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Lele Danzi e Pierpaolo Saioni Score d’oro 2016, a Giorgetti il Matchplay: premiati tutti i campioni sociali del Riviera Golf

Riviera Golf - Gio, 08/12/2016 - 13:24

San Giovanni in Marignano – E’ una specie di partita perfetta ma lunga un anno, una stagione di risultati da cui si estraggono, buca per buca, i migliori, creando così uno score di 18 buche (o 9) che diventa lo Score d’oro. E’ Emanuale “Lele” Danzi quest’anno ad aggiudicarsi lo score d’oro del Riviera, gara dopo gara e colpo dopo colpo ha coperto l’ideale distanza di 18 buche siglando uno score di 54 colpi e laureandosi così campione sociale del Riviera Golf. E insieme a lui, in questa partita perfetta, il cattolichino Pierpaolo Saioni, che sulle 9 buche ha raggiunto i 34 colpi. Domenica 4 i due campioni sociali sono stati premiati durante l’annuale appuntamento dell’associazione sportiva che gestisce il Riviera Golf, insieme a tutti gli altri campioni sociali, distintisi nei campionati sociali Match Play Singolare (sfide dirette a eliminazione, giocate buca su buca), Foursome e Stableford.

Cominciamo da quest’ultimo: lo Stableford si gioca sul punteggio ottenuto completando la buca nel proprio par ottenendo 2 punti, più 1 per ogni colpo in meno. Alla fine delle gare di campionato delle gare a 18 buche per la Prima categoria (handicap da 0 a 12) al maschile è il marignanese Enrico Bernabé ad aggiudicarsi la palma, totalizzando nella stagione 467 punti, mentre per il femminile è Orietta Barocci, di Cattolica, con 464 punti. In Seconda categoria (13 – 20) viene premiata la continuità di Giorgio Attala, di Riccione, che ha sommato 472 punti. Il suo alter ego femminile è invece la fanese Antonella Balzi, con 367 punti. Conclude infine i campionati Stableford la Terza categoria (21 – 36) il clementino Alfredo Masiero, con 445 punti. Sulla distanza 9 buche è Pierpaolo Saioni, con 166 punti.

Il campionato sociale Matchplay – giocatosi con sfide che si svolgono durante tutto l’arco dell’anno – nella massima categoria (hcp 0 – 11,9) ha visto primeggiare Cristino Giorgetti, che ha avuto ragione dell’altro finalista Filippo Fabbri, di Pesaro. In Seconda categoria (11,5-18,4) è un sammarinese a vincere le sfide di club, Massimo Lazzari, che ha avuto ragione della marignanese Consuelo Vagnini. Viene da Montellabate il miglior Terza categoria, (18,5-26,4), Lucio Omiccioli, che ha avuto ragione nella finale del bolognese Mauro Bellamio. Infine, la Quarta categoria (26,5-36) è stata appannaggio del riminese Emidio del Governatore, che si è imposto su Alfredo Masiero. Completa il ventaglio di campionati sociali il Martch Play Foursome, del quale si è laureata campione la coppia Roberto Lenti – Claudio Orciani, di Cattolica il primo, fanese il secondo, battendo in finale Giorgio Attala in coppia con Fabio Fontemaggi.

Domenica 4, prima delle premiazioni dei campionati sociali, si è svolta la 4PLM aggregata, organizzata da Cristian events, che ha visto laurearsi come miglior coppia nella classifica Lorda (calcolata sul par del campo), Emanuele Danzi e Cristino Giorgetti. Migliori netti Shigemitsu Matsunaga ed Enrico Bernabé. La miglior coppia Senior era formata da Marina Marconi e Giulio Bertuccini, miglior coppia mista Orietta Barocci e Marco Sebastiani.

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Lele Danzi torna a vincere nel Lordo, Catalin Bria nel Netto della Coral Jacket

Riviera Golf - Ven, 02/12/2016 - 16:48

San Giovanni in Marignano – Il freddo novembrino non ferma la passione per il golf al Riviera: in 76 sono saliti sul tee di partenza domenica 27 per giocare la Coral Jacket, circuito golfistico organizzato dalla Cristian Events. E il migliore dei 76 è stato il riccionese Emanuale Danzi, che con 31 punti ha guidato la classifica Lorda ovvero il punteggio in base al par del campo. In Prima categoria il primo netto è stato il marignanese Catalin Bria con 37 punti stableford, mentre in Seconda si è distinto Omar Ubertini, del golf club Corinaldo. In Terza miglior risultato per il cattolichino Raffaele Guidi, la migliore Lady è risultata la fanese Antonella Balzi, miglior Juniores Giorgia Piccini e infine, miglior Senior Shigemitsu Matsunaga.

Prossime gare: il fine settimana del Riviera Golf prevede sabato 3 dicembre la White Jacket, una 9 buche organizzata da Cristian Events a 2 categorie con accesso diretto alla finale nazionale. Domenica in programma la 4PLM aggregata, gara a coppie sempre organizzata da Cristian Events.

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Target Sinergie al Forum Retail 2016 di Milano

Tutto pronto in casa Target Sinergie per l'appuntamento di Milano con il Forum Retail 2016, dove l'azienda riminese sarà presente con un proprio stand, B, all’ingresso della manifestazione. Il salone dedicato alla «Innovazione in store e mobile experience per l’engagement del cliente», questo il tema trainante dell'evento meneghino, si terrà domani 29 e mercoledì 30 novembre all’Atahotel Expo Fiera, organizzato da IKN Italy – Institute of Knowledge " Networking per rispecchiare le trasformazioni del business e guidare il cliente verso l’innovazione.

Si tratta dell’appuntamento di riferimento per comprendere le grandi trasformazioni del settore del Retail e il team commerciale Target Sinergie – Davide Zamagni (Ceo), Gianluca Fabbri e Barbara Pifferi – è pronto a viverlo appieno. L’edizione 2016 rappresenta l’occasione per i professionisti del mondo Retail per confrontarsi, condividere idee e vivere l’esperienza del “negozio del futuro”. I contenuti di Forum Retail 2016 sono stati studiati e sviluppati grazie al contributo strategico di 5 Advisory Board – 4 in più rispetto alla passata edizione - composti da 40 membri di importanti aziende del settore che condividono con noi la loro esperienza e la loro visione sul futuro. Questo confronto fa sì che l’evento ogni anno si rinnovi nel formato e cresca nel numero di presenze, per esplorare tutte le aree di sviluppo con i maggiori player del settore. Da sempre rappresenta una grande occasione di networking tra end-user e fornitori.

L’edizione 2016 affronta temi strategici, sviluppati in 2 Sessioni Plenarie, 16 Sessioni Parallele e in 2 Board Room. Queste ultime vedranno protagonisti CEO e AD di prestigiose aziende operanti nel mercato nazionale e internazionale, che daranno interessanti contributi su tematiche come il ruolo della tecnologia nel punto di vendita, le previsioni su quanto accadrà nei prossimi tre anni nel mondo retail e l’individuazione delle reali esigenze del cliente. Si confronteranno inoltre sul Travel Retail e sulla diversificazione di prodotto e canale.

Il programma completo è consultabile sul sito ufficiale dell’evento: www.forumretail.com

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Il Rimini Verucchio golf conquista la Romagna Cup, vincendo per la prima volta la sfida contro il Riviera

Riviera Golf - Gio, 24/11/2016 - 14:24

San Giovanni in Marignano – E due: dopo la Champions Cup, il Rimini Verucchio si aggiudica anche la seconda sfida tra club golfistici della provincia di Rimini, la Romagna Cup. I suoi giocatori hanno battuto i “cugini” dopo due giornate di incontri – l’andata a San Giovanni in Marignano, il ritorno sul campo di Villa Verucchio – 568 punti contro 546, diventando per la prima volta i defender del trofeo, che sarà esposto per un anno nella club house, in attesa della sfida 2017. In una giornata fortemente battuta dal maltempo, la prova di ritorno ha visto sfumare la possibilità dello spareggio dei migliori 8, 4 per circolo come prevede la formula di questa competizione: i migliori 4 giocatori sul campo – il primo lordo e i primi Netti delle tre categorie – diventano i rappresentanti di circolo.

Si è optato per un ritorno alle origini, il confronto dei punteggi dei primi nove giocatori per club che hanno disputato entrambe le prove. E così Roberto Giovannini, Filippo Pacini, Daniele Attala, Silvia Ercolani Casadei, Remo Raimondi, Felice Mantovani, Emanuele Vannucci, Giuseppe D’Amato e Francesco Nicoletti del Rimini Verucchio hanno avuto ragione del drappello del Riviera Golf, formato da Massimo Lazzari, Nicola Mordini, Gianluigi Bardeggia, Nicoletta Ricci, Cristino Giorgetti, Tristano Tamagnini, Jerry Douglas, Giuseppe Barberio e Orazio Pensalfini.

