siti che curo

Il nostro nuovo web: le nostre radici d'impresa con i germogli del futuro: il blog e la newsletter

Target Sinergie ha evoluto la sua presenza web con un nuovo strumento, il sito, per essere più vicino ai suoi clienti e ai suoi dipendenti, e per far conoscere meglio i suoi servizi alle imprese italiane nella Contract logistic, nel Facility Management amministrativo e nell'igiene e pulizie.

Negli ultimi anni la comunicazione sul web è cambiata, così come è cambiata l'offerta informativa che Target Sinergie offre al suo pubblico, fatto di medie e grandi imprese in tutta Italia. Una evoluzione del principale strumento di comunicazione era inevitabile per diffondere il nostro operato e i nostri valori di impresa egualmente su pc, tablet e smarthphone. Per farlo abbiamo riscritto da zero il nostro web, mantenendo le nostre radici, le tappe che hanno contrassegnato la nostra impresa, ma innestando su queste forti radici i germogli del futuro. Ridisegnando l'organizzazione delle informazioni e, cosa più evidente, la grafica, valorizzando il nostro patrimonio fotografico che ritrae le nostre attività aziendali e i nostri collaboratori. A proposito: nelle nostre immagini e nei video non ci sono modelli, troverete solo le persone che ogni giorno producono i servizi per i nostri clienti. Niente trucchi, solo realtà.

Il blog, una risorsa per tanti interessi

Le notizie che diffondiamo e gli eventi che creiamo ora hanno un nuovo blog, nella quale il lettore troverà la collocazione e le materie che più gli aggradano. Il blog infatti è una vetrina generale, che a seconda del tema trattato – logistica, facility management, igiene e pulizie – trova le sue diramazioni in sezioni dedicate e nelle pagine di riferimento. Alle notizie istituzionali – presentazione del Bilancio, azioni di Responsabilità sociale d'impresa, goal raggiunti - si affiancano argomenti più specifici, approfondimenti sull'evoluzione dell'outsourcing e delle sue numerose sfaccettature, interventi di esperti coinvolti da Target Sinergie nei convegni che promuove per diffondere, nella cultura d'impresa italiana, i valori e i vantaggi dei servizi di terziarizzazione. Già qualche assaggino è pubblicato, se avete fame di cultura dell'outsourcing.

Keep in touch

Restate in contatto con noi, vogliamo esserne all'altezza. Non solo con il blog e la galassia Social Network, anche con una newsletter periodica – periodica, non invasiva – dedicata ai temi più cari ai nostri clienti e lettori, per farvi partecipi dell'evoluzione di Target Sinergie e del mercato nel quale crediamo di essere player attivi. Il sito, in definitiva, racconta e vuole raccontare questo. Niente di meno e, speriamo, qualcosa di più.

target_sinergie_lancio_sito.jpg target_sinergie_sito_pillole_home.jpg target_sinergie_sito_blog.jpg Notizie Facility Management Igiene e pulizie Logistica
Categorie: siti che curo

A Kryhan e Orciani il Mister Nut golf trophy, Ronconi e Bria vincono l’Asset Golf San Marino

Riviera Golf - Mar, 20/09/2016 - 11:57

San Giovanni in Marignano – Artur Kryhan e Claudio Orciani si aggiudicano l’edizione 2016 del Mister Nut Golf Trophy sul campo del Riviera Golf. Con 33 punti in classifica Lorda (punti stableford calcolati sul par del campo) il giovane campione interregionale in carica supera sabato 17 settembre gli altri 67 partecipanti, mentre il fanese Orciani del Riviera Golf con 37 punti si attesta al vertice della classifica Netta di Prima categoria. Lasciando a due punti il secondo classificato, Filippo Pacini del Rimini Verucchio gc.

Posizioni di club invertite invece per la Seconda categoria, dove a primeggiare è un’atleta del campo da golf in riva al Marecchia: Barbara Grossi si afferma con 38 punti, staccando di misura il fanese Roland Ender. In Terza categoria è un altro marchigiano, il pesarese Gabriele Fiorucci, a dominare il campo con 41 punti, irraggiungibile dal cattolichino Andrea Baroni che ha siglato lo score con 4 punti in meno. Tra le Lady è Antonella Balzi la migliore, mentre la classifica Senior vede in vetta il riccionese Gilberto Schilirò.

Numerosi i premi speciali consegnati dal patron della gara, il presidente della New Factor Spa Alessandro Annibali. Roland Ender si è aggiudicato il Nearest to the pin, facendo atterrare la palla a m. 1,34 dalla buca 15. I premi per il longest drive (il tiro iniziale più lungo), giocati sulla buca 8, hanno completato il successo dei due vincitori di categoria, ovvero Orciani per il maschile e Barbara Grossi per le lady.

Prima edizione dell’Asset Golf San Marino Trophy domenica 17, gara organizzata dall’omonimo sodalizio golfistico del monte Titano, che vedeva la prima categoria giocare con la formula Medal (si contano i colpi giocati), mentre la Seconda categoria giocava con la formula Stableford. Alla fine delle 18 buche è stato Filippo Ronconi il miglior giocatore Lordo, chiudendo con 73 colpi (+3 rispetto al par del campo), mentre la pattuglia sammarinese vede al terzo posto Christian Forcellini (+6) e al quarto Federico Pelliccioni (+7). La classifica Netta (il risultato Medal meno l’handicap del giocatore) è andata a Catalin Bria, che ha firmato lo score con 69 punti, battendo di misura il sammarinese Sandro Sapori. Molto più netta invece l’affermazione di Joanne Amici, la giocatrice sammarinese con 38 punti si è aggiudicata la Seconda categoria, giocata con punteggio stableford. Amici ha distaccato di due punti il piemontese Roberto Forcherio, del golf club Claviere, fermatosi a 36 punti. Orietta Barocci si è aggiudicata, infine, la classifica Lady, con 32 punti

Prossimi appuntamenti sportivi: giovedì 22 si gioca la Double Cup, una 18 buche stableford a coppie con formula greensome, tappa di un circuito di 4 gare con finale nazionale. Sabato 24 debutta la Golf and wine by Sandroni Inetrnational, 18 buche stableford a 2 categorie limitate, valevole per il circuito Golf&Go con accesso diretto alla semifinale nazionale per i primi netti di categoria e il primo lordo. Domenica 25 chiude la settimana agonistica la Pool Cup 2016, 18 buche stableford a 3 categorie, valevole per il campionato sociale.

Categorie: siti che curo

Nicoletta Michelini e Cristino Giorgetti vincono la Kia Golf Cup 2016 by Boattini

Riviera Golf - Mar, 13/09/2016 - 16:17

San Giovanni in Marignano – Con due soli colpi in più sul par del campo Nicoletta Michelini e Cristino Giorgetti si aggiudicano la Kia Golf Cup, la giovane riccionese vincendo la classifica Netta di Prima categoria, il secondo nella classifica Lorda, (stilata sul par del campo). Una gara decisamente di alto livello quella di domenica 11 settembre al Riviera Golf, che vede dei podii dai risultati alti in tutte le categorie, e che confermano l’edizione 2016 come una delle più importanti classiche del Riviera Golf, organizzata da anni dal socio del club Francesco Boattini. Con 72 colpi giocati e 43 punti stableford guadagnati, la giovane riccionese (entrata quest’anno nell’Ordine di Merito della Federazione Golf, ovvero i migliori dilettanti italiani), domina la Prima categoria, seguita dal pesarese Andrea Ricci, che ha siglato lo score con 41 punti, mentre finisce terzo a un punto di distacco il sammarinese Orazio Della Valle. Nel lordo invece l’atleta di Santarcangelo Giorgetti stacca tutti i 130 partecipanti con 34 punti.

Sigla con la vittoria l’approdo alla Seconda categoria Bratislav Ckrkic, giocatore serbo dal cognome impronunciabile che vive a Tavullia, che con tre birdie alla 5, alla 6 e alla 13 (un colpo in meno rispetto al par della buca), ha consegnato un tabellino da 42 punti. Due in più dell’anconetana Valentina Rinaldi e del terzo classificato, il ravennate Pierluigi Cattani. In classifica Lady troviamo la cattolichina in forza al Cervia gc Francesca Pastorello al primo posto, con 31 punti, miglior Senior un giocatore del Mia golf, Michele De Zio. Nelle classifiche speciali due riccionesi: quella dedicata ai possessori Kia va a Paolo Cecconello, con 37 punti, mentre tra i clienti della concessionaria Boattini vince Emanuele Danzi, con 39 punti.

Tre le prove speciali di questa Kia Golf Cup, due vanno ad atleti sammarinesi: il nearest to the pin (chi si avvicina di più alla bandiera) va a Federico Pelliccioni, il cui colpo dal tee di partenza della 15 si ferma ad appena 34 cm dalla buca. Un altro sammarinese sigla il drive più lungo (il tiro iniziale dal tee), alla buca 8: Christian Forcellini, mentre è la cattolichina Orietta Barocci la lady che spedisce la palla più lontana al primo tiro, sempre alla buca 8.

