sport ricco di benefici e vantaggi per la salute di chi lo pratica, un costante allenamento in grado di curare mente e spirito. VIENI a giocare a golf al Riviera Golf . Scopri tutti i corsi di AVVIAMENTO e PERFEZIONAMENTO con i nostri professionisti. CLICCA QUI

 

L'articolo GIOCARE A GOLF, IL WELLNESS CHE ALLUNGA LA VITA proviene da Riviera Golf.

Categorie: siti che curo

L’ALIMENTAZIONE DEL GOLFISTA: WELLNESS CON GUSTO

Riviera Golf - Gio, 15/06/2017 - 09:32
L’alimentazione del golfista: cucina sana e bilanciata…con gusto.

Essendo uno sport vero e proprio il golf presuppone – per chi vi si accosta – l’attenzione alla salute e al benessere fisico, che si esplica conseguentemente anche nell’interesse verso l’alimentazione e un tipo di cucina sana e bilanciata. Parleremo oggi dell’alimentazione del golfista.

Gli obiettivi della dieta del golfista – ed ancor di più per chi lo vive da professionista – si possono riassumere nella necessità di raggiungere e/o mantenere un peso corporeo ideale, nella resistenza fisica lungo tutta la durata della gara, al fine di prevenire un eccessivo stress psico-metabolico, e nella capacità di un recupero ottimale post gara, per ripristinare l’equilibrio metabolico ed evitare uno sproporzionato affaticamento nei giorni successivi.

Questi obiettivi si devono tradurre in una alimentazione caratterizzata da apporti bilanciati di macronutrienti (proteine, lipidi, carboidrati) e micronutrienti (minerali, oligoelementi, vitamine, antiossidanti…), quote energetiche adeguate e dalla regolare assunzione di acqua in grado di fornire un costante livello di idratazione.

L’alimentazione del golfista al Riviera Golf

Presso il Riviera Golf il personale è costantemente teso alla riflessione nell’ambito dell’alimentazione più adatta ai golfisti che frequentano il campo, al fine di mettere a punto una dieta del golfista ragionata e appositamente pensata per chi pratica questo sport.

Tutto ciò nasce all’interno del Wellness Restaurant, fiore all’occhiello della ristorazione legata al mondo del golf, ma altresì dedicato a chiunque abbia a cuore un tipo di alimentazione “ragionata” e calibrata. La sala da 150 posti si affacciata sulla splendida piscina che al tramonto si tinge di rosa e regala magiche atmosfere, ed è diretta dal preparatissimo chef Massimliano Poletti.

L’alimentazione del golfista al Riviera Wellness Restaurant con Massimiliano Poletti.

Poletti inizia il suo percorso professionale negli alberghi della costa romagnola, per poi lasciare il Paese alla ricerca di nuove esperienze, giungendo così al prestigioso Savoy Hotel di Londra ed al ristorante Valentino di Santa Monica. Dopo aver altresì lavorato presso La Grotta di Nerio Raccagni e La Frasca di Gianfranco Bolognesi – locali stellati della Romagna – nel 2000 arriva a Parigi per collaborare con il famoso chef Alain Ducasse che gli insegnerà il rispetto per la materia prima e che nel 2005 lo sceglierà come responsabile della gestione della cucina in occasione dell’apertura del suo ristorante in Toscana.

Nel 2006 Poletti, dopo aver trascorso circa venti anni all’estero, ritorna alle origini romagnole e lavora presso Palazzo Guidi, per poi approdare felicemente al Riviera Golf, dove gestisce il ristorante e mette in pratica la sua idea di cucina “wellness”.

