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FATTURA ELETTRONICA, CONSORZI E SUBAPPALTI: NESSUN OBBLIGO PER IL CONSORZIO AGGIUDICATARIO DI UN APPALTO PUBBLICO

Fattura elettronica, consorzio e subappalto: nessun obbligo. Lo ha chiarito l’Agenzia delle Entrate, con la circolare 13/e del 02.07.2018 che finalmente fa un po' di luce sulla complessa tematica della fatturazione elettronica e stabilisce chiaramente che al consorzio aggiudicatario di un appalto di una Pubblica Amministrazione, o che si inserisce nella filiera dei contratti di subappalto, non si applica la disciplina riguardante l’obbligatorietà della fattura elettronica.

Infatti è prassi ormai consolidata che alle prestazioni rese dai consorziati al consorzio si applica la stessa disciplina delle prestazioni rese dal consorzio ai terzi, in analogia a quanto previsto dall’articolo 3, terzo comma, del d.P.R. n. 633 del 1972, con riferimento al mandato senza rappresentanza.

Da ciò ne consegue che le modalità di fatturazione nei confronti dei terzi si trasferiscono anche ai rapporti interni fra consorzio e consorziati. Sul punto si può trovare riscontro anche nelle circolari n. 14/E del 27 marzo 2015 e 20/E del 18 maggio 2016.

Da una lettura superficiale, quindi, la specifica natura del rapporto Consorzio – consorziato,  potrebbe far ritenere sussistente l’obbligo di procedere all’emissione della fattura elettronica anche nel rapporto tra consorzio e consorziato.

In realtà, però, se si passa ad una lettura più approfondita, si evidenzia che, ad esempio, la risoluzione 242/e del 27 agosto 2009 evidenzia che, «come affermato in numerosi documenti di prassi, l’equiparazione delle prestazioni rese o ricevute dal mandatario senza rappresentanza con quelle che intervengono nei rapporti tra mandante e mandatario, contenuta nell’articolo 3, terzo comma, ultimo periodo, del DPR 26 ottobre 1972, n. 633, opera, ai fini dell’IVA, in relazione alla qualificazione oggettiva delle prestazioni, ma non anche in relazione all’aspetto soggettivo (cfr. risoluzioni 23 maggio 2000, n. 67/E, 15 maggio 2002, n. 145/E e 14 novembre 2002, n. 355/E)». In buona sostanza, l’obbligo della fatturazione elettronica in capo al consorzio discende da un elemento soggettivo che lo lega alla Pubblica Amministrazione: va emessa la fattura elettronica perché il ricevente è una pubblica amministrazione.  La norma richiamata dell’Iva, però, stabilisce chiaramente che il rapporto che lega il mandante e il mandatario (e per analogia consorzio-consorziato) è puramente oggettivo, cioè attiene alla natura della prestazione, e pertanto, tale rapporto trascina con sé solo la natura delle operazioni e non anche i rapporti soggettivi degli stessi. In sostanza, l’obbligo di fatturazione elettronica in capo al consorzio, che è legato alla qualificazione soggettiva del committente della Pubblica Amministrazione non si estenderà ai rapporti consorzio-consorziate.

Inoltre, la circolare richiamata all’inizio, sottolinea che è “da escludersi che l’obbligo di fatturazione elettronica sorga nei rapporti interni laddove il consorzio non sia il diretto referente della PA, ma si inserisca nella filiera dei subappalti”.

Tale affermazione si rifà a quanto già detto nella circolare n. 8/E del 2018 dove si è chiarito che quanto previsto dall’articolo 1, comma 917, lettera b), della legge n. 205 del 2017, troverà applicazione per i soli rapporti (appalti e/o altri contratti) “diretti” tra il soggetto titolare del contratto e la Pubblica Amministrazione, nonché tra il primo e coloro di cui egli si avvale (in ipotesi il consorzio X), con esclusione degli ulteriori passaggi successivi (ossia, in tutti i casi, i rapporti interni tra X e i singoli consorziati, che, in linea generale, non configurano comunque subappalti o ipotesi affini [cfr. il punto 5 della circolare n. 37/E del 29 dicembre 2006]).

Infatti secondo la prassi dell’Agenzia delle Entrate i rapporti posti in essere all'interno dei consorzi e delle altre strutture associative analoghe non configurino subappalti o ipotesi affini.

Su questo punto giova ricordare che l’art. 1655 del codice civile stabilisce chiaramente che l’appalto è “un contratto con cui una parte assume, con organizzazione dei mezzi necessari e con gestione a proprio rischio, il compimento di un’opera o di un servizio verso un corrispettivo di denaro”. Di contro, per sua natura, il rapporto tra consorzio e consorziato non può ricondursi a un subappalto perché il primo è semplicemente un soggetto che tratta per i singoli consorziati. Infatti, il consorzio con attività esterna è un contratto, a mente dell’art. 2602, con il quale “più imprenditori istituiscono un’organizzazione comune per la disciplina o per lo svolgimento di determinate fasi delle rispettive imprese”. Per giurisprudenza costate il rapporto che lega consorzio e consorziato è quello del mandato.

Pertanto, se il Consorzio riveste il ruolo di appaltatore o di sub-appaltatore con la pubblica amministrazione, dovrà necessariamente, sulla base della normativa sopra riportata, provvedere all’emissione della fattura elettronica.

Di conseguenza, per quanto fino a qui detto, essendo il rapporto tra consorzio e consorzio un rapporto diverso da quello di subappalto, viene meno il requisito previsto dalle norme e, pertanto, non è necessario procedere all’emissione della fattura elettronica.

 

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L’ABBIGLIAMENTO DEL GOLFISTA: SFILANDO SUL GREEN

Riviera Golf - Sab, 16/06/2018 - 15:43

 

La moda: un outfit per ogni occasione…e l’abbigliamento del golfista?

La moda, argomento per molti frivolo e inessenziale, in realtà ha da sempre accompagnato lo sviluppo umano e il progresso, inserendosi come gli altri aspetti dell’esistenza umana nel solco della storia. Il golf e l’abbigliamento del golfista, a tal proposito, sono gli alfieri dell’eleganza nel mondo dello sport.

Le scelte nell’ambito dei vestiti hanno un’origine strettamente connessa al contesto storico, sociale, economico e culturale delle diverse epoche storiche.

Da sempre,  le spinte ed i fattori propulsivi sono stati di diverso tipo. Se inizialmente questo aspetto era strettamente connesso con la praticità che quel determinato tipo di vestiario poteva avere, in seguito ha assunto anche una connotazione estetica e visiva, tanto da far diventare la moda e la sartoria delle vere e proprie arti.

Lo stile ha così investito i settori più diversi, giungendo ad adattarsi, impreziosire e rivolgersi ad ogni momento della vita umana: esistono outfit pensati per il mondo del lavoro, altri più casual, altri ancora pensati per il divertimento.

Anche lo sport è diventato un campo in cui la moda può avere una sua importante rappresentazione e ragion d’essere.

Molti si chiedono quale sia il look perfetto da esibire sul green, quale l’abbigliamento del golfista e se questo outfit debba seguire regole precise o possa dipendere da fattori e motivazioni più libere e variabili.

 

L’abbigliamento da golf: una storia di eleganza e praticità.

Il golf, sport amatissimo dall’aristocrazia di inizio ‘900, è sempre stato caratterizzato anche dall’eleganza di chi lo praticava; anche oggi si contraddistingue per questo aspetto sviluppato in quel periodo.

Il XX secolo, infatti,  è stato teatro di scoperte, innovazioni ed evoluzioni culturali in grado di influenzare fortemente i gusti e le abitudini delle persone ed è in questo contesto che moda e sport si sono evoluti di pari passo.

Una delle discipline sportive più amate e diffuse dalla crème del 1900 era proprio il golf, sport che si allontanava dalle pratiche del popolo, abituato a divertirsi con attività che prevedevano contatto fisico e fatica.

Il golf era infatti uno sport d’èlite, che permetteva di divertirsi in modo raffinato e sofisticato, mettendo in campo concentrazione e savoir faire, addicendosi perfettamente agli uomini più facoltosi degli inizi del secolo.

Il gioco sul green conobbe in quegli anni una grande evoluzione, così come il vestiario che ne caratterizzava i giocatori: se infatti agli albori era prediletto un look formale, in seguito ci si aprì a scelte più casual, pratiche ed adatte alla pratica sportiva.

Le fotografie d’epoca ritraggono golfisti che indossano abiti sempre più comodi, simili a quelli indossati durante la quotidianità e spesso in linea con lo stile tradizionale scozzese, uno dei primi riferimenti estetici adottati da questo sport.

Ecco allora sul green giocatori in giacca di tweed – perfetto per riparare dal freddo – coppola, gilet e camicie inamidate e dal colletto bianco.

L’abbigliamento da golf dell’epoca non era però in grado di garantire libertà nei movimenti e l’esaltazione del gusto andava a discapito della praticità e della funzionalità.

A partire dagli anni ‘20, i golfisti mantennero la fedeltà a camicia e tweed, ma allo stesso tempo si mossero verso soluzioni più pratiche, inserendo nell’outfit anche pantaloni alla zuava, cravatta e scarpe bicolori. Nelle giornate più rigide, un morbido cardigan di cashmere e una giacca Norfolk permettevano di ripararsi dalle intemperie e dal freddo.

L’abbigliamento del golfista: l’eleganza cede il passo alla praticità 

Con l’inizio degli anni ‘30, i golfisti iniziarono a prediligere un abbigliamento meno formale, più funzionale e simile a quello utilizzato durante l’orario di lavoro:  pantaloni in flanella dal taglio classico e lineare iniziarono a prendere il posto di cravatte e look elaborati.

