Un giorno la nebbia era tanta che non si vedeva da qui a là, cioè una decina di metri, forse anche meno. Ero imbarcato su un peschereccio vecchio, con la prua a picco che sembrava un bragozzo e la poppa allungata che sembrava la coda ritta di un tacchino, con un comandante che definire alcoolista era un eufemismo: una cassa di vino bianco gli durava un giorno in mare. Stavamo tornando in porto e per un po' abbiamo viaggiato a radar, ma vicino all'imboccatura non bastava più: toccava seguire il nautofono e guardare. Il radar, all’epoca, non era molto preciso sulle corte distanze e il GPS era sconosciuto su quel legno.
Io ero a prua e il capitano aveva ficcato la testa nella finestrella per sentire meglio le mie indicazioni, ripetendo ansiosamente «Vedi niente?» Cercavo gli scogli intorno al faro rosso all'imboccatura. Niente: il suono del nautofono era sempre più forte, ma di scogli nessun contorno. Mi ero quasi convinto di averli superati quando mi sorpresi a gridare «dai indietro, dai indietro...» a quel vecchio ubriacone. Mi spaventai parecchio. Però imboccammo il porto, seguendo il profilo della palata e l'ombra del Rockisland.
Tolta questa esperienza, datata 30 anni fa, con le attrezzature che ci sono ora su qualunque barca, il nautofono non ha senso. E’ un vezzo retrò per pochi nostalgici, che magari vivono lontano dal suono e non fanno a tempo ad esasperarsi al cupo brontolio intermittente, ormai superato dal tempo. E che, forse, come talvolta accade, del mare conoscono giusto «la roiga blu» orizzontale e quella verticale dei tanga.
(Foto del Corriere Romagna tratta dall'articolo https://www.corriereromagna.it/news-rimini-33396-suoni-solidi-fatti-nebb...)
Argomenti: BloggingSpazi: RockislandAutori: Giorgia Bondi, Elena Lucarella, Valentina Moscatiello, Antonella Antonelli, Gina Ancora
Rivista Sestante – Salute mentale, dipendenze patologiche, salute nelle carceri, Regione Emilia Romagna, numero 17, Generazione Z e Olders. Valutazione interventi clinici e di prossimità.
ABSTRACTL’ambiente digitale si af?anca oggi ai contesti tradizionali di sviluppo familiare, scolastico, sociale e naturale sollevando interrogativi su come riorientare strategie di informazione, prevenzione e interventi educativi lungo il ciclo di vita. Le tecnologie, da semplici strumenti, sono divenute vere e proprie dimensioni esperienziali entro cui bambini e adolescenti crescono, apprendono e socializzano.
I contesti educativi e i servizi di cura sono chiamati a ride?nire le proprie pratiche, superando modelli rigidi o obsoleti e riconoscendo la dimensione digitale come spazio di crescita, valorizzandone gli aspetti evolutivi e preventivi. Promuovere il benessere digitale signi?ca costruire un equilibrio tra età, tempo, modalità di esposizione e qualità dei contenuti, a tutela dello sviluppo cognitivo, emotivo e relazionale delle giovani generazioni.
Nella cornice del Piano Regionale della Prevenzione 2021– 2025 della Regione Emilia-Romagna, l’elaborato illustra l’impegno congiunto dei Dipartimenti di Sanità Pubblica, Salute Donna, Infanzia e Adolescenza e del Servizio Dipendenze Patologiche dell’AUSL della Romagna – ambito di Rimini, volto a promuovere un uso equilibrato e consapevole delle tecnologie digitali in prima infanzia e adolescenza attraverso il coinvolgimento delle famiglie, dei sistemi educativi, dei medici di medicina generale (MMG) e dei pediatri di libera scelta (PLS).
