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Sostegno all’imprenditoria femminile: al via il bando della Regione Emilia Romagna

La Regione Emilia Romagna, con la delibera n. 2149 del 05 dicembre 2022 intende nuovamente sostenere, come già fatto con bandi analoghi, la nascita o il consolidamento di imprese a maggioranza femminile. Lo strumento principale scelto per erogare il contributo è quello del fondo perduto, concesso a micro, piccole e medie imprese, compresi consorzi e società cooperative nella misura massima del 50% delle spese ritenute ammissibili e per un importo comunque non superiore ad euro 80.000.

Beneficiari.

I beneficiari del bando a fondo perduto sono le micro, piccole e medie imprese, compresi i consorzi, le società consortili e le società cooperative, che hanno la sede legale o una unità operativa all’interno del territorio della Regione Emilia Romagna. Questo imprese devono essere a “prevalente partecipazione femminile”, intendendo con questa definizione:

  • Le ditte individuali il cui titolare è una donna;
  • le società di persone o le cooperative nelle quali il numero delle donne rappresenti almeno il 60% dei soci, a prescindere dalla quota di capitale posseduta;
  • le società di capitali nelle quali le donne detengono almeno i due terzi delle quote di partecipazione e, contemporaneamente, siano amministrate da organi amministrativi composti almeno per due terzi da donne;

Non possono accedere all’agevolazione le imprese agricole. Il requisito di prevalenza della partecipazione femminile deve essere posseduto al momento della presentazione della domanda e deve essere mantenuto per almeno tre anni.

Le imprese, inoltre, devono possedere i seguenti requisiti di ammissibilità, oltre a quelli della sede legale e della dimensione aziendale:

  • Essere costituite ed iscritte alla Camera di Commercio. Non è necessario, però, che al momento della domanda siano registrate come attive;
  • non trovarsi in liquidazione giudiziale, concordato preventivo (salvo quello in continuità) o in altra procedura concorsuale;
Interventi ammissibili.

Sono ammissibili, in linea generale, tutti quegli interventi che aumentano la competitività delle aziende partecipanti, e in particolare, quelli che consentono di:

  • Innovare e valorizzare i prodotti e i sistemi di vendita;
  • Migliorare i processi di erogazione del servizio o la loro informatizzazione;
  • Implementare metodi di promozione, acquisto e vendita on line di servizi nonché sviluppare nuove funzioni avanzate nel rapporto con la clientela;
  • Riqualificare e migliorare la sede produttiva;
  • Automatizzare i processi aziendali e l'acquisto delle relative attrezzature.
Spese ammissibili.

Sono ammesse al finanziamento le seguenti spese al netto dell’Iva o di altre tasse:

  • acquisto di macchinari e attrezzature, infrastrutture telematiche e digitali
  • acquisto di brevetti, licenze software, cloud e servizi applicativi o altre forme di proprietà intellettuale, necessari al conseguimento degli obiettivi dell’intervento;
  • consulenze, destinate all'aumento della produttività, all'innovazione organizzativa, al trasferimento delle tecnologie, alla ricerca di nuovi mercati per il collocamento dei prodotti, gli studi di fattibilità e i piani d’impresa, comprensivi dell’analisi di mercato, gli studi per la valutazione dell'impatto ambientale, le spese relative ad iniziative e campagne promozionali debitamente motivate e contestualizzate.
  • opere murarie e relativi oneri di progettazione e direzione lavori, funzionali alla realizzazione del progetto, riconosciute nel limite massimo di 5.000 euro;
  • costi generali nella misura massima del 5% dei costi diretti ammissibili dell’operazione;

L’importo minimo dell’intervento è pari a euro 20.000,00 e le spese devono essere effettuate nel periodo 01.01.2023 – 31.12.2023.

Contributo concesso.

Il contributo massimo concesso è pari al 50% delle spese ritenute ammissibili e, comunque, nella misura massima di euro 80.000,00.

Il contributo è così suddiviso:

  • il 30% della spesa ritenuta ammissibile sotto forma di contributo a fondo perduto;
  • una quota massima del 15% della spesa ammissibile, da destinare a copertura degli interessi su un mutuo eventualmente da attivarsi con durata di almeno quattro anni. Nel caso in cui l’impresa non voglia utilizzare un mutuo, questo contributo ulteriore non sarà erogato.
Termini di presentazione della domanda.

La domanda dovrà essere presentata, tramite il portale Sfinge della Regione Emilia Romagna, dalle ore 10.00 del giorno 24 febbraio 2023 alle ore 13.00 del giorno 28 marzo 2023, per interventi da realizzarsi entro il 31 dicembre 2023.

Nel caso in cui, prima del 28 marzo 2023, siano inviate più di 300 domande la Regione potrà anticipare la chiusura dello sportello.

Notizie ImpreseOggi
Categorie: siti che curo

Sostegno all’imprenditoria femminile: al via il bando della Regione Emilia Romagna

La Regione Emilia Romagna, con la delibera n. 2149 del 05 dicembre 2022 intende nuovamente sostenere, come già fatto con bandi analoghi, la nascita o il consolidamento di imprese a maggioranza femminile. Lo strumento principale scelto per erogare il contributo è quello del fondo perduto, concesso a micro, piccole e medie imprese, compresi consorzi e società cooperative nella misura massima del 50% delle spese ritenute ammissibili e per un importo comunque non superiore ad euro 80.000.

Beneficiari.

I beneficiari del bando a fondo perduto sono le micro, piccole e medie imprese, compresi i consorzi, le società consortili e le società cooperative, che hanno la sede legale o una unità operativa all’interno del territorio della Regione Emilia Romagna. Questo imprese devono essere a “prevalente partecipazione femminile”, intendendo con questa definizione:

  • Le ditte individuali il cui titolare è una donna;
  • le società di persone o le cooperative nelle quali il numero delle donne rappresenti almeno il 60% dei soci, a prescindere dalla quota di capitale posseduta;
  • le società di capitali nelle quali le donne detengono almeno i due terzi delle quote di partecipazione e, contemporaneamente, siano amministrate da organi amministrativi composti almeno per due terzi da donne;

Non possono accedere all’agevolazione le imprese agricole. Il requisito di prevalenza della partecipazione femminile deve essere posseduto al momento della presentazione della domanda e deve essere mantenuto per almeno tre anni.

Le imprese, inoltre, devono possedere i seguenti requisiti di ammissibilità, oltre a quelli della sede legale e della dimensione aziendale:

  • Essere costituite ed iscritte alla Camera di Commercio. Non è necessario, però, che al momento della domanda siano registrate come attive;
  • non trovarsi in liquidazione giudiziale, concordato preventivo (salvo quello in continuità) o in altra procedura concorsuale;
Interventi ammissibili.

Sono ammissibili, in linea generale, tutti quegli interventi che aumentano la competitività delle aziende partecipanti, e in particolare, quelli che consentono di:

  • Innovare e valorizzare i prodotti e i sistemi di vendita;
  • Migliorare i processi di erogazione del servizio o la loro informatizzazione;
  • Implementare metodi di promozione, acquisto e vendita on line di servizi nonché sviluppare nuove funzioni avanzate nel rapporto con la clientela;
  • Riqualificare e migliorare la sede produttiva;
  • Automatizzare i processi aziendali e l'acquisto delle relative attrezzature.
Spese ammissibili.

Sono ammesse al finanziamento le seguenti spese al netto dell’Iva o di altre tasse:

  • acquisto di macchinari e attrezzature, infrastrutture telematiche e digitali
  • acquisto di brevetti, licenze software, cloud e servizi applicativi o altre forme di proprietà intellettuale, necessari al conseguimento degli obiettivi dell’intervento;
  • consulenze, destinate all'aumento della produttività, all'innovazione organizzativa, al trasferimento delle tecnologie, alla ricerca di nuovi mercati per il collocamento dei prodotti, gli studi di fattibilità e i piani d’impresa, comprensivi dell’analisi di mercato, gli studi per la valutazione dell'impatto ambientale, le spese relative ad iniziative e campagne promozionali debitamente motivate e contestualizzate.
  • opere murarie e relativi oneri di progettazione e direzione lavori, funzionali alla realizzazione del progetto, riconosciute nel limite massimo di 5.000 euro;
  • costi generali nella misura massima del 5% dei costi diretti ammissibili dell’operazione;

L’importo minimo dell’intervento è pari a euro 20.000,00 e le spese devono essere effettuate nel periodo 01.01.2023 – 31.12.2023.

Contributo concesso.

Il contributo massimo concesso è pari al 50% delle spese ritenute ammissibili e, comunque, nella misura massima di euro 80.000,00.

Il contributo è così suddiviso:

  • il 30% della spesa ritenuta ammissibile sotto forma di contributo a fondo perduto;
  • una quota massima del 15% della spesa ammissibile, da destinare a copertura degli interessi su un mutuo eventualmente da attivarsi con durata di almeno quattro anni. Nel caso in cui l’impresa non voglia utilizzare un mutuo, questo contributo ulteriore non sarà erogato.
Termini di presentazione della domanda.

La domanda dovrà essere presentata, tramite il portale Sfinge della Regione Emilia Romagna, dalle ore 10.00 del giorno 24 febbraio 2023 alle ore 13.00 del giorno 28 marzo 2023, per interventi da realizzarsi entro il 31 dicembre 2023.

Nel caso in cui, prima del 28 marzo 2023, siano inviate più di 300 domande la Regione potrà anticipare la chiusura dello sportello.

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Sabato 17 dicembre, dalle 10 alle 15, open day natalizio al canile comunale Stefano Cerni: una giornata da trascorrere insieme agli amici a quattro zampe, tra racconti, merende e il mercatino di prodotti artigianali

Cooperativa sociale Cento Fiori - Ven, 16/12/2022 - 16:04

Una giornata da trascorrere in compagnia dei ‘migliori amici dell’uomo’ in vista delle festività, per fare amicizia con loro e conoscere più da vicino le attività e i servizi del canile comunale di Rimini attraverso i racconti dei suoi addetti e volontari.   

Sabato 17 dicembre, dalle ore 10 alle ore 15, lo Stefano Cerni (via San Salvatore n. 32) organizza un open day natalizio aperto a tutta la cittadinanza per accogliere tutti coloro che hanno il desiderio di adottare un animale d’affezione o, semplicemente, hanno voglia di fare un giro all’interno del canile per incontrare gli amici a quattro zampe presenti e confrontarsi con chi tutti i giorni vi lavora a stretto contatto, così da chiedere consigli o raccogliere idee su come gestire meglio la convivenza in casa con un cane o un gatto.  

