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Il gruppo multifamigliare: teoria e pratica

Scuola di prevenzione José Bleger Rimini - Mer, 28/03/2018 - 21:34

La Scuola di prevenzione “José Bleger”

venerdì 13 dalle ore 16.00 alle ore 19.00 e sabato 14 dalle 9,30 12.30

organizza il seminario

IL GRUPPO MULTIFAMIGLIARE: TEORIA E PRATICA

- Venerdì 13 aprile:

Massimo De Berardinis – Psichiatra e psicoterapeuta, Direttore di Area Salute Mentale Adulti – ASL Toscana Centro (Firenze)

Marta De Brasi – Psicologa, psicoanalista, psicoterapeuta individuale, gruppale e della famiglia. Specialista in Clinica istituzionale (Buenos Aires)
– Sabato 14 aprile:

Massimo Mari – Psichiatra e psicoterapeuta, Direttore del Dipartimento Salute Mentale Area Vasta 2 (Ancona)

Andrea Narracci – Psichiatra e psicoanalista, Direttore UOC 4° Distretto e Direttore ff del DSM della ASLRMA (Roma)

Il seminario ha l’obiettivo di discutere delle forme del gruppo multifamigliare, dei problemi e delle difficoltà che comporta ma anche delle potenzialità che racchiude.
Ci si interrogherà, mediante un costante riferimento alla pratica, alla tecnica e alla teoria, sul ruolo dei coordinatori dei gruppi multifamigliari, sui transfert multipli che si verificano all’internio di questi gruppi e sulla polarità gruppo-istituzione.

Il seminario si terrà nella sala di RM25 a Rimini in Corso d’Augusto 241.

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Diletta Facchini, la grinta targata Riviera Golf

Riviera Golf - Mer, 28/03/2018 - 18:16

Un’altra giovane campionessa, un’altra ragazza determinata a vincere, un’altra rappresentante della passione femminile per il mondo del golf.

E’ Diletta Facchini, la quindicenne fiorentina che da quest’anno farà parte della squadra agonistica femminile del Riviera Golf, formata da tre ragazze decise a gareggiare passo dopo passo con grinta per portare alta l’egida del campo marignanese, obiettivo dopo obiettivo.

La squadra agonistica femminile – fortemente voluta dal Golf Manager Michele Bosco, golfista esperto e profondo conoscitore delle dinamiche del green – sarà seguita da Mauro Bianco e dagli altri maestri della accademia che da quest’anno sarà a disposizione dei golfisti sul fairway del Riviera Golf e darà l’opportunità di seguire tanti corsi diversificati e declinati differentemente, per seguire l’avvicinamento al golf o il perfezionamento della tecnica di gioco.

Diletta Facchini sarà allenata dai maestri e seguirà, insieme a Giorgia Piccini e Isabella Antonelli, un percorso fatto di impegno, determinazione e un calendario ricco di sfide che porteranno la squadra agonistica femminile del Riviera Golf a confrontarsi con tante altre giovani appassionate giocatrici, su diversi campi nazionali.

 

La giovanissima giocatrice è la dimostrazione dell’alta inclusività e della ampia trasversalità del golf, che può essere praticato fin dalla più tenera età, come ci racconta la stessa Diletta, che ha iniziato a giocare addirittura all’età di circa 5 anni, muovendosi sul fairway insieme alla sua famiglia, che l’ha sempre incoraggiata e sostenuta.

Diletta ormai può essere considerata una giocatrice esperta e dalle grandi abilità e – riguardo alla pratica golfistica – afferma che “il golf è attualmente uno sport praticabile da tutti e sicuramente non più costoso di altri, una pratica che mi affascina profondamente perché giorno dopo giorno mi regala la possibilità di mettermi alla prova sul piano fisico e mentale,  e l’occasione di raggiungere risultati individualmente, misurandomi con me stessa, la mia forza di volontà, superando paure e sfide”.

 

Sono ormai numerose le gare cui Diletta Facchini ha già partecipato in passato, ma, come ogni sportiva e come le sue compagne della squadra agonistica femminile del Riviera Golf, nel suo cuore riserva certamente un posto speciale ad una competizione in particolare, la “Quercia d’oro”.

La gara, disputata lo scorso anno, ha segnato profondamente il ricordo della agguerrita quindicenne, perché, dopo aver chiuso il primo giorno in testa, Diletta sostiene di aver dovuto lottare con particolare grinta “per portare a casa un secondo posto su un campo sicuramente non dei più facili. L’ultimo giorno in particolare è stato molto impegnativo ma allo stesso tempo davvero emozionante, perché ho lottato insieme al mio caddy, il mio babbo, e siamo riusciti a portare a casa il massimo.”.

Davvero un ottimo risultato quindi, e profondamente significativo se si aggiunge il fatto che a seguirla come caddy c’era proprio un fan d’eccezione, quello più importante di tutti, il padre, pronto a sostenerla colpo dopo colpo con tutto l’amore possibile.

 

Quando le chiediamo di raccontarci le emozioni e le sensazioni provate sul green del Riviera Golf, ove si allena da quest’anno nell’ambito della squadra agonistica femminile, Diletta sottolinea che “la bellissima opportunità di entrare a far parte del team agonistico è stata resa possibile dalla conoscenza con l’amica –  e in seguito compagna di squadra – Giorgia Piccini e con Massimiliano Tanfi, che accompagna il nostro gruppo in occasione delle trasferte e delle diverse gare”.

E’ sorta così l’occasione di conoscere meglio il green del Riviera Golf, “location perfetta –  aggiunge Diletta – per migliorare giorno dopo giorno e realtà capace di creare un ottimo programma per gli agonisti e i golfisti più appassionati”.

La giovanissima golfista ha potuto così entrare a far parte della squadra agonistica femminile, “un team composto da valide giocatrici, con le quali ho instaurato un ottimo rapporto: amiche preziose “conosciute in modo sempre più approfondito durante le tante gare che ci hanno permesso di dare vita ad un ottimo feeling, fondamentale per dare il massimo all’interno della nostra squadra in rosa, la squadra agonistica femminile del Riviera Golf”.

 

Il 2018 si preannuncia così un anno davvero intenso e ricco di stimoli per la quindicenne fiorentina, determinata a “migliorare nel gioco, sperando di ottenere buoni risultati per inseguire il sogno nel cassetto e fare tante proficue esperienze nelle maggiori manifestazioni previste in calendario”.

 

E noi siamo certi che il Riviera Golf e la sua squadra agonistica femminile saranno l’occasione perfetta per Diletta – giovane con la testa piena di sogni e la grinta di una campionessa – e per i tanti appassionati e neofiti che decideranno di permettere alla loro passione di guidarli in un percorso ricco di divertimento, energia e … uno sport capace di affascinare, colpo dopo colpo.

 

 

Riviera Golf: lo sport è solo l’inizio.

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A.S.D. E SOCIETA' SPORTIVE: 30 MARZO ULTIMO GIORNO PER IL REGISTRO TELEMATICO DEL CONI

Con la delibera n. 1574 del 18/07/2017 del Consiglio Nazionale Coni è stato introdotto il nuovo Registro CONI 2.0, a cui possono accedere esclusivamente le Società e Associazioni Sportive Dilettantistiche che svolgono le discipline sportive presenti nell'elenco approvato con delibera n. 1569 del 10/05/2017.

L’iscrizione dovrà essere fatta entro e non oltre il 30 marzo 2018 collegandosi al sito https://rssd.coni.it/

L'unico onere a carico dell'Associazione o della Società Sportiva è quello di accreditarsi sul portale, ottenendo l'user e la password conseguente, e inserire i propri dati anagrafici (Codice Fiscale Società, Cognome, Nome, CF, mail e cellulare del Presidente, indirizzo della Sede Legale). Una volta effettuata tale operazione occorrerà procedere alla stampa della dichiarazione sostitutiva, alla sua firma da parte de Presidente e al successivo nuovo caricamento come documento PDF nel portale.

Una volta terminata la procedura e stampato il relativo certificato di iscrizione/riconoscimento sportivo per l’anno sportivo in corso l'associazione non si dovrà preoccupare più di nulla perchè sarà la Federazione di appartenenza a provvedere a completare i dati mancanti nel Registro.

Si rammenta che l'iscrizione nel registro del Coni è necessaria per poter godere di tutte le agevolazioni fiscali che la normativa tributaria concede a partire dell'art. 148 del TUIR fino alla legge 398/91.

Qualora l'Associazione non abbia ancora provveduto autonomamente all'iscrizione, o per tramite dell'ente di affiliazione o della federazione di appartenenza, lo studio è a disposizione per svolgere le pratiche necessarie.

Notizie ImpreseOggi
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A.S.D. E SOCIETA' SPORTIVE: 30 MARZO ULTIMO GIORNO PER IL REGISTRO TELEMATICO DEL CONI

Con la delibera n. 1574 del 18/07/2017 del Consiglio Nazionale Coni è stato introdotto il nuovo Registro CONI 2.0, a cui possono accedere esclusivamente le Società e Associazioni Sportive Dilettantistiche che svolgono le discipline sportive presenti nell'elenco approvato con delibera n. 1569 del 10/05/2017.

L’iscrizione dovrà essere fatta entro e non oltre il 30 marzo 2018 collegandosi al sito https://rssd.coni.it/

L'unico onere a carico dell'Associazione o della Società Sportiva è quello di accreditarsi sul portale, ottenendo l'user e la password conseguente, e inserire i propri dati anagrafici (Codice Fiscale Società, Cognome, Nome, CF, mail e cellulare del Presidente, indirizzo della Sede Legale). Una volta effettuata tale operazione occorrerà procedere alla stampa della dichiarazione sostitutiva, alla sua firma da parte de Presidente e al successivo nuovo caricamento come documento PDF nel portale.

Una volta terminata la procedura e stampato il relativo certificato di iscrizione/riconoscimento sportivo per l’anno sportivo in corso l'associazione non si dovrà preoccupare più di nulla perchè sarà la Federazione di appartenenza a provvedere a completare i dati mancanti nel Registro.

Si rammenta che l'iscrizione nel registro del Coni è necessaria per poter godere di tutte le agevolazioni fiscali che la normativa tributaria concede a partire dell'art. 148 del TUIR fino alla legge 398/91.

Qualora l'Associazione non abbia ancora provveduto autonomamente all'iscrizione, o per tramite dell'ente di affiliazione o della federazione di appartenenza, lo studio è a disposizione per svolgere le pratiche necessarie.

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RIVIERA GOLF DOVE IL FAIRWAY SI TINGE DI ROSA: ISABELLA ANTONELLI

Riviera Golf - Mar, 13/03/2018 - 10:23

 

Continua il nostro viaggio in un mondo fatto di determinazione, passione e energia femminile: stiamo parlando della squadra agonistica femminile del Riviera Golf, formata – dietro l’impulso fornito dal Golf Manager Michele Bosco – da tre ragazze pronte a conquistare un obbiettivo dietro l’altro.

La squadra agonistica femminile sarà seguita da Mauro Bianco e dagli altri maestri della omonima accademia che da quest’anno sarà presente sul campo del Riviera Golf per allenare le squadre agonistiche ed occuparsi dei corsi dedicati ai golfisti esperti ma anche ai tanti neofiti che ogni giorno scelgono di accostarsi all’appassionante disciplina golfistica.

Tre giovani golfiste con la testa piena di sogni, la voglia di continue sfide e alle spalle già una serie di brillanti risultati.

Come quelli ottenuti da Isabella Antonelli, diciassettenne perugina determinata e in grado di raggiungere ottime performances per distinguersi nelle tante competizioni in calendario quest’anno sia sul campo del Riviera Golf, sia presso altri circoli ove la squadra agonistica femminile difenderà con orgoglio e passione la bandiera del campo marignanese.

Oggi la incontriamo per porle qualche domanda sul golf e sulla nuova intensa avventura che ha deciso di intraprendere sotto l’egida del Riviera Golf.

 

Sei giovanissima ma già in grado di dimostrare un ottimo controllo di tecnica ed emotività sul campo. Raccontaci di te e della tua passione per il golf.

Ho iniziato a giocare relativamente tardi – a 13 anni – ma se potessi ritornare al passato, inizierei prima!

Il mio incontro con il golf è stato molto strano e particolare.