Durante il decennio successivo la moda sul green divenne sempre più informale e maggiormente simile a quella presente: i golfisti iniziarono a prediligere scarpe dalla suola chiodata e camicie a maniche corte, comode e adatte per i sinuosi movimenti dello swing.

L’abbigliamento del golfista divenne quindi sempre più funzionale e teso alla performance, pur mantenendo un occhio di riguardo per l’aspetto estetico e le necessità più formali.

A cavallo tra gli anni ’50 e ‘60, sui campi comparve il colore che delineava ormai un abbigliamento del golfista  caratterizzato da tinte più accese e sfumature insolite e non convenzionali.

Solo durante gli anni ’80  lo stile golfistico imboccò la strada dello sportswear così come lo conosciamo oggi. Si diffuse un look caratterizzato da tessuti stretch e idrorepellenti, mentre i capi firmati portarono ad un notevole incremento di sponsorizzazioni legate ai grandi giocatori, elevando la popolarità di questo sport.

 

L’abbigliamento del golfista ed etiquette: quando la classe incontra il golf.

Attualmente, l’abbigliamento del golfista è decisamente più improntato a favorire una buona performance sportiva.

Sul green non è richiesta una particolare divisa, come avviene invece nel caso degli sport di squadra. Esiste però una particolare etiquette che regola l’ammissione del giocatore al Golf Club ed è costituita dalle diverse regole che sono alla base dell’abbigliamento del golfista.

Queste linee guida fan sì che le tendenze sul green siano caratterizzate da indumenti semplici e confortevoli, in grado di lasciare liberi i movimenti: pantaloncinibermuda, gonne non troppo corte, camicie ariose e sneaker (oltre alle classiche scarpe chiodate) rappresentano sono i capi più diffusi sui campi a 18 buche.

 

La cura del dettaglio e degli accessori

Come per gli altri sport, dunque, anche il golf ha assecondato il progresso e sono sempre più numerosi i brand che creano capi in tessuto tecnico, impermeabili e traspiranti,  per agevolare lo swing e facilitare il gioco in qualsiasi condizione atmosferica.

Infine, un aspetto peculiare dell’abbigliamento del golfista sono gli accessori. Importantissimo il guanto, fondamentale per migliorare la presa sul bastone ed evitare le temutissime abrasioni da swing, senza parlare del cappellino, particolarmente utile per proteggersi dal sole e garantire visibilità.

Ultimo elemento – ma non per importanza – le scarpe, spesso caratterizzate da pratici tacchetti in plastica e appositamente disegnate per preservare il campo e garantire la stabilità durante il tiro evitando scivolate sul green.

L’etichetta consiglia quindi una mise comodo, confortevole e funzionale al gioco, con un occhio di riguardo alla sobrietà, che impone di evitare jeans, tute da ginnastica, canottiere senza maniche e pantaloncini o gonne troppo corti.

 

L’abbigliamento del golfista: praticità e stile al Riviera Golf.

Sono ormai molti i brand che hanno deciso di rivolgersi al mondo delle 18 buche con produzioni dedicate interamente all’ abbigliamento del golfista o con specifiche collezioni pensate appositamente.

Spesso il vestiario da indossare sul fairway è caratterizzato da elementi performanti, in materiali tecnici e tessuti ricercati.

Lo stile può essere più o meno ricercato, casual o sportivo, ma in generale l’abbigliamento del golfista mixa sapientemente utilità e ricercatezza.       

Le ditte che si sono aperte al mondo del golf sono ormai diverse: Berluti, Borghi UomoSocapri, Robe di KappaEnergie, Massimo Dutti , Nike, Tru Trussardi, Au Jour Le Jour Garçon, John Varvatos, e molti altri.

 

Da noi al Riviera Golf è presente Golf Etiquette,  uno shop in cui potrai trovare tutte le ultime novità: abbigliamento tecnico, scarpe, ferri, sacche e tutto ciò che riguardal green e la passione legata a questo affascinante universo.

Per i golfisti ma anche per chi vuole “semplicemente” indossare capi belli, di qualità e dotati di stile in linea con l’abbigliamento del golfista, presso il nostro resort potrai trovare anche il temporary shop AirDP Style, brand italiano di Alessandro Del Piero e Lele Danzi,  che veste la squadra agonistica del Riviera Golf.

 

Ti aspettiamo quindi al Riviera Golf, dove il golf si respira nel’aria !

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Rush finale per il bando di agevolazione per i liberi professionisti dell'Emilia Romagna.

La regione Emilia Romagna ha emanato un bando di finanziamento rivolto alle libere professioni con l'obiettivo di promuoverne l'innovazione, l'ampliamento e il potenziamento dei servizi offerti.
I beneficiari di tale iniziativa sono:
  • Liberi professionisti ordinistici,  titolari di partita Iva, esercitanti attività riservate, iscritti ai sensi dell’art. 2229 del codice civile a Ordini o Collegi professionali e alle rispettive Casse di previdenza, che operano in forma singola, associata o societaria;
  • Liberi professionisti non ordinistici titolari di partita Iva, autonomi, operanti in forma singola, o associata di “studi formalmente costituiti“ (esclusa la forma di impresa), purchè siano iscritti alla gestione separata Inps previsto dall'art. 2, comma 26 della Legge 335/95, anche appartenenti ad Associazioni professionali riconosciute di cui alla L. n.4/2013 
Sono ammessi al finanziamento:
  • gli interventi per l'innovazione tecnologica;
  • gli interventi per la ristrutturazione, l’organizzazione e il riposizionamento strategico delle attività libero professionali
  • Interventi per diffusione della cultura dell’organizzazione e della gestione/valutazione economica dell’attività professionale
Nel caso di forme aggregate le iniziative proposte dovranno favorire lo sviluppo dell’aggregazione, la diversificazione dei servizi, le azioni di comunicazione e marketing, i servizi promozionali, i servizi di supporto alle decisioni, i processi di internazionalizzazione, quale strumento di rafforzamento della competitività sistemica del territorio e dei professionisti del territorio
L’agevolazione è concessa a fondo perduto nella misura del 40% dell’investimento ritenuto ammissibile.  Tale percentuale può essere elevata al 45%qualora ricorra una delle seguenti ipotesi:
  • nel caso in cui il beneficiario realizzi un incremento occupazionale;
  • nel caso in cui il beneficiario caratterizzati dalla rilevanza della componente femminile/giovanile;
  • nel caso in cui il beneficiario sia in possesso del rating di legalità;
  • nel cao in cui la sede operativa o unità locale oggetto dell’intervento sia localizzata in area montana oppure nelle aree 107.3.C. definite dalla Commissione Europea.
La dimensione minima di investimento ammesso deve essere pari a € 15.000, mentre l’importo massimo del contributo concedibile per ciascun progetto non potrà eccedere la somma complessiva di € 25.000.
La domanda deve essere presentata telematicamente entro le ore 17 del giorno 26 giugno 2018. Il bando potrà essere chiuso anticipatamente qualora si raggiungano le 200 domande.    Notizie ImpreseOggi
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Cedolare secca agevolata anche nei piccoli Comuni dichiarati in “emergenza”

Il decreto casa (art. 9, comma 2 bis del d.l. 47 del 2014) estende l'applicazione della cedolare secca con aliquota agevolata al 10% per i contratti di locazione stipulati nei Comuni per i quali è stato deliberato lo stato di emergenza a seguito di calamità naturale nei cinque anni precedenti la data di entrata in vigore della legge di conversione e cioè dal 27 maggio 2014.

Il citato comma 2 bis recita, infatti che le disposizioni di cui “al comma 1 ( che prevedono la riduzione al 10% della cedolare secca per i contratti concordati al 10% fino al 31.12.2019) si applica anche ai contratti di locazione stipulati nei comuni per quali sia stato deliberato, negli ultimi cinque anni precedenti la data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto  lo stato di emergenza a seguito del verificarsi degli eventi calamitosi di cui all’art. 2, comma 1, lettera c) , della legge 24 febbraio 1992, n. 225”.

Come già accennato la data di entrata in vigore del decreto è il 27 maggio 2014 pertanto, sulla base del tenore normativo, occorre riferirsi agli eventi calamitosi accaduti nei 5 anni precedenti a tale data (e cioè fino al 2009). La norma non richiede, però, che questa condizione sia in corso al momento della redazione del contratto (lo stato di emergenza può durare al massimo 180 giorni prorogabili di uguale periodo). Ciò porta come conseguenza che l'agevolazione si applica sia nel caso in cui il contratto concordato è di recente stipula, sia, a maggior ragione, quando lo stesso è stato sottoscritto in anni precedenti dove la stessa agevolazione si sarebbe potuta applicare fin da subito. In questo caso si può estendere l'agevolazione agli anni contrattuali rimanenti. Non è possibile, invece, applicare l'agevolazione a Comuni i cui eventi calamitosi sono successivi al 28 maggio 2014, con la conseguenza, abbastanza discutibile, che l'agevolazione non si applica ad altri comuni che attualmente si trovano in emergenza. Tanto per citare un esempio, sarebbero esclusi tutti i comuni vittime di Terremoto nell'Italia Centrale.

Per quanto riguarda l’accordo territoriale da applicare per definire l’importo del canone concordato, laddove il Comune non ne abbia uno proprio, si può tenere conto di quello vigente nel “comune demograficamente omogeneo di minore distanza territoriale anche situato in altra regione.” (così recita il D.M. del 14 Luglio 2004 all'art. 1 comma 2, possibilità ribadita dalla circolare dell'Agenzia delle Entrate n. 12/e del 08 aprile 2016).

