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Slideshow: il convegno «Le leve dell'impresa futura: dall'Outsourcing alla Contract Logistics» organizzato da Target Sinergie

Organizzata da Target Sinergie in collaborazione con Unindustria Rimini e Adaci, martedì 12 luglio a partire dalle ore 18.30 si è tenuto il convegno «Le leve dell'impresa futura: dall'Outsourcing alla Contract Logistics». Presso Le Palme Beach Club (Lungomare Libertà Riccione), Damiano Frosi (Project Manager dell’Osservatorio Contract Logistics del Politecnico di Milano) e Gianvincenzo Lucchini (avvocato dello studio legale Lucchini Gattamorta e Associati di Bologna) hanno dialogato con imprenditori e manager moderati da Davide Zamagni, presidente Target Sinergie. Su questo blog sono consultabili il servizio televisivo e l'articolo dell'evento.

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Bmw International, volano alla finale italiana Orazi, Del Governatore e Nicoletta Michelini. Al riminese Valmirti la Jellow Jacket

Riviera Golf - Mar, 26/07/2016 - 12:21

S. Giovanni in Marignano – Una prova battuta dalla pioggia per tutta la mattinata la Bmw Golf Cup International 2016, organizzata dal concessionario Car Point, giocatasi domenica 24, che non per questo ha scoraggiato i 160 partecipanti: l’attesa tappa della casa automobilistica al Riviera Golf è infatti una delle gare più partecipate e competitive. E tale si è confermata, complice, oltre ai ricchi premi di giornata, l’accesso per i primi netti delle 3 categorie, due maschili e una femminile, alla finale nazionale BMW in Sardegna a “Is Molas”. Come miglior lordo maschile si è affermato Carlo Alberto Ravazzolo, di Bologna, mentre per la categoria femminile è la sammarinese Domenica Casali a superare tutte con 19 punti. In prima categoria il podio maschile ha visto nell’ordine Mirko Orazi, del golf club Alpe della Luna dominare la classifica con 45 punti, distanziando di tre lunghezze Roberto Bianchi, mentre terzo di è piazzato Francesco Arduini. La seconda categoria ha visto invece primeggiare il riminese Emidio Del Governatore, che ha conquistato il primato grazie alla migliore conduzione di gioco nelle seconde 9 buche al pari punteggio – 41 – Franco Eusebi. Al terzo posto, con 39 punti, un altro riminese, Edoardo Moroni.

Nella classifica femminile la gara si è risolta con un testa a testa tra le due Nicolette di punta del Riviera Golf: la riccionese Michelini ha vinto di misura – 37 punti – sulla pesarese Ricci, mentre la marignanese Consuelo Vagnini ha concluso terza a 35 punti. La palma del miglior Senior l’ha conquistata il cattolichino Gustavo Giulio, con 38 punti. Nella speciale classifica dedicata ai possessori di un’auto BMW al primo posto si è piazzato Luca Sandrolini, da Bologna, che ha battuto per un solo punto il perugino Gianluca Merloni.

Mercoledì 20 luglio, in una giornata soleggiata ideale per il golf, si è tenuta la Jellow Jacket, gara stableford del circuito Cristian Events su 18 buche. Miglior Lordo è risultato Aureliano Piccolo, del golf club Villa Paradiso, in prima categoria maschile il testa a testa si è risolto per un punto a favore del riminese Paolo Valmirti che con 37 punti ha regolato lo score di Giuseppe Natali. In seconda categoria, proveniente dal golf club Casalunga, Pietro Serreli ha distanziato Marco Sebastiani, con 44 punti contro 39. In terza categoria, pur con punteggio pari, 37 punti, è stato Franco Eusebi a strappare la prima piazza a Michele Montesi, grazie alle migliori seconde 9 buche. Tra le Lady ha vinto la sammarinese Domenica Casali, mentre miglior Senior è risultato Daniele Ragni, giocatore del golf club Conero.

Le prossime gare. Sabato 30 TaylorMade Open Race to Marrakech, gara singola, 9 buche stableford a 3 categorie. Primo lordo e i primi netti di categoria accedono alla semifinale nazionale. Domenica 31 Martin Argenti Golf Challenge, gara singola, 18 buche stableford 3 categorie. L’agosto di gare del Riviera si inaugura mercoledì 3 con la Cream Jacket del circuito Cristian Eventsg, gara singola, 18 buche stableford a 3 categorie. Circuito con finale nazionale ed estera. Green fee e iscrizione gara prezzo agevolato.

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Hole in one di Marzio Raspugli alla Unopiù Trophy, vinta da Pietanesi e Fabbri

Riviera Golf - Mar, 19/07/2016 - 11:58

S. Giovanni in M. – E’ il sogno di ogni golfista dilettante, colpire la pallina dal tee di partenza e vederla rotolare in buca: hole in one! Un sogno che Marzio Raspugli, atleta senior di Pesaro in forza al Riviera Golf, ha coronato domenica 17 luglio alla buca 3, durante la Unopiù Golf Trophy, unico tra i 127 partecipanti. Prima di Raspugli, andando indietro nella storia del circolo marignanese, lo scorso anno Federico Pelliccioni fece lo stesso ma alla buca 6, mentre nel 2014 sempre alla buca tre Franco Pacassoni fece il tiro magico. Per Raspugli, oltre alla soddisfazione del colpo in uno, anche la vittoria della sua categoria, Senior, con 38 punti.

A vincere la 18 buche stableford sponsorizzata dalla Unopiù, nota azienda di arredi per esterni, è stato nella classifica Lordo il modenese Tommaso Fabbri, mentre nella classifica netta di Prima categoria è salito sul podio più alto il riccionese Federico Pietanesi, con 37 punti, seguito di misura da Mirko Orazi, giocatore del golf club Alpe della Luna, mentre la terza piazza è andata a Vincenzo Mancuso, di Montellabate.

In Seconda categoria doppietta dell’Avio golf di Monetgiorgio (Ap), con Cristian Lattanzi che sigla lo score con 43 punti, staccando di 4 punti il collega di circolo Andrea Fughetta, mentre conclude terzo il pesarese in forza al Riviera Alessandro Dionigi, fermatosi a 39 punti. In Terza categoria il podio più alto va al bolognese Matteo Ganassi, con 38 punti, che supera per la migliore performance nelle ultime il pur bravo Giuseppe Barberio, che ha siglato lo score al medesimo punteggio. Terzo di nuovo n atleta del Avio golf, Gustavo Girolami. Tra le Ladies, si conferma atleta di valore la pesarese Nicoletta Ricci, che batte le colleghe con 36 punti. I primi di categoria ed il primo lordo accedono alla finale nazionale al Royal Park I Roveri.

E’ stata organizzata da Cristian Events la seconda gara a 18 buche della settimana sportiva del Riviera Golf, la Pink Jacket, vinta come miglior lordo da Cristino Giorgetti, atleta di Santarcangelo che ha messo in fila tutti gli altri partecipanti con 26 punti. In Prima categoria si è imposta Agnese Zenobi, del Mia golf club di Piane (An), con 32 punti, che grazie a una miglior performance nelle ultime buche ha messo in fila il pari punteggio il cattolichino Domenico Parma.

La seconda categoria è andata a un altro atleta del Mia, Gianluca Basili, 41 punti, anche lui vincitore grazie al miglior gioco rispetto alla seconda piazza Maurizio Grandicelli, di San Clermente, che ha siglato lo score con il medesimo punteggio. La Terza categoria vede vincere il pesarese Igor Ottaviani, con 42 punti, che ha battuto di misura il modenese Ernesto Artioli Gnoli. Miglior Lady la “solita” Orietta Barocci, che con 32 punti inanella un’altra vittoria, mentre con 37 punti si aggiudica la categoria Senior l’atleta di Fano Daniele Longhini.

Sabato 16 è andata in scena la Taylor Made Road to Marrakech, gara a sole 9 buche ma che richiama numerosi aficionados di valore. A vincere la Prima categoria classifica netto è stato il giocatore di San Giovanni Valer Catalin Bria, che in quest’anno di impegno ha scalato tutte le categorie, lasciando per un solo punto la seconda piazza al cattolichino Pierpaolo Saioni, fermatosi a 17 punti. La Seconda categoria è stata appannaggio di Stefano Greganti, di Senigallia, irraggiungibile a 21 punti da Giampiero Ticchi, che pure ha concluso il percorso nel suo par: 18 punti. In terza categoria un pari merito, 14 punti, che però ha arriso alla migliore prova del misanese Alessandro Muccini, davanti al bolognese Romano Bernardoni.

Prossime gare. Grande attesa per l’appuntamento con la Bmw Golf Cup International 2016 – Stile Spa Car Point, che si giocherà domenica 24 sulla distanza di 18 buche. La ocmpetizione segue il regolamento BMW ed è valevole per il campionato sociale stableford. Martedì 26 il circuito dedicato ai neofiti, il T42 EGA Pure Golf Attitude, 9 buche stableford 2 categorie EGA: 26,5 – 36 / 37 – 54.