Un sabato che, oltre alle visite guidate in programma, sarà arricchito dal mercatino di prodotti artigianali appositamente allestito per questa festa e da una merenda preparata dalle volontarie e dai volontari della struttura. 

Si potranno anche ritirare le agende 2023 – realizzate dalla Cooperativa Sociale Fiori – dove sono raccolte le foto e le storie a lieto fine vissute dagli operatori del Cerni, accompagnate da delle indicazioni utili su come accudire e far crescere al meglio il proprio animale. Per prenotare l’acquisto è sufficiente scrivere un messaggio su WhatsApp al numero 3292255722 e scegliere se ricevere l’agenza con la copertina di un gatto o di un cane. L’offerta minima è di 20 euro.   

In allegato la locandina dell’open day e l’immagine delle agende  

Fointe comunicato: L’ufficio stampa del Comune di Rimini

L'articolo Sabato 17 dicembre, dalle 10 alle 15, open day natalizio al canile comunale Stefano Cerni: una giornata da trascorrere insieme agli amici a quattro zampe, tra racconti, merende e il mercatino di prodotti artigianali proviene da Cento Fiori, Rimini.

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Sulla rivista scientifica Sestante i servizi innovativi per adolescenti del SerDp Rimini, nei quali è coinvolta la Cento Fiori

Cooperativa sociale Cento Fiori - Mer, 14/12/2022 - 18:23
«L’adolescenza tra nuove dipendenze e nuove sfide» il titolo dell’articolo che vede tra i firmatari la nostra educatrice e psicologa Elena Lucarella insieme ai responsabili e operatori del SerDp di Rimini e Riccione: Elisa Zamagni, Giulia Rotatori, Mirta Malpassi, Francesca Pirani, Teo Vignoli. L’articolo integrale su gentile concessione della rivista.

Nel numero 11 di Sestante, rivista scientifica di valutazione della salute mentale, dipendenze, patologiche e salute nelle carceri della Regione Emilia – Romagna e della Ausl della Romagna, l’esperienza dei SerDP di Rimini e Riccione e in particolare della casa ludica e del sito web A – social space e il progetto Friendship R – Evolution, nei quali è attivamente coinvolta la Cooperativa Sociale Cento Fiori con diversi suoi operatori – Giuseppe Frustaci, Giulia Crescentini, Giusi Muggeo, Giorgia Bellei ed Elena Lucarella – quest’ultima tra le firmatarie dell’articolo scientifico che riportiamo integralmente su gentile concessione del direttore responsabile, Paolo Ugolini.

L’adolescenza tra nuove dipendenze e nuove sfide L’impatto e l’esito di servizi innovativi per gli adolescenti al SerDP di Rimini

Elisa Zamagni, Giulia Rotatori, Elena Lucarella, Mirta Malpassi, Francesca Pirani, Teo Vignoli

Abstract

Nei servizi per le dipendenze si è assistito ad un abbassamento dell’età dei consumatori e ad un innalzamento dei casi di comorbilità a cui si associa la pandemia da Covid-19. In questo panorama di aumentata complessità si aggiunge la necessità di promuovere azioni di sensibilizzazione sui rischi connessi al gioco d’azzardo, al gioco on-line, al gaming patologico al fine di promuovere la tutela dei giovani più a rischio. Nel presente articolo verranno descritti un pacchetto di servizi innovativi promossi dal SerDP di Riccione volti alla prevenzione ed alla presa in carico precoce di giovani consumatori di sostanze e di ragazzi con uso problematico di comportamenti quali il gioco d’azzardo, il gioco on-line ed il gaming problematico.

Introduzione

I servizi per le dipendenze hanno assistito ad un abbassamento dell’età dei consumatori e ad un innalzamento dei casi di comorbilità (Senato della Repubblica, Camera dei Deputati, 2022) a cui si associa la pandemia da Covid-19 che ha compromesso l’accesso diretto in presenza ai servizi stessi, con conseguente difficoltà di fruire dei trattamenti tradizionali. In questo panorama di aumentata complessità si aggiunge la necessità di promuovere azioni di sensibilizzazione sui rischi connessi al gioco d’azzardo, al gioco on-line, al gaming patologico e al fenomeno dell’“azzardizzazione” del web, per aumentare la tutela dei soggetti a rischio e/o con dipendenza e sviluppare fattori protettivi nelle giovani generazioni.

L’indagine dell’Autorità Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza e l’Istituto Superiore di Sanità (2022) evidenzia una vera e propria emergenza della salute mentale dovuta al continuo aumento degli accessi di minori, caratterizzata da un aggravamento dei disturbi già diagnosticati e l’esordio di nuovi disturbi in soggetti vulnerabili. Si osserva un aumento di problemi quali alterazione del ritmo sonno-veglia, discontrollo degli impulsi, disturbi del comportamento alimentare, ideazione suicidaria, tentato suicidio, autolesionismo, ritiro sociale e abbandono scolastico. Rispetto alle dipendenze, la ricerca riporta un incremento «delle richieste d’aiuto spontanee per l’uso di sostanze psicoattive, cannabinoidi, alcool e malessere psico-fisico». L’aumento generale legato alle dipendenze viene ricondotto a due principali fattori: la crescita effettiva dei consumi, facilitata dalle sempre maggiori possibilità di reperimento su internet e consegna a domicilio delle sostanze e la crescita di segnalazioni da parte dei genitori, «che si sono ritrovati fisicamente più vicini ai figli e hanno avuto modo di rendersi maggiormente conto dei problemi di dipendenza». L’uso di internet post pandemia rilevato dall’indagine “We Are Social 2022” ha messo in luce come quasi l’82% della popolazione che naviga sulla rete, ama passare il suo tempo con dei videogiochi, in particolare tramite smartphone (62%), seguito da console (38%) e computer (35%). L’utilizzo delle piattaforme social registra, inoltre, un anno di crescita di nuova utenza (+5,4% rispetto al 2021): WhatsApp, Instagram e Tik Tok sono le piattaforme più utilizzate dai giovanissimi. Posto che i servizi si prefiggono l’obiettivo di raggiungere target di giovani e giovanissimi, appare fondamentale conoscere e essere presenti anche nei luoghi “digitali” frequentati dai ragazzi.

1. Descrizione dei servizi

La sfida di un servizio per le dipendenze è mettere in campo servizi differenziati e flessibili per l’adolescenza che favoriscano la richiesta di aiuto e che tengano conto delle fasi evolutive dei ragazzi. Con questo intento, il SerDP di Rimini, nella sede di Riccione, propone una serie di servizi innovativi che comprendono:

  1. Apertura di una casa ludica A-SOCIAL SPACE, via Mantova, 6 – Riccione, messa a disposizione dal Comune di Riccione. Lo spazio è stato attrezzato in maniera accattivante ed è impiegato per svolgere attività di prevenzione e di intercettazione precoce di situazioni a rischio. La mattina è dedicata ad attività di prevenzione con le scuole, mentre il pomeriggio ospita laboratori educativi per dialogare con i ragazzi in merito all’uso consapevole dei social media, del gaming, dell’azzardo e del mondo delle sostanze stupefacenti (legali e illegali). Negli interventi connessi all’uso del digitale e al gaming, le pratiche educative impiegate prevedono di vivere l’esperienza di gioco o l’abitare l’online con l’adolescente come uno spazio entro il quale costruire un aggancio terapeutico attraverso una relazione che esula da una cornice patologica. Videogiocando con il ragazzo è possibile osservare le sue competenze e risorse aprendo una possibilità di lavoro sui contenuti emotivi che l’utente sperimenta nel gaming o all’interno dei social. Al contempo si approfondiscono: interessi personali, tipologia di gioco, funzionalità dello schermo nelle relazioni digitali, identità online costruita attraverso un personaggio magico/avatar e come tutti questi aspetti possano essere trasportati in contesti di vita in presenza. L’obiettivo è fornire al ragazzo strumenti di scelta consapevole e opportunità alternative piacevoli per impiegare il proprio tempo libero.
  2. Sito-web A-SOCIAL SPACE: IL TUO SITO STUPEFACENTE (https://www.a-socialspace.it). A-Social Space è anche uno “spazio digitale”, un sito-web, con sezioni distinte e dedicate ad adolescenti, educatori/insegnanti/genitori, su temi legati alle dipendenze da sostanze e da comportamenti (gaming e gambling). Direttamente dal sito gli utenti (adolescenti e loro caregiver) hanno la possibilità di chattare in maniera anonima con operatori del servizio.
  3. FRIENDSHIP R-EVOLUTION: progetto di educativa territoriale che ha lo scopo di coinvolgere giovani utenti che, in seguito ad un periodo di uso/abuso/ dipendenza da sostanze e/o comportamenti di addiction, si trovano in situazioni di isolamento, con l’intento di far trascorrere loro ore piacevoli e di sana aggregazione sul territorio. Il progetto prevede l’impiego di giovani educatori delle associazioni territoriali (Papa Giovanni XXIII, Il Maestrale), che facilitino l’inserimento degli utenti in nuove esperienze ricreative stimolanti al fine di creare una nuova rete amicale protettiva.
2. Valutazione di risultato

L’ attività di prevenzione nel periodo ottobre 2021 – giugno 2022, ha visto lo svolgimento di 46 interventi, che hanno coinvolto 24 classi per un totale di 468 studenti delle scuole del Distretto di Riccione. Lo spazio, inoltre, ha accolto 12 giovani, e 25 caregiver (genitori, insegnanti, educatori) che hanno aderito a incontri serali aperti alla cittadinanza, svolti nei mesi di febbraio-maggio 2022.

Il sito A-SOCIAL SPACE dal suo avvio (ottobre 2021) ad oggi (luglio 2022) ha ottenuto 2179 visualizzazioni, la durata media di ciascuna sessione è stata di 4 minuti e 49 secondi e ciascun utente ha visualizzato in media 11,2 pagine. Le pagine più ricercate dai giovani sono quelle che riguardano contenuti sugli elementi di contesto, stato emotivo della persona al momento dell’utilizzo e sostanza scelta (drug-set-setting). A seguire i temi più ricercati sono stati quelli della psicosi indotta sostanze, della nicotina e della cocaina/crack. La pagina più visitata dai genitori è quella relativa al gaming ed al mondo dei videogiochi.

Tramite il sito è stata inoltre promossa una playlist di PodCast dal titolo “Ai Poster l’Ardua Sentenza” in cui, partendo da manifesti sui temi delle sostanze provenienti dal mondo musicale, pubblicitario e artistico, sono state affrontate le tematiche inerenti le sostanze stupefacenti, al fine di informare e creare cultura attorno a questi temi. Da dicembre 2021 a luglio 2022 sono stati riprodotti complessivamente 416 podcast.