IntroduzioneNegli ultimi due decenni, l’evoluzione delle tecnologie digitali ha trasformato in profondità le abitudini relazionali, cognitive e sociali, producendo quella che il ?losofo Floridi de?nisce la quarta rivoluzione esistenziale dell’uomo contemporaneo. Egli descrive questa nuova condizione attraverso il concetto di Onlife, una dimensione in cui reale e virtuale si intrecciano costantemente, ride?nendo il nostro modo di vivere, pensare e relazionarci (Floridi, 2015). Sebbene oggi si parli di nativi digitali per sottolineare la precoce familiarità dei bambini con le tecnologie, è opportuno ricordare che le competenze digitali non sono innate, ma devono essere acquisite attraverso una mediazione adulta consapevole (Prensky, 2013). L’esposizione precoce agli schermi, spesso utilizzata dalle famiglie come strumento di regolazione emotiva già nel primo anno di vita, comporta tuttavia rischi signi?cativi. Numerose ricerche evidenziano come, nella fascia 0–2 anni, l’uso incongruo dei dispositivi e la fruizione di contenuti inappropriati possano compromettere sonno, sviluppo cognitivo e linguistico, abilità sociali e abitudini alimentari, con ricadute negative sul benessere emotivo e un possibile aumento del rischio di dipendenza. Queste evidenze sollecitano una ri?essione sull’importanza di promuovere buone genitorialità digitali, intese come l’insieme di pratiche e responsabilità degli adulti nella gestione dell’ambiente digitale, includendo supervisione, trasmissione di competenze e prevenzione dei rischi (Livingstone Ross, 2022). Anche l’adolescenza risente profondamente dell’evoluzione tecnologica: smartphone, social network, piattaforme di streaming e gaming online sono oggi spazi di costruzione identitaria, espressione emotiva e socializzazione. Tuttavia, un uso eccessivo o disfunzionale può favorire forme di disagio psicosociale ?no a veri e propri quadri clinici, tra cui il Gaming Disorder (ICD- 11). In Italia, sebbene manchino dati epidemiologici nazionali sistematizzati, diversi studi regionali e osservatori locali segnalano un aumento dei comportamenti problematici legati al gaming, in particolare dopo la pandemia da COVID- 19. In questo contesto si colloca anche il gioco d’azzardo online, che condivide con videogiochi e social network speci?ci meccanismi psicologici e neurocomportamentali, quali il rinforzo intermittente, la grati?cazione immediata, l’illusione di controllo e il design persuasivo, favorendo condotte ripetitive, craving e progressiva perdita di controllo (King, Delfabbro & Grif?ths, 2010; Grif?ths, 2012; Gainsbury et al., 2015). La crescente accessibilità tramite dispositivi digitali personali, noti?che continue, microtransazioni e sistemi di pagamento rapidi e dematerializzati amplia signi?cativamente la fruibilità del gioco d’azzardo patologico, abbassando le soglie di accesso anche in età giovanile (Derevensky & Gainsbury, 2016; Hing et al., 2017). L’esposizione precoce a tali dinamiche rappresenta un fattore di rischio per lo sviluppo di comportamenti di gioco problematico, collocando il gambling online nel più ampio quadro delle dipendenze comportamentali digitali (Blaszczynski & Nower, 2002; APA, 2013; WHO, 2019). La Società Italiana di Pediatria (SIP) segnala, inoltre, come iperconnessione e sovraesposizione a contenuti digitali siano associate a disattenzione, isolamento sociale, disturbi del sonno, sintomi depressivi e ritardi nello sviluppo socio- relazionale. A livello europeo, la prevalenza del Gaming Disorder tra i 12 e i 18 anni è stimata tra l’1% e il 9%, con valori più elevati nei maschi e nei soggetti con vulnerabilità psicologiche (ADHD, disturbi dell’umore, tratti autistici).
Anche nei contesti scolastici e nei Servizi per le Dipendenze Patologiche italiani emergono richieste crescenti di supporto per problematiche legate al gaming, spesso non ancora clinicamente strutturate, ma già impattanti sulla qualità della vita. A fronte di tali rischi, la Federazione Italiana Medici Pediatri (FIMP) ha promosso vademecum informativi per le famiglie sull’uso consapevole dei dispositivi. Parallelamente, i servizi territoriali di Sanità Pubblica, Salute Donna, Infanzia, Adolescenza e Dipendenze Patologiche hanno iniziato a sviluppare interventi di prevenzione e sensibilizzazione per rafforzare le competenze genitoriali, riconoscendo nella salute digitale una componente essenziale del benessere complessivo. Nel territorio riminese, sono stati avviati due progetti di promozione della salute e prevenzione in continuità tra loro: Educare al Digitale, rivolto alle famiglie con bambini 0–6 anni e promosso in collaborazione con i PLS, e Rel-Azioni Digitali, destinato alle famiglie di preadolescenti e adolescenti, con l’obiettivo di favorire l’intercettazione precoce dei rischi e il raccordo con i servizi specialistici di cura.