Convinto che “un ristorante sia molto di più di un luogo dove si mangia” e deciso a proporre una cucina in grado di recuperare le giuste abitudini nell’alimentazione, lo chef Poletti ha creato, insieme ad un team di nutrizionisti e di esperti di alimentazione sportiva, un menù che, valorizzando le materie prime del nostro territorio, propone una cucina bilanciata senza però dimenticare il gusto: lontano dai ristoranti che mirano “solo” al mangiar sano lasciando però poco spazio al gusto, e distante altresì dai ristoranti tipici e più classici che offrono cibo appagante ma decisamente poco in linea con il benessere, la cucina di Poletti permette, attraverso piatti funzionali “a chi ama vivere bene”, di godere di un’esperienza capace di coniugare piacere e salute.

L’alimentazione del Golfista in due differenti menu’

Il menù che propone il Wellness Restaurant è articolato in due differenti proposte: da un lato troviamo una tipologia di piatti che hanno come obiettivo l’espressione di una cucina sana e bilanciata (ogni piatto è abbinato ad una tabella nutrizionale che ne esplica le proprietà e le caratteristiche alimentari); dall’altro la carta suggerisce una serie di proposte più nella direzione del gusto e della “rivisitata classicità”, senza ovviamente dimenticare l’attenzione alla qualità ed alle materie prime, sovente biologiche.

Il menù offre anche la possibilità di gustare quello che Poletti ha chiamato “il menù del golfista”, una serie di piatti pensati appositamente per chi pratica il golf ed ha bisogno di un preciso apporto calorico, ma che non vuole dimenticare la piacevolezza della buona cucina.

Una cucina wellness…con gusto. PRENOTA il tuo tavolo SUBITO → 0541. 956499

L'articolo L’ALIMENTAZIONE DEL GOLFISTA: WELLNESS CON GUSTO proviene da Riviera Golf.

Categorie: siti che curo

Intervista a Lele Danzi al Riviera Golf

Riviera Golf - Mer, 14/06/2017 - 18:00

Nel ponte del 1 maggio si è svolto presso il Riviera Golf il grande evento golfistico AIRDP STYLE, famoso brand che ha saputo dar vita ad una collezione di accessori tecnologicamente innovativi e dal design ricercato: nata dall’idea del noto imprenditore Lele Danzi e del fuoriclasse Alessandro Del Piero, che ha anche prestato il proprio volto alle diverse campagne pubblicitarie, la AIRDP STYLE si è affermata nella creazione di oggettistica in grado di coniugare sport, funzionalità e ricerca del gusto estetico.

La competizione si è svolta su due giornate e prevedeva solo premi di giornata e non cumulativi.

Il primo giorno si è svolta la gara individuale: I categoria medal, II e III stableford. Nella seconda giornata invece si è giocato con formula a coppie: 4 palle la migliore.

Nella prima giornata di gara individuale, ha prevalso nella I categoria netta con 68 colpi Emanuele Vannucci mentre al II posto con 70 colpi netti Federico Pelliccioni (entrambi associati al ASD Asset Golf di S. Marino).

Nella classifica lorda si è distinto con lo score di 75 colpi Cristino Giorgetti, giocatore del Riviera Golf.

Nella II categoria, giocata con formula stableford, al primo posto con l’ottimo score di 42 punti ha prevalso Maurizio Grandicelli del Golf Club Argenta. Al secondo posto si è invece classificato il giovane giocatore del Rimini-Verucchio Golf Club Lapo Nicola D’Amato con 39 punti.

In III categoria ha raggiunto il gradino più alto la giocatrice dell’Adriatic Golf Club Cervia Giulia Graziani con il punteggio di 39 punti. Al secondo posto con lo stesso punteggio – avendo però giocato meno brillantemente le seconde 9 buche – il giocatore del Riviera Golf Club Davide Sabbatani.

Per quanto concerne i premi speciali I Lady per Nicoletta Michelini, I senior per Marco Baldoni, mentre fra i giovanissimi del premio junior si è distinto il giovane talento Francesco Currenti.

Per tutti i vincitori premi AirDP Style.

L'articolo Intervista a Lele Danzi al Riviera Golf proviene da Riviera Golf.

Categorie: siti che curo

BMW Golf Cup International al Riviera Golf

Riviera Golf - Mar, 13/06/2017 - 14:48
BMW Golf Cup International, una competizione avvincente tra più di 100 golfisti.