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«Le leve dell'impresa futura: dall'Outsourcing alla Contract Logistics», stato dell'arte, tendenze e aspetti contrattuali della logistica italiana al convegno organizzato da Target Sinergie a Riccione

«Uno dei principali falsi miti che circola nel mondo della logistica è che l'outsourcing venga fatto perché un'attività non è importante o centrale nella strategia di un'azienda. Nulla di più falso: la strategia aziendale è fatta di attività di core competence e di attività che sono coessenziali ma che possono essere svolte da partner di business, come può essere il caso della logistica fatta da operatori logistici». Damiano Frosi, project manager dell'Osservatorio logistico del Politecnico di Milano, esordisce così al convegno organizzato a Riccione dall'azienda riminese Target Sinergie, in collaborazione con Unindustria Rimini e Adaci, dal titolo «Le leve dell'impresa futura: dall'Outsourcing alla Contract Logistics» e moderata da Davide Zamagni, presidente di Target Sinergie.

Al ricercatore milanese fa eco il secondo relatore della giornata di studio, l'avvocato Gianvincenzo Lucchini, dello studio Lucchini Gattamorta e associati di Bologna: «Quando un'impresa decide di terzializzare un'area del proprio business è una cosa molto delicata, quando l'area da esternalizzare è la logistica, la delicatezza diventa quasi una criticità. Una logistica non adeguata è senz'altro in grado di porre nel nulla anche la produzione e il settore commerciale più smart e sofisticato. La società di successo ha la necessità assoluta di inserire nella propria catena del valore una capacità logistica di grande spicco. Non tutti ci riescono ed è il motivo per cui si cerca un partner che possa portare nella catena del valore una capacità logistica sofisticata almeno quanto è sofisticata la capacità industriale o commerciale dell'azienda stessa».

Alla platea balneare – il convegno è stato organizzato nell'inconsueta cornice della spiaggia di Riccione – fatta di imprenditori, manager e consulenti d'impresa, Frosi ha ricordato il valore del mercato dell'outsourcing logistico: «La logistica sta crescendo nel mercato italiano, parliamo del 2 – 3% negli ultimi sei anni, è un mercato che vale 80 miliardi, quindi non poco, di cui circa la metà in appalto. Il vero mercato, quello che le aziende danno all'esterno, l'outsourcing logistico, vale 43 miliardi di euro». Cifre importanti, dopo le quali Frosi ha puntato l'attenzione sull'evoluzione del settore. «Il trend di questo periodo è di affidare al fornitore di servizi logistici non solo le attività tradizionali come la movimentazione di magazzino, l'ultimo miglio e il trasporto, - ha detto il ricercatore del Politecnico di Milano - ma anche altre attività che tradizionalmente l'azienda normalmente gestiva in proprio. Esempi sono la gestione del fine linea produttivo, che viene dato a un partner logistico, l'approvvigionamento delle materie prime o dei semilavorati all'interno degli stabilimenti, il premontaggio e l'assemblaggio, così come la gestione delle scorte, affidata a terzi».

Frosi ha offerto uno sguardo alle tendenze più rilevanti, come l'ecommerce, «l'unico che cresce a doppia cifra», nel quale tutti i fornitori di servizi logistici stanno cercando di sviluppare un'offerta e al quale tutti i committenti stanno guardando. «Nel 2012, abbiamo mappato nel mondo Consumer circa il 6% delle grandi aziende italiane, nel 2016 siamo arrivati al 43%. Anche qui l'operatore logistico ha una grande importanza nella gestione di questa iniziativa che può essere molto strategica. Un altro esempio di outsourcing è il copacking, nel quale al fornitore logistico viene data la responsabilità di reimpacchettare la merce in caso di ricorrenze o promozioni: viene sempre più spostato a valle nella filiera e lo svolge sempre più spesso il fornitore di servizi logistici».

Gianvincenzo Lucchini si è poi addentrato nella parte legale del rapporto tra committenza e fornitore dei servizi di outsourcing in generale e di logistica in particolare, con le criticità che essa potrebbe comportare. Una disciplina «abbastanza semplice ma estremamente complicata. Semplice nel senso che esiste un contratto, tipico nel nostro ordinamento, complicata perché la legge non ci da un contenuto adeguato allo scopo: il contratto di appalto è stato pensato 70 anni fa per fare case, non certo quello di cui stiamo parlando. Se si vuole istituire e regolamentare un rapporto di questo tipo, nella trattativa per individuare la strategia comune tra committente e fornitore, si dovrà creare una piena coerenza tra il contenuto nelle trattative e ciò che viene trasposto nel contratto. Il contratto riporterà la descrizione analitica di ciò che accadrà nello svolgimento delle attività. Diventa da un lato la legge tra le parti, e dall'altro il manuale che disciplina in maniera puntuale ma pragmatica il rapporto tra committente e fornitore di servizi logistici».

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Scomparso Vittorio Tadei, fondatore del gruppo Teddy: il messaggio di cordoglio di Target Sinergie

Carissimi,

è un giorno di dolore ma anche di letizia. Tutta la vita di Vittorio ci ha indicato una strada e noi con voi siamo grati di questo dono. Abbiamo sempre guardato a Vittorio come uomo, cristiano, imprenditore e abbiamo cercato di imparare da lui questa capacità di essere sempre uno davanti alla realtà anche la più complessa. Lui ha raggiunto la sua meta. A noi rimarrà il dolore di un'assenza e la speranza di un nuovo incontro.

Mimmo e gli amici della Target

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Il sammarinese Pelliccioni vince la Mercedes Benz Dreamcars, Giorgetti la Golf & Go

Riviera Golf - Mer, 13/07/2016 - 17:13

Golf e motori è l’accoppiata di maggior successo, al Riviera Golf, lo dimostra l’alta partecipazione alla gara intitolata alla Mercedes Benz Dreamcars, promossa dalla concessionaria Luxcar di Rimini e Pesaro: 135 i partecipanti alla prova stableford a 18 buche, a tre categorie, più la speciale dedicata ai possessori di auto della casa di Stoccarda, giocatasi domenica 10 luglio.

E’ un sammarinese, Federico Pelliccioni, a conquistare la classifica lorda, primeggiando sui 135 partecipanti con 35 punti. Nella classifica netta di Prima categoria si è imposto invece Sauro Reali, cesenate in forza al Riviera che ha concluso la prova a 43 punti. Il podio di categoria è stato completato da Andrea Ricci, di Pesaro, con 41 punti, mentre al terzo posto, con il medesimo punteggio ma con minori performance nelle ultime buche, è stato il fanese Cristian Currenti.

Il campione delle piste automobilistiche Gianni Morbidelli si rivela anche campione sui green: è sua infatti la prima piazza nella Seconda categoria. Il pilota pesarese infatti ha superato Giorgia Piccini, atleta di Mercatello sul Metauro, che ha ottenuto lo stesso punteggio, 42 punti, ma è stata meno performante nelle ultime buche, mentre terzo si è piazzato il cattolichino Marco Sebastiani, con 39 punti. In Terza categoria sono di nuovo due atleti marchigiani a contendersi la prima e la seconda piazza, Michele Colio, di Pesaro, strappa per un punto la prima piazza al conterraneo Marco Alberti, fermatosi a 40 punti, terzo il cattolichino Franco Ariani, a 38 punti. Tra le lady, di nuovo al primo posto Consuelo Vagnini, mentre è Giampiero Santucci a vincere tra i senior. Nella speciale classifica dedicata ai possessori Mercedes è il sammarinese Andrea Giacomini a salire sul gradino più alto del podio, battendo di misura il bolognese Alberto Cassano, fermatosi a 37 punti, terza piazza invece per Michele de Zio, da Porto Recanati, con 35 punti.

Sabato 9 luglio si è giocata invece la tappa del Riviera del circuito Golf & Go, formula organizzata dalla Dogleg srl sulla distanza di 18 buche stableford e valida per raggiungere la finale internazionale dell’Omega Dubai Desert Classic. In vetta alla classifica Lorda si è attestato l’atleta di Santarcangelo Cristino Giorgetti, con 29 punti, mentre il primo netto in Prima categoria è risultato Tristano Tamagnini: il riccionese ha firmato il suo score a 35 punti, battendo con una miglior performance nelle buche finali il pari punti Matteo Puglia, atleta del golf club San Valentino di Castellarano (RE).

In Seconda categoria Claudio Orciani, di Fano, ha superato di misura il riccionese Gilberto Schilirò, mentre in Terza categoria da Fano Franco Eusebi ha battuto con 39 punti il giocatore del golf club Castel San Pietro Terme Mauro Bellamio. Orietta Barocci si conferma lady di talento guadagnando la prima piazza di categoria, mentre va a un atleta di Salsomaggiore, Riccardo Virga, la prima piazza della categoria senior.

Prossime gare. Sabato 16 si scende in campo con la Taylormade Open race to Marrakech 9 buche stableford 3 categorie con il primo lordo e i primi netti di categoria che accedono alla semifinale nazionale. Domenica 17 la Unopiù Golf Trophy 2016, 18 buche stableford 3 categorie. Martedì 19 una 9 buche dedicata sopratutto ai neofiti, la T42 Ega Pure Golf Attitude 2016, mentre mercoledì 20 torna il circuito Yellow Jacket promosso da Cristian Events, gara a 18 buche stableford, circuito con finale nazionale ed estera. Green fee e iscrizione gara prezzo agevolato.

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Le leve dell'impresa futura: dall'Outsourcing alla Contract Logistics.