I premi di giornata hanno visto come miglior Lordo (i punti stableford conquistati sul par del campo) Filippo Ronconi, con 37, mentre in Prima categoria ha vinto Marco Pelliccioni con un punto in più, 39, sull’atleta di casa Filippo Pacini. In Seconda Categoria (Hcp 13-20) ha vinto Massimo Lazzari, anche lui di misura su Marco Denicolò (35), mentre in Terza categoria (Hcp 21-36) è stata netta l’affermazione di Emidio Del Governatore che con 44 punti ha lasciato abbondantemente indietro Nicola Mordini. Miglior Lady l’atleta di casa Silvia Ercolani Casadei, miglior Senior Elvio Canducci.

Domenica di gara a coppie invece a Riviera Golf, con la 4plm organizzata da Cristian Events, che ha visto, in classifica Lorda (calcolata sul par del campo), la vittoria della coppia riccionese Federico Pietanesi e Nicoletta Michelini. Miglior netto il duo Mauro Bellamio – Paolo Cecconello, miglior coppia mista Orietta Barocci e Marco Sebastiani, mentre tra i Senior affermazione di Domenico Parma ed Enzo Capogna.

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Una logistica Smart che fa sempre più i conti con la tecnologia, le figure professionali e un valido rapporto tra le parti in outsourcing: gli atti del convegno Target Sinergie a San Benedetto del Tronto

Una logistica in crescita nel 2016, sempre più “Smart”, dove la tecnologia gioca un ruolo sempre più importante ma la cui rapida evoluzione diventa un vincolo da considerare nella gestione delle risorse umane. Si è parlato di questo ma anche di aspetti contrattuali al convegno di San Benedetto del Tronto dedicato alla esternalizzazione dei servizi logistici, organizzato da Target Sinergie in collaborazione con Confindustria Servizi Ascoli Piceno, Adaci e Aidp ad una platea di imprenditori giunti non solo dalla provincia ascolana. Tre gli esperti invitati per discutere le soluzioni della contract logistics nei processi aziendali, proprio per la complessità che riveste in termini operativi ma anche contrattuali tra imprese e le implicazioni nelle risorse umane. Così Damiano Frosi, dell'Osservatorio Contract Logistics del Politecnico di Milano ha inquadrato la situazione nell'economia italiana, l'avvocato Gianvincenzo Lucchini, dello studio bolognese Lucchini Gattamorta e associati, ha testimoniato le migliori prassi nell'approccio contrattuale, mentre Alessandro Belli, Hr manager della società perugina di consulenza Ideeprogetti, si è concentrato sulle scelte in materia di risorse umane che le forti evoluzioni della logistica e della tecnologia richiedono.

Lo stato dell'arte in Italia era quanto di più attuale, con Damiano Frosi che ha presentato il recentissimo Rapporto Contract Logistics 2016 del Politecnico di Milano, «dal quale emerge che la Logistica in Italia è sempre più complessa in un mondo che evolve grazie all'ecommerce e alle nuove tecnologie». Il ricercatore ha utilizzato l'acronimo “Smart”, perché racchiude «gli elementi che deve avere la logistica: Servizio, Multicanale, Agile, Resiliente e resistente per i cambiamenti sempre più dinamici del mercato e Tecnologica». Molto positivi i numeri 2016: «per la prima volta non è diminuito il numero di aziende del mercato, il fatturato continua a crescere (+ 1,2%) e anche nei margini operativi c'è una crescita. Terziarizzazione: siamo arrivati a 40%, segno che le aziende credono sempre di più nell'esternalizzazione e stiamo vincendo la battaglia culturale secondo cui per le imprese committenti dare all'esterno i servizi logistici può portare al rischio di perdere il controllo, cosa che abbiamo dimostrato, ovviamente scegliendo gli operatori più seri del mercato, non è assolutamente vero».

«Le tecnologie si sono evolute molto rapidamente ed anche se la logistica non le ha adottate da subito, ci sta arrivando. Abbiamo mappato otto strumenti tecnologici diversi, dagli smart glasses, che aiutano i pickeristi a svolgere le loro missioni, per arrivare alla dematerializzazione del materiale cartaceo – schede trasporto, ordini - per arrivare alle App, già diffuse da anni tra i consumatori, approdate ora nella logistica sopratutto nell'ultimo miglio e le consegne. Uno dei settori che cresce a doppia cifra è l'ecommerce, quasi del 20% ogni anno in un mercato in cui i consumi sono sostanzialmente stabili. Anche la logistica deve cominciare a giocare la sua partita. Se prima si parlava di Logistica che seguiva questo canale in maniera a se stante, quindi non in un'ottica integrata come la GDO o la vendita al dettaglio, ora si iniziano a usare delle sinergie con gli altri canali, sulla gestione delle scorte ad esempio o della distribuzione. Per questo si è passati a parlare da una logica multicanale a una logica omnicanale, il consumatore vuole sempre più un'esperienza d'acquisto uniforme su ogni canale e anche la logistica si deve adattare a questa evoluzione».

«La logistica è un settore che fa della velocità e della efficienza due leve del proprio posizionamento competitivo. - ha detto Alessandro Belli - La tecnologia va nella direzione di favorire, aumentare e accelerare questo processo. La necessità di introdurre innovazione in una prima fase genera un vantaggio competitivo. Ma la velocità di introduzione e di diffusione della tecnologia cresce in maniera esponenziale e questo significa che il vantaggio competitivo è di una durata sempre più ridotta e quindi in un breve tempo si trasforma da elemento di differenziazione a elemento imprescindibile e soltanto un punto di partenza. Se questo è vero, chi si occupa di risorse umane non può non considerare questi elementi come vincoli per le decisioni da prendere nella selezione e collocazione del personale e per lo sviluppo delle competenze. Le stesse competenze che vanno ricercate, formate e sviluppate sono significativamente diverse da quelle ricercate negli anni addietro. Si va verso un ruolo autonomo verso tutte le figure organizzative e manageriali, si va verso ruoli di creatività, si va verso ruoli dove la tecnologia stenta ancora a sostituire l'uomo, ed è lì che si fa la differenza in termini di produttività, efficienza, di innovazione, non solo tecnologica, ma anche in termini di posizionamento, di marketing e di servizi. Qui si riesce a lavorare sulla catena del valore e ad assicurare agli azionisti il giusto ritorno, ai lavoratori la possibilità di una continuità lavorativa, alle aziende di cavalcare nuove fasi di mercato».

Sugli aspetti contrattuali e le migliori prassi per un proficuo ed efficace rapporto contrattuale si è concentrato Gianvincenzo Lucchini, che da anni segue aziende del settore nella codifica del delicato rapporto di outsourcing. E conosce i limiti di un approccio in sequenza: «Nell'immaginario aziendale quando si parla di contratto si ipotizza uno strumento il cui principale scopo è di dare una regolamentazione giuridica ad un determinato rapporto. Con una certa ingenuità si pone questo momento in una sequenza verticale e successiva rispetto a un altro momento, quando gli enti aziendali – tecnici, operativi e amministrativi – arrivano a una regolamentazione che deve diventare lo strumento per il raggiungimento dei fini aziendali. Questa sequenza temporale e logica di una trattativa e di una sua rappresentazione giuridica è intrinsecamente e potenzialmente pericolosa, perché la realtà può essere regolata e disciplinata da un solo strumento, il contratto. E quindi delle due l'una: o la trattativa operativa e tecnica che precede il momento della redazione del contratto porta a due strumenti che sono assolutamente coincidenti l'uno all'altro, oppure esistono delle distonie tra il primo e il secondo. In questa distonia si consuma tutto il contenzioso che può nascere da un rapporto giuridico. Occorre quindi avere una grande attenzione nel creare un solo tavolo al quale far sedere chi delinea il progetto di outsourcing e chi deve poi andare a mettere questo progetto in un involucro chiamato contratto».

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Offese su Facebook all'ex datore di lavoro: logiche da social, niente diffamazione

Rimini - Quelle parole su Facebook non erano degli insulti, ma un giudizio critico sulle qualità del suo ex datore di lavoro. 

Sono le motivazioni con le quali il giudice Vinicio Cantarini ha definitivamente archiviato l'accusa di diffamazione nei confronti di un utente riminese del social network, difeso dall'Avvocato Davide Grassi, che aveva lasciato un commento a corredo di un post nel quale si lodavano le iniziative dell'altro, titolare di uno stabilimento balneare a Marina Centro. L'accusato, "indignato e rancoroso per il trattamento illegittimo subito nel corso del rapporto di lavoro avuto in passato" (a suo dire pagato cinquecento euro al mese in nero e senza giorno di pausa) aveva accompagnato la descrizione del presunto torto subito a un giudizio negativo ("Ecco chi è il noto filantropo"). Secondo il GIP, inoltre, la successiva espressione ("bella merda"), era da riferirsi alle condizioni di lavoro e non al bagnino. Per il giudice, la libera scelta di pubblicizzare la propria attività  su Facebook comporta anche un'accettazione al sistema di comunicazione dei social e quindi pure alle eventuali critiche. Nell'interpretazione del GIP, in questo caso, l'indagato spinto ad agire in uno stato di provocazione, non avrebbe superato il limite della continenza.