L’ambito golfistico fa in realtà parte della mia vita da moltissimo tempo: mio padre gioca a golf da molti anni ormai e quando ero piccola ha provato in tutti i modi a farmi avvicinare a questo sport, ma non c’era nulla da fare: non esisteva attività che odiassi di più al mondo. Poi in una rovente giornata dell’agosto 2013 mi sono ritrovata per puro caso in campo pratica, ho impugnato il greep di un ferro 7 e non l’ho più lasciato. Ed ora faccio addirittura parte della squadra agonistica femminile del Riviera Golf!

 

Il golf è uno sport avvincente, tecnico ma altresì capace di far vivere grandi e intense emozioni. Come percepisci questa pratica, come vivi personalmente il green?

 

Credo che il golf sia uno sport unico nel suo genere. Mi affascina la continua lotta interiore che il golfista vive con sé stesso mentre cerca di mandare quella maledetta pallina in buca!

Adoro poi la sensazione che si prova nel colpire la tanto agognata sfera, una emozione che si avvicina a quel godimento assoluto che tutti cercano ma che nessuno alla fine raggiunge.

Il golf mi ha insegnato molto, e in particolare ho compreso che l’unico modo per ottenere dei risultati in questo sport come nella vita quotidiana è lavorare sempre al massimo e non pensare mai di essere arrivati a destinazione, ma soprattutto riuscire a domare quei mostri che ognuno di noi ha dentro, colpo dopo colpo, passo dopo passo.

 

La pratica golfista – va sottolineato – risente poi spesso di stereotipi, legati ad un passato attualmente lontano e superato: alcuni lo percepiscono come una attività appannaggio di solo un determinato e preciso target in termini di età, sesso, appartenenza sociale, uno sport per persone mature, preferibilmente appartenenti al genere maschile, o addirittura una pratica lontana dal poter essere considerata a tutti gli effetti come uno sport.

Niente di più falso e lontano dalla realtà, ma comprensibile se si pensa che nel nostro Paese – a differenza di altri Stati – non esiste ancora una cultura del golf, coerente e strutturata: le persone spesso non conoscono realmente questo sport e non sanno cosa significhi praticarlo.

Mi auguro che le cose cambino presto e questa possibilità di rinnovamento del punto di vista comune dipende largamente dal mondo giovanile, in particolare da noi ragazze: noi golfiste abbiamo la possibilità di dimostrare quanto il golf possa essere inclusivo e trasversale, praticabile da un target davvero molto vario e composito.

E la squadra agonistica femminile del Riviera Golf rientra certamente in questo iter di progresso.

Hai ormai all’attivo numerose vittorie e tantissime gare che ti sono servite per misurarti sul campo e migliorare, sfida dopo sfida. C’è una competizione che ti ha maggiormente lasciato un segno, nella memoria e nel cuore?

 

Sicuramente è la vittoria nell’ambito della gara nazionale di due giorni giocata al golf club Conero. Durante la prima giornata non avevo ottenuto un risultato particolarmente brillante, ma ero riuscita comunque a portare a casa un discreto risultato, ritrovandomi così terza a cinque colpi dalla prima golfista in classifica.

La sera prima del secondo giro ero molto tesa ma altresì determinata nella volontà di non perdere l’occasione di impegnarmi al massimo.

Quella domenica ho giocato il giro più bello e divertente della mia vita: ho iniziato a recuperare colpi su colpi, ritrovandomi in parità con le altre due ragazze sul tee della sedicesima buca

Ricordo che in quel momento non riuscivo neanche a vedere la direzione esatta per il tee shot, scorgevo solo mio padre, tesissimo.

Alla fine, due par sono bastati per vincere e sono scoppiata a piangere, perché provenivo da un periodo molto difficile in cui mi ero impegnata molto senza riuscire ad ottenere risultati determinati e brillanti.

Quella del Conero è stata una gara cruciale per la mia crescita perché ho dimostrato a me stessa di avere le carte in regola per competere con le altre golfiste e la determinazione necessaria a mantenere la concentrazione fino all’ultimo put della diciottesima buca.

Una esperienza indimenticabile!

Da quest’anno fai parte della squadra agonistica femminile del Riviera Golf. Come è nata la possibilità di fare questa esperienza, così ambita per una giovane golfista, e cosa significa per te entrare in questo team in rosa?

 

Abitando a Perugia non credevo che avrei mai potuto avere un’occasione di questo genere e invece, grazie alla mia compagna di squadra Giorgia Piccini e a Massimiliano Tanfi che ci accompagna durante le competizioni, sono entrata in contatto con il Riviera Golf, innamorandomi dell’ambiente che lo contraddistingue e della professionalità che vi si respira.

Mi sento davvero onorata di poter rappresentare in giro per l’Italia il Riviera Golf Club, circolo che può vantare uno staff accogliente e ben organizzato, location stimolante e attraente per noi golfisti perché caratterizzata da un percorso suggestivo e molto tecnico, ma soprattutto dalla particolare atmosfera che si respira quando si gioca.

È un luogo in cui puoi trovare pace e tranquillità ma allo stesso tempo provare quella tensione agonistica che ti permette di divertirti mentre giochi con i tuoi compagni.

 

Il Golf Manager del Riviera, Michele Bosco, mi ha dato fiducia e attualmente ho la possibilità di competere a livello nazionale con la squadra agonistica femminile, una occasione davvero incredibile e intensa cui ho sempre aspirato: far parte di una bella squadra e poter dare il mio contributo per affermare il nome del nostro circolo in tutta Italia.

 

L’ingresso nella squadra agonistica femminile significa per me lavoro, sacrificio e tanto divertimento.

Sono molto contenta del gruppo che si è formato, ci aiutiamo molto e ci sosteniamo a vicenda anche se a causa della distanza non ho la possibilità di vedere Giorgia e Diletta spesso quanto invece vorrei, ma ci teniamo costantemente in contatto, sostenendoci a vicenda e scambiandoci qualche consiglio tecnico.

Ho la fortuna di aver accanto persone uniche che ci aiutano e ci sostengono giorno dopo giorno, e spero davvero di poter rappresentare al meglio il Riviera Golf, per rendere così orgogliosi tutti i soci del club e pienamente soddisfatte tutte le persone che faranno il tifo per noi.

Credo che il nostro team sarà in grado di ottenere ottimi risultati, perché ognuna di noi ha una caratteristica diversa, capace di interagire proficuamente con le qualità delle compagne, creando così la sinergia perfetta…una macchina da guerra sul faiway!

 

Quali sono i tuoi obiettivi golfistici per il 2018?

Sicuramente da questo sport mi aspetto il massimo, aspiro a competere come professionista con golfiste provenienti da tutto il mondo.

Sono consapevole che sarà un percorso impegnativo e difficile, ma credo anche che con la costanza, la pratica, il sacrificio e la forza di sognare, ciascuno di noi possa arrivare dove vuole.

Per quanto concerne la squadra agonistica femminile del Riviera Golf, so che siamo un team nato recentemente, formato da golfiste che giocano insieme e si conoscono da poco tempo.

Sono conscia che dovremo competere con dei team “storici” e affiatati sul faiway, ma sono certa che la nostra squadra agonistica femminile abbia tutte le capacità per ottenere degli ottimi piazzamenti nelle varie competizioni e perché no… vincere!

Tel. +39 0541 955009
Email info@rivieragolf.it

Riviera Golf: dove lo sport è solo l’inizio.

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Consulta: illegittima la sospensione dell'esecuzione della pena non superiore a 3 anni anziché 4

La Corte Costituzionale ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 656, comma 5, del codice di procedura penale, nella parte in cui si prevede che il pubblico ministero sospende l’esecuzione della pena detentiva, anche se costituente residuo di maggiore pena, non superiore a tre anni, anziché a quattro anni.

(Corte Costituzionale n. 41/2018)

Notizie Newsletter Grassi Benaglia Moretti, avvocati & commercialisti
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Consulta: illegittima la sospensione dell'esecuzione della pena non superiore a 3 anni anziché 4

La Corte Costituzionale ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 656, comma 5, del codice di procedura penale, nella parte in cui si prevede che il pubblico ministero sospende l’esecuzione della pena detentiva, anche se costituente residuo di maggiore pena, non superiore a tre anni, anziché a quattro anni.

(Corte Costituzionale n. 41/2018)

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RINVIO PER LA PUBBLICAZIONE ON LINE DEGLI INCARICHI PUBBLICI

Alla fine il rinvio c’è stato. Anche se non in forma esplicita, la proroga è desumibile da una serie di quesiti che il Ministero dello Sviluppo Economico ha sottoposto al Consiglio di Stato circa la corretta interpretazione dell’art. 1, commi da 125 a 129 della Legge 4 agosto 2017 n. 124.

Lo stesso MISE rileva, come peraltro già sottolineato nel nostro precedente articolo, che la norma contiene elementi di incongruenza che necessita di alcune precisazioni.

In particolare si sofferma sulla corretta individuazione dei soggetti competenti a vigilare sul corretto rispetto della norma, la decorrenza dei nuovi obblighi informativi, e su quali soggetti applicare le sanzioni previsti.

La richiesta di chiarimenti è stata fatta a ridosso della scadenza e, quindi, non otterrà di certo la risposta in tempo utile” commenta Giovanni Benaglia, il socio dello studio che si occupa del mondo del No Profit. “E’ lecito, quindi, a questo punto supporre che possa essere considerata superata la necessità di provvedere alla pubblicazione entro il 28 febbraio 2018”. Una proroga di fatto, quindi, che può essere supportata anche dalla nota del ministero del Lavoro del 23.02.2018, prot. n. 34/2540, nella quale si legge che la diversa interpretazone secondo la quale la norma dovrebbe riferirsi agli importi ricevuti nel 2017, da pubblicarsi entro il 28 febbraio 2018, avrebbe effetti retroattivi sull’obbligo di pubblicità, in contrasto con il principio generale di irretroattività della legge.

E’ interessante notare come anche il Mise sposi questa linea interpretativa” prosegue Benaglia “e arriva alla medesima conclusione del Ministero del Lavoro: applicare al 2017 la norma è, di fatto, una violazione non solo del principio generale dell’irretroattività della norma ma è anche una violazione del buon andamento della Pubblica Amministrazione. E’ pur vero che la norma è in vigore da Agosto 2017, ma è altrettanto vero che gli operatori si ritroverebbero a raccogliere dati per un periodo in cui la norma non era in vigore”.

Curioso, infine, il fatto che è lo stesso Ministero ad ammettere che non sa quali sono i soggetti destinatari della sanzione. Per come è scritta la norma, infatti, pare che siano solo le imprese che non pubblicano i dati nella nota integrativa. Tale considerazione scaturisce dal fatto che il terzo periodo del comma 125, che irroga la sanzione, è collocato dopo il periodo che impone l’obbligo pubblicitario a carico delle imprese e, nel determinare la data di decorrenza dei tre mesi per restituzione, fa riferimento alla “data di cui al periodo precedente”.

La chiarezza delle norme e dei termini non appartiene alla Pubblica Amministrazione” conclude Giovanni Benaglia.

Notizie Newsletter Grassi Benaglia Moretti, avvocati & commercialisti Allegati:  Nota del ministero del Lavoro del 23.02.2018, prot. n. 34/2540
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RINVIO PER LA PUBBLICAZIONE ON LINE DEGLI INCARICHI PUBBLICI

Alla fine il rinvio c’è stato. Anche se non in forma esplicita, la proroga è desumibile da una serie di quesiti che il Ministero dello Sviluppo Economico ha sottoposto al Consiglio di Stato circa la corretta interpretazione dell’art. 1, commi da 125 a 129 della Legge 4 agosto 2017 n. 124.

Lo stesso MISE rileva, come peraltro già sottolineato nel nostro precedente articolo, che la norma contiene elementi di incongruenza che necessita di alcune precisazioni.

In particolare si sofferma sulla corretta individuazione dei soggetti competenti a vigilare sul corretto rispetto della norma, la decorrenza dei nuovi obblighi informativi, e su quali soggetti applicare le sanzioni previsti.

La richiesta di chiarimenti è stata fatta a ridosso della scadenza e, quindi, non otterrà di certo la risposta in tempo utile” commenta Giovanni Benaglia, il socio dello studio che si occupa del mondo del No Profit. “E’ lecito, quindi, a questo punto supporre che possa essere considerata superata la necessità di provvedere alla pubblicazione entro il 28 febbraio 2018”. Una proroga di fatto, quindi, che può essere supportata anche dalla nota del ministero del Lavoro del 23.02.2018, prot. n. 34/2540, nella quale si legge che la diversa interpretazone secondo la quale la norma dovrebbe riferirsi agli importi ricevuti nel 2017, da pubblicarsi entro il 28 febbraio 2018, avrebbe effetti retroattivi sull’obbligo di pubblicità, in contrasto con il principio generale di irretroattività della legge.