1. Descrizione degli interventi di prevenzione e metodologia 1.1. Il Progetto Educare al DigitaleIl progetto Educare al Digitale nasce all’interno del Dipartimento Salute Donna, Infanzia e Adolescenza di Rimini – AUSL della Romagna, in collaborazione con i PLS dell’ambito aziendale. Si inserisce nel quadro della Legge Regionale Emilia-Romagna n. 19/2018 e del Piano Regionale della Prevenzione (PRP) 2021–2025, con particolare riferimento agli interventi PL11 (Primi 1000 giorni di vita), PL20 (Sani stili di vita) e PP04 (Prevenzione e Dipendenze). La prima azione progettuale innovativa ha riguardato l’integrazione, a partire dall’anno 2023, nella pratica clinica dei Pediatri di Libera Scelta (PLS) della provincia di Rimini, del software Bilancio di Salute Digitale (BSD), uno strumento di screening che raccoglie dati standardizzati sul rapporto tra bambini e tecnologie, esplorando speci?che aree tematiche (comprensione della realtà e dell’identità virtuale; cyberbullismo; adescamento online; sexting; dipendenza da internet; ritiro sociale e fenomeno Hikikomori; utilizzo di smartphone, tablet e computer; social network e app; videogiochi; youtuber e streamer; serie animate e anime; fumetti e manga; serie TV; musica; equilibrio tra attività digitali, sportive e sedentarie; in?uenza del contesto familiare e presenza di modelli digitali a rischio) e fornendo una fotogra?a aggiornata dello stato di salute digitale nelle diverse fasce d’età che consente l’individuazione precoce di eventuali fattori di rischio. L’approfondimento clinico con il pediatra, supportato dal BSD, è ?nalizzato alla valutazione delle principali dimensioni dello sviluppo digitale del minore attraverso la somministrazione di un questionario durante le periodiche visite di controllo: l’utilizzo dello strumento è stato prioritariamente rivolto ai nuclei con bimbi entro i primi 1000 giorni di vita e successivamente esteso, per una fotogra?a più longitudinale, anche alle famiglie con bimbi di più di 2 anni di età. La generazione di un link consente la compilazione online del questionario da parte delle famiglie e, dai 7 anni, anche dei minori. I risultati, elaborati in tempo reale, vengono condivisi con la famiglia che ha modo di ri?ettere, attraverso apposite schede tematiche elaborate dal software, sugli elementi di criticità emersi nel rapporto con le tecnologie ed eventualmente orienta il pediatra all’invio del nucleo a servizi psicologici specialistici. Il BSD si con?gura, quindi, come uno strumento teorico-pratico in evoluzione, concepito come framework dinamico per la promozione della salute digitale in ambito pediatrico, attraverso il sostegno alla genitorialità, inteso come rafforzamento delle competenze educative nella gestione dell’impatto tecnologico familiare. Parallelamente all’utilizzo del software, sono state sviluppate due principali linee di intervento operative a sostegno della salute psico-comportamentale di bambini e famiglie:
Rel-Azioni Digitali rappresenta un’innovazione territoriale nel campo della prevenzione delle dipendenze digitali in adolescenza, fondata su un modello integrato di prossimità, accessibilità e collaborazione interprofessionale.
A partire dal 2021, l’equipe Prevenzione del SerDP ha implementato la sperimentazione delle Case Ludiche, spazi protetti di informazione, prevenzione e intercettazione precoce collocati in contesti extra-sanitari. Tali setting, attivi nei territori di Rimini e Riccione, con?gurano spazi sicuri, neutri, ove poter giocare, videogiocare, ri?ettere, in cui reale e virtuale si intersecano per promuovere nuove modalità relazionali e partecipative. Nel giugno 2024, in continuità con tale paradigma, sono stati attivati gli sportelli di ascolto e counseling psicologico sul digitale presso le Case Ludiche: A Social-Space (Riccione) e A-GoodGame Space (Rimini). Gli sportelli offrono interventi di informazione e consulenza rivolti ad adolescenti e ?gure adulte di riferimento (genitori, docenti, educatori), con la duplice ?nalità di prevenire l’uso disfunzionale delle tecnologie e di valorizzarne le potenzialità evolutive e relazionali. Tuttora operativi per tre ore settimanali e condotti da una psicologa-psicoterapeuta esperta in dipendenze patologiche, gli sportelli prevedono:
L’accesso avviene tramite segnalazione diretta o su invio dei professionisti del territorio; gli esiti della consultazione vengono restituiti in forma scritta al servizio o al medico inviante, con eventuali indicazioni di follow-up o presa in carico specialistica.
Il progetto persegue una duplice ?nalità: favorire l’intercettazione precoce dei comportamenti a rischio e promuovere competenze di autoregolazione e consapevolezza critica nei giovani e nei loro contesti di riferimento. Inoltre, Rel-Azioni Digitali consolida la rete interistituzionale tra servizi sanitari, scolastici e familiari, contribuendo alla costruzione di un modello territoriale di promozione della salute digitale.
2. Implementazione dei progetti e valutazione dell’impatto sui target 2.1. Il Progetto Educare al DigitaleNel biennio 2023–2025, 10 PLS del territorio (28,6% del totale dei PLS formati) hanno integrato routinariamente lo strumento di screening precoce BSD nella pratica clinica. Sono stati effettuati 304 Bilanci di Salute Digitale su 235 lattanti di età inferiore ai 2 anni (età media: 1 anno). Nei gra?ci di seguito (1-2) sono riportati i principali comportamenti a rischio rilevati in questa fascia di età, tra cui emerge in particolare l’eccessiva e precoce esposizione a contenuti video, associata in letteratura a ritardi nello sviluppo del linguaggio, delle capacità cognitive ed esecutive, nonché a disturbi dell’attenzione e del sonno (Acta Pediatr. 2008, APA 2016).
Il terzo gra?co mostra che la condivisione di foto o video dei ?gli sui social network o sulle applicazioni di messaggistica risulta una pratica relativamente diffusa: il 31% dei genitori dichiara di farlo qualche volta e il 12% spesso, mentre il 29% lo fa raramente e il 28% dichiara di non farlo mai. Nel complesso, oltre quattro genitori su dieci riferiscono una condivisione almeno occasionale di contenuti riguardanti i ?gli, evidenziando come lo sharenting rappresenti un comportamento socialmente rilevante, seppur eterogeneo per frequenza (Blum-Ross & Livingstone, 2017; Brosch, 2016).