(dal Corriere di Romagna, edizione del 15 novembre 2016)

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La pronuncia del Giudice per le Indagini Preliminari di Rimini definisce il caso in questione, tornando nuovamente su uno dei temi più attuali e scottanti del momento, vale a dire le condotte degli utenti sui (numerosi) social network - nella specie Facebook -, sconfinato terreno all'interno del quale possono verificarsi situazioni che determinano quotidianamente l'instaurarsi di procedimenti penali a carico degli stessi. Nella vicenda in esame, il GIP riminese ha accolto la tesi prospettata dalla difesa dell'indagato e dal Pubblico Ministero che ne aveva richiesto a sua volta l'archiviazione, evidenziando che l'accettazione delle logiche dei social da parte di un utente non pone quest'ultimo al riparo dalle eventuali critiche, sempre che queste non contengano notizie o fatti falsi o attacchi gratuiti alla persona, contumelie o espressioni dileggianti. L'indagato, in altre parole, non ha superato i limiti della continenza poiché "...Sono in definitiva gli interessi in gioco che segnano la misura delle espressioni consentite. D'altronde, come ricorda la giurisprudenza CEDU, il diritto di esprimere liberamente le proprie opinioni non concerne unicamente le idee favorevoli o inoffensive o indifferenti, alla cui manifestazione nessuno mai s'opporrebbe, ma è al contrario principalmente rivolta a garantire la libertà proprio delle opinioni che urtano, scuotono o inquietano (Cass. n. 36045/2014).

 

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1180 grazie: tanti gli euro raccolti alla Orciani golf cup per i bambini dell’Etiopia

Riviera Golf - Mer, 16/11/2016 - 12:11

San Giovanni in Marignano – Settancinque partecipanti che sono riusciti a raccogliere 1180 euro a favore dei bambini etiopi assistiti dall’associazione Marco Zaganelli: già questo è un successo per la Orciani golf cup, organizzata ogni anno a scopo benefico dal socio del Riviera Golf Claudio Orciani, titolare dell’omonimo (e famoso) marchio di pelletterie per uomo e donna. Domenica 13 novembre il tempo ha dato la tregua per riuscire a disputare la gara e ne ha approfittato il sammarinese Federico Pelliccioni che nella classifica Lorda (basata sul par del campo), ha battuto tutti gli altri 74 concorrenti con 32 punti. Nella Prima categoria Netta (punteggio stableford al netto dell’handicap del giocatore) è la riccionese Nicoletta Michelini, che ha giocato una stagione davvero in crescendo, a vincere mettendo in fila con 37 punti Federico Pietanesi, fermatosi a 35, e il clementino Enrico Bernabé, con 34.

La Seconda Categoria è stata appannaggio della giovane Giorgia Piccini di Mercatello sul Metauro, che con 42 punti non ha lasciato dubbi sull’ottima prestazione: i sui inseguitori, l’eugubino Umberto Casoli e Mauro Bellamio, di San Pietro Terme, hanno consegnato score da 37 punti. Un altro sammarinese si è imposto in Terza Categoria, Stefano Ceccato,, con 39 punti, 4 in più di Rodolfo Filippetti e 6 in più del terzo classificato, Emidio Del Governatore. Nella categoria Lady ennesimo successo di Orietta Barocci, mentre tra i Senior primeggia Andrea Baroni. Numerosi i premi speciali che hanno arricchito la gara. Due i Nearest to the pin (chi si avvicina di più alla buca con il primo tiro), giocatisi alla buca 3, che ha visto Domenico Parma arrivare a soli 80 cm dalla bandierina, e alla 15, con Tristano Tamagnini arrivato a 1,75 m. Due invece i longest drive, il tiro più lungo dal tee della buca 8, andati a Federico Pelliccioni e a Orietta Barocci.

Prossime gare: Sabato 19 si gioca la White Jacket della Cristian Events, la 9 buche Eclettica, una inedita formula per il Riviera: si effettua un primo giro di 9 buche, poi si rigioca sulle stesse buche un secondo giro, segnando il punteggio migliore. Gara non valida per handicap. Domenica 20 si gioca la gara a coppie Winter 4plm, sempre organizzata da Cristian Events, a categoria unica ocn accesso diretto alla finale nazionale.

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Truffe online: sussiste l'aggravante della minorata difesa

La Corte di Cassazione ha affermato che in relazione al reato di truffa commesso attraverso vendite “on line”, è configurabile la circostanza aggravante della c.d. minorata difesa, prevista dall’art. 61 n. 5 cod. pen., richiamata dall’art. 640, comma 2, n. 2 bis, cod. pen. [Sentenza n. 43705 ud. 29/09/2016]

La Corte ha osservato che nell'ambito delle vendite online, il venditore, in virtù della distanza fisica e del versamento anticipato del prezzo da parte dell'acquirente, si pone su un piano di maggior favore rispetto alla vittima. Vantaggio di cui non godrebbe qualora la vendita avvenisse "de visu".

Avv. Patrick Francesco Wild

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Kryhan, Morri e Traini vincono la Dog Leg Experience

Riviera Golf - Mar, 08/11/2016 - 15:45

San Giovanni in Marignano – Il maltempo ha martoriato il fine settimana agonistico del Riviera Golf, risparmiando le finali del circuito Dog Leg e la collegata gara Experience aperta a soci e visitatori del golf course. E, insieme alla competizioni, la possibilità di provare i brividi tecnologici delle vetture elettriche Tesla, ampiamente testate dal numeroso pubblico di golfisti per le prestazioni e gli accessori avveniristici. E’ stato Artur Kryhan a dominare la giornata della Dog Leg Experience nella classifica Lorda, conquistando nella prova stableford 34 punti sul par del campo. In prima categoria Netta (i punti al netto dell’handicap), è invece il cattolichino Francesco Morri a primeggiare con 39 punti, appena un punto in più del fanese Cristian Currenti. In Seconda categoria il vincitore viene dal Montegiove Golf club di Fano, Mauro Traini, che ha consegnato uno score di 38 punti, battendo anche lui di misura il riminese Jerry Douglas. Due i premi speciali in palio, con Jhonatan Ruggeri che dal tee della 6 ha piazzato con un colpo la palla a 5,48 metri dalla buca, mentre alla 15 il riccionese Tristano Tamagnini con il primo colpo è arrivato a 2,42 metri dalla bandierina.

Prossime gare: Giovedì 10 e sabato 12 in prograjmma due prove del circuito Golf & go, gare singole a 9 buche stableford, 2 categorie limitate, accesso diretto alla semifinale nazionale per i 1 netto di categoria, 1 lordo. Green fee + gara € 40,00. Domenica 13 invece si giocherà la Orciani Golf Cup 2016 – Charity for Etiopia, gara benefica 18 buche stableford 3 categorie, rinviata alcuen settimane fa per il maltempo.

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Romagna Cup, Artur Kryhan e Nicoletta Michelini accendono la sfida tra il Riviera e il Rimini Verucchio Golf

Riviera Golf - Gio, 03/11/2016 - 16:13

San Giovanni in Marignano – E’ il derby della provincia di Rimini tra giocatori dilettanti, una sfida tra club senza rete – le squadre del Riviera Golf e del Rimini Verucchio Golf si formano sul campo, in base ai risultati – che domenica ha vissuto la sua prima prova (stableford) della terza edizione martedì 1° novembre. E che ha visto la squadra defender, il Riviera, partire subito bene con Artur Kryhan miglior giocatore lordo e Nicoletta Michelini migliore Netta in prima categoria. Kryhan, giocatore marignanese, ha collezionato 36 punti (calcolati sul par del campo), stesso punteggio per la riccionese, ma calcolato al netto dell’handicap. In Seconda categoria è ancora un giocatore del Riviera a vincere la prima piazza, Alberto Bianchi, che ha consegnato uno score di 38 punti. In terza categoria è invece un giocatore del Rimini Verucchio a conquistare il gradino più alto, Francesco Nicoletti, con 41 punti.

Ora si attende la seconda prova, domenica 6 novembre, quando si delineeranno i magnifici 4 per squadra che giocheranno i play off per mantenere il trofeo a San Giovanni, dove è sempre stato, o portarlo a Verucchio, accanto alla Champions cup, altra sfida tra i due club ma delle squadre agonistiche, che per la prima volta è stata appannaggio del circolo in riva al Marecchia il mese scorso. In squadra andranno i migliori giocatori netti e il miglior lordo delle due prove, poi si giocheranno i play off, a eliminazione diretta sulle buche 1, 2, 11 e 12 del Rimini Verucchio. A ogni buca verranno eliminati i peggiori due risultati, finché resterà un solo giocatore. Lo scorso anno fu Gianluca Bardeggia, del Riviera Golf, a portare il trofeo nella club house. Quest’anno è tutto da vedere.