Infine, nel corso dell’ultimo anno sono state svolte otto dirette on-line: due puntate dedicate al tema della cannabis che hanno ottenuto 462 visualizzazioni, due sul tema dell’alcol con 389 visualizzazioni, tre sul gaming e gambling con 484 visualizzazioni ed una sugli aspetti dell’azzardizzazione e dei social network con 228 visualizzazioni.

La parte clinica, nei primi dieci mesi di attività (ottobre 2021-luglio 2022), ha visto l’accesso al servizio di 29 giovani (21M e 8F), di età compresa tra 13 e 24 anni (età media 19,21, ds 3,81). Di questi, 22 presentavano difficoltà di uso/abuso di sostanze e 7 giovani portavano difficoltà legate all’uso problematico di videogiochi/internet. Rispetto alle modalità di invio dei casi, 10 giovani o loro familiari hanno fatto accesso spontaneo al servizio, mentre le restanti 19 situazioni a seguito di segnalazione di altri servizi sanitari (NPI, Centro Salute Mentale – CSM, Tutela Minori, Pronto Soccorso – PS), prefettura, servizi del territorio (psicologi scolastici, centro per le famiglie). È interessante notare, inoltre, che un quarto dei giovani sopraggiunti (7/29) erano stati coinvolti in processi migratori, di prima o seconda generazione e quasi la metà di loro (13/29) presentava una doppia diagnosi.

Alla data della presente indagine (luglio 2022), 5 giovani stanno completando l’osservazione e diagnosi e 4 hanno abbandonato il percorso valutativo. Dei restanti 20 giovani, al termine del periodo di osservazione, 3 sono stati reindirizzati per competenza ad altri servizi del territorio (Neuropsichiatria Infantile – NPI e Centro per le Famiglie Distrettuale – CFD), per la presenza di psicopatologie non riconducibili al servizio per le dipendenze e 3 sono stati inseriti in un percorso comunitario a causa della gravità della condizione psico-patologica. Ai restanti 14 pazienti è stato proposto un percorso ambulatoriale, che oltre ai trattamenti ordinari (psicoterapia individuale e/o familiare e supporto sociale/educativo) prevedeva la possibilità di mettere in atto interventi innovativi presso la ludoteca e uscite con educatori sul territorio, ad un’intensità di incontri pari a 3-4 volte alla settimana. Di questi, 10/14 pazienti hanno accettato il duplice trattamento, 2/14 hanno accettato solo quello ordinario, mentre i restanti due casi non soddisfavano i criteri diagnostici per alcun disturbo.

Le sostanze più utilizzate tra i giovani che hanno fatto accesso al servizio erano cannabis (11), cocaina (4), ketamina (2), alcool (1), cocktail di sostanze (4). Le diagnosi relative alle sostanze ai sensi dell’ ICD-10 sono risultate ad essere: uso dannoso di cannabinoidi (2), dipendenza da cannabinoidi (4), uso dannoso di cocaina (1), dipendenza da cocaina (3), uso dannoso di alcol (1), persone che ricorrono ai servizi sanitari per problemi connessi all’uso di droghe (1), vedi Tabella 1.

I comportamenti di addiction riguardavano l’uso problematico di internet con un tempo trascorso online variabile dalle 10 alle 18 ore al giorno, arrivando a trascurare ogni attività scolastica/lavorativa, oltre che sociale/relazionale, fino ad invertire il ritmo sonno-veglia. Ai 2 pazienti presi in carico è stato somministrato l’Addictive Behavior Questionnaire (ABQ) il quale ha rivelato nel dominio Severity Index (SI) – internet la presenza di un disturbo grave in un caso (P=11) e moderato nel secondo caso (P=7).

I risultati preliminari di questi primi dieci mesi di attività (vedi tabella 1), in cui oltre alle ordinarie attività cliniche si sono sperimentati ulteriori pacchetti educativi/esperienziali sul territorio, mostrano nel gruppo di pazienti che abusano di sostanze una progressiva negativizzazione degli esami tossicologici. In particolare, tutti i 10 pazienti che hanno completato il duplice trattamento si sono progressivamente negativizzati agli esami tossicologici nel corso dei mesi successivi: 5 casi dopo i primi tre mesi di trattamento ed i restanti 5 dopo i primi sei mesi di trattamento. I due giovani che hanno invece intrapreso il solo percorso ordinario, mostrano in un caso una remissione dei sintomi a 6 mesi dall’inizio del trattamento, mentre nell’altro caso il paziente risulta a tutt’oggi in carico al servizio evidenziando una dipendenza ancora attiva.

Dei due pazienti con problematiche legate all’abuso di internet/videogiochi a cui è stato proposto un programma ambulatoriale innovativo, entrambi hanno accettato e portato a termine il percorso proposto di 6 mesi. Nel corso del trattamento si è assistito per entrambi i giovani pazienti ad una riduzione di oltre il 70% del tempo di gioco, ad una ripresa del tempo in attività lavorative e scolastiche, all’incremento delle relazioni amicali in presenza e allo sviluppo di nuovi e più sani interessi (sport, hobby). È stato possibile osservare significative variazioni nel comportamento adattivo di entrambi attraverso la somministrazione pre e post trattamento delle Vineland Adaptive Behavior Scales (Vineland ABS). In particolare, i due punteggi QI di deviazione ottenuti nella Scala composta sintetizzano livelli di funzionamento adattivo generale da un iniziale livello Basso (punteggio QI -intervallo di confidenza al 95%- 65 ±7 e 32 ±9) ad un livello Adeguato (rispettivamente 91 ±7 e 83 ±9) a fine trattamento. Le sottoscale che hanno permesso di osservare l’efficacia dell’intervento terapeutico sono quelle che indagano le relazioni interpersonali, le regole sociali, gioco e tempo libero e la cura di sé e dei propri ambienti di vita.

Dialogando con i ragazzi del loro mondo online è stato possibile, ad esempio, comprendere come mai per un ragazzo il gioco “Animal crossing” fosse così importante. In quel mondo virtuale, a differenza del suo contesto familiare e amicale reale, il ragazzo poteva relazionarsi con personaggi sempre gentili e collaborativi. Come sostiene Jane McGonigal nel suo libro “Reality is broken” non è tanto il mondo dei videogiochi a dover essere demonizzato ma è quello reale che andrebbe cambiato, affinché i giovani possano trovare esperienze gratificanti concrete in cui sentirsi motivati, capaci, indipendenti e felici. Tutti questi aspetti sono infatti presenti nei videogiochi e sono tutti elementi capaci di infondere benessere e di soddisfare i bisogni di autonomia, relazione e abilità personali nei ragazzi.

Conclusioni

Emerge come dietro la medesima richiesta di aiuto del genitore per un sospetto di dipendenza si nascondano bisogni multipli: da una forma di dipendenza vera e propria ad altri blocchi evolutivi dell’adolescente o una carenza nelle competenze genitoriali. Pertanto, occorre che i servizi per le dipendenze lavorino in sinergia con il territorio e che indirizzino le richieste improprie accompagnandole al servizio più idoneo.

Considerato che circa un quarto dei ragazzi accolti presentavano una problematica legata all’internet addiction/gaming, appare evidente che i servizi per le dipendenze debbano attrezzarsi per rispondere a queste nuove esigenze. Visti i positivi risultati preliminari ottenuti, ci si propone di continuare la sperimentazione di nuove forme di interventi, sia per l’efficacia dei trattamenti innovativi intensivi abbinati all’ordinaria attività clinica, sia come strumento di aggancio e di lavoro terapeutico anche per giovani che abusano di sostanze.

Fondamentale rimane l’approccio utilizzato sul campo dagli operatori del servizio: una modalità relazionale improntata all’assenza di atteggiamenti moralistici, colpevolizzanti e stereotipanti. Offrire conoscenza sul fenomeno delle sostanze così come sui comportamenti di addiction, è da sempre il nostro manifesto, poiché riteniamo che la cultura sia la più potente arma nella prevenzione e nella cura delle dipendenze1.

Bibliografia

Autorità Garante dell’Infanzia e dell’Adolescenza, Istituto Superiore di Sanità (ISS), 2022, Pandemia, neurosviluppo e salute mentale di bambini e ragazzi, RM.

Caretti V., Craparo G., Giannini M., Gori A., Iraci Sareri G., Lucchini A., Rusignuolo.

Schimmenti A., 2016, ABQ – Addictive Behavior Questionnaire, Hogrefe McGonigal J., Reality Is Broken, 2001, Why Games Make Us Better and How They Can Change the World.

Senato della Repubblica, Camera dei Deputati, 2022, Indagine conoscitiva, Le Dipendenze Patologiche diffuse tra i giovani.

Sparrow S.S., Cicchetti D.V., Balla D.A., 2016, Vineland-II- Vineland Adaptive Behavior Scales-II – Second Edition – Survey Interview Form.

Starri M., Digital 2022, (2022), I dati italiani, We Are Social.

Note

1 Le attività descritte sono promosse nel Piano di Zona del Benessere e della Salute del Distretto di Riccione, documento programmatico con il quale i Comuni del Distretto di Riccione di concerto con l’AUSL della Romagna definiscono le politiche sociali e socio-sanitarie e il sistema integrato di interventi e servizi per la popolazione. L’iniziativa è svolta in collaborazione con Circolando, progetto di prevenzione dell’Azienda USL della Romagna e della Cooperativa Sociale Cento Fiori.

Si ringraziano i componenti dell’Equipe Clinica del SerDP di Riccione Ricci, Torisino, Mariani, Heydari e dell’Equipe Prevenzione Bondi, Montuori, Nicolò, Muggeo, Crescentini, Frustaci, unitamente al precedente direttore Edo Polidori, primo promotore delle suddette iniziative.

L'articolo Sulla rivista scientifica Sestante i servizi innovativi per adolescenti del SerDp Rimini, nei quali è coinvolta la Cento Fiori proviene da Cento Fiori, Rimini.

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FOCUS LEGGE DI STABILITA’ 2023 | Al via l’aumento della soglia dei ricavi per il regime forfettario e introduzione della flat tax incrementale.

Finalmente, dopo vari rinvii, la Legge di Stabilità 2023 approda in Parlamento, dando certezza alle voci di modifica che si sono susseguite nel tempo rispetto al regime forfettario e all’introduzione di una forma di flat tax a favore di quei soggetti che incrementano il proprio reddito rispetto a quello degli anni precedenti

Regime forfettario.