L’ultimo gra?co sembrerebbe evidenziare un’elevata consapevolezza ri?essiva rispetto all’uso dei social media, il 76% degli intervistati afferma di pensare sempre alle implicazioni identitarie dei contenuti pubblicati, contro il 24% che dichiara di non farlo. Nonostante un’elevata consapevolezza dichiarata delle implicazioni identitarie della condivisione, impression management, emerge una discrepanza tra atteggiamenti dichiarati e comportamenti, già documentata nella letteratura (Goffman, 1959; boyd, 2014; Steinberg, 2017); pur in presenza di un’elevata ri?essività, una quota signi?cativa di genitori continua a condividere contenuti sui ?gli, sollevando interrogativi sul ruolo dei fattori sociali, normativi e relazionali che in?uenzano le pratiche di condivisione digitale (Bronfenbrenner, 1979; Livingstone et al., 2018).
Le azioni di promozione della salute digitale in capo al progetto si con?gurano come interventi preventivi e psicoeducativi a bassa soglia, orientati alla promozione del benessere digitale e al rafforzamento delle competenze genitoriali, hanno coinvolto 95 genitori, prevalentemente intercettati durante incontri scolastici, 1 nucleo è stato intercettato presso lo sportello di ascolto psicologico, 1 situazione è stata reindirizzata al progetto Rel-Azioni Digitali, non ci sono stati invii diretti da parte dai PLS (Tab.1). Gli esiti sono stati rilevati tramite questionari di gradimento, dai quali sono emerse indicazioni preliminari sull’ef?cacia dell’intervento psicoeducativo ed elementi utili per implementazioni successive. Dal questionario di gradimento (Tab. 2), somministrato al termine dell’iniziativa di gruppo, risultano come temi maggiormente rilevanti: le sane abitudini digitali (riduzione dell’uso dei dispositivi durante pasti, sonno e momenti sociali – 39,3%) e le indicazioni d’uso (evitare i devices come strumenti di ricompensa, punizione, intrattenimento o paci?cazione – 39,3%), seguiti da regole per lo screen time (17,9%) e App di Parental Control (3,5%). Le adesioni agli incontri di gruppo hanno riguardato prevalentemente madri di bambini 3-5 anni, mentre la fascia 0-2 anni è risultata scarsamente rappresentata. Quest’ultimo emerge come dato interessante, che orienta a ri?ettere su come strutturare azioni mirate per aumentare la consapevolezza sul tema del digitale dei neo-genitori.
2.2. Il Progetto Rel-Azioni digitaliLa metodologia dello sportello Rel-azioni Digitali prevede l’accesso di genitori, educatori e adolescenti, che possono usufruire di un massimo di cinque incontri di counseling psicologico. Al termine, il professionista valuta l’opportunità di un invio a servizi specialistici o, in alternativa, propone interventi psicoeducativi per genitori, percorsi gruppali o formativi per educatori, o interventi individuali per adolescenti. L’obiettivo è promuovere un uso consapevole e sostenibile dei dispositivi digitali, af?nché non interferiscano con la traiettoria di sviluppo in adolescenza. Tra luglio 2024 e settembre 2025, il progetto ha intercettato 20 genitori di adolescenti (10–17 anni), perlopiù inviati dai MMG che avevano partecipato ad una formazione tenuta dal SerDP sull’uso problematico delle tecnologie e le nuove forme di dipendenza. Le principali dif?coltà emerse riguardano la gestione del tempo di utilizzo dei devices, le alterazioni del ritmo sonno-veglia e la scarsa autoregolazione rispetto agli impegni quotidiani, in particolare scolastici. Sono stati seguiti 6 adolescenti in percorsi di counseling e 5 educatori dei centri giovanili di Rimini e Riccione, interessati ad approfondire i temi del digitale per migliorare le proprie competenze educative. Inoltre, 2 casi sono stati indirizzati ad altri sportelli specializzati per il Disturbo da Gioco d’Azzardo, a conferma della necessità di una continuità tra gli interventi di prevenzione sul digitale, gaming e GAP e dell’importanza del lavoro di rete. Per gli educatori, i bisogni emersi sono stati affrontati attraverso interventi gruppali psicoeducativi, ?nalizzati a comprendere i mondi digitali abitati dagli adolescenti e a ideare esperienze relazionali più ef?caci nei contesti aggregativi. Il parent training rivolto ai genitori ha mirato a contenere e riorientare paure e resistenze verso il digitale, promuovendo competenze utili a sostenere la relazione genitore-?glio, favorire la condivisione di paure, ansie e strategie di controllo sui propri ?gli legate ai rischi dell’online (dipendenza, cyberbullismo, esposizione a contenuti inappropriati) e a bilanciare ?ducia e sorveglianza. Nei colloqui con gli adolescenti sono emerse fragilità coerenti con la fase evolutiva: i ragazzi hanno mostrato curiosità e apprezzamento per uno spazio di ascolto non giudicante, riconoscendo il bisogno di autonomia e appartenenza online e ri?ettendo sui rischi di un uso disfunzionale. Tra i temi principali ?gurano il con?itto con i genitori, le dif?coltà comunicative intergenerazionali e la fatica nel negoziare regole condivise, in un contesto in cui anche gli adulti faticano a interrogarsi sui propri modelli genitoriali e sui propri usi digitali.