Domenica 30 Ottobre 2016 la gara Louisiana Invernale, organizzata da Cristian Events una divertente formula di gioco a coppie dove ambedue i giocatori eseguono il tee-shot (il colpo iniziale), e viene scelta la miglior palla. Tutti e due i giocatori successivamente giocheranno dallo stesso punto, e si sceglierà ancora la miglior palla, fino ad arrivare alla buca. La gara è stata vinta dalla coppia Cristino Giorgetti e Maurizio Gullà, che in classifica Lorda hanno collezionato 40 punti. Miglior coppia netta invece il duo cattolichino Lamberto Tausani – Valter Sartori, con 49 punti, che di misura hanno battuto Renato Gaudimonte e Luca Donati. La migliore coppia mista è risultata Andrea Anderlini – Chiara Rossi, con 48 punti, mentre i migliori Senior sono stati i fanesi Franco Eusebi e Daniele Longhini, con 46 punti.

Prossime gare al Riviera Golf: Il 4 e il 5 vanno in scena le finali Dog leg, un match play venerdì, la Medal sabato e la Dog Leg Experience, stableford a due categorie sempre sabato. Domenica 6 si gioca la Golf % Go, 18 buche stableford a 2 categorie, con accesso diretto alla semifinale nazionale per il primo Lordo e Netto di categoria.

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Save the date: convegno "Le leve dell'impresa futura: dalla Gestione delle risorse umane alla Contract Logistics. Stato dell'arte e buone prassi contrattualistiche"

In principio era “esternalizzare per ridurre i costi”. Oggi, l'orizzonte è la Contract Logistics: la logica dei tagli è stata superata e flessibilità, variabilizzazione dei costi, snellimento della struttura aziendale, riduzione dei rischi d'impresa sono diventati i fattori strategici. E' un’evoluzione in atto e, come per ogni evoluzione, ci sono molti ‘‘come’’ e ‘‘perché’’, varie regole e buone prassi. Tutto questo diventa il tema della tavola rotonda "Le leve dell'impresa futura: dalla Gestione delle risorse umane alla Contract Logistics. Stato dell'arte e buone prassi contrattualistiche".

Target Sinergie insieme a Confindustria Ascoli Piceno e ADACI hanno organizzato un seminario per parlare della Contract Logistics, invitando due esperti della materia: Damiano Frosi, Project Manager dell’Osservatorio Contract Logistics del Politecnico di Milano, che illustrerà lo stato dell'arte della Contract logistic in Italia, secondo l'ultimo rapporto appena stilato dal centro studi, Graziana Dell'Apa, (avvocato dello studio legale Lucchini Gattamorta e Associati di Bologna) che porterà la sua contrattuale in materia, e Alessandro Belli (HR manager, temporary manager, Ideeprogetti - Consulenza Direzionale, Risorse Umane e Ambiente). Insieme, dialogheranno con imprenditori, manager e dirigenti d'impresa, portando le studi, esperienze e case histories, moderati da Davide Zamagni (presidente Target Sinergie, Contract Logistics & Facility Management).

L’evento si svolgerà il 15 novembre a partire dalle ore 16.30 presso la sede di Confindustria Servizi a San Benedetto del Tronto, in Contrada San Giovanni Scafa. Per iscriversi compilate il form, per ulteriri informazioni potete contattare Barbara Pifferi via web oppure via tel. 0541 796462 e Fax 0541 796450 (Target Sinergie Rimini), o Confindustria Servizi: Antonella Marinelli, info@confindustriaservizi.ap.it, tel 0735 610102 fax 0735 751125.

Vista la disponibilità limitata, le adesioni si riceveranno entro il 14 novembre.

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Sull’attualità del gruppo operativo

Scuola di prevenzione José Bleger Rimini - Mar, 01/11/2016 - 21:52

del Professor Armando Bauleo

(Il titolo originale dell’articolo, tratto da www.area3.org.es Numero Especial nº 1, è “Sobre l’actualidad del Grupo Operativo” ed è stato tradotto dallo spagnolo da Lorenzo Sartini)

Conferenza inaugurale del congresso internazionale “Sull’attualità del Gruppo Operativo”, svoltosi a Madrid dal 24 al 26 febbraio 2006

L’asse che spero guidi questo incontro comprende un messaggio doppio, sottilmente compreso nel titolo, i cui diversi aspetti sarebbero articolati grazie alla questione dell’attualità.
Il messaggio è doppio nel senso che punta a due direzioni: una di esse è la domanda sulle condizioni nelle quali si trova oggi il Gruppo Operativo; l’altra si deve al fatto che, chiedendo a proposito di queste condizioni, inevitabilmente si pone il problema su ciò che succede, nel presente, con l’operatività dei gruppi.

Con la nozione di operativo, operatività, operazione gruppale, ci troviamo nel campo della prassi gruppale, cioè in un piano dal quale abbiamo sempre voluto poter intravedere le relazioni che mantenevano un insieme di nozioni con le attività gruppali. Tutto questo ritagliato in questo momento storico-sociale-economico.

Rispetto alla questione dell’attualità si rende necessario esplicitare la nostra posizione. Foucault in “Sapere e verità”, interrogando il presente, si domandava “qual è la mia attualità? Qual è il senso di questa attualità? Che cosa è che faccio quando parlo di essa? Ho qui, mi sembra, la singolarità di questa nuova interrogazione sulla modernità?”.
La sua inchiesta è, per volere di Nietzsche, una genealogia, pertanto “condurre l’analisi partendo dalla questione del presente”.
“Il lavoro genealogico – segnalano Alvarez-Uria e Varela, autori del prologo di quel testo foucaultiano – esige una minuziosa analisi delle mediazioni, isolare le trame secondo i fili, definire le sue conformazioni, le sue trasformazioni, la sua incidenza nell’oggetto di studio e, infine, ripensare i concetti che permettono la sua definizione”.
Ricordiamo che nelle sfumature di questi pensieri emerge la sentenza dell’Ecce Homo di Nietzsche: “La mia filosofia trionferà un giorno sotto questo motto: ci lanciamo nelle braccia del proibito. Ed è che, ancora oggi, quello che è stato sistematicamente proibito era la verità”.
La problematizzazione dell’attualità, l’interrogazione sul presente, porta il senso specifico di ciò che si può inquadrare di una pratica, di un discorso, di un successo o fenomeno, in un’epoca determinata.
Nel nostro caso, quindi, cercheremo di iniziare l’analisi di queste due direzioni attraverso le osservazioni o le domande sullo sviluppo gruppale nel presente.
Per essere più preciso e chiaro: “La storia non ha ‘senso’, che non vuol dire che sia assurda o incoerente. Al contrario è intellegibile e deve poter essere analizzata fino al suo più minimo dettaglio: ma partendo dall’intelligibilità delle lotte, delle strategie e delle tattiche” (Michel Foucault, “Verità e potere” in “Microfisica del potere”)

Ora miriamo alle condizioni attuali del Gruppo Operativo. Partendo da quella esperienza primitiva nel Manicomio di Buenos Aires, modello mitico di una nascita, l’idea e la pratica dei Gruppi Operativi transitarono per diverse regioni o paesi, istituiti in innumerevoli scuole, conferenze, seminari, gruppi di studio così come pratiche istituzionali o comunitarie.
Da molto tempo osserviamo questa grande diffusione che ha acquisito il Gruppo Operativo, ma essa non può essere confusa con un aumento della densità concettuale e pratica che oggi dovrebbe aver arricchito la nostra concezione.
Ci troviamo con un’enorme disparità tra quella diffusione e il magro accrescimento dell’insieme concettuale.
Una questione generale di come ci troviamo attualmente illuminerebbe questo quadro. Quindi, confrontati con questa situazione, cercando di sciogliere i fili, verifichiamo che non mancano scritti, ma questi mirano alle applicazioni del Gruppo Operativo e alle osservazioni sul funzionamento in circostanze specifiche.
Abbiamo notato anche qui un grande sforzo per ripensare alle possibilità che fornisce questo tipo di gruppo.
Ma ci troviamo anche con molte descrizioni, al contrario, che sono mere volgarizzazioni che fanno entrare il nostro Gruppo Operativo nell’ambito di un populismo esasperato che permette di indovinare la mancanza di elaborazione teorica dell’autore o le resistenze al cambiamento che lo cinsero, non facendolo uscire dal manifesto grossolano del suo lavoro.
Una certa quantità di autori hanno omologato la nostra concezione gruppale con giochi infantili, non in senso winnicottiano ma circense, per esempio, un autore commenta a proposito delle divertenti conseguenze che deriverebbero dall’assenza del compito, quando ben sappiamo che la non presenza del compito provoca un’angoscia per l’imprecisione della situazione e un clima di confusione.

Aggiungo che il vero divertimento si produce quando la demolizione dell’ostacolo epistemologico provoca ‘esplosioni creative’. Lavorando con un intendimento psicoanalitico in situazioni di disagio, come in ‘Villas en Emergencia’[1], non siamo mai stati obbligati a diminuire il livello teorico del nostro lavoro. In un’occasione il nostro autore affermò che: “lavorare significa intraprendere il cammino per pensare qualcosa di differente da ciò che fino allora si pensava”. Centreremo, ora, il nostro sguardo su tre questioni fondamentali, le ritagliamo e cerchiamo di orientarci nella loro attualità.
L’idea di compito, la comprensione del latente (nelle sue due versioni, la trasmissione e la sua comprensione) e la valutazione della nozione di emergente.

