Pastificio Colussi, dopo l'incontro con maestranze e sindacati Zavoli e Gambini interpellano il ministro Marzano.

"Il Governo è a conoscenza di quanto sta avvenendo nello stabilimento di Rimini e in che modo intende intervenire per scongiurare una chiusura che, stando alle premesse e alle dichiarazioni dell'azienda, appare del tutto immotivata, oltre che dannosa per l'economia del territorio e delle famiglie dei lavoratori coinvolti"? E' una delle due domande che i parlamentari dell'Ulivo, il senatore Sergio Zavoli e il deputato Sergio Gambini, hanno rivolto al ministro per le Attività produttive Marzano, attraverso un'interrogazione depositata quest'oggi in entrambi i rami del Parlamento. I due parlamentari intervengono nella vicenda dell'ex pastificio Ghigi, dopo aver incontrato nei giorni scorsi una delegazione di lavoratori della Colussi spa, attuale proprietaria dello stabilimento. E lo fanno cercando lo strumento più celere tra quelli a disposizione, per ottenere qualche risposta che aiuti a chiarire e sbloccare una vicenda non del tutto definita. Oltre allo spettro della chiusura che grava sulle 70 famiglie dei dipendenti, resta da chiarire quale sarà il destino dell'immobile sulla superstrada di San Marino, per il quale i Consigli Comunale e Provinciale hanno già dichiarato, attraverso due ordini del giorno approvati, che non ci sarà alcun cambio di destinazione d'uso.

Negli incontri avuti i dipendenti hanno spiegato la loro mobilitazione per salvaguardare non solo il posto di lavoro, ma anche una realtà industriale che fino allo scorso settembre veniva illustrata dall'azienda stessa come florida e strategica. Come risulta dall'accordo sottoscritto lo scorso 29 luglio con i sindacati e come risulta da notizie di stampa, che i due parlamentari citano: "nel 2003 sono riportati utili per 5 milioni di euro superiori all’anno precedente, la crescita di ricavi, l’acquisizione di nuovi marchi come la Sapori, oltre a quelli prestigiosi già di proprietà, come Pasta Agnesi, Riso Audisio, Flora, Misura e Liebig, e della spinta positiva agli utili data dalla divisione pasta, della quale il pastificio riminese è parte". E sul quale la Colussi ha investito, anche in ristrutturazioni. Su quest'ultimo aspetto si concentra la seconda domanda dei parlamentari riminesi al ministro Marzano: "Le risultano finanziamenti pubblici alla Colussi spa per ammodernamenti nei suoi stabilimenti, e in particolare di quello riminese? In caso affermativo, una eventuale chiusura del pastifico di Rimini sia compatibile con le procedure e gli obblighi che regolano le sovvenzioni pubbliche ricevute"?

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