Una competizione avvincente quella che si è svolta domenica 11 giugno presso il Riviera Golf: 160 giocatori si sono sfidati nell’ambito della BMW Golf Cup International, uno degli appuntamenti più rilevanti all’interno della stagione.

Sponsor della gara è stato il Gruppo Di.ba, nato nel 1976 e presente sul territorio nazionale con attività assai diversificate (dalla rivendita di ben 14 brand automobilistici, ai servizi finanziari ed assicurativi), che negli anni ha eccezionalmente esteso la propria area di influenza, divenendo una delle realtà italiane più forti nell’ambito dei motori. Il presidente Paolo Baronciani – al termine della gara – ha offerto un magnifico rinfresco seguito dalla premiazione dei vincitori.

BMW Golf Cup International , tutti i vincitori.

La gara ha fatto emergere i nomi dei giocatori che – presso il Donnafugata Golf Resort (Ragusa) ove avrà luogo la finale nazionale – si contenderanno la possibilità di sfidarsi in occasione della finale mondiale.

Nella seconda categoria sono saliti sul podio tre giocatori che hanno ottenuto lo stesso punteggio, posizionandosi però diversamente in classifica in quanto hanno affrontato in modo più o meno brillante le seconde nove buche: al primo posto si è distinto Guido Pianosi (Riviera Golf), seguito da un altro giocatore del Riviera, Pierpaolo Migani, mentre sul terzo gradino è salito il marchigiano Paolo Cardoni (Village Golf Club).

Per quanto concerne la prima categoria, con lo score di 37 punti è emerso Francesco Boattini (Riviera), mentre al secondo posto si è piazzato con lo stesso punteggio Roberto Giovannini (Golf San Marino); terza posizione per Gianmarco Alberti (del Riviera) con 36 punti.

Nella categoria unica femminile il risultato più brillante è stato raggiunto da una giocatrice del Riviera, Nicoletta Ricci (39 punti), seguita da Antonella Balzi (Riviera) e da Elena Ferroni.

Nella classifica lorda maschile si è distinto Marco Galassi, mentre nella femminile ha prevalso Orietta Barocci, giocatrice del Riviera.

La classifica “Possessori BMW” ha visto il primo posto per Marzio Raspugli (Riviera), seguito in seconda posizione da Riccardo Rusticali (Cervia Golf Club).

Il Primo senior è stato vinto da Orazio Pensalfini (Riviera).

Nearest to the pin a Mario Barbatelli con palla a 1.59 metri dalla buca.

Prestissimo una nuova avvincente competizione al Riviera Golf: sabato 17 giugno prevista infatti la audi 4 cup (con formula greensome). Di sicuro una nuova magnifica giornata qui al Riviera.

ISCRIVITI SUBITO segreteria@rivieragolf.it | 0541 955099 | ISCRIVITI QUI

L'articolo BMW Golf Cup International al Riviera Golf proviene da Riviera Golf.

Categorie: siti che curo

Comifar (Gruppo Phoenix) rinnova la fiducia a Target Sinergie per la gestione in outsourcing del suo centro distributivo di Carinaro (CE)

Comifar rinnova per i prossimi due anni la partnership con Target Sinergie per il magazzino di distribuzione di Carinaro, (Ce), Campania. Nel 2013 era iniziata la fase di start up nella gestione in outsourcing della logistica farmaceutica nel complesso di 14 mila mq con 33 persone impiegate, centor id distribuzione che serve la rete regionale di farmacie con uno stock di oltre 40 mila articoli. Un esperimento di contract logistics che Comifar, società della multinazione leader in Europa Gruppo Phoenix, ha avviato scegliendo l'azienda riminese attiva dal 1988. Un percorso di successo che dopo tre anni ha visto crescere il personale impiegato oltre le 80 unità e che viene confermato dal rinnovo per altri due anni della partnership e dall'ampliamento dei servizi erogati, che comprendono tutte le attività connesse allo stoccaggio e alla vendita dei farmaci, nonché la logistica inversa per i prodotti non più vendibili.