Ognuno di noi che ha studiato attentamente le diverse prassi gruppali può confermare  – in molte di esse – che l’idea di compito non è percepita nella sua pienezza, si prende formalmente come l’obiettivo o il ‘dovere scolare’, pertanto si può fare una specie di bilancio esprimendo che ‘è, bene o male’ realizzato.
Il compito, elemento che convoca alla realizzazione di un gruppo, ha sfaccettature manifeste e latenti, provoca mobilizzazioni inconsce dei vincoli tra gli integranti, stimola la dinamica dell’aggiudicazione e assunzione dei ruoli e la finalizzazione di un compito è dato dall’inquadramento gruppale o istituzionale che si era fissato del tempo e dello spazio, dall’inizio dell’esercizio gruppale.
Pertanto, il compito oltrepassa il titolo dato ad una dinamica di gruppo. Sottolineiamo che siamo nell’ambito della ‘sofferenza’ del corpo teorico della nostra concezione, sperando che dall’errore possiamo estrarre il vantaggio di apprendere, inoltre si tratta di delucidare non ciò che corrisponde o no alla concezione operativa, cioè in un clima di ortodossia, ma di svelare le linee storiche di questa concezione che ce ne permette l’uso nel nostro lavoro.

Continuiamo, ora, con le problematiche che riguardano il latente. Possiamo dire che l’insufficienza nella comprensione del latente fa che, chi coordina osservi il funzionare del gruppo sullo stretto piano manifesto, cioè si prende come elementi forti del processo gruppale ciò che si può ‘palpare con la mano’. Segnalano, per esempio, in certe comunicazioni per descrivere l’evoluzione del gruppo, una lista di commenti o di aneddoti che esprimono gli integranti del gruppo, a cui segue una serie di opinioni dei coordinatori, o questi dirigono l’ordine degli oratori o indicano come i membri debbano farsi carico del compito. La descrizione assomiglia a una riunione di amici. Il gruppo ha perso la propria autonomia in quanto si è istaurata una leadership che lo dirige.
Esiste, pertanto, un vedere o un sentire con i padiglioni delle orecchie. Nei primi scritti freudiani già si parlava dei punti ciechi dell’analista. È difficile, per chi non ha elaborato certi conflitti propri, aiutare gli altri a risolvere quegli stessi conflitti.
Ora credo che dobbiamo affrontare queste circostanze iniziando ad interrogarci circa il nostro atteggiamento nella didattica. Il modello del sogno ci ha permesso di intendere la dialettica esistente tra il suo manifesto ed il latente intrecciato con esso. Gli insegnamenti su come interpretare il sogno ci spingono a considerare questa dialettica.
Sarebbe utile, nell’affrontare questa tematica, che ci confrontassimo, almeno, con due livelli di problematiche, alcune vincolate con la trasmissione, cioè con i modelli dell’insegnamento/apprendimento, le altre con le probabilità di capire, da parte dell’auditorio, o da parte degli alunni, la nozione di latente.

C’è un principio che indica che il nostro modello didattico (informazione-gruppo) contiene come un’iniziativa per avviare i membri del gruppo a percepire, intuire, apprezzare, capire, in uno stato tra il cosciente e l’incosciente, l’intergioco latente che sta funzionando nei distinti momenti del processo gruppale.
Le interpretazioni del coordinatore favoriranno le strade per questa comprensione, poiché il capire il funzionamento del latente proviene dall’esperienza gruppale realizzata e non solamente da una conferenza formale.
Il gruppo operativo dovrebbe contenere momenti iniziatici per acquisire una specie di sapere del latente. È così che si comincia a comprendere che i vincoli con gli altri includono aspetti che mai ci sono totalmente chiari, pertanto è necessario un terzo – il coordinatore – per arrivare a dar loro qualche significato.
Questo principio, che si incontra nel nucleo del Gruppo Operativo, dovrebbe essere internalizzato nei professori e nei coordinatori. Se non è così, allora dobbiamo domandarci se essi sono coscienti delle loro posizioni e delle loro responsabilità di fronte all’insegnamento ‘latente’ del latente.
Che fare con i punti ciechi di se stessi, a che cosa si devono, come possiamo uscire da questo pantano?

Non credo che possiamo sfuggire e né uscire da questa situazione con dei consigli.
Si rende necessaria una riflessione istituzionale sulla stessa, ricordiamo la frase di Paul Veyne: “Foucault non attaccava le elezioni degli altri, ma le razionalizzazioni che gli altri aggiungevano alle sue elezioni”.
Dall’altro lato ci domandiamo: che cosa accade agli utilizzatori o agli alunni? È abbastanza facile parlare di resistenze al cambiamento o di duri ostacoli epistemologici, sebbene teniamo a mente il deterioramento culturale proprio della globalizzazione e del consumismo.
Pichon-Rivière, alla domanda su chi dovrebbe integrarsi in un gruppo, in base alla sua idea di eterogeneità, segnalava che chiunque avrebbe potuto farlo, solamente si rendeva necessaria la sua motivazione a partecipare.
Cioè, il gruppo attuale ‘insegna’ al gruppo interno ad elaborare l’informazione che è stata fornita.
Pertanto, la prima questione che dovrebbe essere introdotta nell’insegnamento è il carattere caleidoscopico del compito, questo è e non ciò che si stipulò come finalità del gruppo. Questo già indicherebbe che esiste qualcosa di distinto dal manifesto. Ma questa circostanza sorge, semplicemente, quando i membri dimostrano che tutti hanno idee differenti sul compito proposto, e che queste idee provengono dalle proprie esperienze precedenti e dalle ‘voci’ interiori nate nel gruppo interno.
Ci interrompiamo per segnalare una questione che è sorta nel nostro discorso: continua ad esser valida, oggi, l’immagine o il sentimento della presenza di un gruppo interno nei soggetti? Si diffonde, ora, che questo gruppo interno è uno dei pilastri della concezione operativa?

Non dimentichiamo che esso è un elemento essenziale di qualsiasi vincolo, a sua volta è ciò che rende possibile la dinamica di aggiudicazione e assunzione dei ruoli, questioni, queste, che servono per studiare la patologia familiare ed i suoi emergenti. Ricordiamo che il gruppo interno cerca di trasformare in familiare il gruppo nel quale si sta partecipando nel momento attuale, per ‘salvare’ il soggetto, un modo di salvare l’individuo nel suo sforzo di elaborare le differenze esistenti tra lui e gli altri del gruppo.

Poiché ci siamo addentrati su questo tema, affronteremo la terza questione, la spinosa questione dell’emergente. Dall’inizio della nostra concezione la questione dell’emergente non è stata mai univoca.
Proporre un’indicazione esatta della cosa alla quale ci riferivamo ci sfuggiva sempre tra le mani o, per meglio dire, tra le diverse definizioni. Il caso che lo esemplifica meglio è la situazione del sofferente mentale, nella quale questo sarebbe l’emergente ed il prodotto dell’incrocio dei disagi nei vincoli familiari. L’emergente sarebbe quella figura che condensa e specifica in se stessa le mancanze nella comunicazione, i problemi generazionali e la dislocazione dei posizionamenti familiari, dei conflitti e lutti non elaborati nella dinamica familiare.
Da ora in poi esiste una semi-oscurità, un conoscere ambiguo su ciò che può essere considerato l’emergente di un gruppo. In varie occasioni lo si confonde con l’apparizione di un leader, ciò che gli fa perdere la sua proprietà di elemento del latente, quindi di essere alieno alla coscienza degli integranti del gruppo, o di costituire l’iceberg di una fantasia gruppale.

Per me, la percezione e l’interpretazione dell’emergente dipende da un lavoro del controtransfert del coordinatore, controtransfert costruito non solo dalle esperienze emozionali, ma anche dall’articolazione di queste con la formazione teorico-pratica di quel coordinatore.
Seguendo le tracce delle indicazioni freudiane, direi che ci imbattiamo nella segnalazione della ‘comunicazione da inconscio a inconscio’. Il coordinatore ‘appena darà conto’ del contenuto della sua interpretazione, la risposta apparirà nella creazione di un altro emergente gruppale, pertanto non si chiude mai il dialogo attorno al tema proposto come compito. La sua parola non è oracolare.