3. Valutazioni di esito e azioni di miglioramentoAlla luce dei dati rilevati, emergono indicazioni signi?cative per l’orientamento delle future azioni di prevenzione e sensibilizzazione, in particolare in relazione al fenomeno della precocizzazione degli esordi psicopatologici nell’ambito della salute mentale e delle dipendenze comportamentali. I progetti Educare al Digitale e Rel-Azioni Digitali hanno evidenziato come il tema della salute digitale sia percepito come rilevante da PLS, MMG, educatori, specialisti e genitori di bambini al di sopra dei 2-3 anni di età, mentre la fascia 0- 2 anni risulta tuttora scarsamente rappresentata. Il periodo prenatale e perinatale, secondo quanto emerge dalla letteratura scienti?ca, resta una s?da per i servizi e gli enti territoriali impegnati nella promozione della salute, in quanto rappresenta una ?nestra temporale determinante per la prevenzione precoce di abitudini digitali disfunzionali e per la sensibilizzazione ad un’introduzione dei dispositivi coerente con l’età evolutiva e con le esigenze relazionali primarie. I genitori di bambini in età prescolare e scolare, più frequentemente già preoccupati per eventuali alterazioni comportamentali, tendono ad accedere con maggiore facilità agli sportelli e agli incontri di sensibilizzazione. Al contrario, i genitori di bambini nella fascia 0–2 anni mostrano una minore partecipazione alle iniziative di promozione della salute digitale. Tale dato rappresenta una criticità signi?cativa, che suggerisce la necessità di individuare nuove strategie di prevenzione e modalità di ingaggio più ef?caci. Potrebbe risultare utile, ad esempio, introdurre speci?ci approfondimenti sul tema della salute digitale all’interno dei corsi di accompagnamento alla nascita, oppure integrare tali contenuti nelle iniziative rivolte ai futuri genitori promosse dai Centri per le Famiglie del territorio, in un’ottica di tempestività e prossimità. Il coinvolgimento dei PLS ha comunque consentito di attivare un’importante azione di prevenzione primaria e secondaria in una fascia di popolazione che manifesta un basso livello di consapevolezza rispetto al tema e una limitata percezione del rischio. Nonostante le attività di sensibilizzazione, infatti, gli invii allo psicologo da parte dei PLS sono stati esigui, indicando la necessità di ulteriori sforzi per accrescere la consapevolezza e la partecipazione delle famiglie. Parallelamente, l’osservazione delle traiettorie di rischio in preadolescenza e adolescenza, emersa attraverso gli interventi di intercettazione precoce e l’abbassamento dell’età di primo accesso ai percorsi trattamentali specialistici, ha messo in evidenza la necessità di orientare le politiche locali verso progettazioni condivise e azioni di rete. Tali azioni devono essere in grado di creare interconnessioni dinamiche tra professionisti e servizi, come dimostrato dall’esperienza dello sportello Rel-Azioni Digitali. L’attivazione di un canale di invio da parte dei MMG allo sportello e la partecipazione di adolescenti in assenza di comportamenti francamente patologici, insieme a quella di operatori che lavorano con questa fascia d’età, rappresentano un risultato signi?cativo. Tali elementi testimoniano il successo della scelta strategica di un contesto non stigmatizzante e della collaborazione strutturata con la rete dei servizi e con il territorio. Questi esiti, seppur ancora in una fase embrionale, appaiono promettenti e pongono le basi per il consolidamento, negli anni, di Rel-Azioni Digitali come nodo stabile e riconosciuto all’interno degli interventi territoriali dedicati alla salute digitale.
ConclusioniAccettare di operare nel territorio ibrido dell’Onlife non signi?ca ri?utare la tecnologia, ma riconoscerne le potenzialità e i rischi. Essa può essere risorsa di crescita, ma anche rifugio difensivo, risposta immediata a bisogni di sicurezza, riducendo le possibilità di un incontro autentico con centralità l’altro alla e limitando relazione le esperienze consente al trasformative. digitale di con?gurarsi Restituire come strumento e non come difesa, come opportunità e non come orizzonte chiuso. In questa prospettiva, i progetti Educare al Digitale e Rel-Azioni Digitali si delineano come una nuova frontiera della prevenzione, dai primi anni di vita ?no all’adolescenza. Il lavoro con le famiglie ha evidenziato, accanto a un interesse crescente, anche fragilità di ingaggio, indicando la necessità di rafforzare la comunicazione e consolidare un’alleanza più stretta tra servizi sanitari, scuola e genitori. L’educazione digitale si intreccia inevitabilmente con il tema della precocizzazione: l’accesso sempre più anticipato dei bambini ai dispositivi e l’esposizione precoce agli ambienti digitali richiedono interventi preventivi tempestivi, volti a promuovere un uso equilibrato e consapevole delle tecnologie. Ciò implica progetti di prevenzione primaria e di intercettazione precoce basati sulla sinergia tra sanità e scuola: i professionisti sanitari, come primi presidi di salute, hanno il compito di accompagnare le famiglie; la scuola, come luogo di socializzazione e apprendimento, diviene spazio privilegiato per promuovere salute e competenze digitali.