Infine, per scoprire se un Comune è stato vittima di eventi calamitosi si può consultare questo link  o rivolgersi allo Studio tributario. In via generale, comunque, tutti i Comuni Emiliano romagnoli nel periodo indicato dalla normativa hanno avuto eventi per i quali è stato dichiarato lo “stato di emergenza”.

 

 

 

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Presentazione della traduzione in italiano del libro di José Bleger “Psicologia della condotta”

Scuola di prevenzione José Bleger Rimini - Ven, 25/05/2018 - 20:10

Il Centro Studio e Ricerche “José Bleger”

vi invita

alla presentazione della traduzione in italiano del libro
“Psicologia de la conducta” (1963) di José Bleger

      

“Psicologia della condotta”

(Armando Editore, 2018)

tradotto e curato da Lorenzo Sartini e Alejandro Fasanini,
contiene una prefazione di Leonardo Montecchi.

Sarà l’occasione per parlare del libro e della sua diffusione, e per festeggiare.

L’incontro si svolgerà venerdì 15 giugno, dalle 17.00 alle 19.00,
presso la sala di RM25 a Rimini in Corso d’Augusto 241

Intervenite numerosi.
Diffondete la notizia a chi credete opportuno.

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LE CURIOSITA’ SUL GOLF: UNA FOTO STORICA

Riviera Golf - Sab, 12/05/2018 - 20:49

Una Foto Storica-Il mondo del golf raccoglie spesso tante curiosità e avvenimenti che ne fanno un universo composito, in cui rientrano certamente scores e partite, ma all’interno del quale trovano spazio anche fatti, personaggi, racconti capaci di stupire nella loro…eccezionalità!

Un esempio? Uno scatto fotografico apparentemente semplice, in realtà assai particolare!

Spesso i Presidenti si sono accostati per puro piacere o necessità di immagine al golf che, soprattutto se si guarda al passato, rappresentava uno sport d’élite destinato alla stretta oligarchia di privilegiati e potenti, ed era quindi perfettamente associabile all’immagine di politici e personalità influenti.

Quest’amore per il golf  (passione vera o di facciata che fosse!) non ha mai interessato però gli esponenti di un determinato e preciso schieramento ideologico-politico, in primis chi, all’epoca della guerra fredda, apparteneva allo schieramento opposto a quello capitanato dagli Stati Uniti: i Paesi del blocco sovietico e quelli ad essi anche lontanamente collegati, si ponevano infatti in posizione diametralmente antitetica ai valori, allo stile di vita, alle pratiche vigenti presso gli USA e gli Stati ad essi connessi.

In quest’ottica rientrava ovviamente Cuba, ove Fidel Castro, esponente di punta scomparso all’età di 90 anni, non ha mai nascosto la sua avversione ad un certo stile di vita americano, in cui certamente rientrava anche lo sport del golf, considerato molto distante dal “popolo”, e quindi del tutto criticabile.

Esiste però una fotografia che costituisce una vera e propria curiosità del golf e che parrebbe smentire quest’avversione al mondo a stelle e strisce: l’immagine fa parte di una serie di scatti che infatti ritraggono Castro mentre pratica insieme all’allora inseparabile Ernesto Che Guevara sul campo da golf del “Colinas de Villareal Golf Club”, situato presso la città de L’Avana.

Una delle supposizioni legate a questa improbabile partita cubana, è da ricollegarsi alla possibile provocazione che il Lider Maximo cubano volle rivolgere nei confronti dell’allora presidente americano Eisenhower, reo di aver annullato un incontro ufficiale con Castro.

Secondo molti Eisenhower aveva infatti utilizzato la scusa di una improrogabile partita di golf, sport che amava al punto da essersi fatto costruire un piccolo campo pratica presso i giardini della Casa Bianca (anche se fonti più probabili indicano che a saltare fu un incontro tra Krusciov ed Eisenhower, per cui il presidente russo aveva addirittura fatto costruite un green nei pressi di Mosca).

Ipotesi successiva legge la celebre e curiosa fotografia come un tentativo di distensione nei confronti degli Usa, ed in particolare di John Kennedy, golfista appassionato ed esperto.

Nel 1961, terminato il mandato di Eisenhower, i mass media diffusero le immagini del giovane presidente statunitense mentre, con il suo stile composto ed impeccabile, praticava sul green.

Fidel allora decise di farsi immortalare nel medesimo contesto, contrastando ironicamente lo stile “glamour” di Kennedy, con il quale avrebbe dovuto essere organizzata in seguito una reale partita a golf.

Le immagini di Castro e Che Guevara (che da giovane in Argentina aveva prestato servizio come caddie!) denotano palesemente la propria carica di ironia parodia: entrambi in tenuta militare, con tanto di cappello grigio-verde ed anfibi palesano la propria inesperienza sul campo da gioco, imperizia evidente anche nei risultati di quella storica iconica partita, che si concluse con la vittoria del Che per 127 colpi contro 150 di Castro…scores di certo non brillanti, soprattutto a confronto con la media degli 80 colpi necessari a JFK, esperto golfista, per terminare un percorso!

Indipendentemente dalla motivazione reale sottesa allo scatto, alle ideologie ed all’evolversi dei fatti accaduti in quel periodo storico così intenso e decisivo, questa immagine resterà per sempre una pietra miliare della storia occidentale…e, perché no?, della storia del golf.

 

 

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GOLF E DISABILITA’

Riviera Golf - Mer, 02/05/2018 - 21:53

Uno sport integrato.

Spesso, chi non conosce il golf, lo ritiene uno sport elitario, destinato a particolare categorie socio-economiche, distante dalle donne, dai bambini, e…dai disabili. Niente di più errato ed infondato, ma nel 2018 è ancora necessario combattere contro i pregiudizi che dipingono erroneamente la pratica golfistica che, disciplina in realtà altamente inclusiva e trasversale, cui la maggioranza delle persone si può accostare senza troppi problemi o vincoli dati da età, situazione economica, gender.

Volendo analizzare più da vicino il rapporto che sussiste tra golf e persone diversamente abili, è importante sottolineare come nel golf i giocatori con disabilità possono confrontarsi insieme a quelli normodotati in condizioni di assoluta parità; infatti la pratica golfistica risulta – insieme alla vela – l’unico sport concretamente “integrato”, in cui golfisti in carrozzina, ipovedenti, o con disabilità intellettive possono gareggiare non solo fra di loro, ma con golfisti normodotati, dando vita a competizioni avvincenti e piene di colpi di scena.

I numeri relativi ai giocatori disabili ed agli spettatori di simili realtà competitive stanno spingendo verso una positiva probabilità: pare infatti che questa disciplina sarà ammessa ai Giochi Paraolimpici del 2020, dimostrandone il successo e l’appagamento che è in grado di fornire a giocatori e spettatori.

 

L’importanza dell’evoluzione delle attrezzature.

Per rendere possibile la competizione tra disabili e normodotati, sono sufficienti alcuni importanti accorgimenti relativi al tipo di attrezzature fornite durante il gioco.

Il golf è uno sport che, nel suo sviluppo, è sempre stato strettamente interconnesso alla evoluzione delle attrezzature (bastoni, palline, abbigliamento…) atte a praticarlo, e tale legame è altresì evidente nella possibilità che vi si accostino anche le persone con disabilità.

Quella golfistica è l’unica attività con palla dove il terreno di gioco, a differenza di quanto accade ad esempio nel tennis, nel calcio o nel basket, non risulta standardizzato: ogni green presenta caratteristiche differenti e ciò potrebbe costituire un problema per i giocatori con difficoltà (o impossibilità) di deambulazione.  Tale ostacolo è stato però brillantemente aggirato dalla ricerca che ha messo a punto la Paragolfer, una speciale carrozzina progettata specificatamente seguendo le direttive della ADA (la Americans with disabilities act del 1990, cioè la Legge sugli Americani con disabilità), norme accettate in tutti i più celebri campi da gioco internazionali. Questa speciale e avveniristica “macchina” (dotata altresì di un ombrello in grado di schermare il sole e di particolari ruote atte a preservare il manto erboso) costituisce un sostegno indispensabile per il giocatore che non può muovere le gambe in quanto riesce a sollevarlo e porlo esattamente in corrispondenza della pallina, che può essere quindi colpita con facilità e precisione paragonabili a quelle messe in campo da un qualsiasi altro golfista.

Per i giocatori non vedenti sono invece presenti altre tecnologie che permettono loro di confrontarsi alla pari in qualunque tipo di sfida: è previsto che vengano accompagnati da un coach che li aiuta ad allinearsi prima del colpo e, in caso di tiro dal bunker (la buca di sabbia presente soventemente sul percorso), hanno la possibilità, preclusa ai “colleghi” senza disabilità, di appoggiare il bastone per poi colpire la pallina.

Per coloro i quali hanno ad esempio difficoltà nell’uso delle braccia, come ad esempio i giocatori affetti da focomelia, sono previsti speciali bastoni realizzati su misura ed agganciati sì da rendere agevole il colpo.

 

I nomi.

Per quanto concerne i giocatori, famosissimo risulta l’inglese Richard Saunders il quale, nonostante una seria forma di focomelia congenita, è un giocatore agguerrito ed assai valido, con ottimi risultati alle spalle, resi possibili anche grazie agli speciali ferri di cui si serve per mandare la pallina in buca.

Per quanto concerne i non vedenti, doveroso citare l’italiano Andrea Calcaterra che, affetto da una progressiva diminuzione della vista fino alla totale cecità del 1998, ha continuato a coltivare la passione per il golf, portando a casa tante vittorie e soddisfazioni (per fare solo un esempio, un ottimo secondo posto nel 2014 non occasione della World Blind Golf Championship disputata in Australia).