Se così non lo pensano i colleghi della nostra comunità scientifica – come direbbe Khun -, sarebbe bene che esprimessero come si capisce e segnala un dato emergente, e che cosa denominano emergente.
Ci rimarrebbe da affrontare – e non lo faremo oggi – in questa problematizzazione del presente della nostra concezione, già iniziata la discussione sui Gruppi Operativi, l’altra metà di questa concezione che corrisponde alle idee e alle pratiche accumulate intorno alla denominazione di Psicologia Sociale.
Una definizione concisa e veloce segnalerebbe che la Psicologia Sociale si incarica di studiare gli scambi esistenti tra la struttura sociale e l’organizzazione psichica dei soggetti, uno studio ritagliato della soggettività sorta in un momento storico-sociale-economico.
Possiamo dedurre che i Gruppi Operativi sono stati concepiti non solamente per studiare i movimenti interni di una dinamica gruppale, ma anche costruiti per un fuori, per un contesto, come metodo o strumento per indagare e intervenire in un campo disegnato da una Psicologia Sociale. Aggiungiamo che Bleger ha indicato chiaramente gli ambiti per i quali transitano questi gruppi. È così che il contesto sarà investigato nelle sue diverse qualità dalla prassi gruppale, indagine che, a sua volta, va trasformando questo contesto e le forme gruppali che sono intervenute in esso.

Quindi, in questo momento ci troviamo con questioni o domande che, partendo dal presente, devono risignificare la storia della nostra concezione.
L’idea di questa Psicologia Sociale si intreccia con l’apparato nozionale e con le pratiche dei gruppi. Ci sembra difficile stabilire che cosa o chi nacque da che cosa o da chi. Abbiamo presente che Pichon-Rivière è sempre stato uno psicoanalista, l’‘apparato analitico’ è stato il suo gruppo di lavoro interno. Aggiungiamo che non lo ha mai soddisfatto una metodologia clinica calibrata sull’attività individuale e privata.
I gruppi appaiono come una situazione collettiva lavorata in forma collettiva. La nozione di vincolo, da lui coniata, lo ha provvisto di un elemento ‘plus’ per entrare in quei collettivi, non solo gruppali ma anche istituzionali e comunitari.

Il precedente dimostra, in parte, i legami e le difficoltà di una separazione tranciante. Ma lo stesso Pichon-Rivière ha stabilito un primariato, o luogo di privilegio, nel dare alla Psicologia Sociale la possibilità di accogliere un’identità.
Noi ci definiamo come Psicologi Sociali e non come gruppalisti, sebbene adottiamo quest’ultima definizione in circostanze precise.
In un disegno sulla disposizione delle scienze sociali, la Psicologia Sociale sarebbe come un’intermediazione, che si adatta e si colloca come cuneo tra la Psicologia – che deve necessariamente ridefinirsi a partire dalla scoperta della Psicoanalisi –  e la Sociologia, si fissa così un elemento che si occupa di elaborare le relazioni tra soggetto ed il suo contesto.

In alcune università esiste una disciplina con quel titolo, non saprei dire in quali, ma in quei casi la Psicologia Sociale è sperimentale e circoscritta a effettuare studi sui comportamenti sociali marcatamente manifesti.
All’interno della nostra concezione, la Psicologia Sociale si occupa di situazioni di alta complessità, poiché inizia partendo da emergenti comunitari e/o regionali e da questo presente si immerge nella profondità delle sue storie.
Credo di aver realizzato una punteggiata sintesi che ci permette di iniziare un’indagine sulla nostra attualità nel campo del movimento gruppale. Movimento che ci serve per studiare e intervenire nel contesto storico-sociale nel quale siamo inclusi. Spero che questa occasione sia solo l’inizio per approfondire questa indagine.

Madrid, 24 febbraio 2006

[1] Le ‘Villas de Emergencia’ o ‘Villas Miseria’, in Argentina, sono delle città sorte intorno agli anni ’90 in aree periferiche di poco valore e caratterizzate da un alto grado di precarietà e scarso equipaggiamento dal punto di vista sociale (n.d.t.).

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Kryhan e Lenti vincono la gara benefica Fai golf cup. Pietanesi, Michelini, Lappi e Santucci volano ad Alicante

Riviera Golf - Mar, 25/10/2016 - 13:48

San Giovanni in Marignano – L’appuntamento con la beneficenza al Riviera Golf ha il piacere di sostenere la cultura del rispetto della natura, dell’arte, della storia e delle tradizioni d’Italia: è la Fai Golf Cup, andata in scena sabato 22 ottobre su un percorso a 18 buche con classifica a punti stableford. L’annuale appuntamento a sostegno del Fondo Ambiente Italiano ha visto il miglior giocatore Lordo (i punti calcolati sul par del campo) in Artur Krhyan, attuale campione interregionale per l’Emilia Romagna e le Marche, che ha consegnato uno score di 37 punti, il migliore dei 52 partecipanti. L’altro vincitore per la Prima categoria è il cattolichino Roberto Lenti, che in classifica Netta (i punti al netto dell’handicap) ha totalizzato 43. Il fanese Cristian Currenti ha inseguito con 41 punti.

In Seconda categoria il migliore è stato il misanese Alessandro Muccini, che ha strappato al pari punteggio Marco Monti la prima piazza in virtù della migliore condotta di gioco nelle seconde nove buche. Viene dal Poli Golf di Modena invece il primo classificato della Terza categoria, Maurizio Zavagnini, che con 40 punti ha staccato nettamente il pesarese Enrico Bastianelli, fermatosi a 36 punti. Miglior Lady la cattolichina Orietta Barocci, mentre va a un pesarese, Maurizio Camangi, il primato nella categoria Senior.

Sono in quattro a volare ad Alicante, Spagna, dal Riviera Golf grazie alla vittoria alla Cristian Events Luxury 4plm: le coppie Federico Pietanesi e Nicoletta Michelini e Alessandro Lappi – Giampiero Santucci. Domenica 23 ottobre spazio al gioco di coppia con la Cristian Events Luxury 4 palle la migliore, la formula di gioco prevede che ognuno giochi la propria palla ma per il punteggio ogni coppia segna solo il migliore dei due. La miglior coppia Lorda (punti calcolati sul par del campo) è stata quella formata da Federico Pietanesi e Nicoletta Michelini, con 37 punti. Nella classifica Netta (il punteggio al netto dell’handicap) ha primeggiato nonostante il pari punteggio (46) il duo Alessandro Lappi – Giampiero Santucci sulla coppia Francesco Arduini – Moreno Gasparri, grazie alla migliore condotta di gioco sulle seconde nove buche. Miglior coppia Senior Orazio Pensalfini e Jerry Douglas, miglior coppia mista Giovanni Plachesi e Paola Di Gusto.

Prossimi appuntamenti: Il calendario agonistico del Riviera prosegue domenica 30 con la Lousiana invernale organizzata da Cristian Events, louisiana a coppie a categoria unica stableford su 18 buche. Martedì primo novembre parte invece con la prima prova la Romagna Cup, terza sfida tra il Riviera Golf (defender) e il Rimini Verucchio Golf con squadre formate dai migliori risultati in campo nelle due gare in programma. Quest’anno la seconda prova e lo spareggio si terranno sul campo del Rimini Verucchio.

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Ai fratelli Bernabé la Coppa della Commissione sportiva

Riviera Golf - Mar, 18/10/2016 - 16:57

San Giovanni in Marignano – La Coppa della Commissione Sportiva è un affare di famiglia: i due fratelli Bernabé, Filippo e Matteo di San Giovanni in Marignano, infatti si sono aggiudicati l’edizione 2016 della gara al Riviera Golf giocatasi domenica 16 ottobre. Filippo, capitano della squadra agonistica che l’ha timonata dall’A2 alla massima serie italiana, ha vinto infatti la classifica Lorda, consegnando lo score con appena due colpi in più del par del campo. Ma anche il fratello non è stato da meno, vincendo la Prima categoria Netta (il risultato di gara meno l’handicap) con 68 punti. La Prima categoria, insieme alla Seconda, giocava Medal, cioè contando i colpi eseguiti. Al secondo posto si è classificato Gianluigi Bardeggia, ad appena due lunghezze da Matteo.

In Seconda Categoria il miglior risultato è stato di Mirco Ottaviani, con 65 colpi, seguito da Omar Ubertini, che ha chiuso con 67 colpi. La Terza e la Quarta categoria invece giocava con la formula stableford, ovvero due punti per ogni buca chiusa con il par, un punto per ogni colpo in meno. E’ un atleta del Riolo Promotion Moreno Gasparri, a vincere la Terza, con 37 punti, seguito da Raffaele Guidi del Riviera a un punto di distanza. In Quarta categoria il punteggio pari, 28 punti, ha premiato Riccardo Pompucci, che ha avuto la meglio su Ernesto Sergio Di Giacinto grazie alla miglior condotta di gioco nelle seconde 9 buche. Chiude la rassegna dei risultati la riccionese Nicoletta Michelini, che con 34 punti si classifica come miglior Lady, mentre nella categoria Senior vince con 37 punti Elvino Stramigioli.

Sabato si è tenuta la Golf & Go, una nove buche con formula stableford a due categorie che ha visto nella classifica Lordo (i punti sul par del campo) vincere Gianmarco Alberti con 14 punti. Primo Netto della Prima categoria Gilberto Schilirò, tallonato di misura da Maurizio Gullà, che ha concluso con 16 punti. In Seconda categoria il pari punteggio, 18 punti, ha visto consegnare il gradino più alto a Gabriele Fiorucci per la migliore condotta di gioco, penalizzando Marco Alberti. Tra le Ladies successo per la fanese Jirma Kehrer, mentre il miglior Senior è stato l’atleta del Conero Mario Barbatelli.