Tra i nuovi servizi avviati troviamo la centralizzazione dei “Transfer Order” per la gestione dell'ordine diretto delle farmacie tramite il canale distributivo indiretto, garantendo l'assortimento di farmaci generici a più alta rotazione, la precisione, oltre alla puntualità della consegna in farmacia. Inoltre, Target Sinergie gestirà il servizio di procuro per i prodotti non in assortimento sui depositi locali, ovvero quei prodotti a bassa rotazione e che per questo vengono gestiti solo nel centro di distribuzione di Caserta, per essere poi distribuiti alle farmacie di tutto il centro sud tramite trasferimenti interni. Parliamo di oltre 20 mila articoli, che portano l'impegno di gestione Target Sinergie da 40 mila a oltre 60 mila referenze.

Oltre duemila sono le casse che ogni giorno viaggiano sui rulli automatici che percorrono tutta l’area vendite del magazzino in provincia di Caserta, per allestire, in meno di 20 minuti, ogni richiesta delle farmacie: dal prodotto farmaceutico ad uso umano e veterinario, agli stupefacenti, dai dispositivi medici in vitro, ai cosmetici, prodotti omeopatici e alimenti particolari, a temperatura controllata e da frigo. Gestione delle scadenze, ritiro dei revocati, monitoraggio costante dei tempi di messa a disposizione della merce, sono solo alcuni dei punti che contraddistinguono il servizio essenziale per il cittadino che Target Sinergie, per conto di Comifar, giornalmente esegue, rispondendo comunque alle esigenze di miglioramento continuo delle performance e dei livelli di servizio, ed offrendo al cliente la piena variabilizzazione dei costi oltre che la flessibilità della struttura operativa.

target_sinergie_logistica_farmaceutica_01.jpg target_sinergie_logistica_farmaceutica_stabilimento_comifar_carinaro.jpg target_sinergie_logistica_farmaceutica_03.jpg Notizie Logistica
Categorie: siti che curo

Footgolf al Riviera Golf, Terzo Torneo Lega Championship .

Riviera Golf - Mar, 30/05/2017 - 11:02
Footgolf al Riviera Golf, vuoi sapere com’è andata?

Nella soleggiata cornice del Riviera Golf si è svolto – nelle giornate del 27 e 28 maggio – il Terzo Torneo Lega Championship dell’LNF Tour organizzato dalla Lega Nazionale Footgolf, una delle competizioni agonistiche di footgolf più importanti del panorama nazionale. La competizione si è svolta in due giornate (Day 1 e Day 2), su 36 buche, con in palio un montepremi totale di 5.700 euro, premi tecnici e commerciali e 1.800 punti validi per il Ranking LNF Tour.

La gara, a cui hanno partecipato 110 giocatori, ha mostrato ancora una volta quanto il footgolf – disciplina nata dall’unione di golf e calcio – sia ormai diventato una pratica sportiva indipendente, capace di riscuotere un grandissimo successo di partecipazione e di pubblico, e in grado di sviluppare – grazie ai numerosi eventi organizzati nel nostro Paese – sinergie e complementarietà proficue con il mondo del Golf.

Assai note le personalità dello sport che hanno partecipato all’evento: Ivano Bonetti, Paolo Di Canio, Yuri Tamburini, Massimo Agostini, Alessandro Bianchi.

Numerosi gli sponsor: Tecso Sport, leader nel settore dell’attrezzatura sportiva; Franco Bosi che ha curato premi e trofei; Riva di Franciacorta per quanto concerne i vini offerti.

Footgolf al Riviera Golf, ecco i vincitori.

Sul podio Sergio Zorniotti (tesserato Footgolf Bluemoon di Milano), grande protagonista della seconda giornata ed autore di una grande rimonta da -4 a -13, che ha vinto la gara, seguito dal compagno di squadra Paolo Giuffrè con uno score di -11 e da Thomas Tagliapietra (Footgolf Villafranca) con -10, terzo classificato e grande interprete del Day 1.