Menzione speciale a Pierfederico Rocchetti, primo golfista con disabilità in Italia e secondo in tutta Europa a ricevere un invito a partecipare ad una competizione per professionisti senza disabilità; proveniente da una famiglia di golfisti, nonostante una emiparesi ad una mano, Rocchetti ha partecipato a ben 11 Open internazionali, attestandosi per quattro volte al vertice della classifica europea e quarto in quella mondiale.

Altri nomi celebri – tutti ipovedenti o non vedenti – sono il ligure Mirko Ghiggeri e Stefano Palmieri mentre, per quanto concerne le ladies, impossibile tralasciare Chiara Pozzi Giocosa, la quale – persa la vista in seguito a un intervento di chirurgia estetica – ha alle spalle tantissimi successi: campionessa del mondo dei non vedenti in Inghilterra nel 2010, nuovamente campionessa in Canada nel 2012, prima delle Ladies nel British Blind Open nel 2014. Altro nome appartenente alle quote rosa è quello di Camilla Bernini che, con la sua protesi del braccio sinistro in grado di scomporre il movimento di gomito, polso e dita, tira assai meglio di tante colleghe normodotate e che dal 2012 è allenatrice di una squadra femminile di golf negli USA.

Per quanto concerne i più piccoli, menzione d’onore spetta a Tommy Morrisey: nato senza il braccio destro, il giovanissimo campione ha fatto tanto parlare di sé, dei suoi potenti drive e della sua tecnica ammirevole. Conosciuto come “The one arm golfer” il seienne ha recentemente vinto in occasione delle qualifiche locali del Drive Chip & Putt Championship, la cui finale è prevista per il prossimo aprile sul green di Augusta. Il baby campione usa la sua notorietà per raccogliere fondi per le famiglie bisognose e – nonostante la tenera età –  è un esempio di tenacia e forza di volontà.

 

Il futuro.

La Federgolf da qualche anno ha accolto al proprio interno le federazioni che si occupano di promuovere il golf praticato dalle persone con disabilità, dimostrando una positiva apertura che ha portato ad aumento di golfisti desiderosi di giocare e superare le proprie difficoltà, con passione, grinta e risultati del tutto paragonabili a quelli dei loro colleghi normodotati.

Ci auguriamo che gli stimoli e le occasioni di gioco siano sempre maggiori, sì da permettere a sempre più persone di godere degli enormi benefici che il golf sa loro donare: infatti, oltre alla indubbia valenza sul piano fisico, è orma dimostrato che la disciplina golfistica ha un vantaggio anche sul piano psicologico in quanto capace di rendere consapevoli delle proprie potenzialità, della capacità di superare gli ostacoli costituiti dalla disabilità, di incrementare la socializzazione con gli altri in meravigliosi contesti naturali quali quelli costituiti dal green.

Tutto questo porta all’augurio di poter incontrare sempre più spesso sui campi da gioco disabili…abilissimi in una disciplina appassionante ed inclusiva come è il golf.

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Bando per l'acquisto della casa rivolto alle giovani coppie: un aiuto a imprese e famiglie

Con delibera di Giunta Regionale n. 515 del 16 aprile 2018 la Regione Emilia Romagna dà l'avvio al programma di incentivo rivolto a giovani coppie, single e nuclei familiari diversi per l'acquisto della prima casa. Un’iniziativa che in realtà è anche un aiuto indiretto per le imprese immobiliari della Regione che in questo modo possono, attraverso il bando, mettere a disposizione gli immobili già costruiti o che hanno intenzione di realizzare nei prossimi mesi.

Il programma è diviso in due distinti interventi, denominati LINEA 1 e LINEA 2.

LINEA 1. Qualificazione del patrimonio esistente.

Il primo intervento è rivolto alla Qualificazione del patrimonio: in questo caso l'obiettivo è promuovere l'accesso alla proprietà della prima casa, anche attraverso patti di futura vendita, tramite incentivi volti alla ristrutturazione edilizia di immobili già esistenti, migliorandone la qualità urbana ed architettonica nonché l’efficienza sismica ed energetica del patrimonio edilizio.

Gli interventi ammissibili a finanziamento sono quelli riguardanti il recupero del patrimonio edilizio attraverso gli interventi ricompresi nelle fattispecie previste alle lettere b), c), d), f) dell’allegato parte integrante all’art. 9 – comma 1 alla L.R. n. 15/2013 e s.m.i. In buona sostanza, si tratta di interventi riguardanti la manutenzione straordinaria, restauro scientifico, interventi di restauro e risanamento conservativo e gli interventi di ristrutturazione edilizia.

Sono ammissibili anche gli interventi di nuova costruzione ammessi dalle norme urbanistiche vigenti e realizzati in conseguenza di demolizione di edifici esistenti e di loro sostituzione.

Il fabbricato oggetto di intervento deve essere di esclusiva proprietà dell’operatore che partecipa al bando per una quota superiore al 50% dei millesimi generali di proprietà. Per accedere al contributo è sufficiente che si possieda un’opzione sui diritti di proprietà oppure il diritto di acquistare l’edificio entro una data stabilita e ad un prezzo determinato. Al termine dei lavori detti alloggi dovranno essere ricompresi nelle categorie catastali A/2, A/3, A/4, A/5.

La misura dell'incentivo in conto capitale (per cui non deve essere restituito ma è a fondo perduto) è di euro 35.000,00 per alloggio.

LINEA 2. Utilizzo del costruito esistente.

Il secondo intervento è rivolto agli operatori che hanno già realizzato gli immobili. In questo caso il prezzo di cessione dei singoli alloggi non può essere superiore a € 300.000,00 per interventi collocati in un capoluogo di provincia o in un comune con più di 50.000 abitanti e di € 250.000 in tutti gli altri casi. Devono, infine, essere ricompresi nelle categorie catastali A/2, A/3, A/4, A/5, A7. In questo caso la misura del contributo è di euro 25.000,00 per alloggio

MODALITA' DI PARTECIPAZIONE

LINEA 1

Gli operatori che intendono partecipare al bando devono presentare la domanda di contributo esclusivamente per via telematica dal proprio indirizzo di Posta Elettronica Certificata al seguente indirizzo di Posta Elettronica Certificata (PEC) pru@postacert.regione.emilia-romagna.it  dalle ore 9,00 del 23 aprile 2018 alle ore 16 del 21 maggio 2018 compilando il modulo di cui all’allegato 4, parte integrante del bando, reperibile all’indirizzo http://territorio.regione.emilia-romagna.it/politiche-abitative o sul portale regionale nella pagina dedicata al bando, pena la sua inammissibilità.

Il 13 luglio sarà pubblicata sul sito web regionale: http://territorio.regione.emilia-romagna.it/politiche-abitative la graduatoria degli operatori ammessi a finanziamento.

LINEA 2

La procedura prevede due distinti momenti:

  1. selezione alloggi da ammettere a finanziamento;

  2. selezione dei nuclei familiari che presentano la domanda di contributo:

1. Selezione alloggi

Dalle ore 9,00 del 23 aprile 2018 alle ore 16,00 del 7 maggio 2018 le imprese di costruzione o loro consorzi, le cooperative di abitazione o loro consorzi possono mettere a disposizione, sul portale regionale dedicato all'incentivo, i propri alloggi attraverso una procedura on-line.

L’offerta degli alloggi dovrà essere sottoscritta dal legale rappresentante con firma digitale rilasciata da un certificatore accreditato. Per ogni operatore è prevista la possibilità di collocare solo un'offerta.

Il giorno 25 maggio 2018 alle ore 12,00 sul portale regionale sarà pubblicato l’elenco degli alloggi che i nuclei interessati potranno proporsi di acquistare.

I possibili acquirenti hanno tempo fino al 29 giugno 2018 per individuare un alloggio e sottoscrivere un pre-contratto esclusivamente per l’acquisto di un alloggio compreso nella lista pubblicata sul portale regionale.

2. Selezione dei nuclei familiari che presentano la domanda di contributo

I nuclei che hanno sottoscritto un pre-contratto entro il termine del 29 giugno 2018 potranno presentare la domanda di contributo compilando on-line la modulistica che sarà resa disponibile sul portale regionale dalle ore 9,00 alle ore 17,00 del giorno 2 luglio 2018.

Il 13 luglio 2018 sarà pubblicata la graduatoria dei nuclei familiari ammessi al contributo.

 

 

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Cooperative e finanziamenti: la nuova “Legge Marcora”.

Con decreto del 4 dicembre 2014 il Ministero dello Sviluppo Economico ha istituito un apposito regime di aiuto finalizzato alla nascita e allo sviluppo di società cooperative di piccola e media dimensione. E’ una novità normativa molto importante perché, nelle intenzioni, dovrebbe rilanciare il c.d. “worker buy out”, cioè quel meccanismo per il quale i dipendenti diventano padroni delle azienda in cui lavorano.

L’intervento si affianca a quello già previsto dalla Legge 49/85 (la cosidetta Legge Marcora) prevedendo la concessione di un finanziamento agevolato a quelle cooperative in cui le società finanziarie partecipate dal Ministero dello Sviluppo Economico (Soficoop sc e CFI Scpa) hanno già assunto delle partecipazioni ai sensi, per l’appunto, della già citata legge Marcora.

Le risorse previste per concessione dei finanziamenti ammontano ad euro 9,8 milioni.

I finanziamenti sono erogati al fine di sostenere:

  • la nascita sul territorio nazionale di cooperative costituite in misura prevalente da lavoratori provenienti da aziende in crisi, cooperative sociali o che gestiscono aziende confiscate alla criminalità organizzata;
  • la nascita, lo sviluppo o la ristrutturazione di cooperative, ubicate nelle Regioni del Mezzogiorno.