E’ interessante notare come anche il Mise sposi questa linea interpretativa” prosegue Benaglia “e arriva alla medesima conclusione del Ministero del Lavoro: applicare al 2017 la norma è, di fatto, una violazione non solo del principio generale dell’irretroattività della norma ma è anche una violazione del buon andamento della Pubblica Amministrazione. E’ pur vero che la norma è in vigore da Agosto 2017, ma è altrettanto vero che gli operatori si ritroverebbero a raccogliere dati per un periodo in cui la norma non era in vigore”.

Curioso, infine, il fatto che è lo stesso Ministero ad ammettere che non sa quali sono i soggetti destinatari della sanzione. Per come è scritta la norma, infatti, pare che siano solo le imprese che non pubblicano i dati nella nota integrativa. Tale considerazione scaturisce dal fatto che il terzo periodo del comma 125, che irroga la sanzione, è collocato dopo il periodo che impone l’obbligo pubblicitario a carico delle imprese e, nel determinare la data di decorrenza dei tre mesi per restituzione, fa riferimento alla “data di cui al periodo precedente”.

La chiarezza delle norme e dei termini non appartiene alla Pubblica Amministrazione” conclude Giovanni Benaglia.

Notizie Newsletter Grassi Benaglia Moretti, avvocati & commercialisti Allegati:  Nota del ministero del Lavoro del 23.02.2018, prot. n. 34/2540
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RUSH FINALE PER LA PUBBLICAZIONE ON LINE DEGLI INCARICHI PUBBLICI

Ancora poche ore a disposizione degli Enti, delle Cooperative sociali e delle Onlus in genere per adempiere all’obbligo imposto con la Legge 04/08/2017, n. 124.

L’art. 1 comma 125 prevede, infatti, che “entro il 28 febbraio di ogni anno, nei propri siti o portali digitali, le informazioni relative a sovvenzioni, contributi, incarichi retribuiti e comunque a vantaggi economici di qualunque genere ricevuti” dalle pubbliche amministrazioni largamente intese (cioè tutte le amministrazioni dello Stato, ivi compresi gli istituti e scuole di ogni ordine e grado e le istituzioni educative, le aziende ed amministrazioni dello Stato ad ordinamento autonomo, le Regioni, le Province, i Comuni, le Comunita' montane e loro consorzi e associazioni, le istituzioni universitarie, gli Istituti autonomi case popolari, le Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura e loro associazioni) nonché le controllate di diritto o di fatto direttamente o indirettamente da pubbliche amministrazioni, ivi comprese quelle che emettono azioni quotate in mercati regolamentati e le società da loro partecipate, e le società in partecipazione pubblica, ivi comprese quelle che emettono azioni quotate in mercati regolamentati e le società da loro partecipate) nell’anno precedente.

L'onere della pubblicazione non riguarda solo gli Enti associativi e le Onlus. Infatti, tutte le imprese che usufruiscono di finanziamenti di carattere pubblico come sopra indicati, saranno obbligati a riportare i medesimi dati “nella nota integrativa del bilancio di esercizio e nella nota integrativa dell'eventuale bilancio consolidato”.

L'obbligo non scatta qualora l'importo dei finanziamenti sia inferiore ai 10.000 euro. La sanzione per l'omessa indicazione, nel sito internet e nei documenti di bilancio, è salatissima: “l'inosservanza di tale obbligo comporta una sanzione pari alle somme erogate” (comma 126).

La norma ha degli evidenti caratteri di criticità”, afferma il dott. Giovanni Benaglia che per conto dello studio segue il mondo delle Onlus e del No profit. “Innanzitutto non si comprende da quando decorre. Nel disposto normativo si fa riferimento, infatti, a una generica affermazione del tipo “a decorrere da”, facendo presupporre che l'obbligo scatti dal 2018 e quindi la pubblicazione deve avvenire a febbraio 2019. Noi consigliamo, stante le sanzioni comunque elevate, di adottare un comportamento cautelativo e adempiere già all'obbligo a partire da quest'anno. La seconda criticità”, continua Benaglia, “riguarda il fatto di quali importi debbano essere indicati, se solo i contributi per l'attività sociale oppure anche quelli derivanti da appalti pubblici. Anche qui consigliamo un comportamento prudente: la norma parla “di sovvenzioni, contributi, incarichi retribuiti e comunque vantaggi economici di qualunque genere” lasciando intendere che va indicato tutto, compreso, quindi, anche ciò che deriva da appalti o servizi svolti per conto dei soggetti pubblici”.

Infine consiglio prudenza anche a quelle società che non rientrano nel novero del No Profit: anche la normale Srl, magari unipersonale, deve adempiere all'obbligo indicando gli importi nella nota integrativa: la dimenticanza, come abbiamo visto, può costare cara”.

 

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RUSH FINALE PER LA PUBBLICAZIONE ON LINE DEGLI INCARICHI PUBBLICI

Ancora poche ore a disposizione degli Enti, delle Cooperative sociali e delle Onlus in genere per adempiere all’obbligo imposto con la Legge 04/08/2017, n. 124.

L’art. 1 comma 125 prevede, infatti, che “entro il 28 febbraio di ogni anno, nei propri siti o portali digitali, le informazioni relative a sovvenzioni, contributi, incarichi retribuiti e comunque a vantaggi economici di qualunque genere ricevuti” dalle pubbliche amministrazioni largamente intese (cioè tutte le amministrazioni dello Stato, ivi compresi gli istituti e scuole di ogni ordine e grado e le istituzioni educative, le aziende ed amministrazioni dello Stato ad ordinamento autonomo, le Regioni, le Province, i Comuni, le Comunita' montane e loro consorzi e associazioni, le istituzioni universitarie, gli Istituti autonomi case popolari, le Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura e loro associazioni) nonché le controllate di diritto o di fatto direttamente o indirettamente da pubbliche amministrazioni, ivi comprese quelle che emettono azioni quotate in mercati regolamentati e le società da loro partecipate, e le società in partecipazione pubblica, ivi comprese quelle che emettono azioni quotate in mercati regolamentati e le società da loro partecipate) nell’anno precedente.

L'onere della pubblicazione non riguarda solo gli Enti associativi e le Onlus. Infatti, tutte le imprese che usufruiscono di finanziamenti di carattere pubblico come sopra indicati, saranno obbligati a riportare i medesimi dati “nella nota integrativa del bilancio di esercizio e nella nota integrativa dell'eventuale bilancio consolidato”.

L'obbligo non scatta qualora l'importo dei finanziamenti sia inferiore ai 10.000 euro. La sanzione per l'omessa indicazione, nel sito internet e nei documenti di bilancio, è salatissima: “l'inosservanza di tale obbligo comporta una sanzione pari alle somme erogate” (comma 126).

La norma ha degli evidenti caratteri di criticità”, afferma il dott. Giovanni Benaglia che per conto dello studio segue il mondo delle Onlus e del No profit. “Innanzitutto non si comprende da quando decorre. Nel disposto normativo si fa riferimento, infatti, a una generica affermazione del tipo “a decorrere da”, facendo presupporre che l'obbligo scatti dal 2018 e quindi la pubblicazione deve avvenire a febbraio 2019. Noi consigliamo, stante le sanzioni comunque elevate, di adottare un comportamento cautelativo e adempiere già all'obbligo a partire da quest'anno. La seconda criticità”, continua Benaglia, “riguarda il fatto di quali importi debbano essere indicati, se solo i contributi per l'attività sociale oppure anche quelli derivanti da appalti pubblici. Anche qui consigliamo un comportamento prudente: la norma parla “di sovvenzioni, contributi, incarichi retribuiti e comunque vantaggi economici di qualunque genere” lasciando intendere che va indicato tutto, compreso, quindi, anche ciò che deriva da appalti o servizi svolti per conto dei soggetti pubblici”.

Infine consiglio prudenza anche a quelle società che non rientrano nel novero del No Profit: anche la normale Srl, magari unipersonale, deve adempiere all'obbligo indicando gli importi nella nota integrativa: la dimenticanza, come abbiamo visto, può costare cara”.

 

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MAE: l'autorità deve salvaguardare il rispetto dei diritti umani fondamentali

Nella procedura d'esecuzione del mandato d'arresto europeo (MAE) l'accertamento del rischio connesso a trattamenti inumani impone di privilegiare i diritti umani fondamentali rispetto al principio di collaborazione.

Se lo Stato membro di esecuzione è tenuto ad accertare concretamente in relazione alla persona richiesta in consegna l'esistenza di un rischio collegato al divieto di pene o trattamenti inumani o degradanti, va al contempo salvaguardata la possibilità della realizzazione della consegna stessa, consentendo entro un tempo ragionevole allo Stato membro di emissione di rimuovere le condizioni ostative connesse a tale rischio. Qualora sulla base delle informazioni fornite non venga escluso tale rischio, l'esecuzione del mandato deve essere rinviata ma non può essere abbandonata e ne va informato Eurojus (cfr sent. Lanigan, C-237/15 PPU, 16 luglio 2015). Se l'esistenza del rischio non potrà essere esclusa in un tempo ragionevole, l'autorità potrà allora decidere se porre fino alla procedura di consegna, dovendosi in tal caso privilegiare, rispetto al principio di collaborazione, il rispetto dei diritti umani fondamentali.

(Cass. penale, II sezione, n. 8277/2018)

Avv. Patrick Francesco Wild

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MAE: l'autorità deve salvaguardare il rispetto dei diritti umani fondamentali

Nella procedura d'esecuzione del mandato d'arresto europeo (MAE) l'accertamento del rischio connesso a trattamenti inumani impone di privilegiare i diritti umani fondamentali rispetto al principio di collaborazione.

Se lo Stato membro di esecuzione è tenuto ad accertare concretamente in relazione alla persona richiesta in consegna l'esistenza di un rischio collegato al divieto di pene o trattamenti inumani o degradanti, va al contempo salvaguardata la possibilità della realizzazione della consegna stessa, consentendo entro un tempo ragionevole allo Stato membro di emissione di rimuovere le condizioni ostative connesse a tale rischio. Qualora sulla base delle informazioni fornite non venga escluso tale rischio, l'esecuzione del mandato deve essere rinviata ma non può essere abbandonata e ne va informato Eurojus (cfr sent. Lanigan, C-237/15 PPU, 16 luglio 2015). Se l'esistenza del rischio non potrà essere esclusa in un tempo ragionevole, l'autorità potrà allora decidere se porre fino alla procedura di consegna, dovendosi in tal caso privilegiare, rispetto al principio di collaborazione, il rispetto dei diritti umani fondamentali.

(Cass. penale, II sezione, n. 8277/2018)

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AL RIVIERA GOLF CON LA SQUADRA AGONISTICA FEMMINILE – GIORGIA PICCINI

Riviera Golf - Dom, 25/02/2018 - 20:47

Una ragazza giovane e decisa. E’ così che appare fin da subito Giorgia Piccini, la sedicenne urbinate (di Mercatello sul Metauro) che da quest’anno – insieme a Diletta Facchini e Isabella Antonelli – farà parte della squadra agonistica femminile del Riviera Golf, composta da tre giovanissime golfiste, pronte a competere sui campi italiani sotto l’egida del nostro campo.

Dopo che la squadra agonistica maschile, già all’attivo da alcuni anni, continua a gareggiare e ottenere risultati assolutamente in linea con le aspettative, il golf Manager del Riviera Golf – Michele Bosco – ha dato vita alla squadra in rosa, assieme a Massimiliano Tanfi che la seguirò dal punto di vista organizzativo (accompagnamenti, spostamenti, hotels).

Le ragazze saranno allenate dai professionisti della “Mauro Bianco Golf Academy” presenti sul campo marignanese, e – avendo già all’attivo numerose competizioni –  saranno coinvolte in tantissime sfide a squadre.

La squadra agonistica femminile del Riviera Golf avrà come obbiettivo quello di tenere alta la bandiera del campo e vivere appieno una passione che ormai è entrata pienamente nell’esistenza delle ragazze che ne fanno parte.

Come Giorgia, che incontriamo oggi per farle qualche domanda sul suo amore per il golf, sulle sfide che la impegneranno durante il 2018 e sulla squadra di cui fa parte, la squadra agonistica femminile del Riviera.

 

Da quanto tempo giochi a golf e come è nata la tua passione per questo sport?