Appena sotto il podio si sono distinti con un ottimo Day 2 i giocatori di Footgolf Liguria Andrea Bellarmino e Andrea Colombi, classificatesi a pari score (-10) a pari punteggio con il leader del primo giorno Alessio Cavicchi (Footgolf Villafranca) e il modenese Thomas Bignoni (Ghirlandina Footgolf).

Sesto Paolo Parodi (Footgolf Genova) con -9, seguito da Stefano Grigolo (Fototgolf Legnago Corradina) con -8;  chiudono la Top 10 con il medesimo punteggio di -7 Mattia Zerbini (Footgolf Emilia Romagna), Alessandro Pacchiarini (Footgolf Bluemoon) e Giuliano Geti (Cannonballs Footgolf).

Rispettivamente al 14° e 18° posto gli ex calciatori Paolo di Canio e Ivano Bonetti rispettivamente con uno score di -6 e -4.

Premi speciali: Primo Senior per Sergio Zorniotti, Super Senior per Giuliano Geti e Primo Ladies per Martina Quintarelli (Atletico Footgolf Verona).

La prossima gara del LNF Tour si disputerà il 17 Giugno al Golf Le Vigne di Villafranca.

Prossimo importante appuntamento al Riviera Golf previsto per il 2 giugno quando si disputerà la All Inclusive Golf Challenge, sponsorizzata da Allianz Bank: previsti tanti nomi importanti del panorama golfistico nazionale.

Iscriviti alla gara CLICCA QUI o scrivi a segreteria@rivieragolf.it

L'articolo Footgolf al Riviera Golf, Terzo Torneo Lega Championship . proviene da Riviera Golf.

Categorie: siti che curo

Premiati i migliori dipendenti e le migliori performance di squadra del 2016: 11 targhe consegnate alla Festa di Target Sinergie

Hanno ottenuto i migliori risultati nel 2016, in squadra o da soli e sabato 27 maggio, durante l'annuale cena primaverile che coincide con la presentazione del bilancio delle cooperative del gruppo Target Sinergie, hanno ricevuto i loro riconoscimenti dal presidente Davide Zamagni. Dieci i premi consegnati, davanti alla platea di dipendenti provenienti da 8 regioni italiane: Emilia Romagna, Marche, Lombardia, Veneto, Toscana, Abruzzo, Sardegna e Campania. Tre al miglior dipendente di ciascun settore (Logistica, Facility Management, Igiene & pulizie), al miglior capocantiere e al miglior responsabile operativo. Più un premio alla carriera al collega Gianluca Rigamonti, che è entrato nel gruppo da operaio, scalando l'organigramma dapprima come caposquadra, poi capocantiere e infine come responsabile operativo.

Coadiuvato da Elena Zannoni, la più giovane dipendente Target Sinergie (in squadra all'ufficio paghe), Davide Zamagni ha officiato quello che per Target è la serata degli oscar, con le nomination e la proclamazione del vincitore. La prima assegnazione è stata per la migliore performance produttiva, andata alla squadra impiegata nella piattaforma logistica di Partesa Imola, battendo le altre tre nominate, le squadre impegnate nelle commesse in outsourcing presso Guzzini, Pastificio Cellino in Sardegna e nella piattaforma logistica Partesa di San Mauro Pascoli. I dipendenti della commessa Partesa Imola si sono aggiudicati il premio per “I volumi più alti – ha detto Davide Zamagni - e perché hanno gestito una acquisizione importante, sono riusciti a mettere a punto una nuova organizzazione portando un beneficio complessivo anche sulla produttività".