La settimana sportiva del Riviera Golf è stata aperta dalla vittoria della coppia Artur Kryhan – Marco Sebastiani, mercoledì 7 settembre con la Goldenfour, organizzata da Cristian Events. Il primo marignanese, il secondo cattolichino, hanno consegnato uno score di 34 punti nella classifica Lorda, calcolati sul par del campo. In Classifica Netta (ovvero al netto degli handicap) hanno primeggiato invece il duo formato dal riminese Paolo Valmirti e dal sammarinese Orazio Della Valle, con 42 punti stableford. Stesso punteggio ma secondi perché penalizzati dalla condotta di gioco nelle seconde buche per Gianluigi Bardeggia e Francesco Nicoletti. La migliore coppia mista è stata cattolichina, ovvero Orietta Barocci e Pierpaolo Saioni, mentre la palma per i migliori giocatori Senior se la sono aggiudicata Lucio Omiccioli e Gilberto Schilirò.

Prossime gare. Questa settimana l’agonismo al Riviera prevede mercoledì 14 la Louisiana Alcenero CristianEvents, giovedì 15 la Double Cup, mentre sabato 17 si inaugura un fine settimana davvero competitivo e partecipato con la Mister Nut Golf Trophy 2016, 18 buche stableford 3 categorie, gara abbinata al circuito Pool Cup by Riviera Golf e valevole per campionato sociale stableford. Domenica altro atteso appuntamento con il primo trofeo Asset Golf San Marino, 18 buche a due categorie, la Prima gioca Medal (si contano i colpi giocati), la Seconda stableford.

Categorie: siti che curo

L’ex calciatore Bonini con il pro Rota, Bolognesi e Forcellini vincono la pro am The Event by Airdp

Riviera Golf - Mer, 07/09/2016 - 16:00

San Giovanni in Marignano – Andrea Rota, professionista di golf, e gli amateur Ugo Bolognesi, l’ex calciatore Massimo Bonini e Christian Forcellini si sono aggiudicati il miglior risultato lordo alla Pro Am The Event by AirDP, la sfida promossa dal concept brand che vede fra i suoi soci fondatori Alessandro Del Piero. Dopo due giorni di gara, domenica 4 e lunedì 5 settembre al Riviera golf, il quartetto ha avuto ragione di altre 22 squadre, tutto composte da un professionista e tre amateur, da cui deriva il nome della formula, Pro am, appunto.

Miglior professionista in campo – c’era una classifica riservata – è risultato Gregory Molteni, della Pga Italiana (Associazione dei golfisti professionisti), con 135 punti, seguito da Mauro Bianco, e Andrea Bolognesi, entrambi a 3 colpi di distanza. Completano la classifica professionisti Andrea Rota (140), Francesco Testa (141), Pierluigi Colonna, (141) e Lorenzo Magini (141).

La classifica netta a squadre ha visto primeggiare il team composto da Andrea Zani (p) con gli amateur Gabriele Lavelli, Michele Plebani e Danilo Michele Calissi, con 242 punti totalizzati nelle 2 giornate. Secondo netto ma di misura, con 243 punti, il team capitanato dal pro Emanuele Bolognesi con Roberto Meisina, Luciano Fantoli e Alfredo Delli, mentre ha concluso con 248 punti la squadra formata da Matteo Verardo (p), con gli amateur Jacopo Randi Passanti, Pierluigi Cattani e il piccolo Francesco Currenti, 10 anni appena ma già molto promettente.

La formula di gioco della Pro Am prevede che ogni giocatore del team gioca la propria palla, ma si tengono in considerazione i due migliori risultati per buca. Diversi i premi speciali in palio per questa divertente formula, con due Nearest To The Pin (chi si avvicina di più alla bandiera) alla buca 15 sabato, vinti da Andrea Fisco con m. 3,29 e Gian Marco Gregori con m. 3,36, e uno domenica, di Bruno Dambrine, m. 3,50.

Prossimi appuntamenti – Domenica 11 settembre c’è attesa per Kia Golf Cup 2016 by Boattini, classica del Riviera a 18 buche (regolamento Kia 2016), valevole per il campionato sociale stableford. Mercoledì 14 si gioca invece la Lousiana Alcenero by Cristianevents, luisiana a 2 giocatori con in palio per la prima coppia netta viaggio e finale ad Alicante nella primavera 2017. Giovedì 15 si gioca invece la Doubel Cup.

Categorie: siti che curo

Cristino Giorgetti vince la Apart All Inclusive Birra Collesi, la classifica Netta al bolognese Palloni

Riviera Golf - Mar, 06/09/2016 - 18:30

Cristino Giorgetti (al centro con il cappello) brinda con la birra Collesi dopo aver controllato lo score vincente

Una gara a tutta birra per Cristino Giorgetti, l’atleta di Santarcangelo che è tornato sul podio assoluto – primo Lordo, ovvero confrontandosi con il par del campo – alla Apart All Inclusive organizzata dalla Birra Collesi sabato 3 settembre. Sulla distanza di 18 buche stableford al Riviera Golf, Giorgetti ha concluso il suo giro con 35 punti, mettendo in fila gli altri 55 partecipanti con ben 6 punti di distacco sul secondo. In Prima categoria ha vinto invece di misura Gianluca Palloni, di Bologna, con 35 punti, seguito dal cervese Lorenzo Santinelli.

La Seconda categoria ha visto il fanese, socio del Riviera, Fabio Montanari affermarsi con 42 punti, mentre il secondo, Mirco Ottaviani, si è fermato a 38 punti. Netta anche l’affermazione di Gabriele Fiorucci, di Pesaro, nella Terza Categoria. Con i suoi 40 punti nulla ha potuto il riminese Marco Mini, che ha firmato lo score con 37 punti. Nella classifica Lady troviamo al primo posto la riminese Roberta Decè, mentre tra i senior è il fanese Enzo Capogna a consegnare lo score migliore, con 37 punti.

Categorie: siti che curo

Land Rover Golf Challenger record, 215 partecipanti e un hole in one

Riviera Golf - Mer, 31/08/2016 - 17:45

I vincitori della Land Rover Golf Challenge 2016 al Rimini Riviera Golf

San Giovanni in Marignano – E’ stata la gara clou dell’estate al Riviera Golf la Land Rover Golf Challenge, che ha sbriciolato ogni record di partecipanti: 215 golfisti in lizza per contendersi la finale a Dubai, sabato 27 agosto. E che ha segnato anche un hole in one, la buca in un colpo solo, messo a segno dal socio del Riviera Marco Alberti dal tee della Sei. La palma per il miglior giocatore di questa 18 buche stableford in classifica Lorda (punteggio sul par del campo) è andata a Vittorio Martino, che dal golf club Miglianico, Abruzzo, ha messo in fila gli altri 214 concorrenti con 41 punti. In prima categoria Netta (punti basati sull’handicap del giocatore) è stato Gianfranco Carbon del bresciano gc Ponte di Legno, che ha battuto con 43 punti il suo inseguitore, il cattolichino Stefano Palmieri, fermatosi a 40 punti.

Viene dal golf course di Castell’Arquato Giordano Balestrieri, il vincitore della Seconda categoria, che ha battuto di misura Giovanni Leone, 43 a 42. In Terza categoria troviamo un giocatore cervese nettamente in cima alla classifica, Sergio Mercuri, con 47 punti, inseguito a 3 punti da Michele Forlani, del Cus Ferrara. Per trovare le migliori performance degli atleti di casa occorre scorrere le classifiche Lady e Senior. La marignanese Consuelo Vagnini infatti ha portato a casa il miglior risultato tra le donne con 41 punti, mentre è stato il pesarese Riccardo Pompucci a primeggiare tra i senior. Un altro pesarese ha portato a casa la classifica speciale per i possessori di una Land Rover: Domenico Bellini, anche lui in forza al Riviera Golf, ha vinto con 41 punti.

Il pesarese Marco Alberti, autore della buca in un colpo alla Sei, premiato da Gianluca Ghiglione

Numerose le prove speciali a corredo della competizione. Cominciamo dai nearest to the pin, i colpi andati più vicino alla buca nelle buche par 3 del campo: Consuelo Vagnini, oltre alla classifica Lady si è aggiudicata il miglior tiro alla buca Tre, mettendo la palla a 87 cm dalla bandierina. Già ricordata l’impresa di Marco Alberti alla 6: hole in one. Alla 13 il bolognese Alberto Deyla Masi ha piazzato il tee shot a 1,07 metri, mentre alla 15 è un atleta di casa, Domenico Bellini, a fare il miglior tiro, scagliando la palla a un metro e 4 centimetri dalla buca. I drive più lunghi, prova speciale alla buca 8, sono andati all’atleta di casa Roberta Decè e per il maschile a Giorgio Porta. Alla buca 5 è stato Raffaele Pellweber ad avvicinarsi di più con il drive ad un bersaglio posto a 250 metri, mentre alla buca 14 il singolare contest per chi arrivava in green più vicino alla buca con il secondo colpo: complimenti al marignanese Matteo Bernabé. Finita la gara, altra prova speciale, questa volta giocata su un percorso disegnato sul putting green del campo pratica, vinto da Enrico Marchesini con Emanuele Danzi arrivato secondo.