Per quanto riguarda il regime forfettario, la Manovra prevede che a decorrere dal 2023 la soglia dei ricavi massima, oltre i quali poi si decade dal beneficio dell'aliquota fissa, passa da euro 65.000,00 ad euro 85.000. Viene introdotta, inoltre, una nuova soglia, quella a 100.000 euro, superata la quale si decade dal regime forfettario non dall’anno successivo, come nel caso della soglia pari ad euro 85.000,00, ma dall’anno stesso in cui la soglia dei 100.000 euro viene raggiunta. In questo caso una volta raggiunto questo valore, solo le operazioni successive dovranno essere assoggettate ad IVA e a ritenuta. Non è chiaro, perché nella norma non è specificato, se al calcolo del reddito in maniera ordinaria partecipano solo le operazioni successive oppure tutte quelle effettuate nell’anno, senza distinzione del momento in cui sono state messe in atto.

Flat tax incrementale.

Per il solo anno 2023, i professionisti e i lavoratori autonomi (artigiani, commercianti eccetera), che non utilizzano il regime forfettario, possono applicare un'aliquota forfettaria pari al 15% sull’incremento del reddito conseguito nel 2023 rispetto a quanto dichiarato nel 2020 e nel 2021 in luogo degli scaglioni Irpef normale.

Come si calcola la base imponibile. 

Per calcolare l’incremento si prende il reddito dichiarato nel 2023 e lo si mette a confronto con il reddito dichiarato nel 2020 e nel 2021, prendendo tra i due, l'anno nel quale si è conseguito il reddito più alto. Questo reddito, poi, deve essere abbattuto di una cifra forfettaria pari al 5%. Su questa differenza, che non può comunque essere superiore ad euro 40.000,00, si applica l'aliquota forfettaria del 15%.  Gli acconti per l’anno 2024 si calcolano, invece, in maniera ordinaria, cioè come se non ci fosse l’agevolazione della flat tax incrementale.

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FOCUS LEGGE DI STABILITA’ 2023 | Al via l’aumento della soglia dei ricavi per il regime forfettario e introduzione della flat tax incrementale.

Finalmente, dopo vari rinvii, la Legge di Stabilità 2023 approda in Parlamento, dando certezza alle voci di modifica che si sono susseguite nel tempo rispetto al regime forfettario e all’introduzione di una forma di flat tax a favore di quei soggetti che incrementano il proprio reddito rispetto a quello degli anni precedenti

Regime forfettario.

Per quanto riguarda il regime forfettario, la Manovra prevede che a decorrere dal 2023 la soglia dei ricavi massima, oltre i quali poi si decade dal beneficio dell'aliquota fissa, passa da euro 65.000,00 ad euro 85.000. Viene introdotta, inoltre, una nuova soglia, quella a 100.000 euro, superata la quale si decade dal regime forfettario non dall’anno successivo, come nel caso della soglia pari ad euro 85.000,00, ma dall’anno stesso in cui la soglia dei 100.000 euro viene raggiunta. In questo caso una volta raggiunto questo valore, solo le operazioni successive dovranno essere assoggettate ad IVA e a ritenuta. Non è chiaro, perché nella norma non è specificato, se al calcolo del reddito in maniera ordinaria partecipano solo le operazioni successive oppure tutte quelle effettuate nell’anno, senza distinzione del momento in cui sono state messe in atto.

Flat tax incrementale.

Per il solo anno 2023, i professionisti e i lavoratori autonomi (artigiani, commercianti eccetera), che non utilizzano il regime forfettario, possono applicare un'aliquota forfettaria pari al 15% sull’incremento del reddito conseguito nel 2023 rispetto a quanto dichiarato nel 2020 e nel 2021 in luogo degli scaglioni Irpef normale.

Come si calcola la base imponibile. 

Per calcolare l’incremento si prende il reddito dichiarato nel 2023 e lo si mette a confronto con il reddito dichiarato nel 2020 e nel 2021, prendendo tra i due, l'anno nel quale si è conseguito il reddito più alto. Questo reddito, poi, deve essere abbattuto di una cifra forfettaria pari al 5%. Su questa differenza, che non può comunque essere superiore ad euro 40.000,00, si applica l'aliquota forfettaria del 15%.  Gli acconti per l’anno 2024 si calcolano, invece, in maniera ordinaria, cioè come se non ci fosse l’agevolazione della flat tax incrementale.

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Secondo incontro del progetto D(i)ritti a tavola, che vede coinvolta, tra gli altri, la Cento Fiori

Cooperativa sociale Cento Fiori - Ven, 02/12/2022 - 19:51
Domenica 4 dicembre il confronto gastronomico tra Romagna e Corno d’Africa, alle 18.30 incontro sui paesi d’origine dei cuochi, dalle 20.30 degustazione

Santarcangelo – Dopo il primo appuntamento dedicato al dialogo Italia-Ucraina, domenica 4 dicembre alle ore 16 tornano le iniziative di confronto interculturale del progetto “D(i)ritti a tavola” con il laboratorio di Azdòura Remix, la conferenza ed un momento conviviale, dedicati questa volta al Corno d’Africa, una delle regioni più fragili e più soggette a conflitti al mondo.

Azdòura Remix è infatti il titolo del ciclo di laboratori dove la cultura gastronomica romagnola, incarnata da una cuoca locale dell’associazione Valmarecchia comunità solidale – la azdòura, appunto – incontrerà gli ospiti del progetto Sai, il Sistema di accoglienza e integrazione curato da Cento Fiori e Il Millepiedi. Gli incontri tra sapori e tecniche diverse – tutti al centro parrocchiale “Giovanni Paolo II” in via Morigi – produrranno una ricetta “melting pot” che verrà poi presentata e proposta per una degustazione in programma alle ore 20,30.

Tra preparazione e degustazione, alle 18,30 è prevista la tavola rotonda sui Paesi d’origine dei cuochi condotta da Emilio Drudi. Brevi documentari, testimonianze e spunti di riflessione condiranno così l’esito dei laboratori, soddisfacendo curiosità gastronomiche, sociali, culturali e geografiche.

Nel frattempo, è ancora aperta l’iniziativa per l’istituzione del Premio educatori di fatto: i cittadini potranno segnalare il componente della comunità dei migranti che ritengano abbia dato un contributo alla crescita della comunità santarcangiolese e votare online sulla pagina Facebook “Premio educatore di fatto Santarcangelo” oppure utilizzando il modulo disponibile al link bit.ly/3EVMSGP. I tre più votati saranno invitati a partecipare a una seduta della Giunta comunale per far conoscere la loro storia e proporre azioni per un maggiore dialogo tra le culture presenti in città.

Alla scuola media Franchini, invece, sono in corso laboratori finalizzati al coinvolgimento degli alunni, che porteranno alla realizzazione di opere raffiguranti l’incontro e il dialogo tra culture. Spazio libero alla creatività, che potrà essere espressa in ogni sua forma, dal disegno alla stampa su tessuti: i laboratori si concluderanno con una mostra in occasione dell’evento finale del progetto previsto per il 29 dicembre.

D(i)ritti a tavola: percorsi culturali e laboratori gastronomici per un dialogo tra culture è un progetto promosso dal Comune di Santarcangelo, finanziato dalla Regione Emilia-Romagna e realizzato in collaborazione con le cooperative sociali Cento Fiori e Il Millepiedi, l’associazione Supernova, l’associazione Valmarecchia comunità solidale, il Centro parrocchiale “Giovanni Paolo II”, la scuola media Franchini e la FoCus. Tutti gli aggiornamenti sono disponibili anche sulla pagina Facebook dedicata, “Diritti a tavola”.

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Il ritorno di Azdòura Remix, tre conferenze, il Premio per gli educatori di fatto e la festa finale: al via D(i)ritti a tavola

Cooperativa sociale Cento Fiori - Mer, 23/11/2022 - 19:10
Domenica 27 novembre il primo evento del progetto finanziato dalla Regione dedicato al dialogo tra culture

Le tradizioni gastronomiche popolari che si confrontano in tre laboratori, un Premio per gli educatori di fatto, le figure che più di altre hanno cercato di fare da ponte tra le diverse culture che abitano Santarcangelo. E poi tre conferenze sui Paesi di origine dei santarcangiolesi d’adozione e l’immancabile festa finale a completare il percorso dei tanti appuntamenti tra fine novembre e dicembre.

È pronto per partire il progetto D(i)ritti a tavola: percorsi culturali e laboratori gastronomici per un dialogo tra culture, promosso dal Comune di Santarcangelo, finanziato dalla Regione Emilia-Romagna e realizzato in collaborazione con le cooperative sociali Cento Fiori e Il Millepiedi, le associazioni Supernova e Valmarecchia comunità solidale, il Centro parrocchiale “Giovanni Paolo II” e la scuola media Franchini.

La prima iniziativa riguarda l’istituzione del Premio educatori di fatto: i cittadini potranno segnalare il componente della comunità dei migranti che ritengano abbia dato un contributo alla crescita della comunità santarcangiolese e votare online sulla pagina Facebook “Premio educatore di fatto Santarcangelo” oppure utilizzando il modulo disponibile al link bit.ly/3EVMSGP. I tre più votati saranno invitati a partecipare a una seduta della Giunta comunale potranno far conoscere la loro storia e proporre azioni per un maggiore dialogo tra le culture residenti in città.

Alla scuola media Franchini sono in corso laboratori finalizzati al coinvolgimento degli alunni, che porteranno alla realizzazione di opere raffiguranti l’incontro e il dialogo tra culture. Spazio libero alla creatività, che potrà essere espressa in ogni sua forma, dal disegno alla stampa su tessuti: i laboratori si concluderanno poi con una mostra in occasione dell’evento finale del progetto.

Azdòura Remix è invece il titolo del ciclo di laboratori dove la cultura gastronomica romagnola, incarnata da una cuoca locale dell’associazione Valmarecchia comunità solidale – la azdòura, appunto – incontrerà due ospiti del progetto Sai, il Sistema di accoglienza e integrazione curato da Cento Fiori e Il Millepiedi. Gli incontri tra sapori e tecniche diverse – tutti al centro parrocchiale “Giovanni Paolo II” in via Morigi – produrranno una ricetta “melting pot” che verrà poi presentata e proposta per una degustazione.