L’intervento è costituito dalla concessione di prestiti di durata massima di 10 anni a un tasso di interesse pari al 20% di quello fissato dalla Comunità Europea e comunque non inferiore allo 0,8%. L’importo del prestito non può essere superiore a 4 volte il valore della partecipazione detenuta dalla società finanziaria, e comunque fino al massimo di un milione di euro. I prestiti saranno rimborsati secondo un piano di ammortamento a rate semestrali costanti posticipate, scadenti il 31 maggio e il 30 novembre di ogni anno. Gli interessi di preammortamento sono corrisposti alle medesime scadenze.

Nel caso in cui vengano concessi a fronte di investimenti, i prestiti potranno coprire fino al 100 percento dell’importo del programma di investimento.

TIPOLOGIA DI INTERVENTO.

I finanziamenti possono riguardare due tipologie di intervento:

- investimento.

Il finanziamento, in questo caso, riguarda un programma di investimento non ancora avviato alla data di presentazione della sua richiesta ed avente ad oggetto:

  • la creazione di una nuova unità produttiva;
  • l’ampliamento di una unità produttiva esistente;
  • la diversificazione della produzione di un’unità produttiva esistente mediante prodotti nuovi aggiuntivi;
  • il cambiamento radicale del processo produttivo complessivo di un’unità produttiva esistente;
  • l’acquisizione degli attivi direttamente connessi a una unità produttiva, nel caso in cui l’unità produttiva sia stata chiusa o sarebbe stata chiusa qualora non fosse stata acquisita e gli attivi vengano acquistati da un investitore indipendente.

In questo caso, ai fini dell’ammissibilità della relativa spesa, i predetti beni devono:

  1. essere ammortizzabili;
  2. essere utilizzati esclusivamente nell’unità produttiva destinataria dell’aiuto;
  3. essere acquistati a condizioni di mercato da terzi che non hanno relazioni con l’acquirente;
  4. figurare nell’attivo di bilancio dell’impresa beneficiaria per almeno 3 ann

In ogni caso non sono ammissibili spese per l’acquisto di beni usati o di importo inferiore ad euro 500,00 al netto di IVA.

- capitale circolante o riequilibrio della struttura finanziaria della società cooperativa.

In questo caso sono ammissibili le spese sostenute dalla società cooperativa inerenti lo svolgimento dell’attività d’impresa e direttamente connesse alle tipologie di iniziative ammissibili.

BENEFICIARI

Possono ottenere le agevolazioni le società cooperative regolarmente costituite e iscritte nel Registro Imprese, nel pieno e libero esercizio dei propri diritti, non in stato di liquidazione volontaria o sottoposte a procedure concorsuali. Sono escluse le cooperative:

  • che hanno ricevuto e non rimborsato o depositato in un conto bloccato gli aiuti individuati quali illegali o incompatibili dalla Commissione Europea;
  • destinatarie di provvedimenti di revoca parziale o totale di agevolazioni del MiSE che non abbiano restituito, qualora previsto;
  • qualificabili come “imprese in difficoltà”;
  • che operano nei settori pesca e acquacoltura, produzione primaria di prodotti agricoli, carboniero.

Al fine della presentazione della domanda per la nascita di società cooperative si specifica che tali iniziative possono riguardare esclusivamente società cooperative costituite da non oltre 24 mesi dalla data di presentazione della domanda.

DOMANDA E TERMINI

Per accedere all’agevolazione le cooperative devono presentare:

  • domanda di finanziamento;
  • piano di investimento;

Nel caso in cui il valore del finanziamento sia superiore a euro 150.000,00 occorrerà presentare anche la dichiarazione del legale rappresentante resa secondo le modalità stabilite dalla Prefettura competente in merito ai dati necessari per la richiesta delle informazioni antimafia.

La domanda e la documentazione devono essere presentate alle Società finanziarie, attraverso PEC.

Lo studio Grassi Benaglia Moretti rimane a disposizione per ogni tipo di richiesta in materia. 

 

 

Notizie Newsletter Grassi Benaglia Moretti, avvocati & commercialisti
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L’AFRICA A TEMPO DI…SWING

Riviera Golf - Ven, 13/04/2018 - 18:56

Chi l’ha detto che viaggiare in Africa significa “solo” safari, visita alle bellezze naturalistiche ed emozionanti paesaggi?

Se vi dicessimo che potete abbinare l’esperienza del safari e dell’avventura… al vostro amore per il golf?

Nel “continente del Sole” è infatti possibile godere di una vacanza caratterizzata dalla perfetta sinergia tra natura, mare, scoperta e …pratica golfistica.

Esistono infatti ben 42 green diversi, accomunati dalla perfetta qualità dei percorsi e da un’accurata ricerca in grado di preservare al meglio il territorio, regalando al tempo stesso un’esperienza unica al turista golfista, disposto a viaggiare e compiere ampi spostamenti per praticare sui meravigliosi campi da gioco africani.

In particolare, lo stato del Kenya si è dimostrato particolarmente ricettivo nei confronti del turismo golfistico, mettendo in campo offerte assai complete e diversificate, che permettono addirittura di spostarsi da un green all’altro con piccoli voli interni, capaci di creare una rete coesa e funzionale ai tanti golfisti che decidono di regalarsi un viaggio magico, indimenticabile, in perfetta sinergia tra avventura, natura e sport.

I campi da gioco kenioti – inseriti del magico contesto naturalistico africano, con la sua varietà di colori, territori, varietà faunistica – regalano ad ogni buca un mini safari, sono molto diversificati e appaganti, e risultano caratterizzati anche dai costi contenuti e altamente avvicinabili (massimo 45 euro di tariffa green fee).

Esclusi ovviamente quelli dislocati sulla costa, quasi tutti i percorsi golfistici sono situati in posizioni in grado di dominare il territorio circostante, ad un’altezza che varia tra i 1700 ed i 2000 metri sul livello del mare, e che permette lunghi e spettacolari colpi.

I primi campi da gioco realizzati in Kenya – grazie ai quali è nata la storia golfistica di questa zona – sono quelli situati presso la città di Nairobi, capitale del Paese: il Royal Nairobi risale al 1906, mentre il più celebre Muthaiga Golf Club ha come data di fondazione il 1913.

Per quanto concerne questo secondo famosissimo green, esso si sviluppa a 1710 metri d’altezza e si caratterizza per i numerosi ostacoli d’acqua e gli ampi dislivelli, che rendono il gioco assai appassionante. Il campo – sede dal 1968 del Kenya Open e luogo di passaggio per tantissimi golfisti europei – consente anche di accostarsi alla fauna locale – in particolare i macachi – che trasformano l’esperienza golfistica in qualcosa di molto vicino ad un vero e proprio safari, ogni volta emozionante e diverso.

Sempre nella zona della capitale, si sviluppa un altro green famoso che ha però altri focus attrattivi: stiamo parlando del Windsor Golf Hotel & Country Club, un resort di lusso dotato di 130 camere, inserito in una splendida struttura di stampo vittoriano, dotata di tutti i possibili confort. Il green risale al recente 1992 e crea un percorso assai diversificato, giocato tra meravigliosi fairway che si snodano attraverso la foresta vergine, frequenti bunker e ostacoli d’acqua sulle rive dei quali spesso si possono incontrare i magnifici rappresentanti della ricca fauna locale, in grado di rendere magica ogni buca.

Impossibile non citare altresì il Karen Country Club, il green posto accanto alla meravigliosa casa-museo della famosissima Karen Blixen, autrice de “La mia Africa”, campo divenuto famoso in quanto luogo di elezione di Edoardo Molinari in occasione del Kenya Open del 2007.

Altri meravigliosi campi sono poi quelli inseriti nel contesto della Rift Valley, la più grande al mondo, che collega Africa ed Asia lungo un’area di oltre ottomila chilometri.

La zona ospita il Great Rift Valley Longe & Golf Resort, una meravigliosa struttura con camere realizzate su suggestive palafitte in legno, da cui la vista può spaziare sulla sconfinata valle. Il green ospita oltre trecento specie volatili, antilopi e zebre, ed è posto ad un’altitudine di oltre duemila metri sul livello del mare.

Il Kenya è poi celebre per il Masai Mara, una delle zone più conosciute e visitate dai turisti di tutto il mondo. Anche in questo territorio è possibile coniugare piacere della scoperta africana con passione golfistica. Come? Soggiornando presso il Bateleur Camp, capace di regalare ai visitatori una totale immersione sensoriale nel meraviglioso contesto naturale, con tanto di tende-suites immerse nella foresta, spedizioni fotografiche e indimenticabili cene sotto le stelle.

Menzione speciale la merita infine il Baobab Coursesede ufficiale della PGA statunitense – inaugurato nel 2009 e prossima prestigiosa sede del Ladies European Tour, il green offre la possibilità di praticare un ottimo golf e di godere altresì della vicinanza dell’oceano, che lambisce la meravigliosa spiaggia adiacente alla struttura.

La quantità e la pregevolezza delle strutture golfistiche del Kenya dimostra quanto il turismo golfistico africano – in particolare keniota –  sia prolifico ed ormai perfettamente integrato nel contesto del Paese, in grado di estendere anno dopo anno il proprio bacino di utenza, rappresentando la perfetta sinergia tra natura, passione, sport e avventura.

Da provare.