Gioco da circa tre anni, quello corrente è il mio terzo anno di gare.

È iniziato tutto molto casualmente e in modo graduale. Prima di avvicinarmi al golf, praticavo la ginnastica artistica, dalla quale mi sono dovuta allontanare a causa di un problema fisico. Nel frattempo tramite alcune iniziative scolastiche, ho avuto la possibilità di recarmi più volte presso un piccolo campo pratica, dove fin da subito il mio approccio con il golf è stato assai positivo.

In seguito abbiamo partecipato ai giochi sportivi studenteschi di putt regionali e nazionali, e mi sono aggiudicata il primo posto: ed è così nata la mia passione per il golf, uno sport che mi ha conquistata sempre di più, colpo dopo colpo, giorno dopo giorno.

Anche grazie a Massimiliano Tanfi – che mi ha sempre motivata e supportata, e che accompagna me e le mie compagne di squadra in occasione dei trasferimenti e delle gare – il golf è ormai diventato parte integrante della mia vita e sono ormai tante le gare cui ho partecipato e che ricordo con emozione (in particolare
la mia prima vittoria in un Trofeo Giovanile, competizione ricca di adrenalina e tensione, soprattutto nelle ultime buche).

Nel 2018 saranno tante le sfide che mi vedranno gareggiare, sia singolarmente – portando comunque innanzi a me la bandiera del Riviera Golf – sia nell’ambito della squadra agonistica femminile di cui da quest’anno faccio orgogliosamente parte.

Alcuni sostengono che il golf sia uno sport appannaggio di solo un determinato e preciso target in termini di età, sesso, appartenenza sociale. Cosa ne pensi?

Ritengo che non ci sia assolutamente un limite di età: il golf può essere praticato da tutti, tenendo ovviamente presente che le aspettative di un giovane golfista sono diverse da quelle che motivano e caratterizzano una persona più adulta. E’ comunque uno sport dotato di grande trasversalità in termini di anagrafica, un mondo cui ci si può avvicinare a qualsiasi età, divertendosi e praticando all’aria aperta, con tutti i benefici che ne derivano.

Per quanto riguarda il sesso, sono convinta che non ci siano differenze sostanziali tra maschi e femmine, che negli ultimi hanno si stanno anzi avvicinando sempre di più al fairway, ottenendo ottimi risultati…e la squadra femminile del Riviera Golf ne è un ottimo esempio!

Infine, il preconcetto che vede il golf come appannaggio di un target dotato di potere di spesa assai elevato è ormai ampiamente superato: ci sono tante iniziative ed offerte legate a questo sport, cui ci si può avvicinare senza oneri realmente gravosi. Certo va sottolineato che – come in qualsiasi altro sport! – se si inizia a gareggiare in competizioni a livello nazionale – come accadrà alla nostra squadra agonistica femminile –  le spese legate agli spostamenti diventano necessariamente più significative.

Quali sono gli aspetti del golf che maggiormente ti affascinano e che ritieni utili per misurarti con te stessa e gli altri?

Credo che il golf rispecchi pienamente la vita e la personalità di chi lo pratica: lungo il percorso delle 18 buche emergono inevitabilmente anche le più piccole sfumature del carattere di ogni golfista, chiamato a misurarsi ad ogni colpo con sé stesso.

Amo il golf proprio per questo, poiché è una continua sfida, con le proprie paure e i propri limiti, uno sport capace di farti crescere e maturare giorno dopo giorno, sfida dopo sfida. Negli ultimi tre anni credo di essere cresciuta tantissimo e – grazie al golf – ho compreso che nella vita non bisogna arrendersi mai, ma lottare e fare sacrifici necessari ad ottenere risultati per noi importanti. E lo dimostrerò ancora una volta nell’ambito della squadra agonistica femminile del Riviera.

Fai parte della squadra agonistica femminile del Riviera Golf. Quali sono gli aspetti del campo che ami maggiormente?

E’ un campo ricco di aspetti tecnici assai interessanti: le prime nove buche, disegnate dall’architetto Luigi Rota Caremoli, risultano molto “delicate” e capaci di seguire le caratteristiche naturali del territorio in cui sono inserite, mentre le seconde nove – opera del canadese Graham Cook – ricordano un links scozzese, spesso reso difficile dalla presenza del vento. Ed è proprio la commistione tra aree così differenti che fanno del percorso del Riviera un’ottima occasione di gioco.

Inoltre, credo che il Riviera possa vantare la Club House più bella d’Italia. Mi piace molto il clima che si respira, soprattutto da quando a gestire la struttura è giunto Michele Bosco, Golf Manager con una mentalità propensa all’agonismo, aspetto che condivido pienamente e che emergerà durante le competizioni che ci vedranno coinvolte come squadra agonistica femminile.

Cosa significa per te poter affermare di far parte della squadra agonistica del Riviera?

Devo ringraziare il nostro Golf Manager Michele Bosco ed altresì il nostro accompagnatore Massimiliano Tanfi, che hanno creduto nella possibilità di dar vita a questa squadra, mirabilmente seguita dal punto di vista tecnico dalla “Mauro Bianco Golf Academy”, davvero una academy fatta da grandi professionisti capaci di prepararci al meglio alle diverse sfide che incontreremo durante la stagione 2018.

Saranno infatti tantissime le gare che affronteremo, come ad esempio i campionati regionali in aprile e il Trofeo Pallavicino per squadre giovanili femminili, occasioni importanti per far emergere la squadra agonistica femminile del Riviera Golf.

La squadra agonistica femminile è per me una splendida opportunità per poter competere all’interno di numerose gare a squadre, ed altresì per poter portare sempre più in alto il nome del Riviera Golf, che ha creduto in me e cui devo molto.

Per me è sicuramente un grande orgoglio far parte di questa squadra e ne sono onorata, e sono felice di poter condividere questa mia passione con le mie compagne, Diletta e Isabella,
ragazze simpaticissime con le quali ho uno splendido rapporto e una grande intesa dal punto di vista umano e golfistico.

Daremo il massimo per ottenere i migliori risultati possibili e far sì che la squadra agonistica femminile del Riviera Golf venga promossa in A1, questo è certo. Il mio sogno è quello di diventare
una professionista, e sono certa che, impegnandomi al massimo, potrò farcela.

Anche quest’anno quindi le sfide saranno tante e siamo certi che le ragazze sapranno mettere in pratica gli insegnamenti dei professionisti della Mauro Bianco Golf Academy per…portare al cielo la bandiera del Riviera Golf!

 

Riviera Golf: dove lo sport è solo l’inizio.

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“Il gruppo multifamiliare” di Edoardo Mandelbaum

Scuola di prevenzione José Bleger Rimini - Sab, 17/02/2018 - 00:13

Il Centro Studi e Ricerche “José Bleger”

Venerdì 2 marzo dalle ore 15.00 alle 19.00 in Corso Giovanni XXIII, n. 9 a Rimini

organizza il Seminario

“Il gruppo multifamiliare”

di Edoardo Mandelbaum

Psicologo Clinico, Psicoterapeuta Psicoanalitico, Discepolo e collaboratore nella Scuola di Psichiatria Dinamica di Pichon Riviere.  Fondatore della Associazione Psicologi di Buenos Aires e della Prima Cattedra di Comunità Terapeutica Psicoanalitica all’Ospedale Borda di Buenos Aires. Presidente della Sociedad Argentina de Terapia Familiar (1995-1998).   Nel 1964, assieme al Dott. Garcia Badaracco, ha iniziato le prime esperienze del gruppo Multifamiliare in Argentina,presso l’ospedale Borda.  E’ Assessore alla Salute Mentale del Municipio di San Isidro (Buenos Aires) per la costruzione delle Reti Multifamiliari per tutto il distretto. Coordinatore del dispositivo dei Grupos Multifamiliares nelle Istituzioni Psichiatriche Centri Comunitari, è Specialista nel lavoro clínico con pazienti gravi e le loro famiglie e Specialista in Psicologia Clinica di Famiglie e Coppie, nel Colegio de Psicólogi  della  Provincia di Buenos Aires. E’ Fondatore del Corso di Formazione Continua in “Teoría y Práctica del Grupo Multifamiliar desde el Psicoanálisis Integrativo” presso l’Ospedale Centrale di San Isidro

Il gruppo multifamiliare consiste in riunioni di intere famiglie pluri-generazionali che si incontrano e lavorano conversando tra di loro, coordinati da uno o più specialisti formati ad hoc, che funzionano in co-terapia e in équipe. Questo dispositivo permette un’ottimizzazione delle risorse, oltre che una più adeguata ed efficace risposta al disagio psicologico da parte degli operatori, dei servizi, dell’istituzione e di tutte le professionalità (psichiatri, neuropsichiatri infantili, psicologi, psicoterapeuti, educatori professionali, assistenti sociali, infermieri, ecc.) che gravitano intorno a situazioni multi-problematiche degli individui e delle famiglie.

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Filippo Bernabè : “Insegniamo oggi ai giovani campioni di domani”

Riviera Golf - Gio, 08/02/2018 - 18:00

Filippo Bernabè : Insegniamo oggi ai giovani campioni di domani!

Il golf negli ultimi anni ha saputo mostrare la propria inclusività e la propria trasversalità, caratterizzandosi finalmente per ciò che è davvero, al di là dei pregiudizi: uno sport avvincente, altamente ricettivo e capace di emozionare tanti appassionati, provenienti da categorie socio-economiche, di genere e anagrafiche assai diversificate.

Uno sport amato da un pubblico sempre più vasto, che vi si accosta tramite il supporto di circoli, iniziative e professionisti sempre più mirati e strutturati.

Oggi ne parliamo con Filippo Bernabè, grande promessa del golf italiano, giovanissimo e preparatissimo maestro della “Mauro Bianco Academy” del Riviera Golf.

 

Sei giovanissimo eppure hai già dimostrato il tuo valore sul green e intrapreso un viaggio ricco di soddisfazioni e sfide. Da dove ha origine la tua passione per la pratica golfistica?

E’ un amore nato grazie a mio padre, che mi ha fatto scoprire il golf all’età di otto anni e che amavo sfidare sul campo, perché questo ci permetteva di trascorrere del tempo insieme, facendo una coinvolgente attività all’aria aperta.

Come si è sviluppato il tuo percorso nell’ambito della pratica golfistica? Quale le tappe, i momenti per te più salienti di questo tuo viaggio sul green?

Quando mi sono avvicinato al golf, l’ho fatto innanzitutto per divertirmi: per me era “solo” un gioco avvincente ed entusiasmante. Poi un giorno ho conosciuto il mio primo maestro, Verardo Matteo, che fin da subito mi ha mostrato la possibilità di fare della mia passione un mestiere: da quel momento è iniziato il mio avvicinamento al mondo dell’agonismo e delle competizioni. È stata una strada lunga e molto impegnativa, ma dopo tanti tentativi sono finalmente riuscito ad ottenere la tessera da professionista tanto sognata.

Secondo te quali sono i focus e le principali caratteristiche che distinguono il golf dagli altri sport e ne fanno un unicum?

Al contrario di tanti altri sport individuali, nel golf non si ha (quasi) mai un avversario diretto: sul green il tuo primo rivale è costituito dalla tua mente, dalle tue paure. Quando competi all’interno di una gara, quando colpisci la pallina, quando ti metti alla prova, avverti fortemente questo conflitto e davvero non c’è niente di più gratificante della possibilità di superare te stesso, colpo dopo colpo, buca dopo buca.

Delle tante competizioni, tornei, gare golfistiche, quale ti ha lasciato un segno indelebile e speciale?

Ricordo due gare in particolare che mi hanno profondamente segnato, e che ancora di tanto in tanto rivivo nella mia memoria.

La prima è stata al golf Club Marcata: il mio primo giro “sotto par” in una gara federale importante, uno score di 68 che mi ha catapultato in terza posizione, dandomi la possibilità di confrontarmi con i migliori giocatori italiani di quell’anno. Una grandissima emozione, impossibile da cancellare.

La seconda competizione che resterà impressa a lungo nella mia memoria è certamente rappresentata dai Campionati a Squadre A2: giocavo per il Riviera Golf, e, dopo la certo non brillante prestazione dell’anno precedente, partivamo sfavoriti. La soddisfazione maggiore è stata – per me che ero il capitano del team – posizionarci tra le prime sei squadre e qualificarci per gli A1. Una giornata da ricordare!