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REVI.COOP: una cooperativa al servizio di imprese e privati

L'esperienza decennale che contraddistingue i componenti dello Studio GRASSI BENAGLIA MORETTI ha permesso di far nascere REVI.COOP, cooperativa che ha come obiettivo quello di fornire servizi nell’ambito della consulenza fiscale e contabile, dell’auditing e della consulenza strategica. Nell'ambito romagnolo è una novità che una pluralità di professionisti decide di organizzarsi sottoforma di cooperativa. 

Ne parliamo con il dott. Giovanni Benaglia, che della nuova realtà è l’amministratore unico.

Innanzitutto, perché una cooperativa?

Principalmente perché questa forma societaria ribalta la concezione dei rapporti fra le persone che ci lavorano dentro. Vede, nelle imprese capitalistiche l’obiettivo è il profitto, fatto anche a discapito dei lavoratori e dei collaboratori. Nelle cooperative, invece, le persone si uniscono volontariamente per soddisfare i propri bisogni economici, sociali e culturali attraverso la creazione di una società di proprietà comune e controllata in maniera democratica.

Quali vantaggi dovrebbero esserci per i vostri Clienti?

Se si lavora meglio, il servizio offerto ai Clienti è migliore.

A questo punto non ci resta da chiedere quali servizi offrite.

Consulenza fiscale, contabile e amministrativa sia ai privati che alle famiglie. Consulenza in ambito societario e strategico. Il fatto poi, che la Cooperativa sia formata principalmente da Revisori contabili, ci permette di svolgere una preventiva attività di controllo della società e dei suoi conti. Inoltre, il fatto che i suoi soci abbiano già una esperienza pluriennale nel settore, permette a REVI COOP di fornire consulenza su tutto ciò che ruota intorno all’imprenditore.

Ci può fare qualche esempio?

Assisterlo nella creazione di società, aiutarlo a separare i rischi personali da quelli dell’impresa. Ma non solo. Siamo in grado di fornire consulenza nelle operazioni straordinarie, quali acquisizioni, trasformazioni e fusioni d’azienda. Nell’ambito societario, invece, i professionisti di REVI COOP sono in grado di fornire consulenza e assistenza nella nascita di nuove iniziative societarie, predisporre patti parasociali per definire i rapporti tra i soci. Infine, un altro ambito di operatività della cooperativa, è quello dei contratti di impresa legati, soprattutto, ad operazioni di finanza straordinaria. Mi lasci, infine, dire una cosa.

Prego.

REVI COOP si rivolge anche a quegli imprenditori in erba che pensano di essere spaventati di fronte ai costi di consulenti che li aiutino a dare corpo alle proprie idee. REVI COOP sarà partner del progetto “IO IMPRENDO” che lo Studio Grassi Benaglia Moretti lancerà a breve a sostengo proprio dei giovani imprenditori. Ma di questo, credo, avremo modo di parlarne più avanti. 

Notizie Newsletter Grassi Benaglia Moretti, avvocati & commercialisti
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Giornata del Dono di San Giovanni, al Riviera il prologo con l’open day di golf e la chiusura con la gara dimostrativa di Footgolf, offerti ai volontari e ai loro ragazzi

Riviera Golf - Mar, 11/10/2016 - 22:00

Le associazioni ed il volontariato si presentano alla comunità marignanese per una festa insieme: è la Giornata del dono, che per la prima volta viene festeggiata anche a San Giovanni in Marignano sabato 15 ottobre, con il patrocinio del Comune e della Regione Emilia Romagna. E tra le manifestazioni in programma c’è anche il dono del Riviera Golf ai volontari marignanesi: un open day di golf sabato mattina, curato dal maestro Matteo Matteoni, e la gara dimostrativa di Footgolf, domenica mattina a partire dalle ore 9 con il testimonial del nuovo sport, il campione di calcio Ivano Bonetti.

Il programma prevede l’apertura del campo pratica del Riviera golf dalle ore 9, con le lezioni di golf offerte ai volontari marignanesi. Per accedere al campo, basta un paio di pantaloni di cotone e una polo (non sono ammessi jeans e tute da ginnastica). Poi, allo stadio, dalle ore 15 inizia la prima Festa dell’Associazionismo e del volontariato marignanese: le realtà associative saranno infatti pronte a presentarsi alla Comunità marignanese con video esplicativi, stand di presentazione e prove delle varie specialità. Tra queste anche il Riviera Golf, che presenterà il proprio video di Footgolf e allestirà un tavolo informativo. Alle 16 la partita di calcio tra il Comune (dipendenti ed Amministrazione) e l’Associazionismo marignanese. Al termine della partita, l’Amministrazione comunale presenterà alla Comunità l’Associazionismo marignanese e farà il report di un anno di Vo.ci marignanesi, presentando i progetti futuri. L’evento vedrà la partecipazione dell’assessore regionale Emma Petitti.

Poi, domenica mattina, l’evento finale: la gara dimostrativa di footgolf. L’appuntamento è alle ore 9 per la registrazione dei giocatori: non c’è limite d’età, dai ragazzi ai molto adulti, tutti attrezzati con il proprio pallone regolamentare misura 5, scarpe, bermuda e polo (abbigliamento obbligatorio, niente tute per favore). Dalle 9,30 si comincia la gara dimostrativa: mettere il pallone in buca usando solo i piedi e la propria abilità, con meno colpi possibili. E via così, ogni 10 minuti in gruppi di 4 giocatori, per 9 buche.

Se conoscere il footgolf, qui c’è il video esplicativo (2 minuti e 19) con il campione Ivano Bonetti: https://www.youtube.com/watch?v=fMgEXPnJOo8 . Per partecipare all’open day di golf o alla gara di footgolf, puoi chiedere informazioni allo 0541 955009. Riviera Golf, via Conca Nuova 1236, 47842 San Giovanni in Marignano.

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14° Open Internazionale di San Marino di Pitch & Putt allo spagnolo Artigas Covacevich. Gli atleti di casa: Caramaschi 4°, Galassi 5°

Riviera Golf - Mar, 11/10/2016 - 15:55

San Giovanni in Marignano – Va a uno spagnolo, Thomas Artigas Covacevich con 150 colpi la quattordicesima edizione dell’Open Internazionale di San Marino di Pitch & Putt, la disciplina sportiva legata al Golf che si gioca su distanze più brevi. Quest’anno, l’appuntamento affiliato alla International Pitch & Putt Association (Ippa) e organizzato dalla Federazione Sammarinese Golf, si è disputato per la prima volta al Riviera Golf, nel percorso disegnato appositamente dai sammarinesi Giulio Caramaschi, Vicepresidente della Federazione Sammarinese Golf, e Marco Galassi. Il Pitch & Putt, infatti, si gioca su buche tra i 40 e i 90 metri, usando tre sole mazze, il putt e 2 wedge.

In vetta alla classifica dei due giorni di gare, sabato 8 con 36 buche e domenica 9 su 18, due iberici: oltre a Thomas Artigas Covacevich primo, con 158 colpi è salito sul secondo gradino del podio Pablo Rodriguez Padilla, terzo l’italiano di Arona Alberto Viotto, autore tra l’altro dell’unico hole in one della manifestazione, con 159 colpi. A un solo colpo di distanza Giulio Caramaschi, quarto, che ha staccato di poco Marco Galassi, finito quinto con uno score di 163. Nella classifica speciale dedicata agli atleti sammarinesi affermazione di Emanuele Vannucci, con 168 punti, mentre tra i Senior un altro atleta di San Marino a primeggiare, Remo Raimondi, con 166 punti.

«Come tutte le federazioni europee – dice Giulio Caramaschi – la Federazione Sammarinese organizza l’Open internazionale tutti gli anni, una gara frequentata da stranieri e italiani e che ha visto in questa edizione 21 atleti. Per questa prima edizione al Riviera abbiamo creato io e Marco Galassi un percorso di Pitch & putt da zero e, a sentire i commenti dei partecipanti arrivati da Francia, Spagna e Italia, è stato definito molto gradevole e divertente, tanto che il presidente del Riviera, Gianluca Ghiglione, ha espresso il desiderio di renderlo permanente».

Ma come si gioca il Pitch & Putt e che differenze ci sono con il golf? «Il mondo del P&P è un po’ come una grande famiglia – dice Giulio Caramaschi – E’ un gioco aperto a tutti i livelli tecnici e per tutte le età delle persone. Si pratica come il golf, quasi ocn le stesse regole, ma con 3 sole mazze e su un percorso più corto. Siccome manca il tiro lunghissimo, è giocabile dai ragazzini ai giocatori di una certa età. Ed è basato sul gioco corto, che in fondo è quello che nel golf conta di più».

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Tecnologia e innovazione nei sistemi di controllo di gestione

In occasione del Convegno Nazionale sull'Internazionalizzazione dell'UNGDCEC (Unione Nazionale dei Giovani Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili) del 6-7 ottobre 2016 è stato presentato questo volume.dal contenuto innovativo, di cui Marco Moretti è co-autore in qualità di componente della commissione nazionale "Cultura d'impresa, controllo di gestione e imprenditorialità" dell'UNGDCEC. Presto sarà disponibile come E-book.