Categorie: siti che curo

Teoria dei gruppi e famiglia

Scuola di prevenzione José Bleger Rimini - Ven, 26/08/2016 - 18:28

  di Armando Bauleo

(Il titolo originale dell’articolo, tratto da www.area3.org.es Nº 2 – Primavera 1995, è “Teorias de los grupos y familia” ed è stato tradotto dallo spagnolo da Lorenzo Sartini)

C’è una frase di Pichon-Rivière che utilizzerò e che potrebbe sembrare una tautologia: “la famiglia dovrebbe essere come un gruppo operativo e un gruppo operativo come una famiglia”.
Questa definizione con caratteristica circolare cerca di spiegare l’intergioco che si stabilisce quando desideriamo concettualizzare sia la nostra pratica gruppale che il nostro intervento in una famiglia.

È che sarebbe difficile comprendere una situazione familiare senza un corpo di nozioni gruppali, così come teorizzare sui gruppi senza tenere conto della struttura particolare del gruppo familiare.

Pertanto, per la nostra scuola di pensiero, solamente una teoria della gruppalità ci rende possibile intervenire nelle diverse vicissitudini dei processi gruppali.
Il modello del gruppo operativo segnala la situazione concreta di fondazione del gruppo che collochiamo sempre a partire da una delimitazione di un compito da sviluppare. Cioè, il compito sarebbe il supporto che permette che un insieme di persone si organizzi come una struttura gruppale. Detto in altra maniera, il passaggio da ‘aggrupazione’ a gruppo, da insieme a struttura, è reso possibile dalla presenza del compito.

 Stipuliamo che il compito (o finalità) è il supporto poiché il transito dalla situazione originaria (di insieme) alla struttura gruppale, non è diretto e a una sola via, bensì è ‘zigzagante’, ondulato, con forme indecise di progresso e di regresso, con tempi interrotti, in registri diversi e con espressioni che passano dal verbale all’azione (e viceversa).

 Le irregolarità di questo transito sono dovute al fatto che ciascun partecipante del processo gruppale vi arriva munito di una idea precostituita di quello che avrebbe dovuto essere il compito che ha convocato il gruppo. Pertanto, ciascuno arriva con fantasie sulle modalità di organizzazione che deve assumere la ‘aggruppazione’ e delle forme mediante le quali il compito dovrebbe svilupparsi.

All’interno di un gruppo terapeutico possiamo tradurre quelle fantasie come fantasia di cura, fantasia di malattia, e fantasia di trattamento.

Ma anche prima di stabilirsi nella struttura gruppale dovremmo indicare che quel passaggio o transito (da ‘aggruppazione’ a gruppo) è avvolto e infiltrato da un sentimento che definiamo come ansietà confusionale.

Questa ansietà sarebbe, in parte, provocata dal confronto tra quelle idee precostituite e la probabile ristrutturazione delle stesse.

La successiva appartenenza al gruppo, la necessità di un contratto tra loro, obbliga a un riaggiustamento e a una riorganizzazione del mondo fantasmatico.

Esplicitiamo che, quando si parla della struttura gruppale, si sta definendo un istante, un ritaglio, un evento, di un processo gruppale.

Invertendo la formula abbiamo che i partecipanti si immergono in un processo di gruppo la cui finalità sarebbe il compito stipulato, pertanto quando segnaliamo la struttura di gruppo stiamo realizzando un ritaglio momentaneo in questo processo, ossia un fotogramma di un film.

Non per questo la struttura gruppale è semplice. La sua complessità deriva dall’esistenza di un manifesto e di un latente. Come nel sogno, esiste un discorso manifesto (verbale o di immagini) che sarebbe quello che si formò con gli elementi che la censura lasciò passare dall’universo delle idee inconsce.

Nel gruppo, ciò che viene espresso, siano parole, gesti o azioni, stabilisce il piano manifesto.

L’indicibile, i sentimenti nascosti, i desideri occulti, le fantasie non comunicate, le illusioni non condivise, le storie segrete, costituiscono quel tessuto che determina lo spessore di ciascun momento gruppale.

Il balbettio, le indecisioni, le contrarietà, l’ambiguità o la ambivalenza, gli atti falliti, la titubanza, i lapsus sono segni di quella frangia non tracciata tra manifesto e latente.

Ma stabilire una struttura gruppale significa che si è stabilita una linea, un involucro, un continente (contenitore). Frontiera immaginaria che consente una serie di passaggi di sostantivazione, di cambiamento di personaggi, di inscrizione differente degli attori.

Si passa dal singolare al plurale (dall’Io al Noi) e si colloca un dentro e un fuori (Noi e Loro). Qui incontriamo un punto di ancoraggio affinché si costituisca l’identità. Il processo gruppale si sviluppa mediante differenziazioni e posizioni. Si istallano punti transitori di contatto e di alienazione tra fantasie e principio di realtà.

A sua volta, dentro il contenitore, appare un esercizio della libera associazione, di parole, di immagini, di sogni ad occhi aperti, di utopie, di cariche libidinali, di impulsi emozionali.

A tratti, ciascuno gioca il ruolo necessario per lo sviluppo dell’argomento, il cui autore è una soggettività prodotta dall’insieme.

È così che si installa un collettivo produttore che crea, in accordo con i diversi tempi, racconti che provano a risolvere i conflitti. O, in alcune circostanze, sono la stessa soluzione. In altre, il sintomo, e in altre ancora, la resistenza al cambiamento.

La soggettività si dipana, cresce, coinvolge tempo e spazio. La sua presenza occupa dimensioni non misurabili ma, non per questo, meno veritiere. La sua esistenza segna la cultura interna di ciascun gruppo, poiché le storie individuali si risignifcano. L’altra storia (quella sociale) fornisce gli elementi che permettono che il processo gruppale sia permanentemente un confronto tra gruppo interno e mondo esterno.

Sintetizzando, si stabilisce un compito che consente l’organizzazione di una struttura gruppale costituita da una rete di scambi tra i soggetti partecipanti. Si costruisce un codice comune che in un doppio livello (di parole e azioni) garantisce il funzionamento della rete.

La dinamica del gruppo risulta dall’intreccio che si produce tra il parlare e l’agire (e gesticolare) pertanto non solo si ascolta ma si guarda anche. Lo sguardo, a volte diretto e altre volte di traverso, fornisce linee che saranno percorse dalle proiezioni o dalle introiezioni che cercano di collocare i fantasmi. Il cipiglio mostrerà diverse versioni dei conflitti che sorgono nell’accadere gruppale e, nelle varie occasioni, accompagnerà la parola o il silenzio che circonda l’interdetto.

I conflitti sono multiformi nella loro apparizione e nella possibile interpretazione.

Lo schema di riferimento, che deriva dalla combinazione tra l’osservazione e l’enunciazione, prodotto dai membri del gruppo e che, a sua volta, differenzia un gruppo da un altro, non solamente è l’asse della comunicazione, ma anche quello dell’apprendimento. Apprendimento di relazioni, di funzioni, di emozioni e, soprattutto, del commentare, cioè di come raccontare ‘ciò’ che ci è successo.

Ma se stiamo affrontando il comportamento gruppale, dobbiamo segnalare un elemento centrale per le sue vicissitudini. L’emergente sarebbe quell’elemento che, derivato da un contatto brusco tra manifesto e latente, attrae la nostra attenzione affinché investighiamo il significato di quella situazione.

Detto in altro modo, una parola o un gesto o un’azione o un dialogo accalorato tra due partecipanti o un colpo causato dalla chiusura intempestiva di una porta, obbligano il terapeuta a cercare il senso di ciò che accade in quel momento.

Questa ricerca del senso si concluderà in un’interpretazione. Quegli elementi che provocarono l’inizio della ricerca e che si arrivasse alla interpretazione, li denominiamo Emergenti.

È un qualcosa che emerge, che si mostra e si nasconde, una doppia faccia, un chiaro-scuro, che domanda un intervento, uno Schema di Riferimento che accoglie e scioglie un nodo latente che rende impossibile il fluire del processo gruppale.

Adesso possiamo entrare nella problematica familiare. Lo faremo a partire dalla nozione di emergente.

Lasciando la linea storico-genetica e la funzione edipica nella costruzione del gruppo familiare, mi centrerò sulla questione dell’intervento e su quella si dirige in questo momento il mio discorso.

“Tutto andava bene, come in ogni famiglia, ma l’altro giorno, senza che niente lo facesse supporre, a partire da una discussione stupida accadde che divenne furioso, iniziò a gridare, colpì alcuni dei presenti, ruppe quello che incontrava sul suo cammino, si chiuse nella sua abitazione e non esce dall’altro ieri”.

Crisi, conflitto familiare (essi cercano di incollarlo all’individuo), irruzione psicotica, scompenso, stupore-negazione.

Pichon-Rivière suggeriva, e la pratica lo confermò, che l’osservazione doveva dirigersi verso l’organizzazione di quell’emergente nel gruppo familiare.

Perché e per che cosa fu quel soggetto, e non un altro, il portavoce del conflitto familiare?

Alcune idee-chiave ci permettono di introdurci nella situazione.

L’idea di depositazione stabilisce che in ogni situazione gruppale esiste un gioco di scambi, i quali sono possibili grazie a uno spostamento di alcuni elementi in movimento.

Esisterebbe tra un depositante e depositario un vincolo attraverso il quale transita il depositato. Il momento cruciale o di origine di una crisi sarebbe quello nel quale nel depositario si è accumulato il depositato in eccesso (conflitti, ansietà, ambizioni, obblighi, esigenze), senza che questo staccarsi da questo materiale né elaborarlo.