Co-autoriGina Ancora, Direttore Dipartimento Salute Donna, Infanzia e Adolescenza, U.O. Terapia Intensiva Neonatale Rimini Director NIDCAP Training Center Rimini, AUSL Romagna, Ospedale Infermi Rimini, Vice Presidente Consiglio Direttivo Società Italiana di Neonatologia (SIN)
Antonella Antonelli, Pediatra Libera Scelta AUSL Romagna Rimini, Segretario Nazionale FIMP Federazione Italiana Medici Pediatri
Elena Lucarella, Psicologa-Psicoterapeuta, Cooperativa Sociale Cento Fiori, Rimini
Valentina Moscatiello, Psicologa-Psicoterapeuta
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Notizie ImpreseOggi
In questo caso è utile documentare le spese con la Smac, in quanto per effetto del meccanismo della franchigia, le imposte nette da pagare in Italia sono più basse di quelle pagate a San Marino. Rispetto all’anno precedente vi è un aumento della tassazione a San Marino pari ad euro 913,00. In assenza di spese documentate con la SMAC questo aumento non si riesce a recuperarlo interamente in Italia, arrivando a perdere l’eccedenza del credito di imposta pari ad euro 1.290,00. Per ovviare a questo, occorre diminuire le tasse da pagare a San Marino. Per farlo è necessario tracciare con la Smac un importo annuo pari ad almeno 3.707,96.
Secondo caso. Reddito lordo euro 28.000. In questo secondo caso, la situazione riepilogata è questa: 2025 2026 Imposta netta San Marino 2.040 2.836 Imposta netta Italia 1.314 1.315 Credito di imposta tasse estere 2.040 2.836 Sbilancio credito di imposta -726 -1.521 L’aumento delle tasse a San Marino è pari ad euro 795,00. Come nel caso precedente, anche qui appare utile prevedere nel corso del 2026 di tracciare le spese con la SMAC. Infatti, in assenza di queste, l’imposta netta italiana è più bassa di quella di San Marino, con la logica conclusione che una parte delle tasse pagate all’estero viene di fatto persa. Se si vogliono recuperare tutte le imposte a San Marino la spesa SMAC da tracciare è pari ad almeno 5.446. Terzo caso. Reddito lordo euro 34.000. Per questo terzo caso, la situazione riepilogata è questa: 2025 2026 Imposta netta San Marino 3.141 3.693 Imposta netta Italia 3.244 3.244 Credito di imposta tasse estere 3.141 3.693 Sbilancio credito di imposta 0 -449 L’aumento della tassazione a San Marino è pari ad euro 553,00. Come negli altri casi visti in precedenza, è utile prevedere di utilizzare la SMAC per recuperare tutto il credito di imposta maturato all’estero. Nel caso si tratta di una somma pari ad euro 449,00 euro. La spesa da tracciare con la Smac per evitare di perdere parte del credito di imposta maturato è pari ad euro 1.854,00. Quarto caso. Reddito lordo euro 45.000. Rispetto ai tre casi precedenti, per chi ha un reddito lordo di euro 45.000,00 è indifferente utilizzare o meno la SMAC negli acquisti che si fanno a San Marino. La situazione riepilogata è questa: 2025 2026 Imposta netta San Marino 5.610 5.686 Imposta netta Italia 7.123 7.002 Credito di imposta tasse estere 5.610 5.686 Sbilancio credito di imposta 0 0 L’aumento dell’imposizione estera è pari ad euro 77,00. E’ evidente come l’imposta netta italiana sia di gran lunga superiore a quella di San Marino permettendo un pieno recupero del credito di imposta. Se si volesse, comunque, utilizzare la SMAC per tracciare le spese sostenute a San Marino e poi portare in detrazione, l’effetto che si avrebbe è quello di pura sostituzione: si pagano meno tasse all’estero ma, con la diminuzione del credito di imposta, aumentano quelle da pagare in Italia. Il risultato è, dunque, invariato. Conclusioni. Sulla base delle simulazioni effettuate, per chi ha redditi lordi fino a 34.000,00 euro può essere utile pensare di tracciare le spese detraibili con il sistema SMAC, con l’obiettivo di ridurre le tasse a San Marino e recuperare, in questo modo, interamente il credito di imposta estero. E’ chiaro, ovviamente, che se non è possibile, per qualsiasi motivo, tracciare le spese con il sistema SMAC, i redditi fino a 34.000,00 euro non potranno recuperare interamente quanto pagato di tasse nella Repubblica di San Marino. Analisi e commenti ImpreseOggiRimini – Un’allegoria del Natale in chiave femminile, con una cornucopia di doni, ovvero un simbolo di abbondanza che porti solidarietà e accoglienza alla nostra città, rendendo Rimini più grande. E’ stata la fantasia di Giada Romano a interpretare i desideri della Cento Fiori nel suo tradizionale messaggio natalizio, dedicato al terzo settore, cioè le realtà sociali che si adoperano ogni giorno per aiutare gli altri. E Giada ha risposto da par suo alle idee, lavorando in coppia creativa con i testi di Enrico Rotelli, e restituendo una giovane donna contemporanea, una “donna Natale” che svecchia gli stereotipi tradizionali e nello stesso tempo conquista la centralità dei valori che da sempre attraversano questo periodo dell’anno. Una idea illustrativa che rende onore al grandissimo ruolo che l’universo femminile dona al mondo della solidarietà..