Alla squadra che gestisce la piattaforma logistica Partesa San Mauro è andato il premio per il tasso di assenteismo più basso, battendo i colleghi impegnati nelle piattaforme Mec3, Marr Supercash e nello stabilimento Carlsberg di Induno Olona. Il premio per la migliore flessibilità e sinergie è andato ai colleghi che gestiscono la logistica in Marr Romagna, perché “la squadra si è distinta per le sinergie operate sulle piattaforme logistiche di Marr Bologna, Marr Battistini, Marr Sfera, Marr Santarcangelo, coadiuvando inoltre la commessa del Forno Romagnolo”. Sul filo di lana hanno battuto i cantieri logistici Partesa Cortemaggiore, Marr Sardegna e la commessa delle pulizie presso l'azienda Celli spa.

Un premio invece è stato “assegnato” dai clienti stessi, rispondendo al questionario di customer satisfaction che abbiamo sottoposto alla fine del 2016. Il cantiere che ha attenuto la più lusinghiera valutazione dal cliente è stato Mec3, seguito dai cantieri Marr Sardegna per la logistica, Vulcangas per le pulizie e dal Comune di Bellaria nel Facility Management.

Premiato anche il cantiere che ha ottenuto il maggior tasso di espansione dei servizi in outsourcing, conquistato dai dipendenti che gestiscono la piattaforma Comifar, a Carinaro (Caserta), i quali hanno battuto i colleghi delle commesse Hera (facility management amministrativo), Fette di sole (in Sardegna) e della GDO presso Esselunga, Firenze.

Premi ai migliori dipendenti dell'anno 2016

Ad aprire le premiazioni per miglior dipendente 2016 è stata Entela Ruci, alla quale è andata la targa per il settore Igiene e pulizie. Entela si è distinta, ha detto il presidente Davide Zamagni consegnandole il premio perché “entrata in Target Sinergie da un'altra azienda, attraverso un cambio d'appalto e si è fin da subito fidata nonostante le avessimo ridotto le ore per questioni operative. Dalle 9 ore settimanali è arrivata a seguire, oggi, 7 commesse. Tra i suoi pregi spiccano flessibilità, prontezza nelle risposte, spirito di sacrificio e ottima capacità di risposta al cliente”. Gli altri tre colleghi nominati per il premio sono stati Bouchra Tajaouni, Antonella Muscente e Lancine Bakayoko.

Il premio dipendente dell'anno per il settore Facility Management è andato a Davide Rinaldi, perché “ha dimostrato una grande capacità di relazionarsi con le persone, tenendo sotto controllo i flussi di lavoro in modo sistematico. Svolge il suo compito con determinazione concentrandosi sul risultato finale, sacrificando in molti casi il suo tempo libero all'azienda”. In nomination sono arrivati invece Valentina Rossi, Daniela Di Rocco e Matteo Bronzetti.

A Dorel Bechet invece è andato il premio dipendente dell'anno per il settore Logistica. Davide Zamagni ha letto le motivazioni: “Nel momento di difficoltà e bisogno di sua iniziativa ha deciso di accollarsi delle responsabilità di reparto e di cantiere dimostrando un forte attaccamento all'azienda e ai colleghi. Il suo dinamismo gli ha permesso di distinguersi in tutti i cantieri dove ha prestato servizio”. Gli altri colleghi “logistici” nominati sono stati Diakaté, Carlo Mirri e Gianni Cadoni.

La targa per il miglior Capocantiere dell'anno è andata a Fabio Leardini, che gestisce la commessa presso Hera, poiché “nel 2016 è riuscito ad amalgamare con eccellenti risultati un gruppo di 60 persone, garantendo un servizio di qualità e stringendo un buon rapporto con il cliente. La gestione di un team così ampio ed eterogeneo non è semplice, soprattutto per una persona così giovane”. Sono arrivati in “finale” con Leardini Filippo Cavalli, Momar Dieng e Ilirjan Cekrezi.