Le allucinazioni e i deliri, come alcuni atti compulsivi, mostrano chiaramente l’accumulazione degli elementi, come una condensazione densa di difficile assimilazione per la quale si cercano spazi e tempi differenti al fine di collocarla. Il depositario, nell’urgenza, cerca di sbarazzarsi rapidamente di quel bagaglio che lo molesta. Non si tratterebbe di reprimerlo né di opprimerlo, bensì di accompagnarlo nella scarica. Ma, per secoli, è stato messo a tacere. Il manicomio o gli psicofarmaci furono utilizzati solamente per quello. I pazienti tranquilli sono quelli che si abituarono a proprie spese.

In questo modo, l’emergente segnala lo scompenso dell’equilibrio familiare ma la storia di quell’emergente è un lungo cammino che dovremo ripercorrere al contrario nella sua organizzazione, per capire qualcosa dell’intreccio dei fattori causali.

È interessante segnalare come il movimento di configurazione dell’emergente (del paziente) si accompagna ad un secondo movimento che è quello della sua esclusione dalla struttura familiare. La fantasia sarebbe che, con quel secondo movimento, si espelle, mescolati, il depositario e il depositato. L’espulsione si trasforma in un rito di purificazione. Nel campo immaginario si tratta di iniziare di nuovo, di far nascere nuovamente il gruppo familiare. In innumerevoli occasioni il senso di colpa che provoca questa fantasia impedisce di ascoltare il terapeuta in quanto tale, poiché è sentito come un giudice che cerca di trovare il colpevole.

La questione è studiare come funzionò la rete dello scambio, in quali punti fallì il sistema vincolare, la nostra preoccupazione è centrata sui disturbi dei vincoli, ci interessa l’origine e lo sviluppo delle relazioni; ma non dobbiamo mai pensare ad una superpotenza individuale che può creare malattie, nonostante le onnipotenze che alcuni membri del gruppo familiare si attribuiscono. Ossia, il sistema depositante-depositario-depositato ci fornisce una via di comprensione della situazione.

Ma, a sua volta, quel sistema comporta l’asse del ruolo aggiudicato-ruolo assunto.

All’interno della dinamica gruppale si stabilisce un rapporto tra gruppo esterno e gruppo interno. Ovvero, il gruppo attuale provoca, in ciascun integrante, il gruppo interno (che lo accompagna). “Gruppo interno” sarebbe una figura composta, inconscia, organizzata da tratti identificatori, relazioni oggettuali, resti fantastici, pezzi del romanzo familiare, che è il risultato del nostro passato gruppale e familiare.

In ciascun processo gruppale aggiudichiamo o assumiamo ruoli in accordo alle necessità e alle occasioni che si presentano, alcuni desiderano cercare un destinatario, altri attendono qualche risposta, ciascun partecipante si colloca e si ricolloca in una dimensione fantastica di alti e bassi che si alternano, di personaggi che evocano altri personaggi, di attori che mettono in scena altre scene.

Nel gruppo familiare l’abituale, la consuetudine, la quotidianità lungamente condivisa, l’impressione di stare sempre uniti, produce l’illusione che tutti si conoscono. È dentro o dietro quell’illusione che si stabiliscono le incomprensioni, i segreti, la mancanza di informazione, i destinatari sbagliati, la dislocazione dei messaggi, i falsi investimenti.

L’agitazione tra i familiari è enorme quando capiscono che pur appartenendo ad uno stesso gruppo, non per quello tutti hanno lo stesso gruppo interno, pertanto ciascun accadimento può avere significati diversi per ciascuno di essi e differente impegno. Nonostante il tetto condiviso, le storie individuali differiscono.

Un’ultima indicazione. Innumerevoli occasioni mi hanno indicato che una differenza tra un gruppo e una famiglia è che quest’ultima non ha un compito. È importante segnalare che la famiglia ha molti problemi perché, giustamente, ha innumerevoli compiti, a volte difficili da diversificare per decidere a quali dare la priorità.

Per concludere. Prima stabiliamo una differenza tra nozione e esperienza di gruppo.
Quest’ultima non solo riguarda il vissuto degli integranti, ma anche la ricomposizione relazionale che capita a ciascuno, alla ristrutturazione del gruppo interno individuale e al clima (o “spirito”) che il gruppo nel suo insieme ha prodotto, unito agli effetti di apprendimento o terapeutici che risultano dai processi gruppali. Di quello rimarrà un’immagine che andrà scolorandosi con il tempo ma che lascia tracce nella nostra vita.

La nozione di gruppo riguarda la concettualizzazione di quell’esperienza, il momento di riflessione e di comprensione e, come corollario, permette le ipotesi e le interpretazioni che possono suscitare i diversi momenti della dinamica gruppale.

Se continuiamo, ci scontriamo con altre vicissitudini. Se fino ad ora abbiamo parlato di ciò che succede nella struttura gruppale, ora dovremo indicare che succede con l’intervento in un processo gruppale. Ossia, l’organizzazione che si stipula mediante un contratto per poter intervenire.

A partire da questo contratto si stabilisce una situazione gruppale, cioè una struttura triangolare nella quale ci installiamo per osservare la situazione.

Tale struttura si configurerà mediante tre funzioni. Una teoria della tecnica segnala le interazioni nella situazione gruppale.

Le funzioni sono:
a) la struttura gruppale;
b) il compito della struttura gruppale;
c) la coordinazione.

Ovvero, ciascuno di questi tre poli deve essere tenuto in considerazione in ogni operazione che si realizza in una situazione gruppale.

La non presenza manifesta di uno di essi obbliga a indagare come punto di urgenza quell’assenza. È così che la non presenza non è correlativa all’inesistenza per il nostro schema di riferimento. Le assenze sono inizi di ricerca.
La funzione di coordinazione si centra sul vincolo del gruppo con il suo proprio compito. Espresso in altro modo, diciamo che è impossibile interpretare un conflitto gruppale se non si parte dall’elemento che oggi lo riunisce.

Sempre, il lavoro terapeutico si esercita in circostanze vincolari.

In relazione alla psicoterapia familiare desidero solamente aggiungere l’importanza di segnalare e interpretare la distanza che è necessaria mantenere tra biologia e funzione. Anche nella famiglia, come in ogni gruppo, la dinamica dipende dalla rotazione della leadership. Cioè, di fronte ai conflitti che sorgono, si dovrebbe occupare di quelli chi è capace di farlo. Allo stesso momento, sarebbe un’altra strada per evitare le formazione di stereotipi.

Un esempio sulla questione.

Mi trovavo a Città del Messico, nell’Ospedale Pediatrico Universitario, e mi chiesero di realizzare un colloquio, che l’équipe avrebbe osservato dietro lo specchio.

Si trattava di una situazione famigliare singolare. Un prete voleva adottare una bambina e, come accompagnante per questa adozione, utilizzava sua madre, la quale si sarebbe trasformata in madre adottiva.
La situazione aveva creato, come è facile supporre, confusione e disorientamento nella bambina, la quale non faceva altro che riflettere la situazione nella quale cadeva quel gruppo con pretese di famiglia.

Come possiamo vedere, le circostanze cliniche non sempre hanno le caratteristiche che ci attendiamo.

Categorie: siti che curo

Reti di impresa nella logistica: esperienze, punti cruciali, soluzioni e progetti innovativi per ecommerce nel convegno CDO logistica svoltosi a Rimini

«Il primo problema che abbiamo incontrato era trovare aziende che credevano nella Rete delle imprese. E questo a causa del forte individualismo che permea le aziende». Luigi Panizzi ha sintetizzato il maggiore scoglio incontrato nella creazione di una rete di imprese nella logistica e lo ha raccontato alla platea dell'annuale incontro della Cdo logistica, a Rimini. Al Meeting 2016, infatti, Panizzi è stato invitato a raccontare la sua esperienza insieme a Luca Castagnetti, esperto di reti e aggregazioni – partner Studio Impresa, Massimo Bagnoli, presidente Cds, e Raffaele Bonizzato, presidente Gruppo Sinergia, a trattare il tema delle Reti nella Logistica, moderato dal presidente CDO logistica e presidente di Target Sinergie Davide Zamagni. Forte della sua esperienza, Luigi Panizzi ha affermato che per la gestione di una Rete «va creato un gruppo e occorre accompagnare l'affiliato in questo percorso». E che ci sono dei fattori cruciali ai quali fare attenzione, perché «non aiutano la Rete» Sono tre, sui quali si è soffermato: «Non avere un obbiettivo comune, coltivare ciascuno il proprio orticello, non accompagnare l'affiliato una volta entrato nella Rete».

Luca Castagnetti, nel suo intervento su cosa occorra per creare una Rete di imprese ha individuato il punto cruciale: «occorre una visione chiave, un progetto contestualizzato». Sgombrando il campo dai rischi di “individualismo” ricordati dal collega Panizzi: «per rendnere competitivo un progetto occorre chiarire bene che non c'è contrapposizione tra il progetto industriale della Rete e lo sviluppo competitivo del soggetto partecipante». Le leve per raggiungere questo obbiettivo, e la riuscita della Rete, ci sono ed occorre individuarli. Tra questi «gli strumenti comuni (per lo scambio dati, informatici e gestionali) come elementi di adesione dei processi o degli interessi». Ma occorre essere anche molto sereni sulle defezioni: «La Rete non è per tutti». Ma è comunque per Castagnetti lo strumento che, attualmente, permette a specifici settori dell'azienda una crescita più rapida rispetto all'opzione della formazione interna, grazie agli apporti esterni.