Cosa pensi dell’attuale panorama golfistico nazionale, anche in rapporto a quello internazionale?

Quello del golf – nonostante non sia uno sport che ci appartiene culturalmente e storicamente –  è per me una pratica affascinante ed avvincente, che ha bisogno di essere promossa in modo sempre più completo, programmato e strutturato.  In Italia c’è ancora tanto da lavorare: dobbiamo attivarci, creare una proficua sinergia tra le varie realtà sportive, dare vita a promozioni e campagne articolate e attivarci per aumentare sempre più il numero di neofiti, appassionati e golfisti.

Sei parte della “Mauro Bianco Academy” del Riviera Golf di San Giovanni in Marignano. Quali sono i  nuovi messaggi e i nuovi obbiettivi previsti?

È per me un grande onore cominciare a far parte di un team di maestri professionisti e lavorare a stretto contatto con Mauro Bianco e Gianfranco Riandi, grandi golfisti con alle spalle una carriera fatta di successi e sfide avvincenti.

Cercherò di affiancarli con grande attenzione ed energia, mettendocela tutta per apprendere il più possibile dalla vicinanza con due grandi campioni come loro.

Il nostro obbiettivo primario nell’ambito della  Mauro Bianco Academyè certamente far crescere il golf ed in particolare il Riviera Golf, dando la possibilità – ai golfisti già appassionati ma anche ai neofiti – di praticare all’interno di un ambiente sano e familiare, e di vivere questo sport divertendosi e migliorando colpo dopo colpo.

Cosa provi alla idea di lavorare sul green del Riviera golf?

Sono profondamente legato al green del Riviera, che mi ha visto crescere giorno dopo giorno e dove ora ho la possibilità di far coincidere la mia passione per il golf e l’amore per un lavoro che mi regala grandi soddisfazioni. Non posso davvero chiedere di più al momento: sono pronto a partire con questa nuova avventura con un grande carico di energia, passione e aspettative!

 

Sei la dimostrazione di quanto il golf possa essere amato e praticato anche dai ragazzi più giovani, energici e attivi. Quale direzione dovrebbe prendere la pratica golfistica per dimostrare la propria inclusività e trasversalità?

La scorsa estate ho potuto fare una esperienza molto formativa: ho infatti svolto il ruolo di maestro all’interno del Riviera Summer Camp, il camp estivo dedicato ai più piccoli (dai 6 agli 11 anni) e finalizzato ad avvicinare i giovanissimi alla pratica golfistica.

Per rendere la pratica golfistica ancora più fruibile ai giovani neofiti, per le attività del camp abbiamo scelto il metodo SNAG®, sistema ideale per l’approccio del golf in quanto appositamente studiato a partire dai due anni: sviluppato negli Stati Uniti, esemplifica tutti gli elementi basilari del golf, utilizzando una attrezzatura funzionale all’apprendimento dei bambini (palline contrassegnate da frecce per  visualizzare la direzione di gioco, supporti che sostituiscono la buca ed aiutano i principianti nel fare centro, bersagli simili a quelli del tiro con l’arco ed indicati a perfezionare la mira, bastoni diversificati a seconda delle diverse età). E’ certamente un metodo innovativo per avvicinare i più piccoli al golf, perché insegna la tecnica in modo divertente e naturale, partendo da sistemi di gioco che solo apparentemente sono più semplici rispetto alla classica lezione teorica, ma hanno come quest’ultima l’obiettivo di preparare tecnicamente i bambini, tenendo sempre presente la loro innata propensione al divertimento e al ludus.

Questa bellissima esperienza è stata per me centrale per capire quanto il golf possa essere apprezzato anche dai più piccoli, che –  quasi quanto innanzi ai tanto diffusi e criticati videogiochi! – si sentono spronati a tentare e ritentare all’infinito il colpo, misurandosi attimo dopo attimo con le difficoltà incontrate sul green, crescendo così attraverso la sfida contro se stessi.

Il golf è uno sport davvero trasversale e capace di far maturare i piccoli neofiti, ponendoli a contatto con valori e principi che risultano poi fondamentali anche nella quotidianità al di fuori della pratica golfistica: ad esempio, nel golf non ci sono arbitri quindi al bambino sono richiesti grande integrità e rispetto nei confronti del campo, del gioco e degli altri giocatori…davvero un grande insegnamento da trasferire dal green alla vita di tutti i giorni!

 

Cosa ti aspetti dalla nuova stagione del Riviera Golf?

Sono molto fiducioso quando penso al prossimo futuro del Riviera Golf: ho dei colleghi fantastici, entusiasti e preparati, che come me daranno certamente il massimo nell’ambito di un campo – quello del Riviera Golf – che anche nell’ultimo periodo ha conosciuto un vero e proprio cambio di marcia, attraverso il miglioramento dei servizi, la creazione di offerte altamente diversificate e il rinnovamento di uno spirito golfistico sempre più dinamico e fresco.

Sono certo che, grazie alla “Mauro Bianco Academy”, ai numerosissimi golfisti che ci seguono e ai tanti neofiti che miriamo a coinvolgere, quella che abbiamo davanti sarà una grande stagione per il nostro green e un grande momento di crescita professionale e personale anche per…Filippo Bernabè.

 

Tel. +39 0541 955009
Email info@rivieragolf.it

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Gianfranco Riandi: quando il golf vive tra passione, strategia e un proficuo eterno presente.

Riviera Golf - Ven, 02/02/2018 - 14:22

Gianfranco Riandi: quando il golf vive tra passione, strategia e un proficuo eterno presente.

 

Un golfista con una articolata carriera alle spalle, da sempre impegnato sul green. Uno sportivo deciso a rendere evidente la grande inclusività e la potente trasversalità insite nella pratica golfistica.

Incontriamo Gianfranco Riandi, che da quest’anno insegnerà nell’ambito della “Mauro Bianco Academy” e che ci racconta il suo amore per il golf, gli obiettivi in programma per il 2018 e le emozionanti novità targate Riviera Golf.

 

È professionista dal 1991. Da dove nasce la sua passione per la pratica golfistica?

Ho iniziato a giocare a golf a sette anni, seguendo l’esempio di mio padre, ottimo golfista che seguivo durante gli allenamenti presso il circolo all’Olgiata, a Roma, ove abitavamo. Si trattava di un centro golfistico che già allora rientrava fra i più importanti d’Italia: disegnato dall’architetto inglese Kenneth Cotton, era già un percorso insidioso che offriva la possibilità di mettersi alla prova e fare pratica.

Il mio maestro e mentore fu Ugo Grappasonni, papà di Silvio, amico di una vita. Con il fratello Guido ci allenavamo fino allo stremo.

Capii presto che, nella vita, volevo vivere e respirare il golf: ed è ciò che ho fatto e continuo a fare tuttora, con la stessa passione di sempre.

Quali sono state le tappe professionali che hanno maggiormente segnato il suo percorso?

Giocavo nella squadra dell’Olgiata e nel 1986 vincemmo il campionato nazionale a squadre.

Nel 1991 decisi di passare a pro: furono anni intensi e stimolanti, ed ebbi la fortuna di essere seguito da un grande maestro, il celebre Dennis Pugh (mi diceva che il mio swing gli ricordava quello di Nick Faldo!), che ho sempre stimato per la schiettezza e la grande umanità che dimostrava sul green ma anche nella vita di tutti i giorni.

Nel 1995, insieme a Gianluca Pietrobono e Vasco Valerio, inaugurai il campo pratica “Tevere golf”, primo campo pratica pubblico a Roma, che ha permesso – allora come adesso – l’avvicinamento a questo sport da parte di un pubblico vastissimo. Avevamo in programma un obbiettivo ambizioso, in cui credevamo: quando ancora il golf era uno sport difficilmente accessibile a causa della considerevole quota annuale, miravamo a far conoscere la pratica golfistica, per renderla così praticabile da un pubblico più vasto e mostrarne le potenzialità trasversali.

Un giorno mi portarono una ragazzina bionda e delicata, e dopo le prime lezioni pensai che aveva potenzialità straordinarie: si chiamava Diana Luna…

In quel periodo alternavo le gare nazionali ed internazionali con la gestione del campo pratica, e nel 2000 vinsi il torneo Carta Nazionale, che bissai nel 2004.

Nel 2008 conquistai invece il “Torneo regionale professionisti del Lazio”, nell’ambito del quale provai la grande emozione di aver accanto un caddy d’eccezione, mio figlio Pierpaolo!

Ho sempre avuto particolarmente a cuore le attività giovanili e, durante i miei dodici anni di insegnamento al Circolo dell’Olgiata, ho seguito a lungo il Club dei giovani, allenando e supportando ogni elemento della squadra. Indimenticabile la vittoria del 2016: ero il coach della squadra agonistica maschile che ha vinto il campionato italiano Pallavicino, sfidando i più forti circoli nazionali.

Per diversi anni ho poi allenato un giovane promettente, Edoardo Lipparelli, già campione italiano, che per meriti sportivi ha frequentato i prestigiosi college di Wellington in Inghilterra, e Illinois in America.

 

Quali sono le principali caratteristiche che contraddistinguono il golf rispetto agli altri sport e ne fanno un unicum?

Il golf è un gioco che ha uno svolgimento particolarmente lungo: sono infatti pochissimi gli sport che possono richiedere quasi 5 ore per essere completati. Ne consegue che all’interno della pratica golfistica uno degli aspetti più importanti da affrontare è certamente la tensione a migliorare la concentrazione e mantenerla per tutte le diciotto buche del green, obiettivo assai ostico da perseguire.

La mancanza di concentrazione è un aspetto che incide gravemente sullo score finale, ma fortunatamente esistono diverse modalità che consentono di migliorare la performance nell’ambito dell’attenzione, modalità che cerco di trasmettere con particolare cura ai miei allievi.

Per ottenere un buon risultato, è necessario arrivare “mentalmente freschi” prima di ogni nuovo colpo, cercando di “spegnere” la mente e frenare l’ansia tra un colpo e l’altro. Questo significa mettere in pratica una serie di procedure mentali che permettano al golfista di non pensare ai colpi precedenti (a meno che non siano stati buoni!), al prossimo colpo, allo swing e –  in generale – lasciare libera la mente da ogni pensiero che conduca a tensione e frustrazione.

Mentre si gioca, è necessario evitare di focalizzarsi sulle speculazioni frutto di incertezza e ansia da prestazione, perché in caso contrario si rischia di consumare le preziose energie mentali di cui dispone il giocatore, che rischia così di perdere la concentrazione, così vitale sul green.

In definitiva quindi, per migliorare l’attenzione durante il gioco, ed in particolare durante l’intervallo tra un colpo e l’altro, è fondamentale liberarsi dal disordine mentale prima di ogni colpo successivo: tra un colpo è l’altro lo stato mentale ideale è “essere nel presente”, con mente libera.

 

Cosa pensa del panorama golfistico nazionale?

Negli ultimi dieci anni, se si escludono gli ultimi anni particolarmente influenzati dalla congiuntura economica negativa, si è registrata in molti Paesi una crescita costante in termini di diffusione del golf, sia dal punto di vista della partecipazione, sia dal punto di vista dell’offerta golfistica.  Ciò è avvenuto, principalmente, grazie ad una maggiore facilità di accesso al gioco e all’aumento della partecipazione giovanile.   In  particolare    in  Italia   la  crescente diffusione  del Golf  è dovuta all’adozione  di nuove  disposizioni  promosse  dalla  Federazione  Golf  e anche al notevole  impegno  dei  singoli  circoli  per  incentivare  la  partecipazione  dei più  giovani.

In passato, il gioco del golf  era  organizzato  in  modo  tale che  l’accesso  al  green  fosse rigidamente  controllato:  si doveva  obbligatoriamente  essere  soci presso  un  circolo  e  ciò comportava  il pagamento  di una  considerevole  quota  annuale.  Dal 2007 questa disposizione non  è più  vincolante  ed  è  stato  introdotto  il  cosiddetto “Tesseramento  Libero” che, a  fronte  di  una  quota  annuale di venti Euro,  prevede  la possibilità per  un  giocatore  junior  di  accedere  a  tutti i  campi  affiliati,  pagando  esclusivamente  la  singola giornata  di gioco.

La  partecipazione  giovanile  è  poi cresciuta  anche  grazie  al  rinnovato  interesse  dei Golf  Club  nei confronti  delle  iscrizioni giovanili, che vengono promosse dalla  maggior  parte dei circoli presenti  sul territorio  nazionale,  attraverso la creazione di  iniziative  promozionali  mirate e finalizzate ad incentivare l’interesse dei giovani, a seguire la  crescita  dei giocatori, a supportare l’attività  agonistica  degli  atleti migliori e più  motivati,  a educare al rispetto  dello  “spirit  of  the  game”  e  alle  regole  di  etichetta.