Tra preparazione e degustazione ci sarà anche il tempo per una conferenza sui Paesi d’origine dei cuochi. Brevi documentari, testimonianze e relazioni condiranno così l’esito dei laboratori, soddisfacendo curiosità gastronomiche, sociali, culturali e geografiche. Prima data in calendario domenica 27 novembre, dedicata all’incontro tra Ucraina e Romagna. L’inizio dei laboratori è previsto per le ore 16, la conferenza con Olga Verzhak (insegnante di lingue al liceo Ilaria Alpi di Cesena) alle 18,30, presentazione e degustazione dei piatti alle 20,30. Stessi orari per i due appuntamenti seguenti: domenica 4 dicembre l’incontro tra Nord Africa e Romagna, domenica 11 dicembre l’appuntamento tra la cucina romagnola e quella dell’Africa sub-sahariana.

Il 29 dicembre, sempre al Centro parrocchiale, l’appuntamento finale: la Golden Rule Fest. Il laboratorio gastronomico, in questo caso, verterà sulla rotta balcanica quale porta d’accesso all’Europa. Alla conferenza sui Paesi d’origine si alterneranno, come nelle date precedenti, la presentazione delle ricette di Azdòura Remix, la mostra degli elaborati realizzati dagli studenti e un concerto in corso di definizione.

È possibile seguire il progetto anche attraverso la pagina Facebook dedicata, “Diritti a tavola”.

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Al via le domande per il contributo a fondo perduto a favore delle imprese danneggiate dalla Guerra in Ucraina.

Piccolo sollievo, sottoforma di incentivo, per le imprese che hanno subito danni a seguito della Guerra in Ucraina. E’ stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 31 ottobre 2022 il Decreto Legge del 9 settembre 2022 con il quale vengono illustrate le modalità operative per richiedere il contributo a fondo perduto, da parte delle imprese che operano con la Russia, l’Ucraina e la Bielorussia, già previsto dal decreto n. 50 del 17 maggio 2022 entrato in vigore il giorno 18 maggio 2022. Soggetti beneficiari del sostegno a fondo perduto. Posso presentare domanda per ottenere l'incentivo le piccole e medie imprese, ad esclusione di quelle che svolgono attività agricole, che possiedono tutti i seguenti requisiti contemporaneamente:
  • Hanno realizzato, negli ultimi due anni, almeno il 20% di fatturato per cessione di beni o servizi, verso l’Ucraina, la Russia e la Bielorussia;
  • Hanno avuto un aumento di almeno il 30 per cento del costo di acquisto medio di materie prime o semilavorati nel corso dell’ultimo trimestre antecedente il 18 maggio 2022 rispetto al costo di acquisto dello stesso periodo dell’anno 2019. In caso di imprese costituite dopo il 01 gennaio 2020, in confronto deve essere fatto rispetto allo stesso periodo del 2021;
  • Hanno avuto un calo del fatturato nel trimestre antecedente il 18 maggio 2022 di almeno il 30 percento rispetto allo stesso periodo del 2019;
  • Essere in regola con il versamento dei contributi previdenziali.
Modalità di presentazione della domanda di incentivo. L'incentivo può essere chiesto utilizzando il modello fac-simile reperibile sul sito di Invitalia. Il modello dovrà essere trasmesso telematicamente sempre sul sito del Ministero. Possono presentare la domanda i legali rappresentanti dei potenziali beneficiari utilizzando lo Spid oppure la firma digitale o la Carta di identità elettronica. Possono essere delegati anche soggetti terzi, purchè la delega avvenga, per la prima volta, tramite l’accesso da parte del legale rappresentante o del titolare del potenziale beneficiario. Termine di presentazione delle domande. Il decreto prevede che le istanze possano essere presentate a decorrere dalle ore 12:00 del decimo giorno successivo alla data di pubblicazione del provvedimento di apertura ed entro, comunque, il trentesimo giorno successivo alla medesima data. In sostanza, dalle ore 12 del giorno 10 novembre 2022 alle ore 23.59 del giorno 30 novembre 2022. Misura del contributo a fondo perduto. Il sostegno a fondo perduto è pari a una percentuale calcolata sulla differenza tra la media dei ricavi conseguiti nel trimestre precedente alla data del 18 maggio 2022 e l’ammontare medio dei ricavi conseguiti nello stesso trimestre del 2019. La percentuale, variabile, è cosi suddivisa:
  • 60 per cento per i soggetti con ricavi totali nell’anno 2019 non superiori a 5 milioni;
  • 40 per cento per i soggetti che nel 2019 hanno avuto ricavi superiori a 5 milioni e fino a 50 milioni di euro;
Per le imprese costituite dopo il 1 gennaio 2020 il periodo di imposta di riferimento è quello relativo all’anno 2021. L’agevolazione non può, comunque, essere superiore ad euro 400.000,00.  

 

 

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Al via le domande per il contributo a fondo perduto a favore delle imprese danneggiate dalla Guerra in Ucraina.

Piccolo sollievo, sottoforma di incentivo, per le imprese che hanno subito danni a seguito della Guerra in Ucraina. E’ stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 31 ottobre 2022 il Decreto Legge del 9 settembre 2022 con il quale vengono illustrate le modalità operative per richiedere il contributo a fondo perduto, da parte delle imprese che operano con la Russia, l’Ucraina e la Bielorussia, già previsto dal decreto n. 50 del 17 maggio 2022 entrato in vigore il giorno 18 maggio 2022. Soggetti beneficiari del sostegno a fondo perduto. Posso presentare domanda per ottenere l'incentivo le piccole e medie imprese, ad esclusione di quelle che svolgono attività agricole, che possiedono tutti i seguenti requisiti contemporaneamente:
  • Hanno realizzato, negli ultimi due anni, almeno il 20% di fatturato per cessione di beni o servizi, verso l’Ucraina, la Russia e la Bielorussia;
  • Hanno avuto un aumento di almeno il 30 per cento del costo di acquisto medio di materie prime o semilavorati nel corso dell’ultimo trimestre antecedente il 18 maggio 2022 rispetto al costo di acquisto dello stesso periodo dell’anno 2019. In caso di imprese costituite dopo il 01 gennaio 2020, in confronto deve essere fatto rispetto allo stesso periodo del 2021;
  • Hanno avuto un calo del fatturato nel trimestre antecedente il 18 maggio 2022 di almeno il 30 percento rispetto allo stesso periodo del 2019;
  • Essere in regola con il versamento dei contributi previdenziali.
Modalità di presentazione della domanda di incentivo. L'incentivo può essere chiesto utilizzando il modello fac-simile reperibile sul sito di Invitalia. Il modello dovrà essere trasmesso telematicamente sempre sul sito del Ministero. Possono presentare la domanda i legali rappresentanti dei potenziali beneficiari utilizzando lo Spid oppure la firma digitale o la Carta di identità elettronica. Possono essere delegati anche soggetti terzi, purchè la delega avvenga, per la prima volta, tramite l’accesso da parte del legale rappresentante o del titolare del potenziale beneficiario. Termine di presentazione delle domande. Il decreto prevede che le istanze possano essere presentate a decorrere dalle ore 12:00 del decimo giorno successivo alla data di pubblicazione del provvedimento di apertura ed entro, comunque, il trentesimo giorno successivo alla medesima data. In sostanza, dalle ore 12 del giorno 10 novembre 2022 alle ore 23.59 del giorno 30 novembre 2022. Misura del contributo a fondo perduto. Il sostegno a fondo perduto è pari a una percentuale calcolata sulla differenza tra la media dei ricavi conseguiti nel trimestre precedente alla data del 18 maggio 2022 e l’ammontare medio dei ricavi conseguiti nello stesso trimestre del 2019. La percentuale, variabile, è cosi suddivisa:
  • 60 per cento per i soggetti con ricavi totali nell’anno 2019 non superiori a 5 milioni;
  • 40 per cento per i soggetti che nel 2019 hanno avuto ricavi superiori a 5 milioni e fino a 50 milioni di euro;
Per le imprese costituite dopo il 1 gennaio 2020 il periodo di imposta di riferimento è quello relativo all’anno 2021. L’agevolazione non può, comunque, essere superiore ad euro 400.000,00.  

 

 

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Imprenditoria giovanile e femminile in agricoltura: al via i contributi a fondo perduto e i finanziamenti agevolati

Novità in vista per giovani o donne che cercano finanziamenti a fondo perduto in agricoltura o mutui a tassi agevolati. Con decreto legge del Ministero delle Politiche Agricole approvato il 22 luglio 2022 e approdato in Gazzetta Ufficiale il giorno 27 ottobre 2022 sono previste misure volte ad aiutare i giovani agricoltori che vogliono ampliare la propria attività, sia tramite l’acquisto o il subentro in attività già esistenti oppure tramite un progetto di sviluppo vero e proprio.  Soggetti Beneficiari Possono presentare la domanda di agevolazione due tipologie di imprese:
  • Imprese che subentrano nella gestione: in questo caso l’incentivo è rivolto a coloro che acquistano (o subentrano ad altro titolo, anche successorio) imprese agricole già esistenti, purchè attive almeno da due anni rispetto alla data di presentazione della domanda di agevolazione. L’impresa che acquista o subentra devono possedere i seguenti requisiti:
    • non essere costituite da più di sei mesi dalla data di richiesta;
    • essere amministrate o condotte da un giovane di età compresa tra 18 e 41 anni oppure da una donna, a prescindere dall’età;
    • in caso di società, la compagine sociale deve essere composta, in maggioranza, da coltivatori diretti o IAP con età massima di 41 anni o da donne, senza limite di età in questo caso;
    • esercitare esclusivamente l’attività agricola;
    • avere sede in Italia.
  • Imprese che vogliono ampliare la propria attività: in questo caso l’incentivo è rivolto a imprese che già esistono ma che vogliono ampliare la propria attività. Queste imprese devono essere attive da almeno due anni rispetto alla data di richiesta dell’agevolazione e, come nel caso sopra, devono essere amministrate o devono avere la maggioranza dei soci, in caso di società, che posseggono il requisito di avere età inferiore ai 41 anni o essere formate, in prevalenza da donne.
Misura dell’agevolazione  L’agevolazione consiste in:
  • Mutuo a tasso zero e durata decennale per un importo pari al 60% della spesa dichiarata ammissibile. Per le iniziative nell’ambito della produzione agricola il  mutuo può avere durata massima di 15 anni con un preammortamento di due anni.
  • Contributo a fondo perduto pari al 35% della spesa dichiarata ammissibile.
Obiettivi dell’agevolazione Gli interventi che rientrano nell’agevolazione devono perseguire i seguenti obiettivi:
  • riduzione dei costi di produzione o miglioramento e riconversione della produzione;
  • miglioramento dell'ambiente naturale, delle condizioni di igiene o del benessere degli animali;
  • realizzazione e miglioramento delle infrastrutture connesse allo sviluppo, all'adeguamento ed alla modernizzazione dell'agricoltura. 
Spese ammissibili Le spese che rientrano nell’agevolazione riguardano:
  • studio di fattibilità, comprensivo dell'analisi di mercato; 
  • opere agronomiche e di miglioramento fondiario; 
  • opere edilizie per la costruzione o il miglioramento di beni immobili; 
  • oneri per il rilascio della concessione edilizia; 
  • allacciamenti, impianti, macchinari e attrezzature; 
  • servizi di progettazione; 
  • beni pluriennali. 
E’ prevista l’ammissibilità delle spese riguardanti gli acquisti di terreni purchè il costo di questi non sia superiore al 10% della spesa totale.  Ente gestore. L’ente gestore dell’istruttoria delle domande è l’ISMEA, che procederà secondo le modalità applicative che saranno comunicate dallo stesso Istituto successivamente alla pubblicazione del presente bando.  Notizie ImpreseOggi
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Imprenditoria giovanile e femminile in agricoltura: al via i contributi a fondo perduto e i finanziamenti agevolati