Massimo Bagnoli ha parlato di “Reti che funzionano”, illustrando la case history dell'impresa che presiede, la Cds, un aggregato di «aziende collettamistiche per l’ottimizzazione delle linee primarie e secondarie ed il miglioramento dei tempi di resa delle merci a destino», il cui raggio d'azione travalica i confini italiani fino a coprire quasi tutta l'Europa. La cui Mission comprende il «gestire uno o più hub e organizzare i percorsi ai migliori costi possibili con le migliori garanzie di servizio». E tramite un regolamento comune «uniformare i canoni dei servizi della distribuzione fisica su tutto il territorio coperto dalle aziende aggregate». Per Bagnoli «la possibilità di vivere senza stress l’esigenza dei volumi di base per formare le trazioni, ci consente di vendere la qualità del servizio che offriamo al prezzo corretto. Mentre la flessibilità ci garantisce quel vantaggio competitivo che aziende di dimensioni maggiori non potranno avere in nessun modo: tanti imprenditori possono solo essere migliori di “tante filiali”».

Raffaele Bonizzato ha incentrato il suo intervento sulla logistica del mondo ecommerce: «E' in corso una profonda trasformazione del modo di creare, distribuire e promuovere un prodotto». Come rendere tale trasformazione una opportunità per le imprese? Per Bonizzato occorre formare – questo il suo progetto - «una rete di imprese che offra la presenza capillare in Italia, in grado di gestire consegna e reso prodotti». Per farlo, occorrono partner della Rete che abbiano un know - how psecifico on line, procedure prestabilite per garanzia di qualità, tecnologia informatica, certificazione di qualità, sistemi di sicurezza adeguati, e soprattutto che sappiano fare riferimento un unico brand. In definitiva, «sta nascendola più grande Rete della logistica in Italia per la gestione logistica dell'ecommerce».

rete_imprese_incontro_cdo_logistica_meeting_16.jpg Eventi Notizie Logistica
Categorie: siti che curo

Kryhan terzo nel Trofeo nazionale San Giovanni in Marignano, andato a Colozza di Roma

Riviera Golf - Mar, 23/08/2016 - 12:56

San Giovanni in Marignano – Terzo posto per l’atleta di casa Artur Kryhan al Trofeo Città di San Giovanni in Marignano, svoltosi sabato e domenica al Riviera Golf, percorso da 70 colpi da giocare su 2 prove (36 buche) con classifica Scratch, ovvero sui colpi effettivamente giocati. La gara era riservata ai migliori dilettanti italiani iscritti nell’Ordine di Merito della Federazione Italiana Golf e la vittoria è andata a Simone Armando Colozza, del golf club Parco Roma, che ha concluso con 145 colpi, + 5 sul par del campo. Secondo, con gli stessi colpi di Kryhan, ma premiato per la miglior condotta di gioco nel secondo giro, Michele Bosco, giocatore del club Le Fonti di Bologna, che ha concluso la prova con 147 colpi, + 7. Nella classifica pareggiata, ovvero il risultato al netto dell’handicap del giocatore, primo è risultato Enea Moretti, del golf club Mia, con 128 colpi, secondo Johander Ruiz Mercado del golf club Croara, con 134 colpi. Kryhan, campione interregionale in carica, nella prima prova ha fatto da battistrada. Alla buca 5, addirittura, ha messo a segno un drive che ha portato la sua palla a 4 metri dalla bandiera: 315 metri di volo, misurati dal caddie. Un tiro ineguagliato. Nel secondo giro, domenica, non ha mantenuto lo stesso passo, segnando un + 7 rispetto al campo, in una giornata funestata dal maltempo che ha portato addirittura la gara ad essere sospesa per 45 minuti per il timore dei fulmini.

In campo femminile il Trofeo San Giovanni in Marignano è andato a Elisa Salvi del club Gardagolf che ha concluso i due giri con 156 colpi, + 16 del par del campo, al secondo posto Greta Bacchiavini del golf club San Valentino con 164 colpi. Prima in classifica pareggiata un’atleta del Conero, Rebecca Giampieri, con 135 colpi. Quinto posto Scratch per Nicoletta Michelini, la migliore delle atlete di casa, al suo debutto in una gara aperta all’Ordine di Merito, nella quale è entrata questa primavera nella gara di Argenta. La riccionese ha chiuso la gara con 177 colpi, guidando la pattuglia rosa del Riviera che comprendeva Nicoletta Ricci (+41), Giorgia Piccini (+51) e Consuelo Vagnini (+66).

Al Riviera c’è compiacimento per questo primo torneo intitolato alla Città di San Giovanni in Marignano, diretto da Lorenzo Esposto Renzoni, coadiuvato nel comitato di gara dagli arbitri Ubaldo Battarra e Luca Allegranti: «Organizzare una gara federale aperta ai giocatori dell’Ordine di Merito, i migliori dilettanti italiani, è per noi motivo di orgoglio e un traguardo di qualità – ha detto Gianluca Ghiglione, presidente del Riviera – che abbiamo condiviso con la città, grazie al patrocinio». Infatti, alla premiazione, insieme al consigliere federale FIG Celso Lombardini e il direttore del Resort Fabrizio Sorgi, è intervenuto Gianluca Vagnini, assessore del Comune di San Giovanni, che ha rimarcato la soddisfazione per «un torneo nazionale dedicato alla nostra realtà, che sta diventando importante per le sue eccellenza sportive, come il Riviera golf – che crediamo possa essere sempre di più un volano turistico inserito nel tessuto sociale e sportivo – ma anche come il Riviera Horses e, da quest’anno, la pallavolo che ha portato San Giovanni in A2».

«Ero partito con l’idea di fare score, e quindi ho buttato già via la gara – commenta Artur Kryhan – Primo consapevole di esserlo. Di solito non mi da fastidio, ma ho sbagliato perché mi ero prefissato di fare risultato. Non mi sono divertito in campo, non sono riuscito a fare i colpi che desideravo e, quel che è peggio, non sono riuscito a cambiare la partita in corso, cosa che di solito riesco a fare. Ma sono contento, perché a pari punti con il secondo è un risultato, perché ho capito dove ho sbagliato – dovevo allenarmi di più – e perché ho imparato qualcosa di importante: non mollare su nessun colpo, cambiare livello ed essere consapevole di cambiare il mio essere in campo. Lo farò alla prossima gara». Undicesimo invece Davide Di Lorenzi, l’altra giovane promessa che con Artur e il resto del team agonistico ha portato il Riviera Golf in A1, la scorsa primavera, il quale ha concluso i due giri a +18. Il resto della pattuglia del Riviera si incontra dal 17 posto con Enrico Bernabé, Federico Pietanesi al 18°, Lele Danzi al 20.

Categorie: siti che curo

«Tu sei un bene per me… nella logistica»: al Meeting 2016 l'annuale incontro CDO logistica, moderato da Davide Zamagni

Torna il Meeting di Rimini e con esso l'annuale incontro che la Cdo Logistica organizza nei padiglioni della Fiera, quest'anno incentrato sul valore delle Reti di impresa nella Logistica. Giovedì 25 agosto dalle ore 11,30 alle 13 (sala Tiglio, pad. A6), sarà Davide Zamagni, presidente di Target Sinergie, a moderare la tavola rotonda in qualità di presidente di Cdo Logistica, del numeroso panterre di ospiti che l'associazione imprenditoriale ha invitato a parlare. Tra questi, Luca Castagnetti, esperto di reti e aggregazioni – partner Studio Impresa, il cui intervento verterà su “Come si fa una rete di impresa”, seguito da Massimo Bagnoli, presidente Cds: “Una rete che funziona”, Luigi Panizzi, titolare Dnr trasporti, che spiegherà “I problemi che nascono nelle reti” e infine Raffaele Bonizzato, presidente Gruppo Sinergia: "Una rete per l’e-commerce". L'ingresso è libero.

cdo_logistica_incontro_meeting_16.jpg Eventi Notizie Logistica
Categorie: siti che curo

La gara nazionale Fig intitolata alla Città di San Giovanni in Marignano. Golfinger a Grandicelli e Pelliccioni, Kryhan vince a Ferragosto

Riviera Golf - Mar, 16/08/2016 - 15:10

San Giovanni in Marignano – Il Riviera Golf ospita un trofeo nazionale della Federazione Italiana Golf e lo intitola alla Città di San Gìovanni in Marignano: “un gesto per noi dovuto: crediamo che il Riviera sia una risorsa per S. Giovanni e abbiamo voluto ribadire il legame con la città in occasione di questo importante appuntamento nazionale”, dice Gianluca Ghiglione, presidente del circolo golfistico. «Il Trofeo Città di San Giovanni in Marignano, che si disputa sabato 20 e domenica 21 su due giri da 18 buche con formula stroke play (si contano i colpi eseguiti, vince chi ne fa di meno), è aperta a 87 giocatori e 39 giocatrici presenti nell’Ordine di Merito della Federazione Italiana Golf, ovvero i migliori dilettanti italiani. L’Ordine di Merito – spiega Ghiglione – oltre a individuare e premiare i migliori dilettanti italiani, vuole nello stesso tempo spingere gli atleti ad una maggior partecipazione alle competizioni di alto livello e ad elevare il livello agonistico delle competizioni nazionali. Ospitare una simile gara federale è per noi motivo di orgoglio e un traguardo di qualità, che vogliamo condividere con la città. E il Comune ha confermato il reciproco legame, concedendoci il patrocinio».