Infine il premio per il responsabile operativo dell'anno è stato aggiudicato a Susy Pirozzi, che segue i cantieri del settore dell'Igiene e pulizie. Davide Zamagni, nel consegnarle la targa ha ricordato che Susy “c'è sempre, per qualunque impegno è sempre presente”. E infatti è stata tra le organizzatrici della festa che ha raggiunto, anche quest'anno, oltre 200 presenze da tutti i cantieri Targe Sinergie in Italia.

premi_dipendenti_2017_05_performance_produttiva.jpg premi_dipendenti_2017_06_minore_indice_assenteismo.jpg premi_dipendenti_2017_07_migliore_flessibilita_sinergie.jpg premi_dipendenti_2017_08_migliore_customer_satisfaction.jpg premi_dipendenti_2017_09_migliore_espansione_outsourcing.jpg premi_dipendenti_2017_10_entela_ruci.jpg premi_dipendenti_2017_11_davide_rinaldi.jpg premi_dipendenti_2017_12_dorel_bechet_riceve_mohamed_taoufik.jpg premi_dipendenti_2017_13_fabio_leardini.jpg premi_dipendenti_2017_14_susy_pirozzi.jpg premi_dipendenti_2017_15_gianluca_rigamonti.jpg Eventi Notizie Facility Management Igiene e pulizie Logistica
Categorie: siti che curo

Dario Ferrari alfiere del Footgolf

Riviera Golf - Mar, 23/05/2017 - 17:28

Il footgolf, sport nato nel 2009 dall’intuizione dell’ex attaccante Roy Mc Kay ed ormai diffusosi a livello globale, è ultimamente diventato un argomento degno di interesse in tanti dibattiti e momenti di riflessione sull’attuale panorama sportivo. A pochi giorni dal Terzo Torneo Lega Championship organizzato dalla Lega Nazionale Footgolf presso il Riviera Golf (27-28 maggio 2017), ne parliamo con Dario Ferrari, uno degli alfieri di questo innovativo ed avvincente sport.

Il footgolf nasce nei Paesi Bassi come uno sport ibrido, che mescola caratteristiche proprie di due discipline apparentemente molto diverse. Quali elementi riprende dal calcio e quali invece lo avvicinano maggiormente al “classico” golf?

“Sicuramente dal calcio deriva la potenza ed una certa dose di dinamicità insita nel footgolf, che dal golf trae invece la progettualità, l’importanza di concentrarsi, di affrontare le difficoltà e di sapersi contenere; da sottolineare poi che – a differenza del calcio ed invece in modo similare a quanto avviene nel golf – nel footgolf non ci sono arbitri: il controllo non è infatti affidato ad una figura esterna, normativa, bensì è demandato al fair play di ogni giocatore, alla sua lealtà, alla sua etica di gioco. E’infine una disciplina in cui, per procedere durante una partita, è importante saper superare il momento appena passato, l’ultima buca giocata: perché tutto può nuovamente ed improvvisamente cambiare.”

Lei è presidente della Lega Nazionale Footgolf (LNF). Come è nata e cosa si prefigge?

“La Lega è nata da un gruppo di amici che già l’anno precedente – nel 2015 quindi – collaboravano per organizzare eventi legati al territorio lombardo, collaborando con la Federazione Italiana Footgolf. Nel settembre 2016, dall’unione di quattro Associazioni Sportive Dilettantistiche, riconosciute dal CONI (Footgolf Emilia Romagna, Footgolf Liguria, Footgolf Lombardia e Footgolf Veneto) è emersa poi la nostra organizzazione che, senza fini di lucro e basandosi su principi di assoluta democrazia (con elettività delle cariche e sovranità dell’Assemblea), ha quale obiettivo l’ordinamento e la promozione del footgolf in Italia, affinché esso venga riconosciuto come una disciplina sportiva associata.”

Il footgolf è spesso definito come “uno sport inclusivo e trasversale”, capace di coinvolgere un target estremamente ampio di simpatizzanti e giocatori. E’ effettivamente così?