Partendo dall'analisi del ruolo del commercialista nell'attuale contesto economico, il testo cerca di approfondire le criticità della professione in relazione alle mutate esigenze del mercato, cercando di cogliere le opportunità insite nel cambiamento in corso. L'evoluzione tecnologica e scientifica offre sempre maggiori strumenti per la gestione e il controllo delle imprese, sia dal punto di vista economico che finanziario. In questo ambito, il compito del commercialista sarà sempre più centrale nell'affiancamento degli imprenditori, in modo da guidare il loro intuito nella gestione della crisi e verso un miglioramento continuo.

Questo libro, oltre ad offire in modo chiaro e sintetico preziose nozioni sulle principali tecniche di controllo di gestione e sui sistemi di reportistica, mette a disposizione anche strumenti pratici di analisi, dandone piena e approfondita spiegazione. Conclude con tre "case history" e con i nuovi schemi del rendiconto finanziario, obbligatorio a partire dall'esercizio 2016 per tutte le imprese che non potranno adottare lo schema di bilancio abbreviato ex art. 2435-bis o quello per le micro-imprese, previsto dal nuovo art 2435-ter del codice civile.

 

Pubblicazioni ImpreseOggi
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Dopo due edizioni vinte, il Riviera Golf cede la Champions Cup al Rimini Verucchio: 12,5 a 7,5

Riviera Golf - Lun, 03/10/2016 - 17:32

Il Rimini Verucchio Golf Club conquista la Champions Cup, rompendo il “dominio” del Riviera Golf delle due scorse edizioni. Due giorni di gare match play a coppie e singolari con un chiaro 12,5 a 7,5 finale hanno sancito il passaggio di mano del trofeo. Ed è così che la Ryder Cup della provincia di Rimini – è nata infatti ricalcando la più nota sfida golfistica tra Usa ed Europa, ma si gioca tra i due club vicini – da domenica è già nella club house di Villa Verucchio dove vi resterà fino alla prossima edizione, conquistata da Marco Calderoni (HCP 5,7), Giuseppe D’amato (9,2), Marco De Luigi (4,3), Christian Forcellini (4,4), Marco Galassi (6,5), Roberto Giovannini (7,4), Alessandro Nanni (3,7), Filippo Pacini (6,3), Marco Pelliccioni (4,6), Filippo Ronconi (2,4), Mirko Savoretti (7,5), Eddy Sierra (8,1), guidati da Giulio Caramaschi.

Il confronto tra i due club riminesi, quest’anno giocato sul campo del Riviera Golf, è iniziato sabato con le prove match play a coppie, a partire dalla 4 balls: entrambi i giocatori della squadra giocano la loro palla e dei due risultati si sceglie il migliore per ciascuna buca. Le quattro prove in programma finiscono in parità: due al Rimini Verucchio, due al Riviera. Ma è nelle seconde quattro gare di coppia, con formula Foursome (i giocatori si alternano al tiro della palla, a cominciare dal tee) che il Riviera comincia a perdere terreno. Solo la coppia Enrico Bernabé / Artur Kryhan riesce a conquistare il punto in palio per la vittoria, le altre tre prove vanno a Verucchio: 5 a 3 lo score di giornata, con i Match Play singolari da giocare l’indomani, domenica.

Il primo del Riviera a scendere sul campo è Artur Kryhan contro Marco De Luigi, ma è giornata no per il campione interregionale in carica e il verucchiese allunga il passo del club, imitato dal compagno di squadra Calderoni che batte Cristian Currenti: 7 a 3 il tabellone del torneo. I due fratelli Bernabé, Matteo e Filippo, chiudono con un pari, il primo con Giuseppe D’Amato, il secondo con Christian Forcellini, che sul tee della 18 però era sotto di una buca… Il pareggio vale mezzo punto per il trofeo e lo score va a 8 a 4 con 8 prove da disputare. Bernabé padre, Enrico, cede a Filippo Pacini e il Verucchio allunga, prova Andrea Ricci a fermare la corsa battendo Mirko Savoretti, ma in questa edizione i giocatori della Valmarecchia vanno decisamente bene: Filippo Ronconi e Marco Galassi battono rispettivamente Federico Pelliccioni e Domenica Parma. Il giapponese in forza al Riviera Shigemitsu Matsunaga batte Eddy Sierra, ma la distanza di punteggio tra i due team è diventata incolmabile e a nulla servono le ultime prove dei giocatori del Riviera: Cristino Giorgetti pareggia contro Alessandro Nanni, Gianluigi Bardeggia perde contro Marco Pelliccioni, mentre Roberto Bianchi riesce a chiudere in bellezza battendo Roberto Giovannini. La Champions Cup alla sua terza edizione passa per 12,5 a 7,5 al Rimini Verucchio Golf Club.

«Nei singolari siamo stati molto più forti – dice Giulio Caramaschi, capitano della squadra del Rimini – Verucchio – devo fare un grande plauso ai miei giocatori, hanno giocato con la voglia di portare a casa la coppa, dopo due anni di strapotere del Riviera. Ma ha vinto sopratutto l’unione e l’amicizia tra i due golf club e lo spirito sportivo che ci ha visti tutti sul green della 18 fino all’ultima partita, ad aspettare i loro amici che finissero. E devo rimarcare il piacere di aver avuto un collega capitano come Jerry Douglas (il capitano del Riviera Golf), una persona disponibile, un amico di tutti i giocatori». Archiviata la Champions Cup, ora l’attenzione è tutta sulla Romagna Cup: diversa la formula ma uguale la sfida: Verucchio contro San Giovanni, e vinca il migliore.

La formazione del Riviera Golf: Gianluigi Bardeggia (HCP 7,4), Filippo Bernabé (0,3), Enrico Bernabé (6,9), Matteo Bernabé (9,0), Roberto Bianchi (9,4), Cristian Currenti (7,6), Cristino Giorgetti (3,9), Artur Kryhan (0,6), Shigemitsu Matsunaga (7,7) Domenico Parma (7,3), Federico Pelliccioni (5,0), Andrea Ricci (9,1), guidata da Jerry Douglas

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Doppia affermazione di Bria nelle gare del WE. Sabato è Champions cup, la sfida tra team del Riviera e del Rimini – Verucchio

Riviera Golf - Mar, 27/09/2016 - 12:53

San Giovanni in Marignano – Domenico Parma si aggiudica la prima edizione del Golf and Wine by Sandroni International al Riviera Golf, sabato 24 settembre. Il giocatore del Riviera Golf con 34 punti primeggia sui 70 partecipanti nella classifica Lorda stableford (calcolata sul par del campo), mentre il marignanese Catalin Bria si aggiudica la Prima categoria, superando in virtù della migliore condotta di gioco nelle ultime nove buche il pari punteggio (44) Omar Ubertini. In Seconda categoria un altro parimerito si risolve con la condotta di gioco: Alessandro Muccini infatti supera Stefano Pirani del golf Village, pur consegnando entrambi uno score di 36 punti. Tra le Lady, torna sul podio Nicoletta Ricci, con 33 punti, mentre il miglior Senior è Stefano Palmieri. Tre i premi speciali della Golf and Wine, con Stefano Palmieri che dal tee della 15 arriva a 1,59 mt dalla buca, mentre Luca Donati e Orietta Barocci siglano il drive più lungo maschile e femminile sulla buca 8.

Catalin Bria raddoppia gli allori questa settimana: domenica 25 il giocatore di San Giovanni torna sul podio della Prima categoria battendo Cristian Currenti nella 18 buche stableford Pool Cup. Anche in questo caso è stata la condotta di gioco a fare la differenza, perché entrambi hanno consegnato lo score a 37 punti. Il miglior giocatore Lordo è stato invece Mirko Orazi, del gc Alpe della Luna, con 30 punti. In Seconda categoria vince di misura Gilberto Schilirò, con 39 punti, su Mauro Bellamio, mentre festeggia la sua prima vittoria Nicola Mordini in Terza categoria, battendo di due punti Antonella Balzi, fermatasi a 35 punti. La migliore Lady è ancora una volta Orietta Barocci, mentre il miglior Senior con 37 punti è stato Gianfranco Manfroni.

Sabato scendono in campo le rappresentative del Riviera Golf e del Rimini Verucchio Golf Club per l’attesa disfida tra i circoli della provincia di Rimini, che ricalca la più nota Ryder Cup, con il Riviera che difende il titolo. Tre le prove in programma sabato e domenica con formula match play, si comincia con la 4 palle a coppia (si segna il miglior risultato buca per buca), nel pomeriggio parte la foursome, domenica i match play singoli.

Prossime gare: giovedì 29 settembre si gioca la Double Cup, una 18 buche Foursome a coppie del circuito di 4 gare con finale nazionale. Domenica 2 ottobre si gioca anche la Golf Us Cup, una 18 buche stableford a 3 categorie.

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