Il fine settimana di Ferragosto al Riviera si è aperto la vigilia, domenica 14, con la Golfinger Double Cup, intitolata alla nota marca di carrelli elettrici da golf e che trova nel socio del circolo sportivo Lorenzo Turtori l’anima organizzatrice. Vincitori della classifica Lordo il duo formato dal pesarese Fabio Grandicelli e dal sammarinese Federico Pelliccioni, che hanno terminato le 18 buche a 35 punti (il lordo si calcola sul par del campo). Per la classifica Netta (punti stableford compensati dall’handicap dei giocatori) invece sono Giampiero Ticchi e Ferruccio Carpani, duo da Cattolica e da Pesaro, a battere le altre copie con 49 punti. Seconda classificata la coppia formata da padre e figlio, Marco e Gianmarco Alberti, anch’essi da Pesaro, con 46 punti, che hanno lasciato ai riminesi Paolo Tomassini e Alessandro Dionigi la terza piazza pur a parità di punteggio in virtù della migliore condotta di gioco nelle seconde nove buche.

Ormai tradizionale la Gran Galà Golf Cup 2016 per Ferragosto, al Riviera, andata al “local hero” di San Giovanni in Marignano, il neo campione interregionale per le Marche e l’Emilia Romagna Artur Kryhan. Con 33 punti Lordi (calcolati sul par del campo), Artur ha messo in fila tutti gli altri partecipanti, regolando con 3 punti di distacco il secondo classificato Lordo l’anconetano Roberto Agricola.

Numerosi i premi di giornata per questa classica del Riviera. In Prima categoria netta è il clementino Francesco Arduini a vincere, seppur di misura, con 39 punti su Luca Denicolò, di Verucchio. In Seconda categoria torna a vincere con 43 punti il riccionese Giorgio Attala, imponendosi con 4 punti di distacco su Pier Luigi Ferrari, giocatore del club Poli Golf. In Terza categoria invece è un solo punto a dividere il pesarese in forza al Riviera Massimo Saccardi dall’atleta del Castello Tolcinasco Antonella Masala: 38 a 37. La migliore Lady è stata Valentina Rinaldi, di Ancona, mentre il palmares per la migliore prestazione Senior è andata al cattolichino Marco Sebastiani.

Numerose le “gare nelle gare”, per questo Gran Galà di Ferragosto. Alla buca Tre il nearest to the pin (chi si avvicina di più alla buca con il primo tiro) è andato a Gustavo Bussinello, del Golf Club Verona, fermatosi ad appena 1 metro e 52 dalla bandiera. Alla buca 6 Giampiero Ticchi è arrivato a 1,88 m, alle buca 13 Roberto Agricola ha vinto con 4 metri, mentre alla 15 Paolo Giuliano Giuliano de Ponti, del golf club Casalunga, ha fermato la pallina a 2 metri e 40 dalla bandiera. Infine i longest drive, i tiri dal tee di partenza dalla buca 8 più lunghi. Per il maschile il premio è andato a Michele Nonfarmale del Paradiso golf club, mentre per il femminile è stata l’atleta di casa, la riccionese Nicoletta Michelini, a tirare più lontano di tutte.

Il 10 agosto si è disputata la tappa del Riviera dell’Orange Jacket, circuito promosso dalla Cristian Events che ha visto Cristino Giorgetti come miglior giocatore a punteggio Lordo (calcolato sul par del campo), con 33 punti. In Prima categoria ha vinto il sammarinese Marco Galassi, con 40 punti, battendo di misura Mirlo Orazi, del golf club Alpe dlela Luna. In Seconda categoria il asarese Bernardino Bernardini ha vinto con 40 punti sul conterraneo Floriano Salvini, fermatosi a 39, mentre in Terza categoria è stato Enrico Farioli a vincere nettamente con 47 punti sul bolognese Federico Sandrolini, che ha consegnato uno score di 41 punti. La migliore lady è stata l’atleta del Castello di Tolcinasco Antonella Masala, mentre il miglior Senior è stato Antonio Muzi.

Prossime gare. Oltre al Trofeo Città di San Giovanni in Marignano, sabato 20 e domenica 21, al Riviera si gareggia giovedì 18 agosto con la Golf & Food Cup 2016, 18 buche stableford 3 categorie. Mercoledì 24 invece tornano i circuiti Cristian Events con la Pink Jacket, 18 buche stableford a 3 categorie, con finale nazionale ed estera. Green fee e iscrizione gara prezzo agevolato.

Categorie: siti che curo

Quando il lavoratore è vittima di straining

▶ Cos'è? Quali le differenze con il "Mobbing"? A differenza del mobbing, il quale presuppone una pluralità di atti persecutori ravvicinati nel tempo e di gravità crescente, lo straining - letteralmente "sforzare" - consiste nell'inflizione al lavoratore di uno "stress forzato" a mezzo di pochi atti distanziati nel tempo o anche di un atto singolo, compiuto appositamente e deliberatamente e che continua a far sentire per lungo tempo e in modo costante i propri effetti negativi sulla posizione lavorativa del dipendente.

▶ Cosa può ottenere il lavoratore vittima di straining? Il lavoratore colpito può agire per il risarcimento del danno biologico (comprensivo sia della compromissione psicofisica subita che della sofferenza morale a essa connessa) ed eventualmente del danno patrimoniale per lesione della professionalità (per esempio qualora vi sia ipotesi di demansionamento). Nel 2013, una pronuncia della sezione penale della Corte di Cassazione, nell'ambito di un procedimento per maltrattamenti (ex 572 c.p.) ai danni di un dipendente di banca, ha riconosciuto il suo diritto al risarcimento in quanto era stato costretto a lavorare in un "vero e proprio sgabuzzino, spoglio e sporco, con mansioni dequalificanti, meramente esecutive e ripetitive”. Tale condotta aveva cagionato al lavoratore in questione una lesione che si era concretizzata nella “causazione di un’incapacità di attendere alle proprie ordinarie occupazioni per un periodo di tempo superiore a 40 giorni”. Importante: la pretesa risarcitoria può essere esercitata entro dieci (10) anni, trattandosi di responsabilità contrattuale ai sensi dell'art. 2087 c.c. Il consiglio è comunque di attivarsi tempestivamente presso uno studio legale e contestualmente rivolgersi a medici-psicologici specializzati per certificare eventuali lesioni psico-fisiche.

▶ Può esserci straining anche in assenza di mobbing? Sì, la Cassazione ha stabilito che il giudice, "pur se accerti l'insussistenza di un intento persecutorio idoneo ad unificare gli episodi in modo da potersi configurare una condotta di "mobbing", è tenuto a valutare se, dagli elementi dedotti - per caratteristiche, gravità, frustrazione personale o professionale, altre circostanze del caso concreto - possa presuntivamente risalirsi al fatto ignoto dell'esistenza di questo più tenue danno" (Cassazione civile sez. lav. 19 febbraio 2016 n. 3291). 

In definitiva, per la giurisprudenza lo straining si configura quale forma attenuata del mobbing, dal quale si differenzia potendo verificarsi anche solo tramite poche sporadiche condotte, ma al quale rimane accomunato dagli effetti - negativi - sullo stato psico-fisico del lavoratore che ne è colpito.

 

 

Avv. Patrick Francesco Wild

 

Analisi e commenti Newsletter Grassi Benaglia Moretti, avvocati & commercialisti
Categorie: siti che curo

Quando il lavoratore è vittima di straining

▶ Cos'è? Quali le differenze con il "Mobbing"? A differenza del mobbing, il quale presuppone una pluralità di atti persecutori ravvicinati nel tempo e di gravità crescente, lo straining - letteralmente "sforzare" - consiste nell'inflizione al lavoratore di uno "stress forzato" a mezzo di pochi atti distanziati nel tempo o anche di un atto singolo, compiuto appositamente e deliberatamente e che continua a far sentire per lungo tempo e in modo costante i propri effetti negativi sulla posizione lavorativa del dipendente.

▶ Cosa può ottenere il lavoratore vittima di straining? Il lavoratore colpito può agire per il risarcimento del danno biologico (comprensivo sia della compromissione psicofisica subita che della sofferenza morale a essa connessa) ed eventualmente del danno patrimoniale per lesione della professionalità (per esempio qualora vi sia ipotesi di demansionamento). Nel 2013, una pronuncia della sezione penale della Corte di Cassazione, nell'ambito di un procedimento per maltrattamenti (ex 572 c.p.) ai danni di un dipendente di banca, ha riconosciuto il suo diritto al risarcimento in quanto era stato costretto a lavorare in un "vero e proprio sgabuzzino, spoglio e sporco, con mansioni dequalificanti, meramente esecutive e ripetitive”. Tale condotta aveva cagionato al lavoratore in questione una lesione che si era concretizzata nella “causazione di un’incapacità di attendere alle proprie ordinarie occupazioni per un periodo di tempo superiore a 40 giorni”. Importante: la pretesa risarcitoria può essere esercitata entro dieci (10) anni, trattandosi di responsabilità contrattuale ai sensi dell'art. 2087 c.c. Il consiglio è comunque di attivarsi tempestivamente presso uno studio legale e contestualmente rivolgersi a medici-psicologici specializzati per certificare eventuali lesioni psico-fisiche.