In principio era “esternalizzare per ridurre i costi”. Oggi, l'orizzonte è la Contract Logistics: la logica dei tagli è stata superata e flessibilità, variabilizzazione dei costi, snellimento della struttura aziendale, riduzione dei rischi d'impresa, sono diventati i fattori strategici. E' un’evoluzione in atto e, come per ogni evoluzione, ci sono molti ‘‘come’’, molti ‘‘perché’’, varie regole e buone prassi. E' il tema dlelal tavola rotonda in riva al mare "Le leve dell'impresa futura: dall'Outsourcing alla Contract Logistics".

Target Sinergie insieme a Confindustria Rimini e ADACI hanno organizzato un seminario “balneare” sulla Contract Logistics: L’evento si svolgerà il 12 luglio a partire dalle ore 18.30 presso LE PALME Beach Club, in via Lungomare Libertà, stabilimento balneare n° 88-89 a Riccione (RN). In uno scenario stimolante, Damiano Frosi (Project Manager dell’Osservatorio Contract Logistics del Politecnico di Milano) e Gianvincenzo Lucchini (avvocato dello studio legale Lucchini Gattamorta e Associati di Bologna e collaboratore della LUISS, Eni University e Bologna Business School), dialogheranno con imprenditori, manager e dirigenti d'impresa, portando le proprie esperienze e case histories, moderati da Davide Zamagni (presidente Target Sinergie, Contract Logistics & Facility Management).

Per adesioni fare riferimento a Barbara Pifferi, bpifferi@targetsinergie.com, tel. 0541 796462 - Fax 0541 796450 Target Sinergie Rimini

Seguirà aperitivo in spiaggia servito da Hotel Lungomare accompagnato da lounge music.

L’evento si svolgerà il 12 luglio a partire dalle ore 18.30 presso LE PALME Beach Club, in via Lungomare Libertà, stabilimento balneare n° 88-89 a Riccione (RN)

Vista la disponibilità limitata, le adesioni termineranno entro il 8 luglio

Allegati:  Scarica modulo_adesioni_tavola_rotonda_mare.pdf (112.51 KB) leve_impresa_futura_contract_logistics.jpg Eventi Notizie Logistica
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Concezione della soggettività in Enrique Pichon-Rivière

Scuola di prevenzione José Bleger Rimini - Gio, 23/06/2016 - 13:33

di Gladys Adamson

(Gladys Adamson è direttrice della ‘Escuela de Psicologia Social’ di Buenos Aires e discepola diretta di Enrique Pichon-Rivère. Il titolo originale dell’articolo è “Concepcion de la subjectividad en Enrique Pichon-Rivière” e la traduzione dallo spagnolo è ad opera di Lorenzo Sartini.

 

Il tema che ci convoca è “Soggettività e Interazione verso il Nuovo Millennio”. La mia riflessione parte dall’ECRO di Enrique Pichon-Rivière e vorrei prima proporre la concezione della soggettività di E. Pichon-Rivière.

1) In primo luogo, la soggettività, per E. Pichon Rivière è di natura sociale. Lo è in riferimento a ciò che già Freud propose in “Psicologia delle masse e analisi dell’Io”, nel senso che “Nella vita psichica del singolo l’altro è regolarmente presente come modello, come oggetto, come soccorritore, come nemico”[1]. L’altro sociale è sempre presente nell’orizzonte di ogni esperienza umana. E. Pichon Rivière parte da una controversia radicale: “Il soggetto non è solo un soggetto in relazione, è un soggetto prodotto. Non c’è niente in lui che non sia il risultato della interazione tra individui, gruppi e classi”[2]. Questo significa che non c’è niente nel soggetto che non implichi la presenza dell’altro sociale, acculturato. Pertanto colloca la costituzione della soggettività in una dimensione interazionale simbolica.
L’essere umano manca di qualsiasi facoltà o meccanismo istintivamente acquisito che gli faciliti l’adattamento all’ambiente, al territorio, o stabilisca risposte fisse agli stimoli del suo habitat. In questo senso l’uomo è l’unico mammifero superiore che crea la natura alla quale si adatterà. Questa produzione sociale culturale è presa come natura perché precedente alla nascita del soggetto.

2) La soggettività è, allo stesso tempo, singolare e emergente delle trame vincolari che la trascendono e con le quali mantiene una relazione di produttore e prodotto. Dice E. Pichon Rivière: “il contrasto che più sorprende lo psicoanalista nell’esercizio del suo compito consiste nello scoprire, con ciascun paziente, che noi non siamo di fronte ad un uomo isolato, bensì di fronte ad un emissario, e capire che l’individuo come tale non è solo l’attore principale di un dramma che cerca chiarificazione attraverso l’analisi, ma anche il portavoce di una situazione” [3].

Per E. Pichon Riviere la soggettività si costituisce nelle strutture vincolari che la trascendono e che concettualizza in termini di ambiti gruppali, istituzionali e comunitari. Queste strutture sono autonome e interdipendenti allo steso tempo. Quando nel 1946 scrive sull’Opera del Conte di Lautremont intende la sua soggettività formata non solo dall’emergere nelle vicissitudini della sua struttura familiare-edipica, ma anche dal fatto di trovarsi a Montevideo (dal 1843 al 1851). “Durante i primi 5 anni aveva sentito storie di sgozzamenti, smembramenti, le cui vittime erano spesso amici di suo padre”[4].

3) La soggettività è concepita come un sistema aperto al mondo e, pertanto, sempre in via di strutturazione. È una Gestalt-Gestaltung (corrisponde a uno strutturalismo genetico). Non costituisce una strutura chiusa nello stile di Humpty Dumpty di “Alice nel paese delle meraviglie”, tuttavia la sua unica possibilità è strutturarsi con il mondo. E. Pichon-Rivière intende il soggetto in una doppia dialettica: intrasistemica e intersistemica. La soggettività non è un’interiorità. Neppure, questo soggetto, vale solo per la sua esteriorità. Il soggetto dell’ECRO pichoniano è un soggetto inteso nella sua verticalità però decentrato nel vincolo, che parla al di là di se stesso e produce socialmente, sempre, con un altro imprescindibile.

4) La soggettività per Pichon-Rivière si gioca nel dentro-fuori e nell’interno-esterno. Questo posizionamento soggettivo ha semplicemente a che vedere con la sua concezione di salute che implica un soggetto conoscente. Il processo di socializzazione è concepito da Pichon-Rivière come un lungo processo di apprendimento che dà luogo alla formazione, in ciascuna soggettività, di uno schema di riferimento che denomina anche “apparato per pensare la realtà”. Questo concetto dà conto di una struttura soggettiva che, prodotto della socializzazione, determina la riproduzione inconscia che il soggetto esegue delle relazioni sociali che lo hanno plasmato. Lo ‘schema di riferimento’ è ciò che dà conto della riproduzione delle condizioni di esistenza che il soggetto compie, riproduzione, anche, delle situazioni di sfruttamento e di assoggettamento.
Questo ‘apparato per pensare’ ci permette di percepire, distinguere, sentire, organizzare e operare nella realtà. Partendo da un lungo processo di identificazioni con le caratteristiche delle strutture vincolari nelle quali siamo immersi, costruiamo questo schema di riferimento che stabilizza una determinata concezione di concepire il mondo che, altrimenti, emergerebbe nella sua condizione di eccesso, incomprensibilità e caos. Questa conformazione dello schema di riferimento lo effettua una soggettività attiva, anche produttrice delle sue condizioni di esistenza. Questa soggettività implica che il soggetto pensi, senta e modifichi il contesto. Questa condizione attiva trasformatrice permette che la riproduzione che compie l’essere umano della struttura sociale che lo produsse non possa essere mai testuale. Si riproduce sempre, sebbene con minime trasformazioni. Questo porta E. Pichon-Rivière a pensare la metafora della spirale per rendere conto di questa caratteristica in cui la ripetizione o riproduzione “sembra uguale, ma non è uguale”.
La struttura sociale esterna in tutti gli ambiti intermediari diviene una struttura soggettiva mediante lo schema di riferimento. Qui, il grande mediatore è il concetto di vincolo. L’origine etimologica della parola vincolo è “legame” e credo che sia stato eletto da E. Pichon-Rivière come la condizione materiale della nostra costituzione soggettiva. I vincoli umani sono le strutture che permettono e effettuano il “legame” dell’essere, che nasce aperto al mondo, con impulsi aspecifici, in un campo simbolico, ovverosia la cultura, nel tempo storico sociale che ha vissuto. Vincolo è una struttura sensibile, affettiva, ideativa e di azione che ci unisce, ci “lega” all’altro essere con il quale il soggetto si identifica. L’identificazione non è posta come identificazione ad un’immagine, bensì a una caratterstica della struttura vincolare che include modelli di significazione sensibili, affettivi, ideativi e di azione che il soggetto successivamente riproduce.
Il vincolo è ciò che media e permette l’inserimento del soggetto nel campo simbolico della società. Il vincolo è una struttura bifronte, ha una faccia interna ed una esterna. La soggettività è intesa da E. Pichon-Rivière come una “vera e propria selva di vincoli”.
Dice E. Pichon-Rivière: “Lo schema di riferimento è l’insieme di conoscenza, di attitudini che ciascuno di noi ha nella sua mente e con le quali lavora in relazione con il mondo e con se stesso” (“Applicazioni della Psicoterapia di gruppo”, 1957, e in “Tecnica dei gruppi operativi”, 1960). Partiamo dalla base della “preesistenza in ciascuno di noi di uno schema di riferimento (insieme di esperienze, conoscenze e affetti con i quali l’individuo pensa e agisce)”[5]. Questo schema di riferimento è ciò che permette al soggetto di possedere modelli di sensibilità, modi di pensare, sentire e fare nel mondo e che segnano il suo corpo in una certa maniera. È la sua tendenza alla ripetizione che offrirà resistenza al nuovo, agli stimoli (idee o esperienze) che tendono a destrutturarlo. Queste vicissitudini sono essenziali per pensare una soggettività inserita in una società moderna.