Novità in vista per giovani o donne che cercano finanziamenti a fondo perduto in agricoltura o mutui a tassi agevolati. Con decreto legge del Ministero delle Politiche Agricole approvato il 22 luglio 2022 e approdato in Gazzetta Ufficiale il giorno 27 ottobre 2022 sono previste misure volte ad aiutare i giovani agricoltori che vogliono ampliare la propria attività, sia tramite l’acquisto o il subentro in attività già esistenti oppure tramite un progetto di sviluppo vero e proprio.  Soggetti Beneficiari Possono presentare la domanda di agevolazione due tipologie di imprese:
  • Imprese che subentrano nella gestione: in questo caso l’incentivo è rivolto a coloro che acquistano (o subentrano ad altro titolo, anche successorio) imprese agricole già esistenti, purchè attive almeno da due anni rispetto alla data di presentazione della domanda di agevolazione. L’impresa che acquista o subentra devono possedere i seguenti requisiti:
    • non essere costituite da più di sei mesi dalla data di richiesta;
    • essere amministrate o condotte da un giovane di età compresa tra 18 e 41 anni oppure da una donna, a prescindere dall’età;
    • in caso di società, la compagine sociale deve essere composta, in maggioranza, da coltivatori diretti o IAP con età massima di 41 anni o da donne, senza limite di età in questo caso;
    • esercitare esclusivamente l’attività agricola;
    • avere sede in Italia.
  • Imprese che vogliono ampliare la propria attività: in questo caso l’incentivo è rivolto a imprese che già esistono ma che vogliono ampliare la propria attività. Queste imprese devono essere attive da almeno due anni rispetto alla data di richiesta dell’agevolazione e, come nel caso sopra, devono essere amministrate o devono avere la maggioranza dei soci, in caso di società, che posseggono il requisito di avere età inferiore ai 41 anni o essere formate, in prevalenza da donne.
Misura dell’agevolazione  L’agevolazione consiste in:
  • Mutuo a tasso zero e durata decennale per un importo pari al 60% della spesa dichiarata ammissibile. Per le iniziative nell’ambito della produzione agricola il  mutuo può avere durata massima di 15 anni con un preammortamento di due anni.
  • Contributo a fondo perduto pari al 35% della spesa dichiarata ammissibile.
Obiettivi dell’agevolazione Gli interventi che rientrano nell’agevolazione devono perseguire i seguenti obiettivi:
  • riduzione dei costi di produzione o miglioramento e riconversione della produzione;
  • miglioramento dell'ambiente naturale, delle condizioni di igiene o del benessere degli animali;
  • realizzazione e miglioramento delle infrastrutture connesse allo sviluppo, all'adeguamento ed alla modernizzazione dell'agricoltura. 
Spese ammissibili Le spese che rientrano nell’agevolazione riguardano:
  • studio di fattibilità, comprensivo dell'analisi di mercato; 
  • opere agronomiche e di miglioramento fondiario; 
  • opere edilizie per la costruzione o il miglioramento di beni immobili; 
  • oneri per il rilascio della concessione edilizia; 
  • allacciamenti, impianti, macchinari e attrezzature; 
  • servizi di progettazione; 
  • beni pluriennali. 
E’ prevista l’ammissibilità delle spese riguardanti gli acquisti di terreni purchè il costo di questi non sia superiore al 10% della spesa totale.  Ente gestore. L’ente gestore dell’istruttoria delle domande è l’ISMEA, che procederà secondo le modalità applicative che saranno comunicate dallo stesso Istituto successivamente alla pubblicazione del presente bando.  Notizie ImpreseOggi
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Luca Paci campione di catture no kill al pesce più grosso 2022 al lago Arcobaleno di Riccione

Cooperativa sociale Cento Fiori - Ven, 28/10/2022 - 15:30
Dei 44 pescatori usciti vincitori delle gare dei fine settimana in 7 si aggiudicano i premi assoluti: oltre a Paci, sul podio Cristian Soldati secondo, Massimo Gasperoni, Mario Savini, Massimo Spagnoli, Saverio Leone e Mirko Zavatta.

Riccione – Si sono affrontati nella sfida di pescare il pesce più grosso (per poi rilasciarlo, ovviamente) al lago Arcobaleno di Riccione tutti i fine settima da marzo a ottobre e anche la sera da maggio a settembre. E domenica 23 ottobre Luca Paci, tra tutti i vincitori della stagione, ha fatto la pescata vincente nella finale annuale con un pesce di quasi 8 chili: campione assoluto 2022. Che festeggerà affettando un prosciutto San Daniele di 12 chili e mezzo.

Secondo Cristian Soldati, premiato con un prosciutto di Parma da 11 chilogrammi. Un prosciutto anche per il terzo classificato, Massimo Gasperoni, e al quarto, Mario Savini. Si contenterà di una grigliata di salsiccia da 4 chili il quinto classificato Massimo Spagnoli, mentre sesti a pari merito Saverio Leone e Mirko Zavatta si sono aggiudicati speck e salame. Insomma, oltre ad aver primeggiato sui 44 finalisti con le catture, probabilmente i sette vincitori lo faranno anche con il colesterolo.

Da sabato 29 ottobre alle 14, tutti i weekend gara a peso per tutti. E’ sempre permesso pescare anche senza partecipare alle gare. Iscriversi prima whatsapp al n 333.4492221 www.lagoarcobaleno.com.

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Bandi PNRR: Contributi a fondo perduto per la digitalizzazione e l’innovazione di imprese, associazioni, cooperative che operano nel settore della cultura.

Novità in vista per le associazioni, le cooperative, le imprese e per gli Enti del Terzo Settore in genere, che operano nel settore della cultura e che hanno intenzione di mettere in cantiere, nei prossimi mesi, progetti o iniziative per incrementare le proprie attività. E’ stato pubblicato, infatti, da parte del Ministero dei Beni Culturali, l’avviso relativo alla concessione di contributi a fondo perduto a favore di imprese, associazioni, cooperative, enti del terzo settore in generale, che operano nei settori culturali e creativi e che vogliono realizzare innovazione e la transizione verso il digitale. I finanziamenti a fondo perduto rientrano nelle previsioni dei Bandi PNRR e fanno capo alla Missione 1 “Digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura”, Componente 3 “Turismo e Cultura 4.0 (M1C3)”, Misura 3 “Industria culturale e creativa 4.0”, Investimento 3.3 “Capacity building per gli operatori della cultura per gestire la transizione digitale e verde”. Le domande, da presentarsi on-line sul portale gestito da Invitalia, partiranno alle ore 12:00 del giorno 3 novembre 2022 per terminare alle ore 18:00 del giorno 01 febbraio 2023. Ricca la dotazione: 115 milioni di euro per l’innovazione e la digitalizzazione delle proprie attività. Beneficiari del bando a fondo perduto.   Possono richiedere il finanziamento a fondo perduto:
  • le imprese, sia società di capitali che di persone comprese le cooperative, che abbiano caratteristiche dimensionali di micro o piccola impresa;
  • le associazioni non riconosciute, le fondazioni, le organizzazioni dotate di personalità giuridica no profit, nonché tutti gli Enti che rientrano nel Codice del Terzo settore, iscritti o in corso di iscrizione al RUNTS e che risultano costituiti alla data del 31.12.2020.
I requisiti che i sopra citati soggetti devono possedere al momento della presentazione della domanda sono:
  • essere iscritti, se previsto dalle normative, nel Registro delle Imprese tenuto dalla Camera di Commercio;
  • non essere in liquidazione, fallite o in concordato preventivo, liquidazione coatta amministrativa o volontaria e in amministrazione controllata o straordinaria;
  • essere in regola con le disposizioni vigenti in materia di normativa edilizia ed urbanistica, del lavoro, della prevenzione degli infortuni e della salvaguardia dell’ambiente;
  • essere in regola con il pagamento dei contributi previdenziali;
  • avere titolo a ricevere aiuti de minimis, e non essere incorsi in cause che ne hanno provocato il loro recupero, o la loro decadenza o essere incorsi in cause che ne hanno dichiarato la loro illegalità
Progetti ammissibili e durata I progetti, per essere dichiarati ammissibili, non devono avere un importo superiore ad euro 100.000,00, al netto dell’iva, nel caso in cui questa non rappresenti un costo per il soggetto realizzatore. Nel caso, invece, sia un costo perché non si può operare la detrazione (come nel caso di associazioni prive di partita iva o in regimi forfettari), l’importo sarà considerato iva compresa. La durata del progetto non deve essere superiore a 18 mesi, a partire dalla data di accettazione del provvedimento di ammissione. Gli interventi, per essere ammissibili, dovranno riguardare:
  • la creazione di nuovi prodotti culturali e creativi per la diffusione live e online;
  • la circolazione e diffusione dei prodotti culturali verso un nuovo pubblico e verso l’estero. Rientrano in questa casistica la veicolazione dei propri contenuti in streaming o la realizzazione di contenuti a favore di soggetti deboli;
  • la realizzazione di attività per la fruizione del proprio patrimonio attraverso modalità e strumenti innovativi di offerta
  • digitalizzazione del proprio patrimonio con l’obiettivo di conservarlo o diffonderlo;
  • l’incremento all’utilizzo del crowdsourcing e lo sviluppo di piattaforme open source per la realizzazione e condivisione di progetti community-based.
Gli interventi e i progetti devono rientrare nei seguenti ambiti:
  • Musica;
  • Audiovisivo e radio (inclusi: film/cinema, televisione, videogiochi, software e multimedia);
  • Moda;
  • Architettura e Design;
  • Arti visive (inclusa fotografia);
  • Spettacolo dal vivo e Festival;
  • Patrimonio culturale materiale e immateriale (inclusi: archivi, biblioteche e musei);
  • Artigianato artistico;
  • Editoria, libri e letteratura.
Spese ammissibili al contributo a fondo perduto. Le spese, per essere ammissibili al contributo a fondo perduto, dovranno riguardare:
  • impianti, macchinari, attrezzature, arredi e mezzi mobili;
  • beni immateriali quali licenze o concessione per programmi informatici, brevetti, licenze e marchi, nonché certificazioni, know-how e conoscenze tecniche, anche non brevettate;
  • opere murarie fino al limite massimo del 20% del progetto di spesa ammissibile per l’adeguamento degli spazi in uso al soggetto realizzatore al nuovo progetto presentato.
Rientrano nel finanziamento, purchè nel limite massimo del 20% delle spese ammissibili e comunque funzionali al progetto stesso, le spese riguardanti il capitale circolante netto, come le materie prime per la realizzazione del progetto, le utenze dei locali, le spese del personale. Importo del contributo a fondo perduto. Il contributo a fondo perduto è pari all’80% delle spese dichiarate ammissibili, fino a un massimo di euro 75.000,00. Il contributo è erogato tramite una procedura valutativa, e non a sportello, per cui rimane indifferente il momento della presentazione della domanda salvo che questa, ovviamente, sia presentata nel periodo indicato in precedenza Notizie ImpreseOggi
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Bandi PNRR: Contributi a fondo perduto per la digitalizzazione e l’innovazione di imprese, associazioni, cooperative che operano nel settore della cultura.