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Il gruppo multifamigliare: teoria e pratica

Scuola di prevenzione José Bleger Rimini - Mer, 28/03/2018 - 21:34

La Scuola di prevenzione “José Bleger”

venerdì 13 dalle ore 16.00 alle ore 19.00 e sabato 14 dalle 9,30 12.30

organizza il seminario

IL GRUPPO MULTIFAMIGLIARE: TEORIA E PRATICA

- Venerdì 13 aprile:

Massimo De Berardinis – Psichiatra e psicoterapeuta, Direttore di Area Salute Mentale Adulti – ASL Toscana Centro (Firenze)

Marta De Brasi – Psicologa, psicoanalista, psicoterapeuta individuale, gruppale e della famiglia. Specialista in Clinica istituzionale (Buenos Aires)
– Sabato 14 aprile:

Massimo Mari – Psichiatra e psicoterapeuta, Direttore del Dipartimento Salute Mentale Area Vasta 2 (Ancona)

Andrea Narracci – Psichiatra e psicoanalista, Direttore UOC 4° Distretto e Direttore ff del DSM della ASLRMA (Roma)

Il seminario ha l’obiettivo di discutere delle forme del gruppo multifamigliare, dei problemi e delle difficoltà che comporta ma anche delle potenzialità che racchiude.
Ci si interrogherà, mediante un costante riferimento alla pratica, alla tecnica e alla teoria, sul ruolo dei coordinatori dei gruppi multifamigliari, sui transfert multipli che si verificano all’internio di questi gruppi e sulla polarità gruppo-istituzione.

Il seminario si terrà nella sala di RM25 a Rimini in Corso d’Augusto 241.

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Diletta Facchini, la grinta targata Riviera Golf

Riviera Golf - Mer, 28/03/2018 - 18:16

Un’altra giovane campionessa, un’altra ragazza determinata a vincere, un’altra rappresentante della passione femminile per il mondo del golf.

E’ Diletta Facchini, la quindicenne fiorentina che da quest’anno farà parte della squadra agonistica femminile del Riviera Golf, formata da tre ragazze decise a gareggiare passo dopo passo con grinta per portare alta l’egida del campo marignanese, obiettivo dopo obiettivo.

La squadra agonistica femminile – fortemente voluta dal Golf Manager Michele Bosco, golfista esperto e profondo conoscitore delle dinamiche del green – sarà seguita da Mauro Bianco e dagli altri maestri della accademia che da quest’anno sarà a disposizione dei golfisti sul fairway del Riviera Golf e darà l’opportunità di seguire tanti corsi diversificati e declinati differentemente, per seguire l’avvicinamento al golf o il perfezionamento della tecnica di gioco.

Diletta Facchini sarà allenata dai maestri e seguirà, insieme a Giorgia Piccini e Isabella Antonelli, un percorso fatto di impegno, determinazione e un calendario ricco di sfide che porteranno la squadra agonistica femminile del Riviera Golf a confrontarsi con tante altre giovani appassionate giocatrici, su diversi campi nazionali.

 

La giovanissima giocatrice è la dimostrazione dell’alta inclusività e della ampia trasversalità del golf, che può essere praticato fin dalla più tenera età, come ci racconta la stessa Diletta, che ha iniziato a giocare addirittura all’età di circa 5 anni, muovendosi sul fairway insieme alla sua famiglia, che l’ha sempre incoraggiata e sostenuta.

Diletta ormai può essere considerata una giocatrice esperta e dalle grandi abilità e – riguardo alla pratica golfistica – afferma che “il golf è attualmente uno sport praticabile da tutti e sicuramente non più costoso di altri, una pratica che mi affascina profondamente perché giorno dopo giorno mi regala la possibilità di mettermi alla prova sul piano fisico e mentale,  e l’occasione di raggiungere risultati individualmente, misurandomi con me stessa, la mia forza di volontà, superando paure e sfide”.

 

Sono ormai numerose le gare cui Diletta Facchini ha già partecipato in passato, ma, come ogni sportiva e come le sue compagne della squadra agonistica femminile del Riviera Golf, nel suo cuore riserva certamente un posto speciale ad una competizione in particolare, la “Quercia d’oro”.

La gara, disputata lo scorso anno, ha segnato profondamente il ricordo della agguerrita quindicenne, perché, dopo aver chiuso il primo giorno in testa, Diletta sostiene di aver dovuto lottare con particolare grinta “per portare a casa un secondo posto su un campo sicuramente non dei più facili. L’ultimo giorno in particolare è stato molto impegnativo ma allo stesso tempo davvero emozionante, perché ho lottato insieme al mio caddy, il mio babbo, e siamo riusciti a portare a casa il massimo.”.

Davvero un ottimo risultato quindi, e profondamente significativo se si aggiunge il fatto che a seguirla come caddy c’era proprio un fan d’eccezione, quello più importante di tutti, il padre, pronto a sostenerla colpo dopo colpo con tutto l’amore possibile.

 

Quando le chiediamo di raccontarci le emozioni e le sensazioni provate sul green del Riviera Golf, ove si allena da quest’anno nell’ambito della squadra agonistica femminile, Diletta sottolinea che “la bellissima opportunità di entrare a far parte del team agonistico è stata resa possibile dalla conoscenza con l’amica –  e in seguito compagna di squadra – Giorgia Piccini e con Massimiliano Tanfi, che accompagna il nostro gruppo in occasione delle trasferte e delle diverse gare”.

E’ sorta così l’occasione di conoscere meglio il green del Riviera Golf, “location perfetta –  aggiunge Diletta – per migliorare giorno dopo giorno e realtà capace di creare un ottimo programma per gli agonisti e i golfisti più appassionati”.

La giovanissima golfista ha potuto così entrare a far parte della squadra agonistica femminile, “un team composto da valide giocatrici, con le quali ho instaurato un ottimo rapporto: amiche preziose “conosciute in modo sempre più approfondito durante le tante gare che ci hanno permesso di dare vita ad un ottimo feeling, fondamentale per dare il massimo all’interno della nostra squadra in rosa, la squadra agonistica femminile del Riviera Golf”.

 

Il 2018 si preannuncia così un anno davvero intenso e ricco di stimoli per la quindicenne fiorentina, determinata a “migliorare nel gioco, sperando di ottenere buoni risultati per inseguire il sogno nel cassetto e fare tante proficue esperienze nelle maggiori manifestazioni previste in calendario”.

 

E noi siamo certi che il Riviera Golf e la sua squadra agonistica femminile saranno l’occasione perfetta per Diletta – giovane con la testa piena di sogni e la grinta di una campionessa – e per i tanti appassionati e neofiti che decideranno di permettere alla loro passione di guidarli in un percorso ricco di divertimento, energia e … uno sport capace di affascinare, colpo dopo colpo.

 

 

Riviera Golf: lo sport è solo l’inizio.

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A.S.D. E SOCIETA' SPORTIVE: 30 MARZO ULTIMO GIORNO PER IL REGISTRO TELEMATICO DEL CONI

Con la delibera n. 1574 del 18/07/2017 del Consiglio Nazionale Coni è stato introdotto il nuovo Registro CONI 2.0, a cui possono accedere esclusivamente le Società e Associazioni Sportive Dilettantistiche che svolgono le discipline sportive presenti nell'elenco approvato con delibera n. 1569 del 10/05/2017.

L’iscrizione dovrà essere fatta entro e non oltre il 30 marzo 2018 collegandosi al sito https://rssd.coni.it/

L'unico onere a carico dell'Associazione o della Società Sportiva è quello di accreditarsi sul portale, ottenendo l'user e la password conseguente, e inserire i propri dati anagrafici (Codice Fiscale Società, Cognome, Nome, CF, mail e cellulare del Presidente, indirizzo della Sede Legale). Una volta effettuata tale operazione occorrerà procedere alla stampa della dichiarazione sostitutiva, alla sua firma da parte de Presidente e al successivo nuovo caricamento come documento PDF nel portale.

Una volta terminata la procedura e stampato il relativo certificato di iscrizione/riconoscimento sportivo per l’anno sportivo in corso l'associazione non si dovrà preoccupare più di nulla perchè sarà la Federazione di appartenenza a provvedere a completare i dati mancanti nel Registro.

Si rammenta che l'iscrizione nel registro del Coni è necessaria per poter godere di tutte le agevolazioni fiscali che la normativa tributaria concede a partire dell'art. 148 del TUIR fino alla legge 398/91.

Qualora l'Associazione non abbia ancora provveduto autonomamente all'iscrizione, o per tramite dell'ente di affiliazione o della federazione di appartenenza, lo studio è a disposizione per svolgere le pratiche necessarie.

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A.S.D. E SOCIETA' SPORTIVE: 30 MARZO ULTIMO GIORNO PER IL REGISTRO TELEMATICO DEL CONI

Con la delibera n. 1574 del 18/07/2017 del Consiglio Nazionale Coni è stato introdotto il nuovo Registro CONI 2.0, a cui possono accedere esclusivamente le Società e Associazioni Sportive Dilettantistiche che svolgono le discipline sportive presenti nell'elenco approvato con delibera n. 1569 del 10/05/2017.

L’iscrizione dovrà essere fatta entro e non oltre il 30 marzo 2018 collegandosi al sito https://rssd.coni.it/

L'unico onere a carico dell'Associazione o della Società Sportiva è quello di accreditarsi sul portale, ottenendo l'user e la password conseguente, e inserire i propri dati anagrafici (Codice Fiscale Società, Cognome, Nome, CF, mail e cellulare del Presidente, indirizzo della Sede Legale). Una volta effettuata tale operazione occorrerà procedere alla stampa della dichiarazione sostitutiva, alla sua firma da parte de Presidente e al successivo nuovo caricamento come documento PDF nel portale.

Una volta terminata la procedura e stampato il relativo certificato di iscrizione/riconoscimento sportivo per l’anno sportivo in corso l'associazione non si dovrà preoccupare più di nulla perchè sarà la Federazione di appartenenza a provvedere a completare i dati mancanti nel Registro.

Si rammenta che l'iscrizione nel registro del Coni è necessaria per poter godere di tutte le agevolazioni fiscali che la normativa tributaria concede a partire dell'art. 148 del TUIR fino alla legge 398/91.