5) La concezione di soggettività in E. Pichon-Rivière è quella della soggettività moderna. È qui, dove appare E. Pichon-Rivière nella sua condizione di genio che, nella decade degli anni ’60, anticipa problematiche che, solamente a partire dagli anni ’70 e ’80, sarebbero apparse come problematiche egemoniche nel campo intellettuale delle Scienze Sociali. Negli anni ’60 E. Pichon-Rivière suggeriva che dobbiamo pensare alla soggettività nella sua condizione moderna e alla società come struttura in continuo cambiamento e che tende alla frammentazione dei significati sociali[6]. Per questo sosteneva che così come abbiamo necessità di uno schema di riferimento, un sistema di idee che guidi la nostra azione nel mondo, abbiamo necessità che questo sistema di idee, questo apparato per pensare, operi anche come un sistema aperto che permetta la sua modificazione. È l’interrelazione dialettica mutuamente trasformatrice con l’ambiente ciò che guiderà la ratificazione o la rettificazione del quadro di riferimento soggettivo. Ma E. Pichon-Rivière non concepisce le modificazioni dello schema di riferimento come una rinuncia, bensì come le modificazioni necessarie per un adattamento attivo alla realtà affinché, davanti ai cambiamenti del contesto, i desideri ed i progetti continuino ad essere possibili. La strategia soggettiva non sorgerebbe inconsciamente come prodotto di uno schema di riferimento che riproduce le condizioni della sua formazione, ma, al contrario, la concepisce come una strategia che possiede la direzione di un progetto,  e che ha una autonomia che si prospetta in una relazione  trasformabile in maniera reciproca con il suo contesto. In sintesi: ogni schema di riferimento è inevitabilmente proprio di una cultura in un momento storico-sociale determinato. Siamo sempre emissari ed emergenti della società che ci vede nascere. Ogni schema di riferimento è, contemporaneamente, produzione sociale e individuale.
È costruito attraverso vincoli umani e riesce a trasformarci, noi che costituiamo soggettività che producono e riproducono la società in cui viviamo. Enrique Pichon-Rivière ci mette di fronte la sfida di pensarci come soggetti, contrassegnati dal cambiamento, inseriti in una società che, lo stesso, si modifica continuamente e che, attualmente, è stata definita come “contesto di turbolenza” (Mario Robirosa). Questo ci obbliga a pensare il soggetto e la società in condizioni di creazione e mutabilità. E. Pichon-Rivière riscatta così la nostra condizione di creatori. Perché non concepisce alcun sistema come chiuso e prodotto ‘per sempre’, perché tutti i sistemi, il soggetto, i gruppi, le istituzioni, i quadri teorici, l’ECRO sono aperti ai cambiamenti, i quali, inesorabilmente, ci presentano la società nella sua condizione di modernità.

6) La soggettività, così come la concepisce Pichon-Rivière, è quella che si fa presente nel Gruppo Operativo. Quella soggettività concepita nella sua verticalità, la sua storia unica e singolare, ma che è immersa in una struttura contrassegnata dal faccia a faccia e dalla presenza corporale multipla, con una logica interattiva e di produzione sociale. È il soggetto produttore e prodotto delle strutture cognitive, affettive e di azione o di presa di decisione che emergeranno nelle condizioni di produzione congiunta.

Società:
Cos’è la società per Pichon-Rivière? In “Psicologia de la vida cotidiana” fa riferimento, in numerose occasioni, alla moderna organizzazione industriale.
Starebbe riferendosi, qui, alla società, fondamentalmente, come modo di produzione.
Ma una società non potrebbe formare una struttura soggettiva come lo schema di riferimento in ciascun soggetto se non fosse concepita come una struttura simbolica.
Se la società è, fondamentalmente, una cultura determinata, può essere intesa come un ordito di significati che ciascuna società produce mediante la creazione congiunta, e che stabilisce cos’è un uomo, cos’è una donna, cos’è lo Stato, cos’è Dio, cos’è il lavoro, cos’è il peccato, la virtù, ecc. ecc. Così come segnala Castoriadis[7].
Ogni società ha strutture oggettive esterne come: a) il proprio modo di produzione e i suoi rapporti di produzione (che corrispondono a come si stabilisce la distribuzione dei mezzi materiali e dei modi di appropriazione di questi beni e valori sociali); b) la sua cultura, le sue ideologie, la sua religione, ecc.
Ogni società ha una determinata organizzazione economica che corrisponde al suo modo di produzione e ai suoi rapporti di produzione, e ha una determinata struttura sociale e ideologica che, sostiene Castoriadis, costituiscono un ordito di significazioni immaginarie sociali.
Ma la società non è solo un insieme di significazioni, poiché queste significazioni sono articolate attraverso certe modalità di relazione e corrispondono a strutture vincolari interrelate, precisamente, all’ambito di cui si tratta.
La società non è costituita, per Pichon, da strutture progettate linguisticamente, bensì, essenzialmente, da relazioni vincolari[8] che includono il linguaggio. Sono relazioni simboliche che includono rapporti di potere, rapporti economici, rapporti tecnologici. Questa concezione della società è presente nel suo libro “Psicologia de la vida cotidiana”.
La società non è un blocco omogeneo, né agisce come un tutto. Sempre la società, come tutta la realtà, ci si presenta frammentata. Al fine di oggettivarla E. Pichon-Rivière la concepisce spazialmente, per cui, parlando di soggettività, dobbiamo pensarla come emergente da un determinato gruppo, in rapporto a determinate istituzioni che si trovano in un certo contesto comunitario, che ha una certa cultura particolare. È una nozione molto vicina alla concezione topologica della società in Pierre Bordieu e alla concezione, di questo stesso autore, di campo sociale. La società è distinta in campi, per P. Bordieu[9], quali il campo economico, quello politico, quello del potere, quello culturale, ecc.
Nel nostro paese è essenziale distinguere le culture particolari presenti nella società, sebbene le integriamo in una cultura globale.
Il concetto di schema di riferimento è quello che dà conto della soggettivazione della società. È ciò che spiega il fatto che ogni società ha necessità di costruire una soggettività che a sua volta la riproduca. Ogni società, quindi, si assicura una minima universalizzazione di modelli per percepire la realtà, modi di organizzarla, di valutarla, modelli di reagire affettivamente e modelli di fare, di operare davanti alle problematiche che ci presenta il mondo.

La logica formale classica:
La logica formale classica si divide in due rami: la sintassi e la semantica.
La sintassi contiene i simboli con i quali si costruisce la logica delle proposizioni. Per esempio, “4 è divisibile per 2” si rappresenterà con lettere. Un’intera proposizione può essere rappresentata da una lettera. Per esempio, “Socrate è mortale” si rappresenta con “p”. Ci sono formalizzazioni per rappresentare le operazioni proposizionali. Per esempio, la negazione: “-” ; la congiunzione “&”, l’equivalenza “=”.
Il ramo della semantica si avvicina al senso, al fatto che i simboli abbiano un valore di verità o falsità e non ci sia un termine medio: “8 è divisibile per quattro” è vero; “8 è divisibile per cinque” è falso. In una sola proposizione ci sono solo due opzioni: o la proposizione è falsa o la proposizione è vera. La ‘Legge del terzo escluso’ implica che ci sono solamente due opzioni “p o non p”. La ‘Legge di non contraddizione’ “non si dà il caso di p e non p”.

Logiche inconsistenti
Le logiche inconsistenti sono respinte dalla logica formale classica e la ragione è semplicemente perché, partendo da una contraddizione, non si può dimostrare se qualcosa sia vero o falso. Nelle logiche inconsistenti si ammettono le proposizioni che sono vere o false ma accettano anche la presenza di antinomie: stabilire che una proposizione può essere allo stesso tempo vera o falsa. Si ammette che ci siano proposizioni complesse che hanno due valori.
Già, gli antichi greci avevano sollevato antinomie, come quella famosa di Epimenide che disse: “La proposizione che sto enunciando ora è falsa”. Se questa proposizione è vera deve essere falsa. Al contrario, se dico che è falsa, allora è vera.
F. Nietzsche: “Il fatto che un giudizio sia falso non costituisce, nella nostra opinione, una obiezione contro quel giudizio”“per principio, noi siamo inclini ad affermare che i giudizi più falsi sono, per noi, quelli più indispensabili…”, “… il non vero è la condizione della vita…” e la verità è “il tipo di errore senza il quale l’uomo non può vivere”.
Ci sono proposizioni che possono avere due valori di verità. Per esempio, dire “non è vero che la proposzione che sto enunciando ora è falsa”.
La logica della vaghezza (fuzzy) include le antinomie. Ha a che vedere con il fatto che le parole sono vaghe. La logica della vaghezza la definì il matematico Menger, ma chi la sviluppò fu un logico statunitense chiamato Zadeh. Per esempio: “Maria è cattiva”; però, Maria è cattiva tutto il tempo? E non ha mai avuto tratti di gentilezza e mai ne avrà?
La logica della vaghezza è una prova che la logica concreta è inconsistente, contraddittoria.