Novità in vista per le associazioni, le cooperative, le imprese e per gli Enti del Terzo Settore in genere, che operano nel settore della cultura e che hanno intenzione di mettere in cantiere, nei prossimi mesi, progetti o iniziative per incrementare le proprie attività. E’ stato pubblicato, infatti, da parte del Ministero dei Beni Culturali, l’avviso relativo alla concessione di contributi a fondo perduto a favore di imprese, associazioni, cooperative, enti del terzo settore in generale, che operano nei settori culturali e creativi e che vogliono realizzare innovazione e la transizione verso il digitale. I finanziamenti a fondo perduto rientrano nelle previsioni dei Bandi PNRR e fanno capo alla Missione 1 “Digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura”, Componente 3 “Turismo e Cultura 4.0 (M1C3)”, Misura 3 “Industria culturale e creativa 4.0”, Investimento 3.3 “Capacity building per gli operatori della cultura per gestire la transizione digitale e verde”. Le domande, da presentarsi on-line sul portale gestito da Invitalia, partiranno alle ore 12:00 del giorno 3 novembre 2022 per terminare alle ore 18:00 del giorno 01 febbraio 2023. Ricca la dotazione: 115 milioni di euro per l’innovazione e la digitalizzazione delle proprie attività. Beneficiari del bando a fondo perduto.   Possono richiedere il finanziamento a fondo perduto:
  • le imprese, sia società di capitali che di persone comprese le cooperative, che abbiano caratteristiche dimensionali di micro o piccola impresa;
  • le associazioni non riconosciute, le fondazioni, le organizzazioni dotate di personalità giuridica no profit, nonché tutti gli Enti che rientrano nel Codice del Terzo settore, iscritti o in corso di iscrizione al RUNTS e che risultano costituiti alla data del 31.12.2020.
I requisiti che i sopra citati soggetti devono possedere al momento della presentazione della domanda sono:
  • essere iscritti, se previsto dalle normative, nel Registro delle Imprese tenuto dalla Camera di Commercio;
  • non essere in liquidazione, fallite o in concordato preventivo, liquidazione coatta amministrativa o volontaria e in amministrazione controllata o straordinaria;
  • essere in regola con le disposizioni vigenti in materia di normativa edilizia ed urbanistica, del lavoro, della prevenzione degli infortuni e della salvaguardia dell’ambiente;
  • essere in regola con il pagamento dei contributi previdenziali;
  • avere titolo a ricevere aiuti de minimis, e non essere incorsi in cause che ne hanno provocato il loro recupero, o la loro decadenza o essere incorsi in cause che ne hanno dichiarato la loro illegalità
Progetti ammissibili e durata I progetti, per essere dichiarati ammissibili, non devono avere un importo superiore ad euro 100.000,00, al netto dell’iva, nel caso in cui questa non rappresenti un costo per il soggetto realizzatore. Nel caso, invece, sia un costo perché non si può operare la detrazione (come nel caso di associazioni prive di partita iva o in regimi forfettari), l’importo sarà considerato iva compresa. La durata del progetto non deve essere superiore a 18 mesi, a partire dalla data di accettazione del provvedimento di ammissione. Gli interventi, per essere ammissibili, dovranno riguardare:
  • la creazione di nuovi prodotti culturali e creativi per la diffusione live e online;
  • la circolazione e diffusione dei prodotti culturali verso un nuovo pubblico e verso l’estero. Rientrano in questa casistica la veicolazione dei propri contenuti in streaming o la realizzazione di contenuti a favore di soggetti deboli;
  • la realizzazione di attività per la fruizione del proprio patrimonio attraverso modalità e strumenti innovativi di offerta
  • digitalizzazione del proprio patrimonio con l’obiettivo di conservarlo o diffonderlo;
  • l’incremento all’utilizzo del crowdsourcing e lo sviluppo di piattaforme open source per la realizzazione e condivisione di progetti community-based.
Gli interventi e i progetti devono rientrare nei seguenti ambiti:
  • Musica;
  • Audiovisivo e radio (inclusi: film/cinema, televisione, videogiochi, software e multimedia);
  • Moda;
  • Architettura e Design;
  • Arti visive (inclusa fotografia);
  • Spettacolo dal vivo e Festival;
  • Patrimonio culturale materiale e immateriale (inclusi: archivi, biblioteche e musei);
  • Artigianato artistico;
  • Editoria, libri e letteratura.
Spese ammissibili al contributo a fondo perduto. Le spese, per essere ammissibili al contributo a fondo perduto, dovranno riguardare:
  • impianti, macchinari, attrezzature, arredi e mezzi mobili;
  • beni immateriali quali licenze o concessione per programmi informatici, brevetti, licenze e marchi, nonché certificazioni, know-how e conoscenze tecniche, anche non brevettate;
  • opere murarie fino al limite massimo del 20% del progetto di spesa ammissibile per l’adeguamento degli spazi in uso al soggetto realizzatore al nuovo progetto presentato.
Rientrano nel finanziamento, purchè nel limite massimo del 20% delle spese ammissibili e comunque funzionali al progetto stesso, le spese riguardanti il capitale circolante netto, come le materie prime per la realizzazione del progetto, le utenze dei locali, le spese del personale. Importo del contributo a fondo perduto. Il contributo a fondo perduto è pari all’80% delle spese dichiarate ammissibili, fino a un massimo di euro 75.000,00. Il contributo è erogato tramite una procedura valutativa, e non a sportello, per cui rimane indifferente il momento della presentazione della domanda salvo che questa, ovviamente, sia presentata nel periodo indicato in precedenza Notizie ImpreseOggi
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Richiedente asilo alla Cento Fiori trova portafoglio con oltre 700 euro sulla ciclabile, lo porta al bar Cecchini: ritrovato il proprietario.

Cooperativa sociale Cento Fiori - Ven, 21/10/2022 - 14:39

Rimini – Oltre 700 euro in contanti in un portafoglio rinvenuto sulla pista ciclabile di Spadarolo. Il giovane richiedente asilo si guarda intorno, non c’è nessuno che potrebbe averlo perso. Lì vicino c’è il bar Cecchini, entra e chiede al proprietario del bar di aiutarlo. Unica traccia, un numero telefonico in un biglietto da visita. Al quale risponde il proprietario del portafoglio, che era poche centinaia di metri distante, mentre stava proprio cercando il portafoglio.

E’ una storia di senso civico e di generosità quella che riguarda un giovane richiedente asilo che risiede in una struttura della Cooperativa Sociale Cento Fiori, Maurizio Cecchini, dell’omonimo bar a Spadarolo di Rimini, e un anonimo signore. Senso civico del giovane e di Maurizio, generosità del proprietario del portafoglio che ha voluto ricompensare il richiedente asilo per la sua onestà.

Ora il ragazzo è stato assunto al ruolo di una specie di eroe dai clienti del noto bar di Spadarolo: «Te sei quello che ha trovato il portafoglio e l’ha restituito?» E giù pacche sulle spalle, caffè pagati. Insomma, nel piccolo centro di periferia la gente trova il modo per far sentire il proprio apprezzamento con piccoli gesti. E far sentire il giovane straniero uno di casa.

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No alla partecipazione a Gare Pubbliche in caso di debiti tributari anche non definitivi.