“Certo, è una disciplina dotata di grande dignità, che chiunque può conoscere e praticare, compresi i portatori di handicap. Sogno il giorno in cui il footgolf potrà diventare pratica paraolimpica ed essere disputata in un grande contesto sportivo come le Olimpiadi. Il carattere inclusivo di questa pratica è altresì evidente nel fatto che anche bambini non particolarmente sportivi ed innatamente portati per lo sport possono – attraverso il footgolf – trovare una certa forma di “riscatto” nell’accostarsi a tale disciplina.

Appena applicheremo la regola dell’handicap – elemento già presente nel golf – il footgolf riuscirà a manifestare appieno la propria capacità inclusiva e trasversalità, perché saranno possibili sfide tra giocatori dotati di gradi di competenza estremamente diversificati.”

Quale è l’atteggiamento dei club e dei campi da golf nell’accogliere i footgolfisti?

“Le modalità con cui i circoli ed i campi da golf si accostano a questa “nuova” disciplina sono diverse: ci sono club estremamente chiusi ed elitari, dai costi altissimi anche per gli stessi golfisti, che si dimostrano ostici nell’aprirsi al footgolf, che viene visto come una sorta di “parente povero” del più conosciuto golf. Ci sono però altri centri golfistici che invece si sono dimostrati molto aperti nell’accogliere la nostra disciplina: alcuni di questi traevano la loro “disponibilità” verso il “nostro mondo” dalla presenza di problemi economici interni che – e ne erano consapevoli – sarebbero stati più facilmente superabili se avessero scelto di diversificare la propria offerta sportiva (non solo golf quindi, ma anche l’inserimento di altre possibili pratiche come il tennis, il nuoto, i calcio…ed il footgolf); altri – come voi del Riviera Golf! – hanno da subito capito che il footgolf è uno sport dotato di una grande dignità, capace di muovere un gran numero di sportivi, che hanno spesso anche un notevole peso sul ritorno economico (ad esempio anche nel food&beverage)”.

Ad oggi si calcola che il 7% dei footgolfisti ha iniziato a praticare anche il golf. C’ è quindi una positiva interferenza tra i due sport, che può e deve essere biunivoca?

“Certamente. Ed è una sinergia che va implementata costantemente: una delle strategie può essere quella di offrire come premio, durante le competizioni di footgolf, lezioni gratuite di golf, proprio con la finalità di creare uno scambio proficuo tra questi mondi, che per altro hanno molto in comune. Oppure un’altra modalità è quella di inserire, nei momenti di teambuilding, entrambe le discipline, sì da implementarne l’interferenza, oppure creare competizioni che mescolino ed accostino, in un identico contesto, i due sport (magari 9 buche di golf e le successive 9 di footgolf).”

Come coinvolgere i giovani in questo sport?

“E’ necessario promuovere il footgolf nelle scuole e farlo conoscere agli studenti; altra strategia proficua – e voi del Riviera l’avete brillantemente intuito con il RIVIERA SUMMER CAMP– è poi quella di organizzare camp estivi che abbiano, tra le attività proposte, anche il footgolf sì da avvicinare i più giovani. Attualmente all’interno della LNF si contano oltre 30 associazioni che hanno tra i loro obiettivi principali anche quello di allargare il target di appassionati, avvicinando a questo avvincente sport anche le fasce d’età inferiori.”

Chiudiamo con una domanda più personale, che la coinvolge direttamente. Come è nata la sua passione per questa disciplina?

Ho sempre amato il calcio, che pratico da quando avevo circa 8 anni; poi, verso i 50 anni, ho incominciato a giocare anche a golf, appassionandomi sempre più. Un giorno una collega mi ha mostrato un articolo in cui si parlava di questo “nuovo” sport, il footgolf appunto, dicendomi “Questo è il tuo sport!”. E così ho potuto finalmente coniugare le mie due pratiche sportive preferite in un unico divertente sport che le racchiudeva entrambe alla perfezione.”

Per info su gare e green fee scrivi a segreteria@rivieragolf.it

 

L'articolo Dario Ferrari alfiere del Footgolf proviene da Riviera Golf.

Categorie: siti che curo

Pagine

Abbonamento a Enrico Rotelli aggregatore - siti che curo