Soggettività e logica inconsistente:
Ho trovato interessante prendere il concetto di soggettività di E. Pichon-Rivière e pensarla dal punto di vista della moderna logica inconsistente.
È una concezione di soggettività pensata in accordo a una logica inconsistente. Perché? Perché include il paradossale, l’antinomico. La soggettività è concepita come un sistema aperto, incompiuto, che non è un Tutto. Allo stesso tempo, è un Tutto che non è un Uno, è una unità del molteplice, è un campo complesso, antinomico, con multiple contraddizioni che non si risolvono né si sintetizzano, prodotta in condizioni né di esterno, né di interno, ma di estimità (questa felice condensazione proposta da Lacan). È una struttura, però non lo è: è un facendosi, uno strutturandosi. Una Gestalt-Gestaltung, come segnala lo stesso E. Pichon-Rivière. È una struttura che cambia ma allo stesso tempo è la stessa.
Le soggettività non sono parte di un tutto che sarebbe la società e dove è possibile ricostruire il tutto per somma delle sue parti. Ciasun soggetto è una parte totale della società (C. Castoriadis). È un universale che solamente nel singolare esiste.
È una soggettività che è determinata, però è impredicibile. Si esprime e si occulta allo stesso tempo. Si trova nel presente, nel qui ed ora, però allo stesso tempo è tutta la convergenza del suo passato ed è anche l’anticipazione del suo futuro.

Soggettività e interazione verso il nuovo millennio:
Consideriamo che la Società è il contesto quadro dove troviamo la chiave della costituzione della soggettività. Questa stessa Società crea forme e modelli di interazione tra i soggetti che la integrano.
La Nostra Società si è formata partendo da due immaginari sociali eterogenei, così come segnala C. Castoriadis: 1) l’immaginario sociale democratico, caratterizzato dagli ideali e dai modelli di uguaglianza di fronte alla legge, solidarietà, autonomia, partecipazione, trasparenza, possibilità di autocritica, il modello di etica e di soddisfazione personale come partecipazione sociale e 2) l’immaginario sociale capitalista, caratterizzato dalla competenza, l’individualismo, il trionfo del più forte, la guerra simbolica dei mercati, la volontà di spostamento dei concorrenti, il modello di felicità come realizzazione materiale individualista.
La nostra società attuale si caratterizza per l’avanzamento dell’immaginario capitalista sopra a quello democratico. Questo ha prodotto l’avanzamento dell’interese individuale e privato su quello pubblico, insieme ad un ideale di edonismo come proposta di esistenza. La ricerca di una felicità riservata all’ambito privato delle persone, a detrimento di un modello di felicità legata a forme organizzative di partecipazione sociale. Si deve solo ricordare ciò che significava la partecipazione dei cittadini nell’organizzazione della polis, per gli antichi greci, per vedere la differenza di questi due ideali sociali. Il nostro mondo attuale si caratterizza per la ricerca di profitto e per l’impero di una logica predatoria che invade le relazioni sociali che, fino a poco tempo fa, non erano soggette a ‘prezzi’. Per esempio, l’azione della Giustizia non aveva prezzo, o le strategie dei partiti politici che oggi sono soggetti alle condizioni di ‘negoziazione’ (sarebbe questo: “cosa mi dai se io voto affermativamente nel Parlamento”). Questo dimostra un processo di ‘mercantilizzazione’ che colpisce profondamente i rapporti ed i cittadini. Come segnala Eduardo S. Bustelo Graffigna: “la società si svuota di società”.
Marshall Berman sostiene che lasciare la logica del mercato che guida le questioni sociali è come “mettere un motore cieco alla storia”. Ma è anche peggio un motore cieco che non sappia dove sta andando. La Legge del mercato, si sa dove va. Fallisce sempre a favore dei più forti. I risultati delle ultime decadi sono una prova di questo. La ricchezza è andata distribuendosi con iniquità progressiva. Il modello della nostra società capitalista è l’uomo economico, pragmatico, utilitaristico, infallibile e vincente, ricco, bello, sportivo, arrogante, dominatore e sicuro. Questo è l’eroe capitalista.
La disuguaglianza sociale ha un carattere centrale, pubblico e essenzialmente politico. La politica è stata svuotata di preoccupazioni comuni e hanno ridotto gli spazi democratici di partecipazione e di legittimità della lotta per invertire questo processo.
Il principale problema sociale è il livello di iniqua distribuzione del reddito e della ricchezza. Il processo di comncentrazione di ricchezza continua aumentando il divario. La politica sociale tradizionalmente è sempre stata legata alla possibilità di raggiungere livelli più elevati di uguaglianza sociale, la costruzione di una cittadinanza partecipativa e di una giustizia distributiva.
La responsabilità consiste nel fare avanzare il processo di espansione dei diritti di cittadinanza e di responsabilità. Questa responsabilità interessa le Organizzazioni della Comunità poiché il loro lavoro consiste nel cercare forme organizzative che facciano crescere la cittadinanza con progetti che aprano nuove possiblità per la lotta per l’uguaglianza. L’espansione della democrazia è l’obiettivo delle nuove lotte per la costruzione della cittadinanza. La democrazia non è solamente una forma di governo, bensì è essenzialmente una sorta di società nella quale esiste un insieme di rapporti di reciprocità e di solidarietà tra i membri che la compongono. La Democrazia è ancora in evoluzione.
Che cosa ci attendiamo dalla Democrazia nel nuovo secolo (non oso dire il nuovo millennio). Una Democrazia partecipativa, attiva e non formale. Questo significa che le nostre istituzioni trovino la propria strada nell’attenzione al cittadino (attualmente il povero cittadino sembra un mercato vincolato e la sua unica opzione è quella di essere sfruttato da uno Stato vorace), il funzionamento indipendente dei poteri, specialmente la autonomia della magistratura, una maggior partecipazione dei cittadini negli organi legislativi, trovare nuove forme nelle quali i cittadini deliberino sulla società, la creazione di nuovi meccanismi di controllo delle decisioni dei poteri, ecc., il controllo della correttezza, l’etica dei funzionari pubblici.
Non solo democratizzare l’educazione e l’accesso a eguali opportunità per competere, bensì democratizzare l’economia, questa è la sfida storicamente maggiore. Per questo è indiscutibile che la politica debba rendere i mercati governabili.
Lo Stato si è trasformato nella nuova Nobiltà per il godimento dei privilegi “legittimi”, istituiti dallo Stato medesimo. La funzione pubblica si è trasformata nel negozio privato di ciascun funzionario. Questo, porta i giovani a identificare la politica con pratiche delittuose e corrotte.
Gli obiettivi, allora, per il prossimo secolo, sono il raggiungimento di un’uguaglianza nella distribuzione dei beni sociali, non solamente beni materiali economici, ma beni in termini di educazione, salute, cultura, espansione, libertà, autonomia. Che i diritti sociali siano equamente distribuiti.
L’espansione della democrazia significa l’espansione della cittadinanza partecipativa. La democrazia è la sola che può contrapporsi al sistema di disuguaglianze che impone il sistema capitalista. Costruire una società più egualitaria per l’approfondimento della democrazia, dei suoi meccanismi e delle sue istituzioni.
Il Lavoro Comunitario deve preservare l’obiettivo di legittimare, rafforzare i vincoli, i meccanismi e le forme organizzative democratiche tra la popolazione senza distinzioni di età, sesso, razze, religioni, cultura, ecc. L’obiettivo è di legittimare le forme organizzative democratiche non solamente come forme rappresentative o simboliche bensi nell’azione. Che la popolazione con meno beni sociali (e che vive ancora in una società disciplinare esercitata per mezzo di una violenza simbolica e fisica) possa autodisciplinarsi, pensarsi e organizzarsi in funzione dei suoi diritti, delle sue necessità e delle sue proprie risorse sociali.
È un modo di esercitare un contro-potere, una resistenza al potere che ha instaurato il privilegio dei potenti stabilendo una scandalosa e progressiva iniquità sociale.
Nelle parole di Pierre Bordieu, si tratta di lavorare in funzione di un “utopismo razionale applicando la conoscenza del probabile per promuovere l’avvenire possibile”.

Note:

[1] S. Freud: “Psicología de las Masas y Análisis del Yo” Obras Completas. Ed. Amorrortu

[2] V. Zito Lema: Cap. VI de “Conversaciones con Enrique Pichón Riviere” Ed. Nueva Visión.

[3] E. Pichón Riviere: “La Psicología Social” de “Psicología de la vida cotidiana” Ed. Nueva Visión

[4] E. Pichón Riviere: “El Proceso Grupal” Ed. Nueva Visión

[5] E. Pichón Riviere: “El Proceso Grupal” Ed. Nueva Visión

[6] “Engranaje y Envoltura” de “Psicología de la vida cotidiana” Ed. Nueva Visión, 1966: “Una società stabile permette all’individuo di riconoscersi attraverso una serie di funzioni fisse che agiscono come specchi che gli danno un volto. Ma oggi quegli specchi, come un sinistro parco di divertimento, restituisce un’immagine distorta e irriconoscibile. La confusione dei ruoli sociali, che preoccupa tanto l’uomo come la donna, il fallimento di stereotipi di pensiero e di condotta, l’incertezza su un destino imprevedibile, portano ad una situazione critica e angosciante che esige di essere chiarita.”