Sulla Gazzetta Ufficiale - Serie Generale n.239 del 12-10-2022 è stato pubblicato il decreto che dà attuazione all’art. 80 c.4 quinto periodo del D.LGS. 50/2016 (Codice degli Appalti) con il quale una stazione appaltante può escludere dalla partecipazione a una gara pubblica una impresa che ha commesso gravi violazioni, anche se non definitivamente accertate, di obblighi relativi al pagamento di imposte, tasse o contributi. Ambito di applicazione. All’articolo 2 il Decreto in commento definisce cosa si intende per “violazione di obblighi tributari o previdenziali". In particolare, si ha una violazione che potenzialmente può causare l’esclusione ad una gara pubblica, qualora l’impresa non abbia pagato imposte, tasse o contributi derivanti da:
  1. Avvisi di accertamento emessi a seguito di controllo o liquidazione da parte degli uffici preposti;
  2. Cartelle di pagamento comprese quelle derivanti da comunicazioni di irregolarità (c.d. “avvisi bonari”);
Soglia di gravità. Il provvedimento legislativo del MEF individua una soglia minima per valutare se la violazione ha il carattere della “gravità”. Qualora questa soglia venga superata, la stazione appaltante può invocare l’esclusione del partecipante, in quanto verificata la prescritta “gravità”. La soglia, prevista dall’art. 3, è pari al 10% dell’importo dell’appalto. In sostanza, se l’impresa partecipante ha ricevuto un avviso di accertamento, anche se non definitivo, il cui importo presuntivamente evaso, al netto di sanzioni e interessi, è superiore del 10% del valore dell’appalto a cui vuole partecipare, può essere esclusa dalla gara. In caso di gare suddivise in lotti, il valore dell’appalto è pari all’importo del lotto al quale l’impresa vuole partecipare. Ad ogni modo, onde evitare esclusioni per importi oggettivamente insignificanti, l’art. 3 prevede che l’importo della presunta omissione non deve essere inferiore ad euro 35.000. In pratica, l’esclusione può operare solo in presenza di appalti con importi almeno di euro 350.000,00. Violazione non definitivamente accertata. L’art. 4 del Decreto Legge stabilisce che la stazione appaltante può escludere una impresa dalla gara, qualora questa abbia ricevuto un avviso di accertamento o una cartella di pagamento che sono stati oggetto di impugnazione davanti al Giudice competente.  L’impresa, invece, non può essere esclusa qualora il ricorso è stato accolto ma la sentenza non è ancora passata in giudicato. In poche parole, se il partecipante ha impugnato un avviso di accertamento in primo grado, ma sono ancora pendenti i termini per il ricorso da parte dell’Ufficio, non può essere escluso dalla gara in quanto non si è in presenza di una “violazione non definitivamente accertata”.  Lo stesso discorso vale anche qualora l’atto sia stato impugnato ma è stato emesso solo un provvedimento di sospensione dello stesso, rimandando la decisione successivamente. Conclusioni. La chiosa finale, che riporta il pensiero dell’estensore di questo articolo, tocca ancora una volta il tema della colpevolezza fino a prova contraria, con evidenti effetti sul sistema imprenditoriale di questo Paese. Appare chiaro, infatti, che una impresa può essere esclusa dalla gara non in base a una accertata e definitiva violazione (per la quale si può convenire la correttezza della conseguente esclusione), ma sulla base di una violazione che non necessariamente è detto che alla fine dell'iter giuridico si dimostri tale.  Solo un giudizio a favore può ripristinare una presunta legalità, con l’evidente problema, però, che questo può avvenire a distanza di molti anni, causando un costo inammissibile e spropositato per le imprese sane.     Notizie ImpreseOggi
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No alla partecipazione a Gare Pubbliche in caso di debiti tributari anche non definitivi.

Sulla Gazzetta Ufficiale - Serie Generale n.239 del 12-10-2022 è stato pubblicato il decreto che dà attuazione all’art. 80 c.4 quinto periodo del D.LGS. 50/2016 (Codice degli Appalti) con il quale una stazione appaltante può escludere dalla partecipazione a una gara pubblica una impresa che ha commesso gravi violazioni, anche se non definitivamente accertate, di obblighi relativi al pagamento di imposte, tasse o contributi. Ambito di applicazione. All’articolo 2 il Decreto in commento definisce cosa si intende per “violazione di obblighi tributari o previdenziali". In particolare, si ha una violazione che potenzialmente può causare l’esclusione ad una gara pubblica, qualora l’impresa non abbia pagato imposte, tasse o contributi derivanti da:
  1. Avvisi di accertamento emessi a seguito di controllo o liquidazione da parte degli uffici preposti;
  2. Cartelle di pagamento comprese quelle derivanti da comunicazioni di irregolarità (c.d. “avvisi bonari”);
Soglia di gravità. Il provvedimento legislativo del MEF individua una soglia minima per valutare se la violazione ha il carattere della “gravità”. Qualora questa soglia venga superata, la stazione appaltante può invocare l’esclusione del partecipante, in quanto verificata la prescritta “gravità”. La soglia, prevista dall’art. 3, è pari al 10% dell’importo dell’appalto. In sostanza, se l’impresa partecipante ha ricevuto un avviso di accertamento, anche se non definitivo, il cui importo presuntivamente evaso, al netto di sanzioni e interessi, è superiore del 10% del valore dell’appalto a cui vuole partecipare, può essere esclusa dalla gara. In caso di gare suddivise in lotti, il valore dell’appalto è pari all’importo del lotto al quale l’impresa vuole partecipare. Ad ogni modo, onde evitare esclusioni per importi oggettivamente insignificanti, l’art. 3 prevede che l’importo della presunta omissione non deve essere inferiore ad euro 35.000. In pratica, l’esclusione può operare solo in presenza di appalti con importi almeno di euro 350.000,00. Violazione non definitivamente accertata. L’art. 4 del Decreto Legge stabilisce che la stazione appaltante può escludere una impresa dalla gara, qualora questa abbia ricevuto un avviso di accertamento o una cartella di pagamento che sono stati oggetto di impugnazione davanti al Giudice competente.  L’impresa, invece, non può essere esclusa qualora il ricorso è stato accolto ma la sentenza non è ancora passata in giudicato. In poche parole, se il partecipante ha impugnato un avviso di accertamento in primo grado, ma sono ancora pendenti i termini per il ricorso da parte dell’Ufficio, non può essere escluso dalla gara in quanto non si è in presenza di una “violazione non definitivamente accertata”.  Lo stesso discorso vale anche qualora l’atto sia stato impugnato ma è stato emesso solo un provvedimento di sospensione dello stesso, rimandando la decisione successivamente. Conclusioni. La chiosa finale, che riporta il pensiero dell’estensore di questo articolo, tocca ancora una volta il tema della colpevolezza fino a prova contraria, con evidenti effetti sul sistema imprenditoriale di questo Paese. Appare chiaro, infatti, che una impresa può essere esclusa dalla gara non in base a una accertata e definitiva violazione (per la quale si può convenire la correttezza della conseguente esclusione), ma sulla base di una violazione che non necessariamente è detto che alla fine dell'iter giuridico si dimostri tale.  Solo un giudizio a favore può ripristinare una presunta legalità, con l’evidente problema, però, che questo può avvenire a distanza di molti anni, causando un costo inammissibile e spropositato per le imprese sane.     Notizie ImpreseOggi
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A Giuliano, ai genitori di Valentina e ai familiari delle vittime del Centro 21

Cooperativa sociale Cento Fiori - Mar, 11/10/2022 - 17:45

L’immane tragedia dell’A4, che si è abbattuta su ragazzi e volontari dell’associazione Cuore21, ci ha colpito nel profondo dell’animo e ci lascia costernati; ancor più perché il drammatico evento ci tocca direttamente, in quanto ha coinvolto, tra le altre, anche la famiglia di un nostro socio storico. Siamo vicine ai familiari di tutte le vittime, che oggi sono affranti da un dolore immenso. A loro giungano le nostre più sentite condoglianze e un forte abbraccio. Il ricordo dei loro Cari prematuramente scomparsi ci guiderà nel percorrere, con ancora più forza e consapevolezza, la strada della solidarietà e del bene comune.

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Esclusa la responsabilità di chi acquista crediti derivanti da Bonus fiscali se c’è visto di conformità e asseverazione.

L’Agenzia delle Entrate, con circolare n. 33/e del 06 ottobre 2022, pone finalmente un punto chiaro e preciso circa le responsabilità di chi acquista, in buona fede, i crediti derivanti da lavori 110 o bonus edilizi vari. Non che ce ne fosse bisogno, stante il tenore delle norme vigenti, ma è apprezzabile l’intervento soprattutto in quanto fa una certa chiarezza su cosa lei intende quando parla di dolo o colpa grave. Un passo indietro, però. Prima dell’introduzione del Decreto Aiuti e di quello Aiuti – bis, l’art. 121 del D.L. 34/2020, nelle varie riformulazioni succedute nel tempo, prevedeva una generica responsabilità dell’acquirente del credito fiscale, non distinguendo per lo stesso se l’acquisto fosse stato posto in essere con dolo o con colpa. Nel silenzio, quindi, bastava anche semplicemente una colpa lieve per essere chiamati a rispondere di eventuali truffe svolte dal soggetto cedente. I due Decreti Aiuti hanno posto un limite a questa responsabilità, limitandola al dolo e alla sola colpa grave. La circolare n. 33/e si incarica di definire e circoscrivere meglio cosa si intende, quindi, quando si parla di comportamento doloso o viziato da colpa grave. Per farlo, opera un richiamo al D.Lgs. 472/97 e alla circolare 180 del 10 luglio 1998, le quali precisano che:
  • Per dolo si intende quell’azione che è attuata “con l’intento di pregiudicare la determinazione dell’imponibile o dell’imposta ovvero diretta ad ostacolare l’attività amministrativa di accertamento”. In sostanza, l’azione deve essere preordinata all’evasione e vi deve essere la consapevolezza, nell’autore, del suo comportamento fraudolento. Nel caso della cessione dei crediti fiscali, il dolo lo si rileva quando chi compra partecipa al disegno truffaldino oppure quando si capisce che i crediti oggetto di cessione sono inesistenti in maniera macroscopica e, nonostante tale evidenza, l’acquirente procede comunque al suo acquisto.
  • Per colpa grave si intende “quando l’imperizia o la negligenza del comportamento sono indiscutibili e non è possibile dubitare ragionevolmente del significato e della portata della norma violata e, di conseguenza, risulta evidente la macroscopica inosservanza di elementari obblighi tributari”. Per determinare il grado della colpa occorre fare riferimento alle nozioni tecniche della persona che ha operato l’acquisto. In sostanza una colpa potrà essere grave se rapportata a un commercialista ma non può essere, al contrario, lieve o addirittura inesistente per un imbianchino. Nel caso della cessione dei crediti fiscali, si avrà senz’altro colpa grave quando si acquista un credito senza avere la benchè minima documentazione oppure questa è contradditoria, come ad esempio nel caso in cui sia indicato un immobile diverso da quello che ha generato il credito fiscale oggetto di cessione.
L’articolo 14 del Decreto Aiuti opera una presunzione di legge ed esclude che vi sia dolo o colpa grave:
  • In caso di crediti derivanti da Superbonus 110, quando vi è il visto di conformità, le attestazioni e le asseverazioni previste dalle norme vigenti. Quindi, trattandosi di interventi che rientrano nel bonus 110, non vi potrai mai essere responsabilità per dolo o colpa grave da parte di chi acquista, essendo documentazione necessaria alla circolazione del credito stesso;
  • Per i bonus edilizi diversi dal 110 (ristrutturazioni, ecobonus, eccetera), qualora vi sia, anche in questo caso,  la presenza di attestazioni o asseverazioni. In sostanza, tutti quei crediti sorti o ceduti a partire dal 12 novembre 2021;
  • Per i crediti diversi dal 110 ante 12 novembre 2021, la limitazione della responsabilità ai soli casi di dolo o colpa grave opera solo ed esclusivamente se si reperisce oggi l’attestazione della congruità dei prezzi e il visto di conformità, ancorchè all’epoca non obbligatoria. Questa esimente non opera nel caso in cui chi compra è una banca o una assicurazione, le quali non potranno invocare il richiamo alla sola colpa grave o dolo.
 

 

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