Il blog. Qualche parola di introduzione.

The Croods,  film animato del 2013 scritto e diretto da Kirk De Micco e Chris Sanders.

In principio era una “Traccia sul web”. Web log, appunto. Poi contratta in “blog”. Una pagina dove segnavi dei link interessanti e al limite li commentavi. Poi però i motori di ricerca si sono evoluti in modo più estensivo, mentre lo strumento si è prestato a diventare qualcosa di più, una forma di editoria fuori dagli schemi formali conosciuti (e inaccessibili ai più), E' diventato un modo per raccontarsi e raccontare qualcosa – qualsiasi cosa – e confrontarsi con gli altri. Ma questa evoluzione la potete conoscere meglio se consultate

Media: 

Come si fa ad aprire un blog? E' facile, se scegli lo strumento giusto. Le magagne arrivano dopo.

Una scena del film Domani accadrà, di Daniele Luchetti

«Dai, uno di questi giorni ci sentiamo che mi spieghi un po' come si fa un blog». Qualche volta capita di sentirmi rivolgere questa domanda. Magari più per anzianità di servizio (il primo post su La casa di Kikko, il mio primo blog, è del 2003), che per meriti sul campo (se li contate, i testi, sono davvero pochini). E qualche volta mi capita di proporlo, a qualche amico o amica che leggo sui social network per i loro testi arguti o divertenti, o per le competenze che hanno costruito nei più disparati campi applicativi.

«Non ci piace essere chiamati negazionisti» e in vacanza in Italia non veniamo. Firmato: una famiglia tedesca

Spiaggia di Cesenatico

Nel 2011 Berlusconi voleva fare il testimonial per l'Italia turistica. Nel 2014 c'è riuscito, ma in negativo. A farne le spese, nel suo piccolo, Marco Scarponi, un amico albergatore che a Cesenatico gestisce l'hotel Serenissima Village, investe in promozione pubblicitaria sui giornali locali della Baviera e del Baden - Wurttemberg. Come altri colleghi in Riviera Romagnola. Del resto, le spiagge romagnole non erano chiamate la “Teutonen grill”? Potete immaginare la sua sorpresa quando, all'indomani della programmata uscita pubblicitaria, la prima mail che riceve non è di prenotazione , tutt'altro. Una famiglia gli ha scritto che avrebbe anche fatto loro piacere trascorrere una vacanza in Italia ma che avrebbero declinato perché «non ci piace essere chiamati negazionisti dell'Olocausto».

Storia del ragazzo malato di cancro, di una sottoscrizione e dei troll che si sentono ingannati

Stephen Sutton

C'era una volta, e c'è ancora, un ragazzo malato terminale di cancro. Stephen Sutton, questo il nome del ragazzo, ha 19 anni e decide di lanciare una raccolta fondi - la StephenStory - a sostegno del Teenage Cancer Trust, un'associazione di assistenza ai giovani malati. Ha il suo profilo twitter e apre una sottoscrizione su justgiving.com. Ha successo. Un enorme successo: la sua storia coinvolge il pubblico britannico al punto da versare oltre 3 milioni 200 mila sterline di fondi. Mentre è in ospedale. Pochi giorni fa Stephen esce dall'ospedale. Le sue condizioni si sono aggravate e decidono di farlo tornare a casa.

Comunicazione: 

«Io non credo nella pubblicità»

Irma la dolce, film di Billy Wilder

In queste ore Marco starà armeggiando con i primi clienti del suo albergo. Apre la struttura nella classica “ridente località di villeggiatura” a Pasqua e continuerà fino alla fine della stagione. In un dopopranzo domenicale mi racconta che a metà della stagione, mentre il suo hotel è quasi sempre pieno, incontrerà il suo dirimpettaio per il rito di scambiarsi le impressioni di imprenditori del turismo. Li immagino, pallidi come immancabilmente sono pallidi gli albergatori della Riviera romagnola, all'ombra di un pino, con il suo interlocutore a indagare i segreti del mestiere: «Ma te come fai ad avere l'albergo sempre pieno»? E Marco invariabilmente gli risponde: «io faccio molta pubblicità». Al che l'altro lo guarda e replica: «Io non credo nella pubblicità».

Comunicazione: 

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