[7] C. Castoriadis: “Lo imaginario: la creación en el dominio históricosocial” de “Los dominios del hombre: las encrucijadas del laberinto” Gedisa editorial 1988. Castoriadis stabilisce una diferenza importante tra l’immaginario sociale efficace che è quello che tende a riprodurre gli istituiti sociali e l’immaginario sociale radicale che tende alla sua trasformazione per creare l’istituente.

[8] Karl Marx nei “Grundrusse” scrive: “La società non si ciompone di individui; esprime la somma dei vincoli e dei rapporti in cui sono inseriti gli individui”.

[9] Il Campo di Pierre Bordieu è composto da un insieme di relazioni storiche oggettive tra le posizioni ancorate in certe forme di potere o del capitale, che siano queste economiche, simboliche o sociali. Il Campo è simultaneamente uno spazio di conflitto e di competizione.

Bibliografia:

E. Pichón Riviere: “El Proceso Grupal” Ed. Nueva Visión. 1985
E. Pichón Riviere: “Psicología de la vida cotidiana” Ed. Nueva Visión. 1985
V. Zito Lema: “Conversaciones con Enrique Pichón Riviere” Timerman Editores. 1976
S.Freud: “Psicología de las Masas y Análisis del Yo” Amorrortu editores. Tomo XVIII. 1979
J. Corominas: “Diccionario Crítico etimológico de la lengua castellana” Editorial Gredos. Madrid. 1974
C.Castoriadis: “Los dominios del hombre: las encrucijadas del laberinto” Gedisa editorial 1988.
Pierre Bourdieu: “Razones practicas” Editorial Anagrama. 1977
Pierre Bourdieu y Loic J.D. Wacquant: “Respuestas.”Por una antropología reflexiva”Ed. Grijallbo. 1995
Florencio González Asenjo: “Lógicas Inconsistentes” Edita EOL. 1998
Graciela Cardarelli y Mónica Rosenfeld: “Las participaciones de la pobreza” Paidos. 1998
Marshall Berman: “Todo lo sólido se desvanece en el aire” Ed. Siglo XXI

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Il segreto del mondo: Paradisi fiscali e riciclaggio

Lo Studio GRASSI BENAGLIA MORETTI vuole segnalare un evento giornalistico che si terrà venerdì 24 giugno 2016 a Riccione, in Piazzale Ceccarini, nell’ambito del DIG AWARDS. Si tratta di una conferenza che esaminerà il tema dei paradisi fiscali, più volte indagato da grandi inchieste giornalistiche  condotte da reporter di tutto il mondo. I grandi evasori usano società offshore e conti segreti in Paesi compiacenti per nascondere fondi neri e riciclare denaro sporco. Al DIG Festival un gruppo di esperti di crimini finanziari discute di questo fenomeno sempre più attuale insieme a Hervé Falciani, l’informatico che ha contribuito alla condanna di centinaia di evasori internazionali diffondendo i dati di oltre 130.000 conti segreti della HSBC Private Bank di Ginevra. Da quelle rivelazioni è nata Swiss Leaks, la maxi-inchiesta del Consorzio internazionale dei giornalisti investigativi (ICIJ) che ha svelato un giro di evasione superiore ai 180 miliardi di euro. All’incontro prende parte anche Marcos García Rey, uno dei reporter dell’ICIJ impegnati nella colossale inchiesta Panama Papers: uno scandalo senza confini che coinvolto più di quaranta capi di governo, dall’Islanda all’Arabia Saudita, dalla Russia all’Argentina. 
L’evento ha ottenuto anche il riconoscimento dell’Ordine dei Dottori Commercialisti di Rimini che l’ha inserito nell’ambito della formazione professionale obbligatoria dei propri iscritti.

 

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Lo Studio GRASSI BENAGLIA MORETTI vuole segnalare un evento giornalistico che si terrà venerdì 24 giugno 2016 a Riccione, in Piazzale Ceccarini, nell’ambito del DIG AWARDS. Si tratta di una conferenza che esaminerà il tema dei paradisi fiscali, più volte indagato da grandi inchieste giornalistiche  condotte da reporter di tutto il mondo. I grandi evasori usano società offshore e conti segreti in Paesi compiacenti per nascondere fondi neri e riciclare denaro sporco. Al DIG Festival un gruppo di esperti di crimini finanziari discute di questo fenomeno sempre più attuale insieme a Hervé Falciani, l’informatico che ha contribuito alla condanna di centinaia di evasori internazionali diffondendo i dati di oltre 130.000 conti segreti della HSBC Private Bank di Ginevra. Da quelle rivelazioni è nata Swiss Leaks, la maxi-inchiesta del Consorzio internazionale dei giornalisti investigativi (ICIJ) che ha svelato un giro di evasione superiore ai 180 miliardi di euro. All’incontro prende parte anche Marcos García Rey, uno dei reporter dell’ICIJ impegnati nella colossale inchiesta Panama Papers: uno scandalo senza confini che coinvolto più di quaranta capi di governo, dall’Islanda all’Arabia Saudita, dalla Russia all’Argentina. 
L’evento ha ottenuto anche il riconoscimento dell’Ordine dei Dottori Commercialisti di Rimini che l’ha inserito nell’ambito della formazione professionale obbligatoria dei propri iscritti.

 

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Artur Kryhan si aggiudica il Trofeo La Sangiovesa: miglior risultato su 100 partecipanti

Riviera Golf - Gio, 16/06/2016 - 16:56

Una gara da ghiottoni al Riviera Golf con il Trofeo La sangiovesa, che ha visto primeggiare come miglior risultato lordo il giovane Artur Kryhan, fresco campione interregionale per l’Emilia Romagna e le Marche. Sabato 11 giugno sono stati 100 i golfisti ad afforntarsi nella competizione, che era valida anche come IV prova del challenge Piloti Golfisti. Per tutto il giorno, finita la competizione, gli atleti hanno dovuto anche eseritarsi con le forchette: lo staff de La Sangiovesa di Santarcangelo ha deliziato i partecipanti con i prodotti della Tenuta Saiano e con piada, porchetta, vino, frutta e dolcetti vari.

Artur Kryhan miglior lordo, quindi, mentre la classifica netta del Trofeo La Sangiovesa ha visto per la prima categoria primeggiare l’anconetano Roberto Agricola grazie ai suoi 39 punti guadagnati, uno in più del cervese Filiberto Carignani, mentre Paolo Valmirti ha concluso terzo con 36 punti. In seconda categoria il podio è formato dal sammarinese Valter Vendemini, 36 punti, seguito dal pesarese Stefano Marchionni Stefano con 37, e, infine, Emanuele Ubertini con 36. Tra le Ladies è arrivata prima Sandra Monti, del golf club Cervia, mentre è Pierpaolo saioni il migliore senior del Trofeo.

Come detto, il trofeo La Sangiovesa era valido anche come IV prova del Challenge Piloti Golfisti, che ha visto il podio di Prima categoria composto da Massimo Cambiaghi, cesenate, miglior risultato con 37 punti, seguito da Paolo Floriani Paolo Monticello e Salvatore Brai. In seconda categoria miglior pilota golfista è stato Piero Sodano, ocn 28 punti, seguito da Alberto Redaelkli e infine Franco Arbizzi. Nella competizione era Classificas speciale ancheper i i sostenitori dell’Associazione Piloti Golfisti, per l aquale in prima categoria il podio è risultato così composto: primo Pierluigi Tadini, che ha staccato Isa Ponis e Lionello Rosina. In Seconda categoria invece migliore in campo lo jesino Andrea Romei Andrea, seguito da Cristina Maggioli e Marisa Crocchianti

Tra i circuiti golfistici più seguiti al Riviera Golf troviamo quelli organizzati da Cristian Events: mercoledì 8 giugno è stata la volta della Cream Jacket, torno che prevede la finale l’8 settembre a Crema e che ha visto la partecipazione di 53 perone. Primo Lordo Emanuele Danzi, uno dei migliori golfisti del Riviera. Sempre per la Prima categoria il miglior netto è stato il cattolichino Roberto Lenti, che ha chiuso davanti al cervese Guido Bertoni in virtù delle migliori performance alle ultime buche. In Seconda categoria ha vinto Antonio Donadio davanti a Floriano Savini, in Terza categoria di è affermato Michele Trillini davanti a Daniele Longhini. Miglior Lady Nicoletta Ricci, mentre il miglio Senior è stato Marzio Raspugli.

Prossime gare. Sabato 18 si gioca la Audi Quattro Cup – Reggini Spa, 18 buche stableford a categoria unica con formula greemsome. Domenica 19 torna la Golf & Food Cup 2016, 18 buche stableford 3 categorie. Martedì 21 è la volta della T42 Ega Pure Golf Attitude, una 9 buche stableford a 2 categorie EGA: 26,5 – 36 / 37 – 54.