L'articolo Gli auguri Cento Fiori sono un’allegoria del Natale con una cornucopia di abbondanza, di solidarietà e di accoglienza, firmata Giada Romano ed Enrico Rotelli proviene da Cento Fiori, Rimini.
Laboratorio di Arte Terapia o più esattamente di Arte Creatrice collettiva, costruttrice di nuove prospettive. Così mi piace definire lo spazio che ogni settimana condivido con i ragazzi della comunità di Vallecchio. Ogni laboratorio è preceduto da un momento di “centratura”, una breve introduzione alla meditazione che consiste nel rendersi consapevoli del proprio respiro, del proprio corpo, dei pensieri che ci attraversano cercando di rallentarli e di lasciarli andare, almeno per qualche minuto; accorgendosi così di potersi rilassare con l’aiuto del respiro permettendo alla creatività di emergere e di diventare un mezzo per cambiamenti interiori.
Ogni laboratorio è accompagnato da un tema che diventa la base dalla quale partire, in questo caso il tema è “Un bosco guardato dal basso” ovvero: steso a terra immagina di guardare in alto le chiome degli alberi, immagina l’intreccio dei rami, la luce che filtra attraverso le foglie.
I ragazzi sono intorno ad un foglio 100X80, ciascuno inizia a realizzare con i pennelli il proprio bosco nello spazio di foglio che ha davanti. Ogni 15 minuti circa sono invitati a spostarsi e ad inserirsi nel disegno di chi hanno accanto. Così ogni 15 minuti fino al completamento del disegno.
Questa tecnica aiuta i partecipanti a lasciare andare il giudizio sulla propria opera e ad allontanarsi dal risultato individuale, lasciando spazio ad una bellezza collettiva. Immergersi nel disegno del proprio compagno può in qualche modo aiutare a sviluppare una visione differente di sé stessi e degli altri.
L'articolo “Spostare l’attenzione da noi stessi per fare spazio all’altro”: laboratorio di arteterapia tenuto da Stephanie Chiaruzzi proviene da Cento Fiori, Rimini.
Tassazione del 25% se sussiste almeno uno dei seguenti requisiti:
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Viene introdotto, anche a favore dei lavoratori frontalieri, un fringe benefits per l’acquisto di beni e servizi fino a un massimo di euro 2.000,00; il fringe benefits è concesso dal datore di lavoro, il quale dovrà provvedere a ricaricare l’importo concesso sulla Smart Card del lavoratore dipendente. Come si può facilmente intuire, tale vantaggio fiscale lo si consegue solo nel caso in cui il datore di lavoro, di sua spontanea volontà o in adempimento ad accordi sindacali, vorrà concedere di tasca propria questo fringe benefits ai propri lavoratori. Sul piano strettamente pratico, quindi, rispetto a quanto calcolato dallo studio in precedenza, la diminuzione della tassazione a San Marino per il lavoratore frontaliere lo si avrà solo se questo deciderà di comprare beni o servizi, compresi i carburanti, nel territorio della Repubblica. Di seguito la tabella che riepiloga i calcoli che lo studio aveva già effettuato con le bozze della riforma che erano circolate nei mesi scorsi: REDDITO LORDO SAN MARINO SITUAZIONE ATTUALE SITUAZIONE POST RIFORMA IGR INCREMENTO REDDITO DA LAVORO DIPENDENTE E NESSUNA DETRAZIONE IN ITALIA Euro 34.700,00 Imposta pagata a San Marino pari ad euro 2.308,45. Imposta pagata in Italia euro 1.252 Imposta a San Marino pari ad euro 4.718. Imposta pagata in Italia pari a zero euro 1.255,47 cioè il 36% in più SOLO REDDITO DA LAVORO DIPENDENTE E DETRAZIONE PER RISTRUTTURAZIONE ABITAZIONE (spese sostenuta euro 96.000) Euro 34.700,00 Imposta pagata a San Marino pari ad euro 2.308,45. Imposta pagata in Italia pari a zero Imposta a San Marino pari ad euro 4.718. Imposta pagata in Italia pari a zero euro 2.409,55 cioè il 200% in più SOLO REDDITO DA LAVORO DIPENDENTE E NESSUNA DETRAZIONE IN ITALIA Euro 26.500,00 Imposta pagata a San Marino pari ad euro 1.225,11. Imposta pagata in Italia pari a zero Imposta a San Marino pari ad euro 1.312,12. Imposta pagata in Italia pari a zero euro 57,00 cioè il 7% in più SOLO REDDITO DA LAVORO DIPENDENTE E NESSUNA DETRAZIONE IN ITALIA Euro 64.800,00 NESSUNA VARIAZIONE. PAGHERA' PIU' TASSE A SAN MARINO MA LE RECUPERA INTERAMENTE IN ITALIA Un lavoratore dipendente frontaliere con reddito lordo di euro 