▶ Può esserci straining anche in assenza di mobbing? Sì, la Cassazione ha stabilito che il giudice, "pur se accerti l'insussistenza di un intento persecutorio idoneo ad unificare gli episodi in modo da potersi configurare una condotta di "mobbing", è tenuto a valutare se, dagli elementi dedotti - per caratteristiche, gravità, frustrazione personale o professionale, altre circostanze del caso concreto - possa presuntivamente risalirsi al fatto ignoto dell'esistenza di questo più tenue danno" (Cassazione civile sez. lav. 19 febbraio 2016 n. 3291). 

In definitiva, per la giurisprudenza lo straining si configura quale forma attenuata del mobbing, dal quale si differenzia potendo verificarsi anche solo tramite poche sporadiche condotte, ma al quale rimane accomunato dagli effetti - negativi - sullo stato psico-fisico del lavoratore che ne è colpito.

 

 

Avv. Patrick Francesco Wild

 

Analisi e commenti Newsletter Grassi Benaglia Moretti, avvocati & commercialisti
Categorie: siti che curo

Promessa del golf vince la Pascucci Cup: Graziani, 14 anni, chiude 4 colpi sopra il par

Riviera Golf - Mar, 09/08/2016 - 13:22

San Giovanni in Marignano – La classica del Riviera Golf Pascucci Cup va a una giovane promessa del golf italiano, in trasferta da Roma: Riccardo Graziani, campione italiano a squadre under 14 poche settimane fa, si è infatti aggiudicato la gara intitolata alla nota marca di caffè giocatasi domenica 7 agosto. Il ragazzo ha suscitato i commenti femminili circa la sua rassomiglianza con il principe Henry, ma sul campo ha affermato la sua identità di campione italiano, battendo i 129 avversari nella classifica Lordo (i colpi effettivamente tirati) scalandola con 74 colpi, quattro più del par del campo. Non male per un under 14.

La prima categoria nella Pascucci Cup giocava Medal, ossia conteggiando i numeri dei colpi effettivamente tirati dal giocatore. Per conteggiare la classifica Netta, a questi colpi si tolgono l’handicap del giocatore. E in quest’ultima classifica è stato il riminese Davide Zaghini a vincere, con 67 punti, uno più del marignanese Matteo Barnabé. La Seconda categoria, come le successive, si giocava invece con la formula Stableford, ovvero 2 punti per la buca conclusa nel par della buca più i colpi di handicap del giocatore, 3 per un colpo risparmiato, 4 per due colpi risparmiati e via così. Il podio della Seconda categoria parlava bolognese: Luca Sandrolini è salito sul gradino più alto, con 42 punti, distanziando di 4 il conterraneo Claudio Salvatore. In terza è stato un brianzolo a metetre in fila i colleghi di handicap, Antonio carlos Guitart, che con 44 punti ha battuto la giocatrice fanese Jrma Kehrer, fermatasi a 38. La classifica Lady è stata appannaggio di un’altra fanese, Silvana Bettitelli, con 37 punti, mentre per i Senior ha vinto Giovanni Cerri, del golf club Le Fonti.

Numerosi i partecipanti anche alla Cream Jacket, gara di circuito a punteggio Stableford organizzata dalla Cristian Events, mercoledì 3 agosto. In 70, provenienti da molti circoli delle Marche ed emiliani, sono saliti sul tee della buca 1, ma è stato Filippo De Florio, del circolo Agrigolf di Civitanova Marche a vincere la classifica Lordo (ovvero il punteggio calcolato sul par del campo e non sull’handicap del giocatore), con 37 punti, mettendo in fila gli altri 69 giocatori. Nella classifica Netta in Prima categoria si è affermato il faentino Saverio Landolfini, con 42 punti, che ha distanziato di due punti Giorgio Boinega, giocatore del club Alpe della Luna. In Seconda categoria il primo netto è risultato Fabio Mastrocola del golf club Sibilla di Petriolo che, pur a pari punteggio, ha battuto Riccardo Boinega in virtù della migliore condotta di gioco nelle ultime 9 buche. In Terza categoria ha vinto il giocatore del Mia golf Michele Montesi, che con 43 punti ha regolato il secondo, Loris Fragnito. Tra i Senior miglior prova per il santarcangiolese Cristino Giorgetti, atleta di casa, che ha concluso la prova a 38 punti.

Cosimo Delfino è tornato a vincere la classifica Netta di Prima categoria nella Taylormade Open Race To Marrakech, la 9 buche stableford di sabato 6 Agosto, gara di circuito sempre molto partecipata nonostante si giochi su metà lunghezza del campo. Miglior Lordo della gara invece è risultato Paolo Righi, del golf club Paradiso, con 12 punti. In Prima categoria non è riuscito a raggiungere la prova di Delfino, 16 punti, il riccionese Tristano Tamagnini, fermatosi a 1 punto indietro. In Seconda categoria i conti li ha regolati la migliore condotta di gioco nelle ultime buche: a pari punteggio di 18 è stato Marco Monti il vincitore, Jerry Douglas si è dovuto accontentare del secondo posto. In Terza categoria invece il risultato è stato netto per Enrico Farioli, del golf club Casalunga, che con 25 punti ha battuto il modenese Ernesto Artioli Gnoli

Prossime gare. La settimana a cavallo del Ferragosto vede tre competizioni in programma. Si comincia il 14 agosto con la Golfinger Cup 2016, 18 buche con la divertente formula a coppie 4 palle la migliore: buca per buca si sceglie il miglior punteggio tra i due componenti del team. La categoria è unica e il limite di handicap per partecipare è 27. A Ferragosto torna l’appuntamento con la Gran Galà Golf Cup, 18 buche stableford a 3 categorie, valevole per il campionato sociale Stableford 2016.. Mercoledì 17 è la volta della Gran Luisiana Alce Nero, firmata da Cristian Events, una louisiana a coppie su 18 buche stableford, che partecipa al circuito con finale nazionale ed estera. Green fee e iscrizione gara prezzo agevolato.

Categorie: siti che curo

Il pro Carlo Basciu è tornato al Riviera: dal 7 al 23 agosto lezioni con il Trackman.

Riviera Golf - Sab, 06/08/2016 - 21:22

E’ tornato il PRO ad interim: si è insediato nel campo pratica Carlo Basciu (e il suo Trackman), che dal 7 al 23 agosto sostituirà il pro di casa Matteo Matteoni, impegnato presso il San Domenico Golf. Restano invariate le tariffe per le lezioni, che ricordiamo sono soci 45′ € 40, 1h € 50 per la lezione singola, non soci 45′ € 50, 1h € 60 lezione singola. Per le lezioni in due soci 1h € 60, non soci 1h € 70. Le lezioni verranno svolte con l’utilizzo del Trackman, Launch Monitor che analizza il volo della palla e le varie caratteristiche tecniche dello swing.

Carlo Basciu, classe 1967, è passato al professionismo nel 1991. Maestro titolare presso il Conero Golf Club dal 1993 al 1998, ha avuto eEsperienze di gioco sul challenge tour nel 1997 e 1998. Dal 1999 è stato maestro titolare presso l’Olgiata Golf Club e nello stesso anno è diventato Maestro Federale. Per la sua formazione ha frequentato workshop dal 2000 al 2003 presso le scuole di Hank Haney e David Leadbetter e ha partecipato alle più importanti conferenze mondiali sulla tecnica del golf. E’ Trackman instructor dal 2015.

Categorie: siti che curo

Valmirti vince la Martin Argenti e guadagna la finale nazionale ad Acaya. Alla coppia Bassi – Stefani la Goldenfour

Riviera Golf - Gio, 04/08/2016 - 09:03

Paolo Valmirti si aggiudica, per la Prima categoria, la Martin Argenti Golf Challenge by Acaya Golf resort, tappa giocatasi al Riviera Golf. Insieme a lui scenderanno nel conosciuto campo da golf pugliese per la finale nazionale il bolognese Alberto Cassano, miglior Lordo con 30 punti e gli altri primi di categoria della gara di domenica 31 luglio. Sempre per la Prima categoria, distanziato di un solo punto da Valmirti, è arrivato Mirko Orazi, del golf club Alpe della Luna.

La Seconda categoria è stata appannaggio del pesarese Leonardo Filippetti, che con 41 punti ha superato Roland Ender, che ha concluso la prova stableford a 39 punti. In terza un altro bolognese, Federico Sandrolini, che con 40 punti ha battuto di misura il ravennate Pierluigi Cattani. Sigla ancora il miglior risultato Lady la pesarese Nicoletta Ricci, mentre è un ospite straniero, Nell Steffen Holland, a vincere nella categoria Senior.

Mercoledì 27 luglio è stato il gioco di squadra protagonista, con la “4 palle la migliore” Goldenfour Jk organizzata dal team Cristian Events. Una formula divertente che prevede, per ogni coppia, ciascuno tirare la propria palla dal tee, per poi scegliere la migliore e giocarla fino alla buca, alternandosi al tiro. Venti le coppie in gara, vinta per la classifica Lordo da Bassi – Stefani con 33 punti, Nella Prima categoria Netto il duo Costi – Corsini ha vinto con 48 punti, superando Bernardi e Bonora, a 46. Migliori Senior Alberto Angelini e Salvatore Valente, mentre la migliore coppia mista è stata quella formata dai fanesi Rolande Endere e Jrma Kehrer.