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Processo Vulcano: in appello riconosciuto il danno a favore della parte civile

 

 

Si è concluso lunedì 13 giugno, davanti alla Corte d'Appello di Bologna, il processo d'appello scaturito dall'indagine "Vulcano" della DDA felsinea. I giudici hanno sostanzialmente riconfermato le condanne inflitte in primo grado ai nove imputati per estorsione aggravata dal metodo mafioso (L. 203/91), relativamente ad episodi di vessazione nei confronti di due imprenditori attivi tra la riviera romagnola e la Repubblica di San Marino. Gli imputati avevano evocato a vario titolo la vicinanza e l'appartenza a clan camorristici e dei casalesi. La sentenza emessa dal Tribunale di Rimini è stata riformata solo parzialmente per uno degli imputati, al quale è stata disapplicata la recidiva contestata, e nella parte relativa al danno lamentato dalla parte civile. Nel processo di primo grado, tramite lo Studio Grassi Benaglia Moretti, si era infatti costituita l'associazione SOS IMPRESA a tutela degli imprenditori oppressi dalla criminalità organizzata. In quella sede, tuttavia, il risarcimento del danno non era stato riconosciuto. Assieme agli imputati, anche la parte civile ha dunque proposto appello per sostenere le proprie ragioni, le quali sono state infine condivise anche dai giudici della Corte d'Appello (le motivazioni si conosceranno solo al deposito della sentenza). 

 

 

 

 

Dell'esito del processo d'appello ha scritto l'Informazione di San Marino, con un articolo a firma di Antonio Fabbri, che scrive: "[...] La Corte ha anche riconosciuto il risarcimento del danno, da liquidare in separata sede, a favore di Sos Impresa, in giudizio rappresentata dagli avvocati Patrick Wild e Rachele Grassi dello Studio Grassi Benaglia Moretti di Rimini. Riconoscimento, anche questo, non secondario che attesta come l'attività collettiva e la forte valenza sociale delle associazioni portatrici di principi alti e comuni, sia presidio importante e fondamentale da fare valere anche nelle sedi giudiziarie nella lotta al metodo mafioso".

 

 

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Si è concluso lunedì 13 giugno, davanti alla Corte d'Appello di Bologna, il processo d'appello scaturito dall'indagine "Vulcano" della DDA felsinea. I giudici hanno sostanzialmente riconfermato le condanne inflitte in primo grado ai nove imputati per estorsione aggravata dal metodo mafioso (L. 203/91), relativamente ad episodi di vessazione nei confronti di due imprenditori attivi tra la riviera romagnola e la Repubblica di San Marino. Gli imputati avevano evocato a vario titolo la vicinanza e l'appartenza a clan camorristici e dei casalesi. La sentenza emessa dal Tribunale di Rimini è stata riformata solo parzialmente per uno degli imputati, al quale è stata disapplicata la recidiva contestata, e nella parte relativa al danno lamentato dalla parte civile. Nel processo di primo grado, tramite lo Studio Grassi Benaglia Moretti, si era infatti costituita l'associazione SOS IMPRESA a tutela degli imprenditori oppressi dalla criminalità organizzata. In quella sede, tuttavia, il risarcimento del danno non era stato riconosciuto. Assieme agli imputati, anche la parte civile ha dunque proposto appello per sostenere le proprie ragioni, le quali sono state infine condivise anche dai giudici della Corte d'Appello (le motivazioni si conosceranno solo al deposito della sentenza). 

 

 

 

 

Dell'esito del processo d'appello ha scritto l'Informazione di San Marino, con un articolo a firma di Antonio Fabbri, che scrive: "[...] La Corte ha anche riconosciuto il risarcimento del danno, da liquidare in separata sede, a favore di Sos Impresa, in giudizio rappresentata dagli avvocati Patrick Wild e Rachele Grassi dello Studio Grassi Benaglia Moretti di Rimini. Riconoscimento, anche questo, non secondario che attesta come l'attività collettiva e la forte valenza sociale delle associazioni portatrici di principi alti e comuni, sia presidio importante e fondamentale da fare valere anche nelle sedi giudiziarie nella lotta al metodo mafioso".

 

 

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Taylormade in rosa per Giorgia Piccini, la Podio Argenti parla giapponese con Matsunaga

Riviera Golf - Gio, 09/06/2016 - 11:51

Sabato 4 giugno è tornato il tradizionale appuntamento con la Taylormade Open Race To Marrakech, gara a nove buche molto apprezzata da ospiti e soci del Riviera Golf. Il miglior risultato lordo è stato appannaggio di una lady, la pesarese Giorgia Piccini, mentre la Prima categoria netta ha visto un atleta di Salsomaggiore, Giorgio Preda, vincere con 20 punti sul riccionese Tristano Tamagnini, fermatosi a 18. In Seconda categoria un altro pesarese, Alex Cantarini, ha primeggiato su Giampiero Santucci, mentre il morcianese Simone Ceccolini si è aggiudicato la Terza categoria con 24 punti, davanti alla romana Sandra Massaccesi.

La Podio Argenti Tour 2016 parla giapponese: Shigemitsu Matsunaga, il giocatore del Riviera che vive a Gradara, si è aggiudicato l’ultima edizione di questa gara ormai tradizionale sui green marignanesi, svoltasi domenica 5 giugno. Sempre per la Prima categoria, ma in classifica netta, il cattolichino Roberto Lenti ha concluso la prova vincendo con 38 punti, due più di Vincenzo Mancuso. In Seconda categoria torna ad affermarsi il riccionese Giorgio Attala, con 38 punti, distaccando di quattro l’atleta di Sant’Angelo in Lizzola Vincenzo Mariani. In Terza categoria vince di misura Emidio Del Governatore sul monzese Michele Colio. Annunziata Persini è la prima nella categoria Lady, mentre il miglior Senior viene da Battaglia Terme, Massimo Saccardi.

Le prossime gare. Con la bella stagione si infittisce il calendario gare del Riviera Golf: sabato si gioca invece il trofeo La Sangiovesa, 18 buche stableford a 2 categorie, valevole per il campionato sociale stableford. Domenica è la volta della Coppa del Presidente, una 18 buche speciale a 6 categorie: la Prima e la Seconda giocano Medal, stableford invece dalla Terza alla Quinta 5 categoria, per la sesta categoria è prevista un giro a 9 buche. Le partenze sono per categorie ed è valevole per il campionato sociale stableford. Mercoledì 15 si gioca la Black JK by Cristian Events, 18 buche stableford con finali nazionale ed estera e green fee a prezzo agevolato.

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Ristogolf trasforma il Riviera in un ristorante a cielo aperto: la gara dell’Associazione ristoratori golfisti a Roberto Agricola e Riccardo Pastorello

Riviera Golf - Mar, 07/06/2016 - 15:17

Più che un campo da golf, un ristorante a cielo aperto: un colpo d’occhio davvero inusuale per il Riviera Golf, venerdì 3 giugno per la seconda tappa del Circuito Ristogolf 2016 by KitchenAid & Estra, che per la prima volta ha fatto sosta al club marignanese. Una buvette per la colazione degli atleti in segreteria, prima dell’accesso ai green, e una serie di chioschi lungo le 18 buche dove dissetarsi con vini di qualità e riprendere le energie con gli spuntini preparati espressi dai cuochi. Del resto, stiamo parlando del circuito golfistico allestito dall’Associazione dei Ristoratori Golfisti italiani. La formula di gioco – 4 palle la migliore a coppie – ha visto primeggiare come migliore coppia lorda con 38 punti Roberto Agricola – Riccardo Pastorello, il primo di Ancona, il secondo di Cattolica, che per questo saranno ospiti alla finale di Roma del circuito, a Roma. Stessa destinazione per i primi netti di Prima categoria, Giandomenico Danzo e Fabio Grandicelli, che con 43 punti ma una migliore performance nelle ultime buche hanno superato in classifica le coppie pari punteggio Massimo Chemello – Tommaso Viel e Andrea Gandolfi – Cristian Monari.

Destinazione Roma anche per Carlo Vecchio – Luigi Steffanini, che in Seconda categoria ipotecano il viaggio con 44 punti. A due lunghezze la coppia Andrea Meroni – Caterina Agnoli, mentre chiudono a 41 punti Massimo Oriani e Natascia Disperati. In Terza categoria staccano il biglietto per la finale Ristogolf di Roma Alessandro Seveso e Silvia Mombelli, con 42 punti, due in più di Eugenio Rossi e Massimo Testa, ben 5 in più dei terzi classificati, Aldo Baldoni e Marta Venturi.

La ghiotta – è il caso di dirlo – manifestazione ha visto anche numerosi premi speciali, quale il premio Coppia Mista Spirito Ristogolf by Acqua Panna e San Pellegrino, andato a Franco Imperiale e Maria Grazia Giorgi, eletti “Diversamente Primi”. Stessa simpatica motivazione per la coppia Ermenegildo Sartore – Angiolino Cominelli. Il premio Special Hole 18 – Coppia Ristogolf by Glenmorangie è andato a Luigi Mion e Gloria Papi, la miglior copia senior è stata premiata da Zonin 1821: Giulio Gustavo Bertuccini e Cristino Giorgetti, la prima coppia Lady by Shiseido è andata a Marta Venturi e Sara Dominidiato , mentre il premio Coppia Mista di Rivolta Carmignani è stato appannaggio di Cinzia Pedemonte e Francesco Vullo. Il Nearest to the pin femminile by Lavazza è andato a Silvia Mombelli che con il primo tiro è andata a 7,80 metri dalla buca. Tra i maschietti il Nearest to the pin by Gruppo Lorenzi è stato appannaggio di Andrea Gandolfi, a solo 1,39 dalla bandierina. Orietta Barocci è stata l’atleta con il drive più potente, premiata dalla Veuve Clicquot, al pari del collega Walter Faustini.