Qualora l'Associazione non abbia ancora provveduto autonomamente all'iscrizione, o per tramite dell'ente di affiliazione o della federazione di appartenenza, lo studio è a disposizione per svolgere le pratiche necessarie.

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RIVIERA GOLF DOVE IL FAIRWAY SI TINGE DI ROSA: ISABELLA ANTONELLI

Riviera Golf - Mar, 13/03/2018 - 10:23

 

Continua il nostro viaggio in un mondo fatto di determinazione, passione e energia femminile: stiamo parlando della squadra agonistica femminile del Riviera Golf, formata – dietro l’impulso fornito dal Golf Manager Michele Bosco – da tre ragazze pronte a conquistare un obbiettivo dietro l’altro.

La squadra agonistica femminile sarà seguita da Mauro Bianco e dagli altri maestri della omonima accademia che da quest’anno sarà presente sul campo del Riviera Golf per allenare le squadre agonistiche ed occuparsi dei corsi dedicati ai golfisti esperti ma anche ai tanti neofiti che ogni giorno scelgono di accostarsi all’appassionante disciplina golfistica.

Tre giovani golfiste con la testa piena di sogni, la voglia di continue sfide e alle spalle già una serie di brillanti risultati.

Come quelli ottenuti da Isabella Antonelli, diciassettenne perugina determinata e in grado di raggiungere ottime performances per distinguersi nelle tante competizioni in calendario quest’anno sia sul campo del Riviera Golf, sia presso altri circoli ove la squadra agonistica femminile difenderà con orgoglio e passione la bandiera del campo marignanese.

Oggi la incontriamo per porle qualche domanda sul golf e sulla nuova intensa avventura che ha deciso di intraprendere sotto l’egida del Riviera Golf.

 

Sei giovanissima ma già in grado di dimostrare un ottimo controllo di tecnica ed emotività sul campo. Raccontaci di te e della tua passione per il golf.

Ho iniziato a giocare relativamente tardi – a 13 anni – ma se potessi ritornare al passato, inizierei prima!

Il mio incontro con il golf è stato molto strano e particolare.

L’ambito golfistico fa in realtà parte della mia vita da moltissimo tempo: mio padre gioca a golf da molti anni ormai e quando ero piccola ha provato in tutti i modi a farmi avvicinare a questo sport, ma non c’era nulla da fare: non esisteva attività che odiassi di più al mondo. Poi in una rovente giornata dell’agosto 2013 mi sono ritrovata per puro caso in campo pratica, ho impugnato il greep di un ferro 7 e non l’ho più lasciato. Ed ora faccio addirittura parte della squadra agonistica femminile del Riviera Golf!

 

Il golf è uno sport avvincente, tecnico ma altresì capace di far vivere grandi e intense emozioni. Come percepisci questa pratica, come vivi personalmente il green?

 

Credo che il golf sia uno sport unico nel suo genere. Mi affascina la continua lotta interiore che il golfista vive con sé stesso mentre cerca di mandare quella maledetta pallina in buca!

Adoro poi la sensazione che si prova nel colpire la tanto agognata sfera, una emozione che si avvicina a quel godimento assoluto che tutti cercano ma che nessuno alla fine raggiunge.

Il golf mi ha insegnato molto, e in particolare ho compreso che l’unico modo per ottenere dei risultati in questo sport come nella vita quotidiana è lavorare sempre al massimo e non pensare mai di essere arrivati a destinazione, ma soprattutto riuscire a domare quei mostri che ognuno di noi ha dentro, colpo dopo colpo, passo dopo passo.

 

La pratica golfista – va sottolineato – risente poi spesso di stereotipi, legati ad un passato attualmente lontano e superato: alcuni lo percepiscono come una attività appannaggio di solo un determinato e preciso target in termini di età, sesso, appartenenza sociale, uno sport per persone mature, preferibilmente appartenenti al genere maschile, o addirittura una pratica lontana dal poter essere considerata a tutti gli effetti come uno sport.

Niente di più falso e lontano dalla realtà, ma comprensibile se si pensa che nel nostro Paese – a differenza di altri Stati – non esiste ancora una cultura del golf, coerente e strutturata: le persone spesso non conoscono realmente questo sport e non sanno cosa significhi praticarlo.

Mi auguro che le cose cambino presto e questa possibilità di rinnovamento del punto di vista comune dipende largamente dal mondo giovanile, in particolare da noi ragazze: noi golfiste abbiamo la possibilità di dimostrare quanto il golf possa essere inclusivo e trasversale, praticabile da un target davvero molto vario e composito.

E la squadra agonistica femminile del Riviera Golf rientra certamente in questo iter di progresso.

Hai ormai all’attivo numerose vittorie e tantissime gare che ti sono servite per misurarti sul campo e migliorare, sfida dopo sfida. C’è una competizione che ti ha maggiormente lasciato un segno, nella memoria e nel cuore?

 

Sicuramente è la vittoria nell’ambito della gara nazionale di due giorni giocata al golf club Conero. Durante la prima giornata non avevo ottenuto un risultato particolarmente brillante, ma ero riuscita comunque a portare a casa un discreto risultato, ritrovandomi così terza a cinque colpi dalla prima golfista in classifica.

La sera prima del secondo giro ero molto tesa ma altresì determinata nella volontà di non perdere l’occasione di impegnarmi al massimo.

Quella domenica ho giocato il giro più bello e divertente della mia vita: ho iniziato a recuperare colpi su colpi, ritrovandomi in parità con le altre due ragazze sul tee della sedicesima buca

Ricordo che in quel momento non riuscivo neanche a vedere la direzione esatta per il tee shot, scorgevo solo mio padre, tesissimo.

Alla fine, due par sono bastati per vincere e sono scoppiata a piangere, perché provenivo da un periodo molto difficile in cui mi ero impegnata molto senza riuscire ad ottenere risultati determinati e brillanti.

Quella del Conero è stata una gara cruciale per la mia crescita perché ho dimostrato a me stessa di avere le carte in regola per competere con le altre golfiste e la determinazione necessaria a mantenere la concentrazione fino all’ultimo put della diciottesima buca.

Una esperienza indimenticabile!

Da quest’anno fai parte della squadra agonistica femminile del Riviera Golf. Come è nata la possibilità di fare questa esperienza, così ambita per una giovane golfista, e cosa significa per te entrare in questo team in rosa?

 

Abitando a Perugia non credevo che avrei mai potuto avere un’occasione di questo genere e invece, grazie alla mia compagna di squadra Giorgia Piccini e a Massimiliano Tanfi che ci accompagna durante le competizioni, sono entrata in contatto con il Riviera Golf, innamorandomi dell’ambiente che lo contraddistingue e della professionalità che vi si respira.

Mi sento davvero onorata di poter rappresentare in giro per l’Italia il Riviera Golf Club, circolo che può vantare uno staff accogliente e ben organizzato, location stimolante e attraente per noi golfisti perché caratterizzata da un percorso suggestivo e molto tecnico, ma soprattutto dalla particolare atmosfera che si respira quando si gioca.

È un luogo in cui puoi trovare pace e tranquillità ma allo stesso tempo provare quella tensione agonistica che ti permette di divertirti mentre giochi con i tuoi compagni.

 

Il Golf Manager del Riviera, Michele Bosco, mi ha dato fiducia e attualmente ho la possibilità di competere a livello nazionale con la squadra agonistica femminile, una occasione davvero incredibile e intensa cui ho sempre aspirato: far parte di una bella squadra e poter dare il mio contributo per affermare il nome del nostro circolo in tutta Italia.

 

L’ingresso nella squadra agonistica femminile significa per me lavoro, sacrificio e tanto divertimento.

Sono molto contenta del gruppo che si è formato, ci aiutiamo molto e ci sosteniamo a vicenda anche se a causa della distanza non ho la possibilità di vedere Giorgia e Diletta spesso quanto invece vorrei, ma ci teniamo costantemente in contatto, sostenendoci a vicenda e scambiandoci qualche consiglio tecnico.

Ho la fortuna di aver accanto persone uniche che ci aiutano e ci sostengono giorno dopo giorno, e spero davvero di poter rappresentare al meglio il Riviera Golf, per rendere così orgogliosi tutti i soci del club e pienamente soddisfatte tutte le persone che faranno il tifo per noi.

Credo che il nostro team sarà in grado di ottenere ottimi risultati, perché ognuna di noi ha una caratteristica diversa, capace di interagire proficuamente con le qualità delle compagne, creando così la sinergia perfetta…una macchina da guerra sul faiway!

 

Quali sono i tuoi obiettivi golfistici per il 2018?

Sicuramente da questo sport mi aspetto il massimo, aspiro a competere come professionista con golfiste provenienti da tutto il mondo.

Sono consapevole che sarà un percorso impegnativo e difficile, ma credo anche che con la costanza, la pratica, il sacrificio e la forza di sognare, ciascuno di noi possa arrivare dove vuole.

Per quanto concerne la squadra agonistica femminile del Riviera Golf, so che siamo un team nato recentemente, formato da golfiste che giocano insieme e si conoscono da poco tempo.

Sono conscia che dovremo competere con dei team “storici” e affiatati sul faiway, ma sono certa che la nostra squadra agonistica femminile abbia tutte le capacità per ottenere degli ottimi piazzamenti nelle varie competizioni e perché no… vincere!

Tel. +39 0541 955009
Email info@rivieragolf.it

Riviera Golf: dove lo sport è solo l’inizio.

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Consulta: illegittima la sospensione dell'esecuzione della pena non superiore a 3 anni anziché 4

La Corte Costituzionale ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 656, comma 5, del codice di procedura penale, nella parte in cui si prevede che il pubblico ministero sospende l’esecuzione della pena detentiva, anche se costituente residuo di maggiore pena, non superiore a tre anni, anziché a quattro anni.