Quarantuno i partecipanti per la Taylormade Open Race to Marrakech, una nove buche stableford che, nonostante la brevità del percorso, richiama molti giocatori, decisamente di buon livello. Così sui green sabato 30 Luglio il primo Lordo è stato Gabriele Falappa, cattolichino che ha consegnato lo score con 16 punti. In prima Categoria di nuovo un’affermazione per il giovane Valer Catalin Bria, di San Giovanni In Marignano, che con 21 punti ha superato di misura il riccionese Tristano Tamagnini. In Seconda categoria è il pesarese Simone Angelini Mattei, che con 22 punti ha relegato Gilberto Schilirò al secondo posto. In Terza categoria di nuovo un giocatore marchigiano ad affermarsi, Daniele Longhini, che per un punto, 21 a 20, ha superato Roberto Giovannini.

Categorie: siti che curo

Amministratore formale di società: il contributo all'illecito deve essere sempre dimostrato

L’amministratore formale di società non risponde automaticamente, per il solo fatto della carica rivestita, del reato di falso documentale commesso da altro soggetto delegato alla gestione della compagine sociale, dovendosi verificare la sua compartecipazione materiale o morale al fatto.

Così la Quinta sezione della Corte di Cassazione, la quale ha accolto il ricorso di un imputato - legale rappresentante di una s.r.l. - condannato (con sentenza confermata anche in appello) in quanto avrebbe contraffatto il DURC, affermando che, in base ai criteri di imputazione della responsabilità penale, l'aver ricoperto la carica formale di amministratore non lo rendeva automaticamente responsabile degli illeciti commessi dai suoi collaboratori. Deve cioè essere sempre accertato quale sia il contributo dato dall'amministratore alla perpetrazione dell'illecito. Infatti, anche laddove la gestione della società sia delegata di fatto altri e questo non esime l'amministratore di diritto da tutte le responsabilità civilistiche connesse alla carica, ciò non comporta l'automatica responsabilità per gli illeciti penali, essendo il diritto penale governato dal principio di personalità. Nel caso di specie, la sentenza emessa dalla Corte d'appello di Milano è stata dunque annullata con rinvio per nuovo esame. (Cass. sez. V, n. 32793 ud. 13/06/2016 - deposito del 27/07/2016)

Avv. Patrick Wild

Analisi e commenti Newsletter Grassi Benaglia Moretti, avvocati & commercialisti
Categorie: siti che curo

Amministratore formale di società: il contributo all'illecito deve essere sempre dimostrato

L’amministratore formale di società non risponde automaticamente, per il solo fatto della carica rivestita, del reato di falso documentale commesso da altro soggetto delegato alla gestione della compagine sociale, dovendosi verificare la sua compartecipazione materiale o morale al fatto.

Così la Quinta sezione della Corte di Cassazione, la quale ha accolto il ricorso di un imputato - legale rappresentante di una s.r.l. - condannato (con sentenza confermata anche in appello) in quanto avrebbe contraffatto il DURC, affermando che, in base ai criteri di imputazione della responsabilità penale, l'aver ricoperto la carica formale di amministratore non lo rendeva automaticamente responsabile degli illeciti commessi dai suoi collaboratori. Deve cioè essere sempre accertato quale sia il contributo dato dall'amministratore alla perpetrazione dell'illecito. Infatti, anche laddove la gestione della società sia delegata di fatto altri e questo non esime l'amministratore di diritto da tutte le responsabilità civilistiche connesse alla carica, ciò non comporta l'automatica responsabilità per gli illeciti penali, essendo il diritto penale governato dal principio di personalità. Nel caso di specie, la sentenza emessa dalla Corte d'appello di Milano è stata dunque annullata con rinvio per nuovo esame. (Cass. sez. V, n. 32793 ud. 13/06/2016 - deposito del 27/07/2016)

Avv. Patrick Wild

Analisi e commenti Newsletter Grassi Benaglia Moretti, avvocati & commercialisti
Categorie: siti che curo

Slideshow: il convegno «Le leve dell'impresa futura: dall'Outsourcing alla Contract Logistics» organizzato da Target Sinergie

Organizzata da Target Sinergie in collaborazione con Unindustria Rimini e Adaci, martedì 12 luglio a partire dalle ore 18.30 si è tenuto il convegno «Le leve dell'impresa futura: dall'Outsourcing alla Contract Logistics». Presso Le Palme Beach Club (Lungomare Libertà Riccione), Damiano Frosi (Project Manager dell’Osservatorio Contract Logistics del Politecnico di Milano) e Gianvincenzo Lucchini (avvocato dello studio legale Lucchini Gattamorta e Associati di Bologna) hanno dialogato con imprenditori e manager moderati da Davide Zamagni, presidente Target Sinergie. Su questo blog sono consultabili il servizio televisivo e l'articolo dell'evento.

target_sinergie_convegno_contract_logistics_riccione_16_07.jpg target_sinergie_convegno_contract_logistics_riccione_16_platea.jpg target_sinergie_convegno_contract_logistics_riccione_16_08.jpg target_sinergie_convegno_contract_logistics_riccione_16_10.jpg target_sinergie_convegno_contract_logistics_riccione_16_11.jpg target_sinergie_convegno_contract_logistics_riccione_16_13.jpg target_sinergie_convegno_contract_logistics_riccione_16_15.jpg Eventi Notizie Logistica
Categorie: siti che curo

Bmw International, volano alla finale italiana Orazi, Del Governatore e Nicoletta Michelini. Al riminese Valmirti la Jellow Jacket

Riviera Golf - Mar, 26/07/2016 - 12:21

S. Giovanni in Marignano – Una prova battuta dalla pioggia per tutta la mattinata la Bmw Golf Cup International 2016, organizzata dal concessionario Car Point, giocatasi domenica 24, che non per questo ha scoraggiato i 160 partecipanti: l’attesa tappa della casa automobilistica al Riviera Golf è infatti una delle gare più partecipate e competitive. E tale si è confermata, complice, oltre ai ricchi premi di giornata, l’accesso per i primi netti delle 3 categorie, due maschili e una femminile, alla finale nazionale BMW in Sardegna a “Is Molas”. Come miglior lordo maschile si è affermato Carlo Alberto Ravazzolo, di Bologna, mentre per la categoria femminile è la sammarinese Domenica Casali a superare tutte con 19 punti. In prima categoria il podio maschile ha visto nell’ordine Mirko Orazi, del golf club Alpe della Luna dominare la classifica con 45 punti, distanziando di tre lunghezze Roberto Bianchi, mentre terzo di è piazzato Francesco Arduini. La seconda categoria ha visto invece primeggiare il riminese Emidio Del Governatore, che ha conquistato il primato grazie alla migliore conduzione di gioco nelle seconde 9 buche al pari punteggio – 41 – Franco Eusebi. Al terzo posto, con 39 punti, un altro riminese, Edoardo Moroni.

Nella classifica femminile la gara si è risolta con un testa a testa tra le due Nicolette di punta del Riviera Golf: la riccionese Michelini ha vinto di misura – 37 punti – sulla pesarese Ricci, mentre la marignanese Consuelo Vagnini ha concluso terza a 35 punti. La palma del miglior Senior l’ha conquistata il cattolichino Gustavo Giulio, con 38 punti. Nella speciale classifica dedicata ai possessori di un’auto BMW al primo posto si è piazzato Luca Sandrolini, da Bologna, che ha battuto per un solo punto il perugino Gianluca Merloni.

Mercoledì 20 luglio, in una giornata soleggiata ideale per il golf, si è tenuta la Jellow Jacket, gara stableford del circuito Cristian Events su 18 buche. Miglior Lordo è risultato Aureliano Piccolo, del golf club Villa Paradiso, in prima categoria maschile il testa a testa si è risolto per un punto a favore del riminese Paolo Valmirti che con 37 punti ha regolato lo score di Giuseppe Natali. In seconda categoria, proveniente dal golf club Casalunga, Pietro Serreli ha distanziato Marco Sebastiani, con 44 punti contro 39. In terza categoria, pur con punteggio pari, 37 punti, è stato Franco Eusebi a strappare la prima piazza a Michele Montesi, grazie alle migliori seconde 9 buche. Tra le Lady ha vinto la sammarinese Domenica Casali, mentre miglior Senior è risultato Daniele Ragni, giocatore del golf club Conero.

Le prossime gare. Sabato 30 TaylorMade Open Race to Marrakech, gara singola, 9 buche stableford a 3 categorie. Primo lordo e i primi netti di categoria accedono alla semifinale nazionale. Domenica 31 Martin Argenti Golf Challenge, gara singola, 18 buche stableford 3 categorie. L’agosto di gare del Riviera si inaugura mercoledì 3 con la Cream Jacket del circuito Cristian Eventsg, gara singola, 18 buche stableford a 3 categorie. Circuito con finale nazionale ed estera. Green fee e iscrizione gara prezzo agevolato.

Categorie: siti che curo

Pagine

Abbonamento a Enrico Rotelli aggregatore - siti che curo