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Camionista in versione Steve McQueen salvo grazie ad un 'cavillo'

Grazie all'intervento dei colleghi di Studio, Gaia Galeazzi e Filippo Capanni, un camionista si è visto annullare una sanzione di 2833,33 euro.

La notizia è stata ripresa anche dagli organi di stampa locali.

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Camionista in versione Steve McQueen salvo grazie ad un 'cavillo'

Grazie all'intervento dei colleghi di Studio, Gaia Galeazzi e Filippo Capanni, un camionista si è visto annullare una sanzione di 2833,33 euro.

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L'importanza della gestione del detenuto transgender

Martedì 31 maggio, a Rimini, l’avvocato Davide Grassi, socio e co-fondatore dello Studio Legale e Tributario "Grassi Benaglia Moretti" ha presentato il libro "La gestione del denuto Transgender" dell’ispettore Gabriele Celli.

L’evento è stato organizzato dall’associazione “Papillon Rebibbia” di Rimini, realtà che da anni si occupa di diritti delle persone ristrette e della sensibilizzazione sul tema.

Gabriele Celli (laureato in sociologia all’Università di Urbino ed esperto di criminologia e psichiatria forense) è in servizio da 25 anni nella polizia penitenziaria della Casa Circondariale di Rimini ed è autore del volume dal titolo “La gestione del detenuto transgender”. Si tratta del primo saggio per gli addetti ai lavori. All’interno, oltre ad una dettagliata descrizione della struttura penitenziaria in cui l’ispettore Celli presta servizio, vi è anche un contributo importante con le testimonianze di tutti gli operatori della Casa Circondariale “Casetti”.

“L’istituto di Rimini è uno dei pochi in Italia ad avere una sezione specializzata per i detenuti transessuali”, ha raccontato l’ispettore Celli, durante il dibattito e alla presenza di numerosi partecipanti interessati all’argomento e “non esiste una formazione specifica per la gestione di questo tipo di detenuto”.

Nella prefazione scritta dal Dott. Luigi Pagano, Vice Capo Vicario del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, appare evidente la consapevolezza che la gestione del detenuto transgender possa avere successo solo grazie alla professionalità e alla sensibilità degli agenti, che sono tuttavia privi di strumenti adeguati: “Il mio intento, scalfendo solo un minimo di superficie, è solo quello di rendere, appena, idea di quanto spigoloso, nell’accezione etimologicamente più vasta del termine, sia l’argomento e quanto auto-controllo, tatto, sensibilità, capacità, professionalità deve dimostrare, e dimostra, di avere il nostro personale e, per inciso, mai celebrato come merita.”

Il libro di Gabriele Celli è stato tradotto in lingua inglese e verrà utilizzato anche all’estero nelle scuole di formazione della polizia penitenziaria.

Si può acquistare al seguente indirizzo web:

http://www.youcanprint.it/youcanprint-libreria/didattica-e-formazione/la-gestione-del-detenuto-transgender.html

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Martedì 31 maggio, a Rimini, l’avvocato Davide Grassi, socio e co-fondatore dello Studio Legale e Tributario "Grassi Benaglia Moretti" ha presentato il libro "La gestione del denuto Transgender" dell’ispettore Gabriele Celli.

L’evento è stato organizzato dall’associazione “Papillon Rebibbia” di Rimini, realtà che da anni si occupa di diritti delle persone ristrette e della sensibilizzazione sul tema.

Gabriele Celli (laureato in sociologia all’Università di Urbino ed esperto di criminologia e psichiatria forense) è in servizio da 25 anni nella polizia penitenziaria della Casa Circondariale di Rimini ed è autore del volume dal titolo “La gestione del detenuto transgender”. Si tratta del primo saggio per gli addetti ai lavori. All’interno, oltre ad una dettagliata descrizione della struttura penitenziaria in cui l’ispettore Celli presta servizio, vi è anche un contributo importante con le testimonianze di tutti gli operatori della Casa Circondariale “Casetti”.

“L’istituto di Rimini è uno dei pochi in Italia ad avere una sezione specializzata per i detenuti transessuali”, ha raccontato l’ispettore Celli, durante il dibattito e alla presenza di numerosi partecipanti interessati all’argomento e “non esiste una formazione specifica per la gestione di questo tipo di detenuto”.

Nella prefazione scritta dal Dott. Luigi Pagano, Vice Capo Vicario del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, appare evidente la consapevolezza che la gestione del detenuto transgender possa avere successo solo grazie alla professionalità e alla sensibilità degli agenti, che sono tuttavia privi di strumenti adeguati: “Il mio intento, scalfendo solo un minimo di superficie, è solo quello di rendere, appena, idea di quanto spigoloso, nell’accezione etimologicamente più vasta del termine, sia l’argomento e quanto auto-controllo, tatto, sensibilità, capacità, professionalità deve dimostrare, e dimostra, di avere il nostro personale e, per inciso, mai celebrato come merita.”

Il libro di Gabriele Celli è stato tradotto in lingua inglese e verrà utilizzato anche all’estero nelle scuole di formazione della polizia penitenziaria.

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Doppia vittoria per Lele Danzi: 1° lordo alla Ticket to Paradise e alla coppa Rotary Riccione – Cattolica

Riviera Golf - Mar, 31/05/2016 - 17:12

Un fine settimana all’insegna di Emanuale Danzi, al Riviera Golf: sabato 25 maggio alla Ticket to Paradise e domenica 26 alla coppa Rotary Riccione – Cattolica l’atleta riccionese ha segnato il miglior punteggio lordo, concludendo entrambe le prove a 31 punti. La settimana agonistica al Riviera si è aperta con la Goldenfour Jacket organizzata dalla Cristian Events mercoledì 25 maggio, una 18 Buche stableford a formula 4 palle la migliore, giocata a coppie. In Prima categoria miglior risultato Lordo alla coppia Paolo Valmirti – Gianluigi Bardeggi, entrambi riminesi, con 35 punti di score finale. Nella classifica Netto il duo Daniele Bartezzaghi – Tonino Ruscelli chiudono a 49 punti, staccando di tre lunghezze la coppia Valer Catalin Bria – Emanuele Roseo. Miglior coppia mista da Fano Roland Ender e JrmaKehrer, con 41 punti. Miglior coppia senior Lucio Omicciolie Marco Monti, anch’essi a 41 punti.

Il fine settimana si apre con la promessa di un “Biglietto per il paradiso”, la Ticket to Paradise, sabato, gara stableford a due categorie di un circuito nazionale che ha visto nella classifica lorda affermarsi il riccionese Emanuele Danzi. Nella classifica netta vince il giovane marignanese Valer Catalin Bria, fresco di passaggio di categoria che festeggia con 44 punti. Inseguono a grande distanza i pesaresi Andrea Corsini con 38 e Filippo Fabbri con 37. In Seconda categoria è Mauro Berti del golf club Le Fonti a primeggiare a parità di punteggio con i pesaresi Gabriele Fiorucci e, terzo, Mirko Del Prete.

Domenica invece si è giocata la Coppa Rotary Riccione – Cattolica, che vedeva le classifiche per le categorie dei rotariani e degli ospiti. Tra questi ultimi come detto si è affermato Emanuele Danzi nella classifica lorda, mentre il suo collega rotariano è stato Francesco Tardella del golf Village di Porto Recanati. In prima categoria tra i rotariani ha vinto Mario Mariani, con 32 punti, seguito da Roberto Santacchi a 28 punti. Tra i non rotariani si è affermato Andrea Ricci, con 42 punti, davanti al fanese Guido Pianosi. In seconda categoria tra i rotariani affermazione di Riccardo Donadio con 33 punti, davanti a Fabio Sampaolesi Assirelli, mentre nella stessa categoria per gli ospiti il miglior risultato è appannaggio della cattolichina Barbara Simoncelli che, a parità di punti con Daniele Bartezzaghi, fa pesare il miglior risultato nelel ultime buche. Nella categorie lady tra le rotariane si afferma Fabrizia Fati,mentre tra gli ospiti si distingue di nuovo l’atleta di Cattolica Orietta Barocci. Chiude la rassegna dei risultati le classifiche Senior, che vedono al primo posto per gli atleti Rotary Marco Minucci, per gli ospiti Michele Colio.

Le prossime gare. Giugno si apre con la IV Tappa Interregionale Agis, gara 18 buche stableford 3 categorie AGIS in programma mercoledì. Venerdì 3 fa tappa al Riviera la Ristogolf, gara 18 buche stableford 4plm, organizzata dall’associazione dei golfisti ristoratori Sabato 04 torna una nove buche molto amata dai giocatori del Riviera, la Tailormade Open Race to Marrakech, stableford 3 categorie. Primo lordo e i primi netti di categoria accedono alla semifinale nazionale. Domenica 5 torna il circuito Golf & Go, gara 18 buche stableford 3 categorie, accesso diretto alla semifinale nazionale per il 1° netto e il primo lordo di categoria. Martedì 7 è la volta della T42 Ega Pure Golf Attitude 2016, ottima palestra per i neofiti, mentre mercoledì 8 Cristian events propone una delle sue apprezzatissime Jacket tournaments, circuito con finale nazionale ed estera, Green fee e iscrizione gara prezzo agevolato.

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