(Corte Costituzionale n. 41/2018)

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Consulta: illegittima la sospensione dell'esecuzione della pena non superiore a 3 anni anziché 4

La Corte Costituzionale ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 656, comma 5, del codice di procedura penale, nella parte in cui si prevede che il pubblico ministero sospende l’esecuzione della pena detentiva, anche se costituente residuo di maggiore pena, non superiore a tre anni, anziché a quattro anni.

(Corte Costituzionale n. 41/2018)

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RINVIO PER LA PUBBLICAZIONE ON LINE DEGLI INCARICHI PUBBLICI

Alla fine il rinvio c’è stato. Anche se non in forma esplicita, la proroga è desumibile da una serie di quesiti che il Ministero dello Sviluppo Economico ha sottoposto al Consiglio di Stato circa la corretta interpretazione dell’art. 1, commi da 125 a 129 della Legge 4 agosto 2017 n. 124.

Lo stesso MISE rileva, come peraltro già sottolineato nel nostro precedente articolo, che la norma contiene elementi di incongruenza che necessita di alcune precisazioni.

In particolare si sofferma sulla corretta individuazione dei soggetti competenti a vigilare sul corretto rispetto della norma, la decorrenza dei nuovi obblighi informativi, e su quali soggetti applicare le sanzioni previsti.

La richiesta di chiarimenti è stata fatta a ridosso della scadenza e, quindi, non otterrà di certo la risposta in tempo utile” commenta Giovanni Benaglia, il socio dello studio che si occupa del mondo del No Profit. “E’ lecito, quindi, a questo punto supporre che possa essere considerata superata la necessità di provvedere alla pubblicazione entro il 28 febbraio 2018”. Una proroga di fatto, quindi, che può essere supportata anche dalla nota del ministero del Lavoro del 23.02.2018, prot. n. 34/2540, nella quale si legge che la diversa interpretazone secondo la quale la norma dovrebbe riferirsi agli importi ricevuti nel 2017, da pubblicarsi entro il 28 febbraio 2018, avrebbe effetti retroattivi sull’obbligo di pubblicità, in contrasto con il principio generale di irretroattività della legge.

E’ interessante notare come anche il Mise sposi questa linea interpretativa” prosegue Benaglia “e arriva alla medesima conclusione del Ministero del Lavoro: applicare al 2017 la norma è, di fatto, una violazione non solo del principio generale dell’irretroattività della norma ma è anche una violazione del buon andamento della Pubblica Amministrazione. E’ pur vero che la norma è in vigore da Agosto 2017, ma è altrettanto vero che gli operatori si ritroverebbero a raccogliere dati per un periodo in cui la norma non era in vigore”.

Curioso, infine, il fatto che è lo stesso Ministero ad ammettere che non sa quali sono i soggetti destinatari della sanzione. Per come è scritta la norma, infatti, pare che siano solo le imprese che non pubblicano i dati nella nota integrativa. Tale considerazione scaturisce dal fatto che il terzo periodo del comma 125, che irroga la sanzione, è collocato dopo il periodo che impone l’obbligo pubblicitario a carico delle imprese e, nel determinare la data di decorrenza dei tre mesi per restituzione, fa riferimento alla “data di cui al periodo precedente”.

La chiarezza delle norme e dei termini non appartiene alla Pubblica Amministrazione” conclude Giovanni Benaglia.

Notizie Newsletter Grassi Benaglia Moretti, avvocati & commercialisti Allegati:  Nota del ministero del Lavoro del 23.02.2018, prot. n. 34/2540
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RINVIO PER LA PUBBLICAZIONE ON LINE DEGLI INCARICHI PUBBLICI

Alla fine il rinvio c’è stato. Anche se non in forma esplicita, la proroga è desumibile da una serie di quesiti che il Ministero dello Sviluppo Economico ha sottoposto al Consiglio di Stato circa la corretta interpretazione dell’art. 1, commi da 125 a 129 della Legge 4 agosto 2017 n. 124.

Lo stesso MISE rileva, come peraltro già sottolineato nel nostro precedente articolo, che la norma contiene elementi di incongruenza che necessita di alcune precisazioni.

In particolare si sofferma sulla corretta individuazione dei soggetti competenti a vigilare sul corretto rispetto della norma, la decorrenza dei nuovi obblighi informativi, e su quali soggetti applicare le sanzioni previsti.

La richiesta di chiarimenti è stata fatta a ridosso della scadenza e, quindi, non otterrà di certo la risposta in tempo utile” commenta Giovanni Benaglia, il socio dello studio che si occupa del mondo del No Profit. “E’ lecito, quindi, a questo punto supporre che possa essere considerata superata la necessità di provvedere alla pubblicazione entro il 28 febbraio 2018”. Una proroga di fatto, quindi, che può essere supportata anche dalla nota del ministero del Lavoro del 23.02.2018, prot. n. 34/2540, nella quale si legge che la diversa interpretazone secondo la quale la norma dovrebbe riferirsi agli importi ricevuti nel 2017, da pubblicarsi entro il 28 febbraio 2018, avrebbe effetti retroattivi sull’obbligo di pubblicità, in contrasto con il principio generale di irretroattività della legge.

E’ interessante notare come anche il Mise sposi questa linea interpretativa” prosegue Benaglia “e arriva alla medesima conclusione del Ministero del Lavoro: applicare al 2017 la norma è, di fatto, una violazione non solo del principio generale dell’irretroattività della norma ma è anche una violazione del buon andamento della Pubblica Amministrazione. E’ pur vero che la norma è in vigore da Agosto 2017, ma è altrettanto vero che gli operatori si ritroverebbero a raccogliere dati per un periodo in cui la norma non era in vigore”.

Curioso, infine, il fatto che è lo stesso Ministero ad ammettere che non sa quali sono i soggetti destinatari della sanzione. Per come è scritta la norma, infatti, pare che siano solo le imprese che non pubblicano i dati nella nota integrativa. Tale considerazione scaturisce dal fatto che il terzo periodo del comma 125, che irroga la sanzione, è collocato dopo il periodo che impone l’obbligo pubblicitario a carico delle imprese e, nel determinare la data di decorrenza dei tre mesi per restituzione, fa riferimento alla “data di cui al periodo precedente”.

La chiarezza delle norme e dei termini non appartiene alla Pubblica Amministrazione” conclude Giovanni Benaglia.

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RUSH FINALE PER LA PUBBLICAZIONE ON LINE DEGLI INCARICHI PUBBLICI

Ancora poche ore a disposizione degli Enti, delle Cooperative sociali e delle Onlus in genere per adempiere all’obbligo imposto con la Legge 04/08/2017, n. 124.

L’art. 1 comma 125 prevede, infatti, che “entro il 28 febbraio di ogni anno, nei propri siti o portali digitali, le informazioni relative a sovvenzioni, contributi, incarichi retribuiti e comunque a vantaggi economici di qualunque genere ricevuti” dalle pubbliche amministrazioni largamente intese (cioè tutte le amministrazioni dello Stato, ivi compresi gli istituti e scuole di ogni ordine e grado e le istituzioni educative, le aziende ed amministrazioni dello Stato ad ordinamento autonomo, le Regioni, le Province, i Comuni, le Comunita' montane e loro consorzi e associazioni, le istituzioni universitarie, gli Istituti autonomi case popolari, le Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura e loro associazioni) nonché le controllate di diritto o di fatto direttamente o indirettamente da pubbliche amministrazioni, ivi comprese quelle che emettono azioni quotate in mercati regolamentati e le società da loro partecipate, e le società in partecipazione pubblica, ivi comprese quelle che emettono azioni quotate in mercati regolamentati e le società da loro partecipate) nell’anno precedente.

L'onere della pubblicazione non riguarda solo gli Enti associativi e le Onlus. Infatti, tutte le imprese che usufruiscono di finanziamenti di carattere pubblico come sopra indicati, saranno obbligati a riportare i medesimi dati “nella nota integrativa del bilancio di esercizio e nella nota integrativa dell'eventuale bilancio consolidato”.

L'obbligo non scatta qualora l'importo dei finanziamenti sia inferiore ai 10.000 euro. La sanzione per l'omessa indicazione, nel sito internet e nei documenti di bilancio, è salatissima: “l'inosservanza di tale obbligo comporta una sanzione pari alle somme erogate” (comma 126).

La norma ha degli evidenti caratteri di criticità”, afferma il dott. Giovanni Benaglia che per conto dello studio segue il mondo delle Onlus e del No profit. “Innanzitutto non si comprende da quando decorre. Nel disposto normativo si fa riferimento, infatti, a una generica affermazione del tipo “a decorrere da”, facendo presupporre che l'obbligo scatti dal 2018 e quindi la pubblicazione deve avvenire a febbraio 2019. Noi consigliamo, stante le sanzioni comunque elevate, di adottare un comportamento cautelativo e adempiere già all'obbligo a partire da quest'anno. La seconda criticità”, continua Benaglia, “riguarda il fatto di quali importi debbano essere indicati, se solo i contributi per l'attività sociale oppure anche quelli derivanti da appalti pubblici. Anche qui consigliamo un comportamento prudente: la norma parla “di sovvenzioni, contributi, incarichi retribuiti e comunque vantaggi economici di qualunque genere” lasciando intendere che va indicato tutto, compreso, quindi, anche ciò che deriva da appalti o servizi svolti per conto dei soggetti pubblici”.

Infine consiglio prudenza anche a quelle società che non rientrano nel novero del No Profit: anche la normale Srl, magari unipersonale, deve adempiere all'obbligo indicando gli importi nella nota integrativa: la dimenticanza, come abbiamo visto, può costare cara”.

 

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