34.700,00 e nessuna detrazione in Italia, per eliminare l’aumento delle tasse sammarinesi dovrà acquistare con la Smac Card beni o servizi a San Marino per un importo pari ad euro 6.450,00! Riforma IGR e Accordo di Associazione San Marino - Ue. Rimane, invece, del tutto aperta la questione della disparità di trattamento tra i lavoratori residenti a San Marino e quelli stranieri. I primi infatti, hanno più agevolazioni fiscali rispetto ai secondi, in ragione solo della residenza anagrafica. Questa differenziazione del trattamento, mitigata nel corso dei lavori parlamentari rispetto alle bozze iniziali solo con la concessione di benefici limitati rispetto al sistema Smart Card, è in contrasto con le norme europee sulla libertà di stabilimento. Ancora più grave è il fatto che la disparità di trattamento fra lavoratori residenti e non residenti è apertamente in contrasto anche con l’accordo di Associazione che la Repubblica di San Marino a breve andrà a firmare con l’Unione Europea. L’articolo 5 dell’Accordo introduce il principio di non discriminazione per il quale “nell'ambito di applicazione del presente Accordo e fatte salve le eventuali disposizioni speciali in esso contenute, è vietata ogni discriminazione in ragione della nazionalità”. L’articolo 14, poi, prevede la liberazione circolazione dei lavoratori che si realizza attraverso “l'abolizione di qualsiasi discriminazione, fondata sulla nazionalità, tra i lavoratori degli Stati Membri dell'UE e degli Stati Associati per quanto riguarda l'impiego, la retribuzione e le altre condizioni di lavoro”. Un contrasto, dunque, che lo Stato di San Marino dovrà impegnarsi a risolvere se non vorrà finire in una procedura di infrazione ancor prima di associarsi all’Unione Europea. Lo Studio farà la sua parte dichiarandosi disponibile ad aiutare i lavoratori frontalieri che vorranno rivolgersi alle Istituzioni europee per contestare la violazione dei patti sottoscritti con la Repubblica di San Marino.
Se vuoi approfondire la questione della tassazione dei frontalieri italiani a San Marino puoi contattare lo studio al numero 0541.708252
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Rimini – Con profonda gratitudine annunciamo la chiusura della raccolta fondi per il rimpatrio della salma di Yousaf Muhammad Ali, giovane richiedente asilo pakistano scomparso a lo scorso 15 Ottobre presso l’ospedale di Cattolica, assistito dalla Cooperativa Sociale Cento fiori.
Grazie alla straordinaria partecipazione e al cuore grande della comunità pakistana, in Italia e all’estero e alla generosità della cittadinanza riminese, è stato possibile raccogliere le risorse necessarie per permettere a Ali di tornare nella sua terra, dove potrà finalmente riposare accanto ai suoi cari.
La salma di Ali è finalmente arrivata in Pakistan e vorremmo fare un ringraziamento speciale alle Onoranze funebri Terra Cielo Rimini, e in particolare a Luigi Girometti, che hanno seguito con professionalità, rispetto e grande umanità ogni passaggio di questo delicato percorso, portando a termine il tutto in tempi rapidissimi.
La raccolta fondi che la Cooperativa Sociale Cento Fiori ha lanciato con un proprio contributo ha raggiunto dei grandi risultati, che per trasparenza rendicontiamo:
Totale raccolto: € 10.437
Spese sostenute per rimpatrio e pratiche funebri: € 7.335,81
Spese sostenute per accompagnamento salma in Pakistan da parte di un amico di Ali viaggio a/r: € 999,00
Totale spese complessive: € 8.334,81
Somma rimanente: € 2.102,19
Il conto resterà aperto ancora per 15 giorni, e ogni ulteriore donazione sarà destinata ad aiutare la famiglia di Ali nel pagamento dei debiti contratti per le spese del viaggio per arrivare in Italia e per le difficili condizioni affrontate durante la sua permanenza e le sue detenzioni in Libia.
Grazie ancora a tutte e tutti per la fiducia, la solidarietà e il rispetto dimostrati. Questa raccolta è stata una dimostrazione concreta di solidarietà, vicinanza e umanità condivisa.
L'articolo Ali è tornato tra i suoi cari. La Cooperativa sociale Cento Fiori ringrazia la comunità pakistana, la generosità riminese e la professionalità delle onoranze funebri Terra Cielo di Rimini proviene da Cento Fiori, Rimini.