Analogamente a quanto accade  in  Italia,  anche  i  Paesi ritenuti  più  “evoluti”  dal  punto  di vista  golfistico  hanno  concentrato  i  propri sforzi  sui medesimi obiettivi,  con  lo  scopo  di promuovere  la  diffusione  del  Golf  e  formare  campioni nazionali,  investendo  sui  talenti più  promettenti.

Sono certo che la Ryder Cup, che si giocherà in Italia nel 2022 presso il Circolo Marco Simone, sarà in grado di dare grande risalto a questo splendido sport, e gli italiani non potranno rimanere indifferenti.

 

Fai parte della Mauro Bianco Academy: quali sono gli obiettivi che vi siete prefissati di raggiungere nel corso di quest’anno?

Sono sempre stato un coach convinto che all’allenamento vada affiancato una intensa programmazione strategica del gioco. Nel golf conta certamente il dato fisico, più tangibile e materiale, quello che ha a che fare in primis con il movimento e con il colpire la pallina. È però fondamentale focalizzarsi sugli aspetti strategici: ogni gioco ha infatti le sue strategie, e  – per un buon gioco sul green – nulla deve essere lasciato al caso. La comprensione della corretta strategia fa la differenza fra due giocatori che in campo pratica appaiono parimenti forti, ed è uno degli obiettivi che cercherò di trasmettere agli allievi che seguirò sul green del Riviera Golf.

 

Quali sono le caratteristiche peculiari del green del Riviera?

Il Riviera Golf Club rappresenta certamente una eccellenza sul territorio romagnolo: il suo percorso, che presenta ostacoli d’acqua alternati a tratti boscosi e green presidiati da bunker insidiosi, è una struttura che si presta ad accogliere diverse tipologie di giocatori, dai neofiti a quelli più esigenti. Il green del Riviera è una realtà perfetta per i tanti golfisti appassionati che risiedono in zona, ma anche per i numerosissimi turisti che da marzo a ottobre animano le coste romagnole.

Ho accettato con entusiasmo l’opportunità di lavorare in questa splendida location, per poter contribuire alla diffusione di questo gioco, ma soprattutto per far comprendere a chi già gioca la possibilità di migliorare il proprio gioco attraverso la messa a punto delle strategie, alla base di ogni buona performance. Troppo spesso infatti i maestri di golf focalizzano la lezione sulle modalità con cui si colpisce la pallina, ma non svolgono lezioni in campo, cruciali per rendere ottimale l’allenamento con il maestro.

 

Cosa ti aspetti dalla nuova stagione del Riviera Golf?

Gli obiettivi che noi della “Mauro Bianco Academy”, realtà differente da quelle esistenti in Italia, ci siamo prefissati sono numerosi e articolati: in primis miriamo a far sì che la nostra Academy – attraverso l’organizzazione di clinic, eventi per i bambini e offerte speciali – diventi il punto di riferimento per coloro i quali desiderino iniziare a conoscere questo bellissimo gioco, e l’estate sarà certamente l’occasione adatta anche ai tanti turisti occasionali per avvicinarsi a questo sport.

Altra finalità per noi centrale risiede nella possibilità che la nostra scuola divenga quasi un prezioso “passaggio obbligato” per i giocatori che desiderino un Up-grade del livello del loro gioco, attraverso speciali sessioni di strategia in campo.

Infine, fondamentale per tutto il team della Academy, è riuscire a rendere unica e indimenticabile ogni giornata trascorsa al Riviera Golf Resort: e sono certo che con la sinergia che si è già creata all’interno della nostra squadra, la location eccezionale e la positività che si respira quotidianamente sul green, questo sia un obiettivo assolutamente…vincente!

 

 

Mauro Bianco Golf Academy: ogni giorno un obiettivo.

 

 

 

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Mauro Bianco Golf Academy: dove il golf scrive la storia

Riviera Golf - Mer, 24/01/2018 - 17:05

Mauro Bianco classe ’62, professionista dal lontano 1984, una carriera ricca di successi, gare ed ottimi risultati.

Sarà la punta di diamante della “Mauro Bianco Golf Academy”, che da quest’anno i golfisti – già praticanti o neofiti – potranno trovare presso il Riviera Golf di San Giovanni in Marignano.

Tantissimi i progetti in programma, numerosi ed articolati gli obiettivi previsti, variegate le declinazioni delle attività in calendario per la stagione 2018.

Iniziamo a scoprire le novità attraverso l’intervista che il maestro Bianco ci ha rilasciato per delineare un anno che si preannuncia ricco di stimoli ed entusiasmo.

 

Quale l’origine del suo amore per la pratica golfistica?

“Il mio amore per questo sport è nato da mio padre Mario, anche lui maestro di golf, nei primi anni ‘60 al Golf Club Menaggio, uno dei campi più vecchi d’Italia, dove abitavamo una casa collocata sul Tee della buca uno. A quel tempo non esistevano né golf cart né carrelli elettrici, solo i caddies, che nei momenti di pausa o nell’attesa dei loro clienti, mi portavano in campo a giocare. Lì è scattata la scintilla.”

Come si è sviluppato il suo percorso professionale? Quale le tappe, i momenti più salienti di questo suo viaggio sul green?

“Il mio percorso professionale è partito a 22 anni. In quel periodo le gare erano poche e non era facile competere: ad ogni torneo incontravi “il meglio” del golf professionistico. Insieme ad alcuni colleghi Italiani nel 1985 mi sono iscritto alla qualifica per giocare il Tour Europeo, superandola e ottenendo la possibilità di misurarmi in quel contesto così stimolante.

Con la carta del Tour ho giocato fino al 1987, anno in cui è arrivato il grande Costantino Rocca, professionista dal grande successo e uomo profondo, sicuro e caparbio con il quale ho condiviso tante trasferte e bellissimi ricordi.

Dopo questa esperienza, molto positiva per la mia crescita professionale ed umana, ho giocato alcuni anni sul Challenge Tour.

Nel 1994 sono stato poi scelto dal Golf Club Bologna, il circolo più prestigioso della città e storico campo emiliano, dove ho lavorato come maestro titolare fino al 2016.”

Quali sono i focus e le principali caratteristiche che distinguono il golf dagli altri sport e ne fanno un unicum?

“La pratica golfistica possiede caratteristiche e finalità che la avvicinano certamente agli altri sport: divertirsi con gli amici e giocare bene per chi la vive come passa tempo, vincere, dare il meglio di sé o primeggiare per chi la affronta come professione.

Quello che invece distingue il golf è la possibilità di giocare immersi nella natura e godere di paesaggi e posti meravigliosi, ma altresì la riservatezza, le riflessioni, i calcoli, i tempi “morti” che ci sono tra un colpo e l’altro, e che permettono al giocatore di vagare con la mente, seguendo il flusso dei pensieri.

Ma più di tutte il golf ha una caratteristica che lo diversifica significativamente nel panorama sportivo: insegna all’educazione ed al rispetto per i compagni di gioco, anche se avversari.

Gli altri sport sono diventati molto esasperati, spesso non si ha tempo per riflettere, ma si vive una incessante lotta contro il tempo ed il cronometro: il golf invece è ancora lo stesso.”

Delle tante gare e tornei, quale ha lasciato un segno indelebile e particolare nella sua memoria di golfista?

“Penso in particolare a due diverse competizioni, che mi porterò sempre nel cuore: i “Campionati del Mondo dilettanti a squadre”, la gara più importante a cui un appassionato possa partecipare, dove i migliori quattro atleti di ogni nazione si sfidano per quattro giorni; ed il “British Open Senior”, giocato recentemente nel 2015, dove mi sono confrontato con Tom Watson, Gary Player, Fred Couples, Bernard Langer e tanti altri grandi campioni del golf.”

Cosa pensa dell’attuale panorama golfistico nazionale?

Sono certo che si possa e si debba fare molto di più: in Italia mancano la cultura e la consapevolezza, ed il golf è ancora visto come un gioco e non come un vero e proprio sport. Francesco Molinari e Matteo Manassero sono attualmente le nostre risorse più grandi, e dovremmo sfruttare meglio l’enorme risonanza che questi due atleti stanno avendo in campo mondiale.

Nonostante il numero così esiguo di golfisti praticanti in Italia, il rapporto tra il livello agonistico dei giocatori italiani e quello del resto del mondo è positivo. Mi piacerebbe che la Federazione preparasse un programma ben articolato, da portare in ogni regione del nostro Paese per lo sviluppo del golf a livello giovanile, iniziativa che si rifletterebbe poi in modo proficuo sui genitori, incrementando il numero dei golfisti italiani.”

E’ l’anima della “Mauro Bianco Golf Academy” del Riviera Golf. Quale è il focus del nuovo messaggio e dei nuovi obbiettivi previsti?

“Centrale per noi sarà mostrare la possibilità di praticare il golf con facilità e divertimento.

Per quanto concerne gli obiettivi che ci siamo posti, siamo determinati a far sì che i soci del Riviera Golf frequentino il green anche al di fuori delle gare,  e che – grazie alla presenza quotidiana dei professionisti della “Mauro Bianco Golf Academy” – possano allenarsi regolarmente su tutte le aree del gioco, sia sul percorso sia in campo pratica, anche attraverso esercizi specifici, ed avere così la possibilità di confrontarsi con noi e con gli altri giocatori, attraverso incontri periodici per verificare costantemente i loro progressi.

Inoltre abbiamo in programma di potenziare la dimensione agonistica, resa possibile anche dall’ottima posizione geografica e dalla struttura della realtà del Riviera, così completa ed articolata: vorremmo che il nostro campo diventasse un punto di riferimento per chi scelga di fare del golf una professione. In quest’ottica si inserisce la volontà di portare le squadre agonistiche maschili e femminili a qualificarsi tra le prime 12 del ranking nazionale, e conseguentemente creare tra coloro i quali svolgono attività agonistica giovanile il desiderio di poter essere selezionati agli allenamenti con la prima squadra.

Abbiamo previsto inoltre corsi mirati al perfezionamento nelle aree di gioco più tecniche e difficili, a tutti i livelli e per tutte le categorie. Short Clinic, Golf Clinic ed anche un corso mirato per neofiti ad un costo vantaggioso per chi si vuole avvicinare a questa disciplina così coinvolgente.

Le novità in programma sono davvero tante ed altamente diversificate.

All’interno della nostra Academy saranno poi coinvolti due golfisti validi e preparati, che mi affiancheranno durante tutto l’anno: l’amico Gianfranco Riandi, professionista di Roma che vive a Bologna da qualche anno, profondo conoscitore delle tecniche golfistiche ed ottimo stratega in campo; e il giovane Filippo Bernabé, assistente in costante crescita dal punto di vista personale e organizzativo, sempre attento e disponibile ad imparare, dotato di una profonda empatia che gli sarà utile per interfacciarsi con i giovani e portare avanti lo sviluppo dell’attività giovanile, compreso il progetto dedicato al coinvolgimento delle realtà scolastiche disseminate all’interno del nostro territorio.”

Quali sono le caratteristiche peculiari del green del Riviera che l’hanno spinta a intraprendere questa nuova tappa del suo percorso professionale e ovviamente personale?

 

“Il campo del Riviera Golf – realizzato in due momenti differenti da Luigi Rota Caremoli e Graham Cook, architetti di fama internazionale – anche se “giocato” per più giorni consecutivi non dà minimamente l’impressione della monotonia. E’ un green che risulta molto tecnico nella prima parte e in quella finale, mentre nella parte centrale del percorso pare perfetto per i “picchiatori”: questa varietà nell’andamento del terreno e nell’aspetto dei fairway e delle buche rende il campo molto divertente da vivere, e contribuisce a contraddistinguerlo positivamente.

 

La spinta ad intraprendere questa nuova tappa del mio percorso professionale e personale viene da Michele Bosco, Golf Manager del Riviera Golf, il quale nell’estate del 2017, spiegandomi il suo progetto, ha manifestato fortemente la volontà di avermi al suo fianco. La proposta mi ha attratto e da subito ho condiviso il desiderio di mettere in pratica un progetto ben strutturato e declinato in tante differenti proposte e vari interventi.

 

Abbiamo concordato la necessitò di una Golf Academy ben strutturata, ove tutti i golfisti già praticanti o neofiti potessero trovare un punto di riferimento stabile per potersi allenare e trarne risultati vincenti e concreti.

Questa è per me una bellissima sfida, e sono certo che la sinergia tra il Riviera Golf e la “Mauro Bianco Golf Academy” risulterà vincente.”

 

Cosa si aspetta dalla nuova stagione del Riviera Golf?

“Sarà certamente una stagione molto stimolante: il rapporto e la sinergia tra noi professionisti e tutti i soci si approfondirà sempre di più, e mi auguro che il legame tra tutti i soggetti diventi in breve tempo solido. Uno dei miei obiettivi principali resta sempre quello di poter insegnare ai golfisti del Riviera Golf come sia più semplice colpire la palla in maniera ferma e consistente, unitamente alla volontà di porre le basi strategiche e concrete per la stagione successiva, portando le nostre squadre in giro per l’Italia e facendo loro raggiungere ottimi risultati.

C’è molto da fare e l’atmosfera in cui abbiamo la possibilità di operare al Riviera Golf è davvero energica, positiva e ricca di stimoli. Sarà un anno intenso!”.

 

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Michele Bosco: una vita tra sport e turismo

Riviera Golf - Mer, 17/01/2018 - 13:51

Classe ’69, bolognese, ex tennista inserito da sempre nel mondo dello sport e del mondo alberghiero. Stiamo parlando di Michele Bosco, nuovo Golf Manager presso il Riviera Golf di San Giovanni in Marignano.

Oggi lo incontriamo per porgli qualche domanda e comprendere meglio il nuovo percorso intrapreso dal celebre campo 18 buche par 70, inserito nel bellissimo contesto naturalistico dell’oasi naturale del fiume Conca.

Come si è sviluppato il suo percorso professionale?

“Sono partito dalla vera e propria gavetta, lavorando come responsabile delle attività sportive presso numerosi villaggi e realtà turistiche: per quindici anni ho collaborato con diversi tour operator, confrontandomi con luoghi e contesti assai diversificati. Poi, in seguito a diversi corsi di formazione, ho via via scalato posizioni e ruoli, arrivando a ricoprire ruoli manageriali nei resort in giro per il mondo: Tunisia, Messico, Egitto, Marocco, Mauritius; costa d’Avorio, Grecia…

La mia è stata una esperienza molto intensa che mi ha regalato tantissime esperienze appassionanti e formative, momenti che mi porto ancora dentro e che costituiscono – ne sono certo – un bagaglio importante e fondamentale per la mia vita e la mia carriera.

Otto anni fa ho avvertito il desiderio di tornare in Italia, continuando a lavorare nel settore alberghiero, in particolare come manager presso grandi strutture e “hotels business” a Milano, Roma ed altresì presso La  Franciacorta.

Il mio lavoro – all’estero ma anche in Italia – è sempre stato centrato su un focus per me fondamentale: il contatto con le persone, la sinergia che si crea all’interno dei rapporti, e sono convinto che l’ambito alberghiero sia una realtà che offre moltissimo da questo punto di vista.”

La sua passione per il golf è relativamente recente, ma le ha già regalato numerose esperienze e soddisfazioni. Ci racconta l’origine di questo colpo di fulmine, così intenso?

“Ho sempre amato lo sport: a cinque anni a Bologna iniziai a praticare il tennis che fu per molto tempo una passione importante e mi offrì l’opportunità – verso i quattordici anni – di confrontarmi su campi importanti all’interno di tornei di livello agonistico nazionale e internazionale.

La mia scoperta del golf è legata al Marocco, quando avevo trent’anni e lavoravo presso un resort ad Agadir; un giorno, quasi per caso, mi accostai alla pratica golfistica che, nonostante fossi da sempre uno sportivo, avevo sempre snobbato: fu un vero e proprio colpo di fulmine e da quel momento non smisi più di praticare, formandomi nel gioco e nella tecnica con l’impegno dell’autodidatta.

Nel golf fui avvantaggiato dal tennis, praticato così a lungo negli anni precedenti: grazie alla mia attività tennistica infatti, conoscevo il sacrificio insito in una buona pratica sportiva e comprendevo altresì le dinamiche insite nelle competizioni agonistiche.”

Quali sono i focus che distinguono il golf dagli altri sport e ne fanno un unicum?

“Il golf è uno sport particolarissimo: non esiste una vera e propria gara, in quanto non esiste uno scontro diretto o fisico con l’avversario. Lo scontro è in primis contro il campo, contro te stesso, e solo secondariamente con gli altri golfisti. E’ lo sport più tecnico e più difficile esistente, in cui fondamentali risultano – oltre alla necessaria tecnica di gioco –  la concentrazione e la calma necessarie ad ottenere una buona performance. Nel Golf poi esiste una difficoltà ulteriore costituita dal lasso di tempo che intercorre tra un colpo e l’altro, momenti spesso infiniti ed assai rischiosi perché in grado di far venire meno la concentrazione necessaria; in quei frangenti è poi assai frequente ripensare all’errore appena compiuto, allo swing sbagliato, al colpo fallito: niente di più pericoloso perché nel golf non bisogna pensare a ciò che è appena avvenuto, ma a ciò che è necessario affrontare poi.”

Ha partecipato a tante competizioni, tornei, gare golfistiche. Quale esperienza Le ha lasciato un segno indelebile e particolare?

“Sono tante ormai le esperienze che porto con me, ma tra tutte una delle più significative resta certamente la recente Qualifica in Spagna per guadagnare una Carta per l’Alps Tour ( circuito professionistico europeo minore ) per  quando a quarantanove anni mi sono confrontato con tantissimi giovani che si stanno avvicinando al mondo professionistico; quell’occasione mi ha regalato una bellissima emozione, e mi ha altresì offerto la conferma che nel golf – dove sono giunto ormai ad avere un handicap 0 – la determinazione non ha discriminazioni anagrafiche.”

Cosa pensa dell’attuale panorama golfistico nazionale?

“Benché il golf sia uno sport non ancora diffusissimo, nel nostro Paese abbiamo la fortuna di avere grandi esponenti del golf mondiale: i fratelli Molinari, Renato Paratore, Nino Bertasio, Matteo Manassero e tanti altri. I nostri golfisti ottengono ogni anno ottimi risultati in ambito europeo e mondiale, ed è altresì da sottolineare l’attività giovanile dilettantistica che – attraverso le diverse squadre nazionali – è in grado di portare ad ottime performances, dimostrando l’alto livello insito nelle nostre “scuole di preparazione”. Mi auguro che questo cammino prosegua lungo la strada così brillantemente intrapresa. E che faccia avvicinare tanti giovani a questo sport meraviglioso.”

E’ Golf Manager presso il Riviera Golf di San Giovanni in Marignano. Quale è il focus del nuovo messaggio e dei nuovi obbiettivi previsti dalla nuova direzione?

“Per noi del Riviera Golf risulta fondamentale dimostrare quanto la pratica golfistica sia una disciplina trasversale e inclusiva, capace di superare l’antico pregiudizio che la vede esclusivamente come pratica elitaria dedicata solo ad una determinata categoria socio-economica, anagrafica e di gender.

In questa direzione vanno i tanti eventi in programma, come la creazione del “Riviera Summer Camp 2017”, l’innovativo campo estivo dedicato ai giovanissimi che ha avuto luogo la scorsa estate e che – grazie al metodo  SNAG®, sistema americano appositamente studiato a partire dai due anni e capace di esemplificare tutti gli elementi basilari della pratica golfistica, utilizzando un’attrezzatura funzionale all’apprendimento – rende manifesta la volontà del Riviera Golf di estendere il target del mondo golfistico.

Sono tante le iniziative che abbiamo creato per avvicinare i più giovani al mondo del golf: offerte mirate, corsi di avvicinamento e perfezionamento, un intenso programma gare sviluppato lungo le dodici mensilità dell’anno e tante modalità diversificate per mostrare l’altissima inclusività di questa pratica sportiva e per farla conoscere ai tanti neofiti –  più o meno giovani – che decidono di compiere i primi passi sul green.

Rientra poi sempre all’interno del nostro intento di dimostrare la democraticità e la trasversalità del golf anche il nostro impegno ad inserirci nel mercato turistico relativo non solo al panorama nazionale, ma anche a quello estero, che negli ultimi ha dimostrato la propria carica attrattiva e propulsiva: un’ottima occasione anche per il Riviera Golf di guardare con energia ad orizzonti sempre più ampi e proficui.”

 

Quali sono le caratteristiche peculiari del vostro campo da gioco?

 

“Il Riviera Golf – che si estende su una superficie di 72 ettari ed è situato all’interno della bellissima oasi faunistica del Conca – è stato ridisegnato seguendo un progetto capace di preservare le favorevoli caratteristiche naturali del percorso con i suoi morbidi saliscendi, in grado di soddisfare le esigenze di un ampio e diversificato target di appassionati (professionisti, dilettanti, ladies, senior e junior). Il campo (18 buche e par 70) è costituito da zone di gioco molto differenziate, da un attrezzato campo pratica, 9 buche executive, putting green, pitch e bunker green, diventando altresì espressione del possibile connubio tra fascino del territorio e creatività dei progettisti.

Le prime 9 buche, disegnate dal noto architetto Luigi Rota Caremoli, si sviluppano lungo il paesaggio collinare all’interno del Parco naturale della Valle del Fiume Conca e sono caratterizzate da numerosi ostacoli d’acqua (animati da una grande varietà di specie volatili che contribuiscono a rendere l’oasi un luogo di elevato pregio ambientale e naturalistico) contornati da alberi: qui il giocatore deve necessariamente prevedere una grande attenzione nel colpo e nello swing, in cui precisone e gioco “attento” giocano un ruolo fondamentale.

Le seconde 9 buche sono state realizzate dal canadese Graham Cook – celebre progettista di tante altre strutture golfistiche – che nel suo progetto ha valorizzato i naturali profili collinari del luogo, creando un tracciato dai lunghi fairway di ispirazione americana, in cui le buche sono impostate “a percorso linx”, costituito da campi piatti e lineari, senza alberi, dove grande difficoltà è rappresentata dal vento; altro nodo cruciale è poi costituito dal raf che – a differenza dalle zone estremamente curate del fairway – è caratterizzato dalla vegetazione incolta che crea un ulteriore sfida anche al golfista più esperto.

Tutto ciò contribuisce, presso il Riviera golf, a creare un’esperienza di gioco assai variegata ed appassionante. Da provare.”

Presso il vostro campo è poi possibile praticare una disciplina relativamente giovane, il footgolf. Ci parla di questa scelta innovativa e per certi versi coraggiosa?

“Il footgolf è uno sport ibrido, nato nel 2009 dalla commistione di calcio e golf, che si caratterizza come uno sport accessibile a tutti, trasversale, che non richiede nessuna particolare attrezzatura e che presenta regole del gioco sono molto simili a quelle del più “antico” golf, con l’unica importante differenza costituita dal fatto che – a dover andare in buca – non è la pallina bensì il pallone da calcio (la buca ha infatti un diametro di 50cm), che va colpito direttamente con i piedi.

Sul green del Riviera abbiamo la fortuna di poter avere Ivano Bonetti, ex calciatore di fama internazionale che, con la sua associazione chiamata “Footgolf&Legends” tesa a promuovere il footgolf, è uno dei maggior alfieri in Italia di questo sport così particolare ed emozionante.

L’inserimento del footgolf all’interno delle nostre attività sportive, dimostra l’apertura del Riviera Golf innanzi a nuove sfide (e in particolare al mondo del footgolf, destinato a crescere grazie alla visibilità dei tantissimi ex calciatori di fama internazionale che vi si sono accostati grazie all’attività dell’associazione di cui Bonetti è Presidente), ed altresì la capacità di inserirci in un’ottica di proficua sinergia e connessione tra le diverse discipline, senza porci in sterili e anacronistiche posizioni di elitarismo e separatezza, ma cavalcando invece l’onda di un proficuo cambiamento che deve necessariamente interessare in generale il panorama sportivo italiano. Al Riviera Golf siamo poi riusciti a creare il campo da footgolf partendo dalle buche executive e questo ci permesse di offrire la possibilità di praticare entrambe le discipline – golf e footgolf – senza creare attese o disservizi ai fruitori dei due differenti sport.”

La nuova stagione del Riviera golf si preannuncia ricca di gare ed eventi, e presso la vostra struttura è nata una nuova realtà, la  “Mauro Bianco Academy”. Ce ne può brevemente parlare?

“Abbiamo in programma un ricco calendario, fatto di numerose gare in grado di offrire, ai nostri circa 350 tesserati ed ai tanti golfisti “in visita”, numerose esperienze di gioco intense e appassionanti.

La stagione del Riviera – già iniziata con le sue tante competizioni capaci di destare ogni settimana l’interesse dei mass media locali e richiamare tantissimi partecipanti – sarà una stagione intensa e appassionante.

Da poco tempo abbiamo inoltre dato vita ad un progetto ambizioso, cui teniamo particolarmente: la “Mauro Bianco Academy”, una realtà che trae origine dal coinvolgimento di Mauro Bianco, professionista dal lontano 1984, con all’attivo numerose competizioni nel panorama golfistico nazionale ed internazionale, e tante vittorie significative, come il Pgai Senior, che ha vinto per ben due volte. Un grande campione che sarà in grado di guidare una squadra composta da professionisti del green: come Gianfranco Riandi – grande golfista allievo di Denis Pugh – e Filippo Bernabè, giovane promessa del golf italiano che si è già saputo distinguere nel panorama golfistico nazionale.

La creazione di una Academy così ben strutturata e promettente – che si occuperà di fornire corsi ai neofiti, ma anche di fornire supporto alla squadra maschile ed a quella femminile che rappresenteranno il Riviera – testimonia ancora una volta la volontà dei Riviera Golf di dimostrare quanto il golf possa essere uno sport trasversale, altamente inclusivo e capace di appassionare persone di ogni età e sesso. Una pratica capace di dare grandi emozioni e mettere alla prova cuore e cervello.

Quale iniziative, offerte e promozioni avete in programma nell’immediato?

Per incentivare l’avvicinamento alla pratica golfistica abbiamo poi deciso di allinearci, riadattandola ovviamente alla nostra realtà, ad una bellissima iniziativa promossa dalla Federgolf, che consiste nella possibilità di iniziare a praticare sul green usufruendo di lezioni di gruppo al costo eccezionale di soli 99 euro.

Le lezioni – che si svolgeranno durante il fine settimana – potranno coinvolgere da 4 a 8 partecipanti, con una differente distribuzione delle ore di pratica: nel caso di 4 giocatori saranno previste 8 lezioni, in presenza di 6 golfisti gli appuntamenti saranno 12, mentre diventeranno 16 nel caso di gruppi formati da 8 praticanti.

I golfisti neofiti avranno a disposizione l’uso dell’attrezzatura, le palline di pratica, le lezioni collettive con i nostri insegnanti professionisti e la possibilità di frequentare il campo pratica del Riviera Golf anche al di fuori delle lezioni collettive e per due ulteriori mesi, dopo la fine del corso. Una grande occasione di formazione, una grande esperienza che ci auguriamo coinvolga tantissime persone e sia capace di rendere manifesta l’innata trasversalità del golf.

Abbiamo poi in programma anche un progetto dedicato alle scuole, ove ci recheremo per offrire un primo contatto con il mondo del golf, usufruendo del validissimo metodo SNAG®, l’ideale per avvicinarsi in modo sano e divertente a questa disciplina. In seguito gli allievi avranno la possibilità di completare il percorso di avvicinamento al golf direttamente presso il nostro campo, ove l’esperienza si concluderà con una piacevole competizione finale ove ogni “giocatore in erba” potrà giocare assieme al genitore che deciderà di accompagnarlo, sfidando le altre coppie sul green: un modo divertente per vivere tutti insieme il golf in una giornata ricca di sorprese.

Sempre nell’ottica di avvicinare i neofiti al golf abbiamo poi pensato a lezioni “individuali” o da due partecipanti, che al vantaggioso costo di 150 euro (o 200 euro nel caso di due golfisti) comprenderanno pacchetti di 3 appuntamenti di 45 minuti ciascuna con i nostri maestri, le palline di pratica, un mese di ingresso al campo pratica.

Tante le novità previste al Riviera Golf, che vorremmo diventasse una casa per tanti appassionati.

Vi aspettiamo quindi sul nostro green.”

 

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I 10 LIBRI SUL GOLF : REGALO PERFETTO PER GOLFISTI APPASSIONATI

Riviera Golf - Lun, 18/12/2017 - 08:00

I 10 LIBRI SUL GOLF : REGALO PERFETTO PER GOLFISTI APPASSIONATI

Il golf non è solo uno sport, uno stile di vita, una passione. Spesso diventa anche argomento centrale all’interno di pubblicazioni di respiro e taglio differenti: libri tecnici, albi illustrati, romanzi.

Libri diversi, con lettori molto diversificati, e dalle finalità e caratteristiche davvero composite, ma accomunati tutti dall’amore per la medesima coinvolgente disciplina.

1. IL GOLF: PREPARAZIONE E TECNICHE

Scritto dal celebre coach inglese Chris Meadows, il testo – corredato da moltissime illustrazioni e fotografie che ne impreziosiscono i 14 capitoli – svela i segreti della tecnica golfistica, fornisce svariati consigli mirati e puntuali, esemplifica una serie di esercizi atti ad abbassare il proprio handicap e scegliere l’attrezzatura corretta, sviluppa ed approfondisce le regole e l’etichetta presente all’interno della pratica golfistica.

 

2. LE PIU’ BELLE STORIE DI GOLF

Edito dall’ormai storica casa editrice Salani, vera pietra miliare dell’editoria italiana, il testo raccoglie 23 racconti incentrati sul golf e l’amore per questa disciplina. Storie utili a trovare consigli, descrizioni avvincenti e ironiche, ma altresì spunti di riflessione sul golf…e non solo.

 

3. IL GOLF E L’ARTE DI ORIENTARSI CON IL NASO

Si tratta di un romanzo divertente e autobiografico, in cui l’autore – partendo dalla sua passione per il green nata a cinquant’anni – accompagna il lettore a scoprire le bellezze, le curiosità e le peculiarità della pratica golfistica, sfatandone il mito che la vede come una pratica elitaria e aristocratica ed utilizzandola per giungere a considerazioni di più ampio respiro sull’intera esistenza. Il golf: uno sport in cui servono forza fisica, concentrazione, controllo di sé…e buon naso!

4. TUTTI PAZZI PER IL GOLF. Racconti di vita vissuta sui campi da golf

Questa divertente antologia di racconti parte dall’assioma che vede il green come una metafora della esistenza in cui ognuno di noi – come a teatro – recita un ruolo ben preciso. Le storie sono certamente frutto della fantasia dell’autrice che però, per delineare i propri personaggi, parte da figure in carne ed ossa, golfisti reali i cui atteggiamenti vengono estremizzati e resi iconici ed evocativi di un certo habitus mentale (e non solo…di gioco): c’è chi inventa sempre nuove scuse per aver giocato poco brillantemente, chi mente e bara sugli scores, chi cerca le palline nei luoghi più inaccessibili ed improbabili del green, chi trascura il menage familiare per correre sul campo…un calembour di personaggi, storie…e sorrisi.

 

5. L’ARTE DEL GOLF

L’autore – psicologo e psichiatra – parte dalla propria passione per il golf e utilizza le proprie conoscenze per analizzare l’indispensabile collegamento, per un buon gioco, tra tecnica e aspetti psicologici, sottolineando la peculiare e fondamentale sinergia che nel golfista. si deve necessariamente creare tra aspetti pratici e mentali.

6. JUNIOR GIOCA A GOLF

Un testo a fumetti, edito da Federica Edizioni e curato da Federica Guerretta con le bellissime illustrazioni di Luna Colombini, che si rivolge ai più piccoli, per avvicinarli in modo divertente al mondo del golf, accompagnandoli attraverso un percorso di scoperta e stupore. Consigli, informazioni tecniche, descrizioni dell’equipaggiamento e delle regole del gioco, approfondimento del concetto di etichetta, informazioni storiche sulla nascita del golf, il tutto rivisto attraverso gli occhi dei più piccoli. Un testo ben curato che si inserisce nel solco ancora altamente inesplorato ma interessante e poliedrico della “letteratura sportiva” per bambini, perfettamente rappresentata dalla collana “Il piccolo sportivo” di cui fa parte questo testo. Alla fine del libro sono presenti anche esercizi di verifica della comprensione, nella forma di attività ludiche con valore didattico atte a dar prova dell’avvenuta ricezione del messaggio proposto, con una grandissima attenzione a catturare l’attenzione del giovane golfista attraverso l’utilizzo di un linguaggio semplice ed accattivante, e la presenza di illustrazioni coloratissime.

7. COLPO MANCINO ALLA TERZA BUCA

Siamo innanzi ad un giallo, scritto dall’autrice che è una giornalista ma altresì una golfista appassionata, incentrato sull’omicidio di un noto golfista torinese. Il protagonista è deceduto in un misterioso incidente causato da un drive fuori percorso avvenuto presso un noto golf club: i personaggi che si muovono all’interno della struttura – gli iscritti, il direttore, i gestori del ristorante, il green keeper – vengono descritti e illuminati in modo puntuale e fortemente caratterizzante dal libro che risulta assai preciso anche nel descrivere e delineare le diverse fasi di gioco. Un libro avvincente, ma altresì interessante per scoprire le dinamiche e le caratteristiche di tanti circoli golfistici.

8. THE HEART OF A GOOF

Celebre raccolta di nove brevi racconti dello scrittore inglese PG Wodehouse, vera pietra miliare della comicità inglese. Pubblicato per la prima volta nel Regno Unito nel 1926 da Herbert Jenkins e negli Stati Uniti il ​​4 marzo 1927 da George H. Doran, il libro dimostra ancora una volta la capacità dell’autore nel tratteggiare con acume ed ironia le debolezze e le luci dell’animo umano. I racconti mettono in luce l’impatto del golf nelle relazioni interpersonali, mostrandone i divertenti effetti in ambiti e situazioni di diverso respiro: corteggiamento, amicizia e relazioni d’affari. Consigliatissimo.

9. DELITTO AL CIRCOLO DEL GOLF

Ogni golfista lo conosce e lo sogna: stiamo parlando del Royal and Ancient Golf Club di Saint Andrews in Scozia, dove si è letteralmente scritta la storia del golf e dove l’autore ha scelto di ambientare il giallo. Aston Red – brillante uomo di affari – decide di organizzare una sfida con sei amici, anch’essi ottimi giocatori. Sul celebre campo però avviene l’inaspettato e presso la famosa buca 14, conosciuta da tutti come “l’inferno”, la vita del ricco protagonista sarà spezzata da una pallina imbottita di esplosivo. L’ispettore Higgins, figura chiave e che ritorna sovente nei libri dell’autore J.B. Livingstone, pseudonimo usato da un notissimo scrittore d’oltralpe (dentro il quale probabilmente si cela il famoso storico e autore di bestseller Christian Jacq), è incaricato di risolvere il caso. Ci riuscirà?

10. GOLF – IL MANUALE COMPLETO PER GIOCARE COME VERI CAMPIONI

Un libro tecnico, una vera e propria antologia che descrive, chiarisce ed illumina tanti aspetti legati alla pratica golfistica: come si esegue uno swing? Come scegliere l’attrezzatura più indicata? Come si affronta il gioco dal bunker?

L’autore si serve anche delle tante illustrazioni che completano il testo e che spesso sono costituite da vere e proprie fotosequenze in grado di descrivere al meglio i movimenti di gioco. Il libro fornisce tanti esempi di esercizi atti a consigliare al meglio ogni giocatore. Il testo è corredato anche da diagrammi di performance facilmente consultabili e in grado di aiutare nella valutazione dei propri progressi e delle competenze tecniche acquisite. Non mancano poi i consigli sull’attrezzatura e l’abbigliamento più indicati, un pratico glossario e un intero capitolo incentrato sugli aspetti psicologici presenti all’interno della pratica golfistica.

 

Vuoi fare il regalo giusto per il tuo caro, per il tuo amico appassionato di golf? E perché non un regalo per te stesso, per vivere la tua passione anche tra le pagine di un libro da leggere nei momenti di relax?

Cosa aspetti? Lasciati ispirare e corri in libreria! Tanti libri diversi perfetti per ogni golfista!

E tra una lettura e l’altra, ti aspettiamo sul green del Riviera Golf: vieni sul campo, metti alla prova il tuo swing, goditi il tuo gioco, vivi il tuo golf.

Come vuoi. Quando vuoi.

 

Riviera Golf: lo sport è solo l’inizio.

 

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